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L’Italia resta indietro: pochi laureati e troppe disuguaglianze tra i giovani. Un confronto con la Germania

Nel nostro Paese, i giovani tra i 20 e i 34 anni sono 9 milioni e 101mila. Di questi, il 17,5% ha al più la licenza media, il 57,5% possiede un diploma e solo il 25,1% una laurea. In altre parole, appena un giovane su quattro completa un percorso universitario. Un dato che pesa ancora di più se confrontato con la media europea, superiore di 11,3 punti percentuali.

Il confronto con la Germania: un divario netto

La Figura 1 del report Istat mostra chiaramente il divario Italia-Germania. Mentre in Italia solo il 25,1% dei giovani 20-34enni è laureato, in Germania la percentuale raggiunge il 36,4% — un vantaggio di oltre 11 punti percentuali.

Per quanto riguarda i maschi, il dato italiano è del 23,2% contro il 33,1% tedesco. Per le femmine, l’Italia registra il 26,9% contro il 40,0% della Germania. Interessante notare che in Germania le donne sono nettamente più istruite degli uomini (+6,9 punti), mentre in Italia il divario è meno marcato (+3,7 punti).

CategoriaItaliaGermaniaDifferenza
Totale 20-34enni laureati25,1%36,4%-11,3%
Maschi laureati23,2%33,1%-9,9%
Femmine laureate26,9%40,0%-13,1%
Max licenza media17,5%10,2%+7,3%
Diploma57,5%42,2%+15,3%

Fonte: Istat, Giovani e mercato del lavoro – Anno 2024, Figura 1

Il tasso di occupazione dei 20-34enni usciti dai percorsi di istruzione è pari al 70,2% in Italia, ma con forti differenze per titolo di studio: 56,2% per chi ha al più un titolo secondario inferiore, 71,1% tra i diplomati e 82,2% tra i laureati. La disoccupazione tra i laureati scende al 7,2%, contro il 17,1% dei meno istruiti.

Perché molti giovani italiani non continuano gli studi

Uno degli aspetti più critici riguarda la scelta di non proseguire gli studi dopo il diploma. Nel 2024 il 60,7% dei giovani con un diploma che consente l’accesso a un corso terziario non ha mai intrapreso percorsi di studio di livello più elevato. Il motivo prevalente è la volontà di iniziare a lavorare, dichiarato da oltre sei diplomati su 10.

A differenza della media europea, dove l’abbandono degli studi è spesso legato a difficoltà accademiche o alla mancanza di interesse (49,8% delle interruzioni), in Italia sono più frequenti le interruzioni dovute al desiderio di lavorare (24,5% contro 12,1% nell’UE) e alle ragioni familiari o personali (24,3% contro 15,2%).

Laurearsi conviene, ma nel Mezzogiorno non basta

Il report conferma una verità che gli economisti ripetono da anni: laurearsi aiuta a trovare lavoro. Il tasso di occupazione dei laureati 20-34enni è dell’82,2%, contro il 56,2% dei meno istruiti. La disoccupazione crolla al 7,2% per i laureati (contro il 17,1% dei meno istruiti).

Il quadro, però, si complica quando si guarda alle differenze territoriali. Nel Mezzogiorno, il tasso di occupazione dei 20-34enni è fermo al 54,0%, contro il 74,9% del Centro e l’81,4% del Nord. Anche tra i laureati le distanze si riducono ma rimangono importanti: nel Mezzogiorno il tasso di occupazione dei laureati è pari al 70,7% (82,3% nel Centro e 88,7% nel Nord).

Le donne: più istruite ma più penalizzate

Facendo una distinzione di genere tra i giovani di 20–34 anni, il tasso di occupazione è 77,4% per gli uomini e 61,9% per le donne: in totale, gli uomini sono occupati in misura superiore di 15,5 punti percentuali.

Tuttavia, questo divario non è uguale per tutti i livelli di istruzione. Al crescere del titolo di studio, la differenza tra uomini e donne diminuisce molto:

  • Per chi ha titoli di studio bassi (es. licenza media o meno), il divario occupazionale di genere è di 34,1 punti (gli uomini sono molto più occupati delle donne).
  • Per chi ha un titolo terziario (laurea o superiore), il divario si riduce a soli 4,1 punti.

