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La formazione per “Pflegehelfer/in” o “Pflegeassistent/in” a Berlino

Chi valuta di entrare nel settore dell’assistenza sanitaria e geriatrica in Germania si scontra presto con una giungla di titoli, leggi regionali e durate di formazione diverse da un Land all’altro. A fare chiarezza arriva la seconda edizione (2023) del volume Pflegehilfe und Pflegeassistenz, pubblicato dal Bundesinstitut für Berufsbildung (BIBB, l’istituto federale per la formazione professionale) a cura di Anke Jürgensen. Il testo passa in rassegna le normative dei sedici Länder: qui ne riassumiamo la parte dedicata a Berlino, aggiornandola con le modifiche intervenute dopo il 2023.


Una professione, tanti nomi

In Germania esiste dal 2020 la formazione unificata di Pflegefachfrau / Pflegefachmann (infermiere generalista), regolata a livello federale dal Pflegeberufegesetz (PflBG). Sotto questo livello, però, restano figure di supporto che ogni Land disciplina a modo proprio: a Berlino si chiamano Pflegefachassistentin / Pflegefachassistent.

Insieme al Nordrhein-Westfalen e al Saarland, Berlino ha scelto dal 2020 un modello generalista, cioè una formazione unica che sostituisce le vecchie figure separate di aiuto infermiere e aiuto anziani. La durata, però, cambia molto da un Land all’altro: dodici mesi in Nordrhein-Westfalen, diciotto a Berlino, ventitré in Saarland. Il titolo, insomma, non basta da solo a capire quanto tempo richieda la formazione o quale livello di qualifica comporti.


Helfer o Assistent: la differenza

Il BIBB lo dice chiaramente: dalla sola denominazione professionale non si può dedurre né il livello di qualifica, né la durata della formazione, né il tipo di scuola. “Helfer” e “Assistent” non sono due gradini fissi di una stessa scala nazionale, ma etichette che ogni Land sceglie in autonomia. A livello di competenze, entrambe le figure si collocano comunque sullo stesso gradino qualificativo, sotto il Pflegefachmann / Pflegefachfrau (l’infermiere generalista federale): assistenza di base, cura della persona, documentazione, situazioni di cura stabili, in autonomia, sotto supervisione o come supporto a seconda della complessità del caso.

Nella pratica, però, la differenza si vede Land per Land: alcuni usano un solo termine per un’unica formazione (a Berlino esiste solo il Pflegefachassistent/in, 18 mesi, nessun “Pflegehelfer” separato); altri usano entrambi i termini per due percorsi distinti, tipicamente un “Helfer” più breve (spesso 12 mesi, livello base) e un “Assistent” più lungo (spesso 24 mesi, a volte abbinato anche a un titolo di studio generale come l’MSA). Alcuni nomi, infine, sono eredità del vecchio sistema pre-riforma, come “Krankenpflegehelfer” o “Altenpflegehelfer”, legati alle vecchie formazioni separate per ospedale e per anziani. Chi a Berlino sente parlare di “Pflegehelfer” si riferisce quindi quasi sempre a un titolo ottenuto in un altro Land, oppure a un uso colloquiale e non regolamentato del termine.


Le basi normative berlinesi

A Berlino la professione è regolata dal:

  • Gesetz über den Beruf der Pflegefachassistenz im Land Berlin (PflFAG) del 14 settembre 2021, e
  • dalla relativa Berliner Pflegefachassistenz-Ausbildungs- und -Prüfungsverordnung (BlnPflFAAPrV) del luglio 2022.

L’autorizzazione a usare il titolo professionale è rilasciata dal Landesamt für Gesundheit und Soziales (LAGeSo), l’ente competente in materia sanitaria e sociale della città.

Un dettaglio utile per chi arriva da un altro Land tedesco: le abilitazioni ottenute altrove per la Pflegefachassistenz sono riconosciute automaticamente anche a Berlino.


Requisiti di accesso e riconoscimento titoli esteri

Per iscriversi serve:

  • la Berufsbildungsreife (l’equivalente della licenza media), oppure
  • una formazione professionale già conclusa,
    più un livello di tedesco adeguato al percorso.

Dal 2024–2025, con la modifica del § 13 PflFAG, è stato introdotto un canale aggiuntivo: anche chi non ha un titolo scolastico formale può essere ammesso, se la scuola infermieristica esprime una prognosi positiva sulla capacità di completare con successo la formazione e superare l’esame di Stato.

