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I primi passi per diventare freelance in Germania (guida aggiornata al 2026)

Molte guide in inglese sul come diventare freelance in Germania sono pensate per un pubblico americano o extraeuropeo, e per questo si concentrano su visti e permessi di soggiorno che, per un cittadino italiano, semplicemente non esistono. Essendo cittadini dell’Unione Europea, gli italiani non hanno bisogno di alcun visto per lavorare in proprio in Germania: possono trasferirsi, registrarsi e iniziare a fatturare con la stessa libertà di un cittadino tedesco. Ecco quindi una breve guida pensata davvero per chi arriva da Roma, Milano o Napoli, con le informazioni fiscali aggiornate al 2026.

1. Capire se si è Freiberufler o Gewerbetreibende

In italiano usiamo spesso “freelance” come termine generico per qualsiasi lavoratore autonomo, ma in tedesco la distinzione è più precisa e ha conseguenze fiscali concrete. Il termine ombrello è Selbstständigkeit (lavoro autonomo, nel senso più ampio), e al suo interno esistono due sottocategorie con regole diverse: Freiberufler e Gewerbetreibende. “Freiberufler”, che spesso viene tradotto proprio con “freelance”, indica in realtà solo una delle due, quindi il primo passo è capire in quale delle due rientra la propria attività.

I Freiberufler (liberi professionisti) sono le professioni elencate al paragrafo 18 dell’EStG (la legge sull’imposta sul reddito): tra queste rientrano giornalisti, traduttori e interpreti, grafici, insegnanti, consulenti, artisti, architetti, medici e avvocati. Chi rientra in questa categoria si registra direttamente al Finanzamt (l’agenzia delle entrate locale) e non deve aprire una partita commerciale.

I Gewerbetreibende sono invece tutti gli altri lavoratori autonomi con attività a carattere commerciale, per esempio chi vende prodotti, gestisce un e-commerce o offre servizi non riconosciuti come professione liberale. In questo caso serve anche l’iscrizione al Gewerbeamt (ufficio del commercio) e, superata una certa soglia di utile, si paga anche la Gewerbesteuer (l’imposta comunale sulle attività commerciali), da cui i Freiberufler sono invece esenti.

In caso di dubbio sulla propria categoria, vale la pena controllare i requisiti sul sito della Camera di Commercio e Industria (IHK) locale prima di procedere.

2. Fare l’Anmeldung, se non è già stata fatta

Chi si trasferisce in una nuova città tedesca deve registrare la propria residenza (Anmeldung) presso il Bürgeramt locale. Da questa registrazione dipende l’attribuzione dello Steuer-ID, il codice fiscale personale che arriva per posta nelle settimane successive. Il Finanzamt competente per la registrazione come freelance è legato proprio all’indirizzo di residenza, quindi questo passaggio va completato prima di andare avanti.

3. Registrarsi al Finanzamt con il Fragebogen zur steuerlichen Erfassung

Entro circa un mese dall’inizio dell’attività autonoma bisogna comunicarlo al Finanzamt compilando il Fragebogen zur steuerlichen Erfassung, il questionario per la registrazione fiscale. Si può presentare online tramite il portale ELSTER oppure su carta. Nel modulo si indicano il tipo di attività, l’indirizzo, il reddito previsto e la scelta o meno del regime di piccola impresa (di cui al punto successivo).

Al termine della procedura il Finanzamt assegna la Steuernummer, il numero di partita che va obbligatoriamente riportato su ogni fattura. Senza Steuernummer, formalmente, non si può fatturare a un cliente.

4. Valutare la Kleinunternehmerregelung

Chi prevede un fatturato ridotto può scegliere il regime di piccola impresa (Kleinunternehmerregelung, art. 19 UStG). Dal 2025, e ancora nel 2026, le soglie sono le seguenti: fatturato netto non superiore a 25.000 euro nell’anno precedente.

Chi rientra in queste soglie non addebita l’IVA in fattura e non deve presentare le dichiarazioni periodiche IVA, il che semplifica parecchio la contabilità nei primi anni di attività. Lo svantaggio è che non si può detrarre l’IVA sugli acquisti professionali (materiali, software, attrezzatura), quindi per chi ha investimenti iniziali consistenti o lavora soprattutto con clienti aziendali (che a loro volta detraggono l’IVA) il regime ordinario può convenire di più. È una scelta da valutare caso per caso, idealmente con un commercialista.