In pratica: laurearsi rende il mercato del lavoro più equo tra uomini e donne, anche se le donne restano comunque leggermente più penalizzate.

Perché la Germania fa meglio? Guardando al modello tedesco

Per molti italiani all’estero — e in particolare per chi vive in Germania questo scenario appare ancora più evidente. Il sistema tedesco vanta diversi elementi chiave:

  • Sistema duale: l’integrazione tra formazione scolastica e esperienza lavorativa rende il percorso più accessibile e concreto
  • Sostegno economico agli studenti: BAföG (sussidi), prestiti e agevolazioni riducono i costi dell’università
  • Collegamento università-mondo del lavoro: le aziende collaborano attivamente con gli atenei
  • Welfare più robusto: i fattori familiari pesano meno sulle scelte educative (solo 15,2% delle interruzioni in UE per motivi familiari contro 24,3% in Italia)

In Italia, la transizione dalla scuola/università al mondo del lavoro è più lenta rispetto all’Europa. Tra i laureati, il divario Italia-UE27 nel tasso di occupazione passa da 10,6 punti (74,2% e 84,9%) per i laureati da non più di 3 anni a soli 2,4 punti (87,4% e 89,8%) per chi si è laureato oltre 3 anni.

Investire sui giovani significa investire nell’Italia

Il rischio, per l’Italia, è quello di rimanere intrappolata in un circolo vizioso: pochi laureati, meno innovazione, crescita economica più lenta e nuove generazioni sempre più spinte a cercare altrove le proprie opportunità.

Il report Istat del 26 maggio 2026 fotografa un Paese con una quota di laureati ancora distante dalla media europea e dal modello tedesco. Invertire questa tendenza richiederà interventi concreti, non solo sul sistema educativo, ma anche sul mercato del lavoro e sulle politiche sociali.

Perché oggi più che mai, investire nella formazione dei giovani significa investire nel futuro del Paese.

20 borse di studio per il Master in Business Administration presso la Luiss Business School

Un’opportunità concreta per giovani manager e professionisti che vogliono acquisire una specializzazione manageriale di alto livello. La scadenza per candidarsi è il 15 giugno 2026.

La Luiss Business School ha lanciato un bando per 20 borse di studio destinate alla frequenza del proprio Master in Business Administration (MBA) a tempo pieno, con sede a Roma. Una quota delle borse è riservata espressamente a studenti internazionali, rendendo il programma accessibile anche a candidati provenienti dall’estero — tra cui chi si trova attualmente in Germania.

Un programma pensato per chi vuole sviluppare competenze manageriali avanzate e la consapevolezza necessaria per avere successo nell’economia globale.

Le borse sono assegnate in base all’eccellenza accademica e al merito professionale dimostrato dai candidati. Non si tratta dunque di un sostegno puramente economico, ma di un riconoscimento del talento e del potenziale di chi aspira a una carriera manageriale di livello internazionale.

A chi è rivolto il programma

Il Full-time MBA della Luiss Business School si rivolge a due profili distinti, accomunati dalla volontà di imprimere un salto di qualità alla propria carriera:

Profili destinatari

  • Giovani professionisti con almeno tre anni di esperienza lavorativa che desiderano acquisire una solida formazione manageriale e accelerare la propria crescita professionale.
  • Quadri intermedi intenzionati a sviluppare nuovi strumenti imprenditoriali, comprendere le sfide sociali contemporanee e acquisire la capacità di promuovere il cambiamento all’interno delle organizzazioni.

Obiettivi del programma

Il percorso MBA non si limita a trasmettere conoscenze tecniche: punta a formare leader capaci di leggere i contesti economici globali, dare vita a nuove idee imprenditoriali e affrontare le questioni sociali con visione critica. La combinazione di rigore accademico, networking internazionale e approccio pratico è da sempre il marchio distintivo dei programmi Luiss.

La presenza di una quota riservata a studenti internazionali segnala la vocazione globale del programma, che si arricchisce della diversità di prospettive portata da partecipanti con background culturali e professionali differenti.