Per chi ha conseguito una qualifica equivalente fuori dalla Germania, si applicano gli articoli 29–37 della PflFAG, che regolano il riconoscimento dei titoli esteri: in alcuni casi è possibile ottenere anche solo un’autorizzazione parziale, da completare con moduli integrativi. Per chi si trasferisce a Berlino dall’Italia con un’esperienza pregressa nell’assistenza, vale quindi la pena informarsi presso il LAGeSo su un eventuale riconoscimento, anche solo parziale.


Come è organizzata la formazione

Il percorso dura:

  • 18 mesi a tempo pieno, oppure
  • fino a 36 mesi part-time,

con possibilità di riduzione se si può far valere un’altra formazione già conclusa o superata parzialmente, oppure un percorso di accertamento delle competenze.

È diviso in due parti:

  • Parte scolastica: 1.000 ore tra teoria e pratica, presso una scuola infermieristica riconosciuta secondo la PflFAG, responsabile del coordinamento tra didattica e tirocinio.
  • Parte pratica: 1.200 ore svolte in strutture di cura acuta e di lunga degenza: ospedali, case di cura residenziali e servizi di assistenza domiciliare.

La formazione si conclude con un esame scritto, orale e pratico: quest’ultimo prevede l’assistenza di al massimo due persone in una situazione di cura stabile, seguita da un colloquio di riflessione sull’esperienza.

Durante il percorso è previsto un contratto di formazione tra l’ente formatore e lo studente, che dà diritto a una retribuzione adeguata (Ausbildungsvergütung), proprio come nella formazione duale classica tedesca.


Cosa fa un Pflegefachassistent

Il profilo professionale copre il contributo qualificato alla cura, assistenza e sorveglianza di persone non autosufficienti, in ambito ospedaliero, residenziale e domiciliare, con compiti preventivi, curativi, riabilitativi, palliativi e di supporto sociale. A Berlino, in particolare, queste mansioni si svolgono in autonomia ma sotto la responsabilità di un infermiere professionale (Pflegefachperson), mentre altri compiti richiedono supervisione diretta: tra questi, la misurazione dei parametri vitali, la somministrazione di farmaci, le iniezioni sottocutanee, le inalazioni e l’applicazione di calze compressive.


Un ponte verso la formazione da infermiere

Chi completa il percorso da Pflegefachassistent a Berlino non ottiene un passaggio automatico al titolo di Pflegefachfrau / Pflegefachmann (l’infermiere generalista federale), proprio per la differenza di durata tra i due percorsi. È però prevista una riduzione della durata della formazione superiore per chi ha già lavorato come Betreuungskraft ai sensi degli articoli 43b e 53b del libro undicesimo del codice sociale (SGB XI), o per chi ha già concluso un’altra formazione affine. Per molti, insomma, la Pflegefachassistenz resta un ingresso relativamente rapido nel settore, con la porta aperta a una qualifica più alta in un secondo momento.


Transizione dal vecchio “Krankenpflegehelfer” al nuovo modello

Fino a poco tempo fa a Berlino esisteva ancora, in parallelo, la figura di Gesundheits- und Krankenpflegehelfer/in, regolata dal Berliner Krankenpflegehilfegesetz (BlnKPHG). Questa formazione “vecchio stile” è stata progressivamente sostituita dalla Pflegefachassistenz generalista.

Le modifiche più recenti (2024–2025) hanno:

  • prorogato la fase transitoria: le formazioni avviate come “Krankenpflegehilfe” prima del 1° aprile 2022 possono essere completate non più fino al 31 marzo 2025, ma fino al 31 dicembre 2026;
  • stabilito che il BlnKPHG andrà fuori vigore il 31 dicembre 2026, perché da gennaio 2027 partiranno le nuove formazioni a base federale uniforme.

In pratica:

  • chi ha già un titolo di Gesundheits- und Krankenpflegehelfer/in ottenuto sotto il BlnKPHG mantiene il diritto a usare quella denominazione;
  • non si avviano più nuovi percorsi “vecchio stile”; tutto converge verso la figura di Pflegefachassistent/in (prima a norma berlinese, poi federale).