5. Scegliere la copertura sanitaria

In Germania l’assicurazione sanitaria è obbligatoria anche per i freelance, e va attivata prima possibile. Le due strade principali sono l’assicurazione pubblica (gesetzliche Krankenversicherung), con un contributo calcolato in percentuale sul reddito, oppure quella privata (private Krankenversicherung), spesso più conveniente nei primi anni per chi è giovane e in buona salute ma da valutare con attenzione nel lungo periodo, perché i premi tendono a salire con l’età.

Chi lavora nel settore culturale, editoriale o artistico (giornalisti, traduttori, grafici, fotografi, musicisti) può inoltre verificare i requisiti della Künstlersozialkasse (KSK), l’ente che permette a queste categorie di accedere all’assicurazione pubblica pagando solo la quota a carico del lavoratore, come se si fosse dipendenti.

6. Organizzare fatturazione e contabilità

Ogni fattura deve contenere alcuni elementi obbligatori: dati completi di chi emette e di chi riceve, numero e data della fattura, descrizione della prestazione, Steuernummer (o partita IVA se si è optato per il regime ordinario) e, per chi non rientra nel regime di piccola impresa, l’aliquota e l’importo IVA. Chi applica la Kleinunternehmerregelung deve invece indicare in fattura il riferimento all’esenzione ai sensi del paragrafo 19 UStG.

Vale la pena impostare fin da subito un sistema semplice per tracciare entrate e uscite (anche solo un foglio di calcolo ordinato, o un software di fatturazione), perché la maggior parte dei Freiberufler può utilizzare la contabilità semplificata (Einnahmen-Überschuss-Rechnung, o EÜR) invece della contabilità in partita doppia.

7. Farsi accompagnare, almeno all’inizio

Il sistema fiscale tedesco è preciso e poco tollerante verso gli errori di distrazione, ma anche abbastanza prevedibile una volta capiti i meccanismi di base. Molti Freiberufler alle prime armi trovano utile un primo confronto con un commercialista (Steuerberater), anche solo per la dichiarazione dei redditi del primo anno o per decidere tra regime di piccola impresa e regime ordinario. Le Camere di Commercio locali (IHK) e le associazioni di categoria organizzano spesso incontri informativi gratuiti per chi inizia un’attività autonoma, ed è un buon modo per farsi un’idea prima di affidarsi a un professionista.


Le soglie e le percentuali citate in questo articolo sono aggiornate al 2026 e possono cambiare: prima di prendere decisioni fiscali importanti è sempre consigliabile verificare la situazione personale con un commercialista.

Scuole bilingui italo-tedesche a Berlino: la guida completa

Crescere con due lingue non è solo un vantaggio linguistico, è un modo di pensare. Per le famiglie italiane a Berlino, la domanda su dove iscrivere i figli affinché mantengano vivo l’italiano accanto al tedesco torna puntualmente, spesso già prima della nascita. La buona notizia è che la capitale offre un ventaglio di opzioni che va dal nido fino al liceo, con percorsi statali gratuiti e alternative private o parentali.

In questo articolo raccogliamo, aggiornato alle informazioni più recenti diffuse dall’Ambasciata d’Italia a Berlino, l’elenco completo delle strutture bilingui italo-tedesche attive in città: asili nido e scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie.

Perché scegliere un percorso bilingue

Il bilinguismo precoce non serve solo a “non perdere l’italiano”. Gli studi sull’acquisizione linguistica infantile mostrano benefici cognitivi più ampi, dalla flessibilità di pensiero alla capacità di passare da un codice linguistico all’altro con naturalezza. Per chi vive stabilmente a Berlino, mantenere il legame con la lingua d’origine ha anche un valore identitario e familiare, specie quando solo un genitore parla italiano in casa o quando i nonni restano in Italia.

Va detto con chiarezza: iscrivere un figlio a una sezione bilingue non equivale a garantire la fluenza linguistica. Il tempo dedicato all’italiano a scuola è comunque limitato, e il vero motore dell’apprendimento resta l’uso quotidiano della lingua in famiglia. La scuola bilingue è un rinforzo prezioso, non un sostituto.

Come funziona il sistema SESB

A Berlino le scuole statali con sezioni bilingui rientrano nel programma SESB (Staatliche Europa-Schule Berlin), un modello introdotto negli anni Novanta che unisce, in ogni classe, un numero paritario di bambini di madrelingua tedesca e di madrelingua della seconda lingua veicolare, in questo caso l’italiano. L’insegnamento si divide tra le due lingue: la matematica viene generalmente impartita in tedesco, mentre materie come arte, musica, storia o scienze vengono insegnate in italiano. Il percorso può proseguire dalla primaria fino alla maturità.