Scadenza presentazione domande

15 giugno 2026

Sito del corso
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EXIST: il sostegno tedesco per università e startup innovative

EXIST è uno dei principali programmi tedeschi di sostegno alla nascita di imprese innovative dall’università. Nasce per aiutare studenti, laureati, ricercatori e team accademici a trasformare risultati scientifici e tecnologici in progetti imprenditoriali concreti.

Che cos’è EXIST

Il programma fa parte della strategia federale tedesca per rafforzare il trasferimento di conoscenza dalla ricerca al mercato. Il suo obiettivo è migliorare il clima imprenditoriale nelle università e negli enti di ricerca, aumentando il numero e la qualità degli spin-off tecnologici e knowledge-based.

In pratica, EXIST finanzia soprattutto la fase pre-seed, accompagnando i team prima della costituzione dell’impresa: dalla validazione dell’idea alla preparazione del team, fino alla strutturazione del piano di business. Solo una parte del programma (Research Transfer – fase 2) può sostenere startup già costituite, ma esclusivamente come prosecuzione di un progetto avviato nella fase 1.

Come funziona il sostegno

EXIST opera attraverso diversi filoni di intervento. Tra questi figurano:

  • EXIST Start-up Grant (Gründungsstipendium), dedicato a studenti, laureati e accademici che vogliono avviare un’impresa, con un sostegno economico mensile, budget per materiali e coaching professionale.
  • EXIST Women, pensato per sostenere le fondatrici anche nella fase di esplorazione dell’idea imprenditoriale, con formazione, mentoring e un contributo economico individuale.
  • EXIST Research Transfer (Forschungstransfer), rivolto a progetti di ricerca con forte contenuto tecnologico e sviluppo più complesso, articolato in due fasi: la prima per la maturazione tecnologica, la seconda per la costituzione e il lancio della startup.

Un aspetto importante è che il programma coinvolge direttamente università e istituti di ricerca, non solo come beneficiari indiretti ma come attori centrali nell’ecosistema dell’innovazione.

Il ruolo delle università

Le università sono il vero punto di partenza del modello EXIST. Il programma mira a rafforzare le strutture interne che favoriscono la cultura d’impresa, come sportelli di orientamento, mentoring, supporto alla protezione della proprietà intellettuale e attività di networking con investitori e imprese.

Le domande di finanziamento vengono presentate dalle università per conto dei team, che ricevono supporto logistico, amministrativo e infrastrutturale. Questo approccio rende l’università non soltanto un luogo di formazione, ma anche una piattaforma di generazione di startup. L’idea di fondo è semplice: se la ricerca produce innovazione, il sistema pubblico deve aiutare a trasformarla in impresa.

👉 Mappa ufficiale delle università e centri partner

Perché è rilevante

EXIST è spesso citato come uno dei modelli più efficaci in Europa per collegare ricerca e impresa. Il suo valore sta nel fatto che agisce all’inizio del percorso, quando il rischio è più alto e il bisogno di supporto è maggiore.

Per le startup, questo significa più tempo per sviluppare il progetto, maggiore qualità nella fase di preparazione e un accesso più ordinato all’ecosistema dell’innovazione tedesco. Per le università, invece, significa consolidare il proprio ruolo come motore di trasferimento tecnologico.

Un modello utile anche fuori dalla Germania

Il caso tedesco è interessante anche per altri paesi europei, Italia inclusa. EXIST mostra che il sostegno pubblico all’innovazione funziona meglio quando unisce finanziamenti, accompagnamento, formazione e rete tra università, ricerca e impresa.

In questo senso, il programma non è solo un incentivo economico, ma una politica industriale e culturale: aiuta a creare una mentalità imprenditoriale dentro il mondo accademico e a rendere più naturale il passaggio dalla ricerca al mercato.

Conclusioni

EXIST rappresenta una delle forme più mature di sostegno pubblico alle startup innovative nate in ambito universitario. Il suo punto di forza è l’integrazione tra finanziamento, supporto organizzativo e valorizzazione della ricerca, con l’università al centro dell’intero processo. La combinazione di fondi personali, budget per materiali, coaching e infrastrutture universitarie rende il modello particolarmente efficace nella fase più critica del percorso imprenditoriale.