Perché può interessare la comunità italiana

Il settore dell’assistenza e della cura resta uno degli ambiti con maggiore richiesta di personale in Germania, e Berlino non fa eccezione. Per chi si trasferisce dall’Italia con esperienza pregressa in ambito sanitario o assistenziale, ma senza un titolo pienamente equiparabile a quello tedesco, la Pflegefachassistenz può rappresentare una via d’accesso più breve rispetto al percorso triennale da infermiere, con la possibilità concreta di proseguire gli studi in seguito.

Prima di iscriversi conviene comunque verificare:

  • i requisiti linguistici,
  • l’eventuale riconoscimento di titoli pregressi,
  • l’offerta delle scuole infermieristiche riconosciute in città,

contattando direttamente il LAGeSo o le scuole stesse.

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Per acquisire una panoramica chiara e comprensibile delle diverse professioni nel settore dell’assistenza e dei relativi percorsi di formazione, il 10/09/2026 alle ore 11:00 si terrà un apposito Workshop .

L’Italia resta indietro: pochi laureati e troppe disuguaglianze tra i giovani. Un confronto con la Germania

Nel nostro Paese, i giovani tra i 20 e i 34 anni sono 9 milioni e 101mila. Di questi, il 17,5% ha al più la licenza media, il 57,5% possiede un diploma e solo il 25,1% una laurea. In altre parole, appena un giovane su quattro completa un percorso universitario. Un dato che pesa ancora di più se confrontato con la media europea, superiore di 11,3 punti percentuali.

Il confronto con la Germania: un divario netto

La Figura 1 del report Istat mostra chiaramente il divario Italia-Germania. Mentre in Italia solo il 25,1% dei giovani 20-34enni è laureato, in Germania la percentuale raggiunge il 36,4% — un vantaggio di oltre 11 punti percentuali.

Per quanto riguarda i maschi, il dato italiano è del 23,2% contro il 33,1% tedesco. Per le femmine, l’Italia registra il 26,9% contro il 40,0% della Germania. Interessante notare che in Germania le donne sono nettamente più istruite degli uomini (+6,9 punti), mentre in Italia il divario è meno marcato (+3,7 punti).

CategoriaItaliaGermaniaDifferenza
Totale 20-34enni laureati25,1%36,4%-11,3%
Maschi laureati23,2%33,1%-9,9%
Femmine laureate26,9%40,0%-13,1%
Max licenza media17,5%10,2%+7,3%
Diploma57,5%42,2%+15,3%

Fonte: Istat, Giovani e mercato del lavoro – Anno 2024, Figura 1

Il tasso di occupazione dei 20-34enni usciti dai percorsi di istruzione è pari al 70,2% in Italia, ma con forti differenze per titolo di studio: 56,2% per chi ha al più un titolo secondario inferiore, 71,1% tra i diplomati e 82,2% tra i laureati. La disoccupazione tra i laureati scende al 7,2%, contro il 17,1% dei meno istruiti.

Perché molti giovani italiani non continuano gli studi

Uno degli aspetti più critici riguarda la scelta di non proseguire gli studi dopo il diploma. Nel 2024 il 60,7% dei giovani con un diploma che consente l’accesso a un corso terziario non ha mai intrapreso percorsi di studio di livello più elevato. Il motivo prevalente è la volontà di iniziare a lavorare, dichiarato da oltre sei diplomati su 10.

A differenza della media europea, dove l’abbandono degli studi è spesso legato a difficoltà accademiche o alla mancanza di interesse (49,8% delle interruzioni), in Italia sono più frequenti le interruzioni dovute al desiderio di lavorare (24,5% contro 12,1% nell’UE) e alle ragioni familiari o personali (24,3% contro 15,2%).

Laurearsi conviene, ma nel Mezzogiorno non basta

Il report conferma una verità che gli economisti ripetono da anni: laurearsi aiuta a trovare lavoro. Il tasso di occupazione dei laureati 20-34enni è dell’82,2%, contro il 56,2% dei meno istruiti. La disoccupazione crolla al 7,2% per i laureati (contro il 17,1% dei meno istruiti).

Il quadro, però, si complica quando si guarda alle differenze territoriali. Nel Mezzogiorno, il tasso di occupazione dei 20-34enni è fermo al 54,0%, contro il 74,9% del Centro e l’81,4% del Nord. Anche tra i laureati le distanze si riducono ma rimangono importanti: nel Mezzogiorno il tasso di occupazione dei laureati è pari al 70,7% (82,3% nel Centro e 88,7% nel Nord).

Le donne: più istruite ma più penalizzate

Facendo una distinzione di genere tra i giovani di 20–34 anni, il tasso di occupazione è 77,4% per gli uomini e 61,9% per le donne: in totale, gli uomini sono occupati in misura superiore di 15,5 punti percentuali.

Tuttavia, questo divario non è uguale per tutti i livelli di istruzione. Al crescere del titolo di studio, la differenza tra uomini e donne diminuisce molto:

  • Per chi ha titoli di studio bassi (es. licenza media o meno), il divario occupazionale di genere è di 34,1 punti (gli uomini sono molto più occupati delle donne).
  • Per chi ha un titolo terziario (laurea o superiore), il divario si riduce a soli 4,1 punti.

In pratica: laurearsi rende il mercato del lavoro più equo tra uomini e donne, anche se le donne restano comunque leggermente più penalizzate.

Perché la Germania fa meglio? Guardando al modello tedesco

Per molti italiani all’estero — e in particolare per chi vive in Germania questo scenario appare ancora più evidente. Il sistema tedesco vanta diversi elementi chiave:

  • Sistema duale: l’integrazione tra formazione scolastica e esperienza lavorativa rende il percorso più accessibile e concreto
  • Sostegno economico agli studenti: BAföG (sussidi), prestiti e agevolazioni riducono i costi dell’università
  • Collegamento università-mondo del lavoro: le aziende collaborano attivamente con gli atenei
  • Welfare più robusto: i fattori familiari pesano meno sulle scelte educative (solo 15,2% delle interruzioni in UE per motivi familiari contro 24,3% in Italia)

In Italia, la transizione dalla scuola/università al mondo del lavoro è più lenta rispetto all’Europa. Tra i laureati, il divario Italia-UE27 nel tasso di occupazione passa da 10,6 punti (74,2% e 84,9%) per i laureati da non più di 3 anni a soli 2,4 punti (87,4% e 89,8%) per chi si è laureato oltre 3 anni.

Investire sui giovani significa investire nell’Italia

Il rischio, per l’Italia, è quello di rimanere intrappolata in un circolo vizioso: pochi laureati, meno innovazione, crescita economica più lenta e nuove generazioni sempre più spinte a cercare altrove le proprie opportunità.

Il report Istat del 26 maggio 2026 fotografa un Paese con una quota di laureati ancora distante dalla media europea e dal modello tedesco. Invertire questa tendenza richiederà interventi concreti, non solo sul sistema educativo, ma anche sul mercato del lavoro e sulle politiche sociali.

Perché oggi più che mai, investire nella formazione dei giovani significa investire nel futuro del Paese.

20 borse di studio per il Master in Business Administration presso la Luiss Business School

Un’opportunità concreta per giovani manager e professionisti che vogliono acquisire una specializzazione manageriale di alto livello. La scadenza per candidarsi è il 15 giugno 2026.

La Luiss Business School ha lanciato un bando per 20 borse di studio destinate alla frequenza del proprio Master in Business Administration (MBA) a tempo pieno, con sede a Roma. Una quota delle borse è riservata espressamente a studenti internazionali, rendendo il programma accessibile anche a candidati provenienti dall’estero — tra cui chi si trova attualmente in Germania.

Un programma pensato per chi vuole sviluppare competenze manageriali avanzate e la consapevolezza necessaria per avere successo nell’economia globale.

Le borse sono assegnate in base all’eccellenza accademica e al merito professionale dimostrato dai candidati. Non si tratta dunque di un sostegno puramente economico, ma di un riconoscimento del talento e del potenziale di chi aspira a una carriera manageriale di livello internazionale.

A chi è rivolto il programma

Il Full-time MBA della Luiss Business School si rivolge a due profili distinti, accomunati dalla volontà di imprimere un salto di qualità alla propria carriera:

Profili destinatari

  • Giovani professionisti con almeno tre anni di esperienza lavorativa che desiderano acquisire una solida formazione manageriale e accelerare la propria crescita professionale.
  • Quadri intermedi intenzionati a sviluppare nuovi strumenti imprenditoriali, comprendere le sfide sociali contemporanee e acquisire la capacità di promuovere il cambiamento all’interno delle organizzazioni.

Obiettivi del programma

Il percorso MBA non si limita a trasmettere conoscenze tecniche: punta a formare leader capaci di leggere i contesti economici globali, dare vita a nuove idee imprenditoriali e affrontare le questioni sociali con visione critica. La combinazione di rigore accademico, networking internazionale e approccio pratico è da sempre il marchio distintivo dei programmi Luiss.

La presenza di una quota riservata a studenti internazionali segnala la vocazione globale del programma, che si arricchisce della diversità di prospettive portata da partecipanti con background culturali e professionali differenti.


Scadenza presentazione domande

15 giugno 2026

Sito del corso
Scarica il bando

Il Gründungszuschuss: un’opportunità per avviare un’attività autonoma in Germania

Il Gründungszuschuss è uno degli strumenti più interessanti messi a disposizione dallo Stato tedesco per chi desidera avviare un’attività in proprio. Si tratta di un sussidio destinato ai beneficiari di Arbeitslosengeld I (ALG I) che intendono diventare lavoratori autonomi, offrendo un supporto economico nei primi mesi — spesso decisivi — della nuova attività.

Cos’è il Gründungszuschuss

Il Gründungszuschuss è un contributo erogato dall’Agentur für Arbeit a favore di chi percepisce l’indennità di disoccupazione ALG I e decide di avviare un’attività autonoma a tempo pieno (hauptberuflich).

L’obiettivo è ridurre il rischio finanziario iniziale e incentivare la creazione di nuove imprese, soprattutto tra professionisti qualificati e lavoratori con esperienza.

Requisiti principali

Per accedere al Gründungszuschuss è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali:

  • Essere beneficiari di Arbeitslosengeld I (non Bürgergeld / ex ALG II)
  • Avere almeno 150 giorni residui di diritto all’ALG I al momento della richiesta
    • Eccezione: le persone con disabilità possono accedere anche con meno giorni
  • Avviare un’attività autonoma a tempo pieno (almeno 15 ore settimanali)
  • Presentare un progetto imprenditoriale sostenibile, dimostrato tramite business plan

Un elemento chiave è la Tragfähigkeitsbescheinigung, il parere positivo sulla fattibilità economica rilasciato da enti terzi come:

  • Camere di commercio (IHK)
  • Camere dell’artigianato (HWK)
  • Commercialisti o consulenti certificati

Importo e durata del sussidio

Il Gründungszuschuss si articola in due fasi.

Prima fase – 6 mesi

Il beneficiario riceve:

  • l’importo mensile dell’ALG I
  • un contributo aggiuntivo di 300 € al mese per coprire costi sociali (assicurazione sanitaria, pensione, ecc.)

Seconda fase – fino a 9 mesi

È possibile richiedere un’estensione durante la quale si percepiscono solo i 300 € mensili, a condizione che l’attività dimostri di essere attiva e promettente.

Durata massima complessiva: 15 mesi.

Procedura di richiesta

La domanda deve essere presentata prima dell’avvio ufficiale dell’attività. I passaggi principali sono:

  1. Preparazione del business plan
  2. Ottenimento della Tragfähigkeitsbescheinigung
  3. Compilazione della domanda presso l’Agentur für Arbeit
  4. Colloquio con il consulente del lavoro

È importante sottolineare che il sussidio non è automatico: il Gründungszuschuss è una prestazione discrezionale (Ermessensleistung). L’ufficio valuta non solo il progetto, ma anche il profilo professionale del richiedente.

Vantaggi e criticità

Vantaggi

  • Supporto economico stabile nei primi mesi
  • Maggiore sicurezza nella fase di avvio
  • Incentivo concreto all’imprenditorialità

Criticità

  • Procedura burocratica articolata
  • Elevato livello di discrezionalità nella concessione
  • Necessità di un business plan solido e convincente

Considerazioni finali

Il Gründungszuschuss rappresenta una grande opportunità per chi vuole mettersi in proprio in Germania, soprattutto per professionisti qualificati e freelance. Per gli italiani in Germania può essere particolarmente utile nei settori della consulenza, traduzione, servizi digitali o commercio.

Tuttavia, richiede una preparazione accurata, una strategia chiara e una documentazione impeccabile. Affidarsi a consulenti esperti o a enti di supporto all’imprenditorialità può fare la differenza tra una domanda accettata e una respinta.

Una sovvenzione statale per il tuo salto di carriera

L’Aufstiegs-BAföG è uno strumento di sostegno statale pensato per chi vuole fare un salto di qualità nella propria carriera professionale, ad esempio diventando maestro artigiano, tecnico specializzato, Fachwirt o Betriebswirt. A differenza del “classico” BAföG per studenti, punta in modo specifico alla formazione continua e all’aggiornamento dopo una prima qualifica professionale.

Che cos’è l’Aufstiegs-BAföG

L’Aufstiegs-BAföG (Aufstiegsfortbildungsförderungsgesetz, in passato noto come “Meister-BAföG”) è una forma di finanziamento pubblico per la preparazione a oltre 700 diversi titoli di formazione avanzata riconosciuti dallo Stato, sia in ambito artigianale, commerciale, tecnico o socio-educativo. Lo scopo è sostenere lavoratori qualificati che vogliono ottenere un livello superiore di qualifica, migliorare le prospettive di carriera o prepararsi a una futura attività autonoma.

Chi può beneficiarne

In linea di massima possono richiedere l’Aufstiegs-BAföG le persone che:

  • hanno completato una formazione professionale riconosciuta o dispongono di un’esperienza lavorativa qualificata equivalente.
  • frequentano un corso che prepara a un esame pubblico regolato da una legge federale o dei Länder (ad esempio secondo BBiG o HwO, o ordinanze equivalenti).
  • seguono una misura di formazione che supera il livello del loro titolo precedente, cioè un vero passo “in salita”.

La promozione è in genere indipendente dall’età e, per quanto riguarda il contributo al sostentamento, anche indipendente dal reddito dei genitori, concentrandosi sul reddito e sul patrimonio della persona richiedente.

Quali corsi sono finanziabili

Sono finanziabili corsi che:

  • preparano a qualifiche come Meister, Techniker, Fachwirt, Betriebswirt, Erzieher e molte altre figure di livello avanzato.
  • prevedono almeno 400 ore di lezione in caso di formazione a tempo pieno; per alcune misure di primo livello sono sufficienti 200 ore, spesso in modalità part-time.
  • possono svolgersi in presenza, in parte a distanza o come corsi di formazione a distanza conformi alla normativa sul Fernunterricht (didattica a distanza/telematica)

La durata massima varia a seconda della forma: fino a circa tre anni a tempo pieno e quattro anni in part-time.

Come funziona il sostegno finanziario

IIl sostegno previsto dall’Aufstiegs‑BAföG si articola in due componenti principali:

  • Un contributo a fondo perduto per le spese di corso ed esame, che non deve essere restituito.
  • Un prestito agevolato erogato dalla KfW (Kreditanstalt für Wiederaufbau) per coprire la parte restante dei costi.

Per le tasse di corso e d’esame possono essere finanziati fino a circa 15.000 euro, di cui almeno il 50% come contributo non rimborsabile e il resto come prestito a condizioni favorevoli. In caso di superamento dell’esame, una parte del prestito può essere condonata, riducendo ulteriormente l’onere effettivo a carico del partecipante.

Nelle formazioni a tempo pieno l’Aufstiegs‑BAföG può inoltre prevedere un contributo mensile al mantenimento, il cui importo varia in base alla situazione personale e familiare (reddito, figli, copertura assicurativa). Tale contributo è composto da una quota a fondo perduto e da una quota di prestito, modulata secondo le condizioni individuali.

Perché è importante per chi lavora

L’Aufstiegs-BAföG è particolarmente interessante per chi:

  • vuole fare un salto di carriera (ad esempio da operaio qualificato a Meister o da impiegato a Fachwirt/Betriebswirt).
  • desidera aprire un’attività in proprio, ad esempio un laboratorio artigianale, e ha bisogno del titolo di Meister come requisito.
  • non può sostenere da solo le spese di una formazione avanzata, soprattutto se si tratta di una misura full-time con rinuncia temporanea al reddito.

Grazie alla combinazione di contributi a fondo perduto e prestiti agevolati, l’Aufstiegs-BAföG riduce le barriere economiche all’aggiornamento professionale e contribuisce a rafforzare la formazione continua come “seconda gamba” del sistema educativo tedesco.