Accanto al modello SESB esistono anche Kita e scuole private o gestite da associazioni di genitori, spesso ispirate a metodi pedagogici come per esempio Montessori, che offrono un’immersione bilingue fin dai primi anni.

Le scuole dell’infanzia (Kita)

  • EKT Girotondo — Bergmannstr. 98, 10961 Berlin. Metodo Reggio Emilia. Sito: girotondo-berlin.de
  • Kindergärten City — Stettiner Str. 21-23, 13357 Berlin. Tel. 030 30830290
  • Kita Arlecchino — Alt-Moabit 35, 10555 Berlin. Tel. 030 36751325
  • Kita Arcobaleno — Eulerstr. 19A, 13357 Berlin. Tel. 030 50597358. Sito: kita-arcobaleno.de
  • Kita Asilo Italiano — Badensche Str. 29, 10715 Berlin. Tel. 030 8623038. Sito: asiloitaliano.de
  • Kita Brighella — Alt-Moabit 37, 10555 Berlin. Tel. 030 39839557. Metodo Montessori
  • Kita Piccolino e.V. — Babelsberger Str. 40, 10715 Berlin. Tel. 030 85405885. Sito: piccolino-kita.de
  • Kita Rokokids — Ofener Str. 4, 13349 Berlin. Tel. 030 34628728. Approccio inclusivo con indirizzo artistico-musicale. Sito: rokokids-kita.de
  • Schillerpark-Kita — Bristolstr. 19, 13349 Berlin. Tel. 030 25322324. Sito: schillerpark-kita.de
  • Girasole e.V. — Durlacher Str. 27, 10715 Berlin. Tel. 030 8548466
  • L’Angolino — Ansbacher Str. 41, 10777 Berlin. Tel. 030 2141751. Sito: langolino-berlin.de
  • Folli Folletti — Cantianstr. 15, 10437 Berlin. Sito: folli-folletti.com

Le scuole primarie

  • Finow-Grundschule — Welserstr. 16-22, 10777 Berlin. Tel. 030 902777175. Sito: finow-gs.de
  • Herman-Nohl-Schule — Hannemannstr. 68, 12347 Berlin (Britz). Tel. 030 62008330. Sito: herman-nohl.de
  • Schule am Senefelderplatz — Schönhauser Allee 165, 10435 Berlin. Tel. 030 44689 0-0. Sito: schule-am-senefelderplatz.de

Finow-Grundschule e Herman-Nohl-Schule sono le due sedi che ospitano le sezioni SESB italo-tedesche vere e proprie, con classi paritarie di madrelingua italiani e tedeschi dalla prima elementare.

Le scuole secondarie

  • Alfred-Nobel-Schule (ISS) — Parchimer Allee 111, 12359 Berlin. Tel. 030 6009028. Sito: alfred-nobel-schule.de. Prosegue il percorso SESB avviato alla Herman-Nohl-Schule
  • Albert Einstein Gymnasium — Parchimer Allee 109, 12359 Berlin. Tel. 030 6009020. Sito: aeo.de. Percorso liceale bilingue fino alla maturità, riconosciuta anche in Italia

Entrambe si trovano nello stesso comprensorio di Britz, così da permettere una continuità naturale tra scuola media e liceo per chi ha frequentato la sezione bilingue fin dalla primaria.

Qualche consiglio pratico

I posti nelle sezioni bilingui sono limitati e la domanda supera spesso l’offerta, soprattutto per i nidi e per le prime classi delle SESB. Alcuni suggerimenti utili:

Le iscrizioni ai Kita privati richiedono spesso lunghe liste d’attesa: conviene contattare le strutture con largo anticipo rispetto alla data di ingresso desiderata.

Per le scuole primarie SESB, l’ammissione tiene conto della distribuzione paritaria tra le due lingue madri: è quindi importante informarsi per tempo presso il Schulamt del proprio Bezirk sulle modalità di iscrizione, che seguono le regole generali del sistema scolastico berlinese ma con requisiti aggiuntivi legati al bilinguismo.

Chi si trasferisce a Berlino con figli già scolarizzati in Italia può contattare direttamente le segreterie delle scuole elencate per valutare inserimenti in corso d’anno.

Una rete in crescita

Il numero di famiglie italiane a Berlino che cercano un percorso bilingue per i propri figli continua ad aumentare, di pari passo con la comunità stessa. Non stupisce che negli ultimi anni siano nate nuove realtà private, spesso su iniziativa di gruppi di genitori, ad affiancare l’offerta storica delle scuole statali SESB.

L’elenco qui sopra riprende i dati più recenti diffusi dalla Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Berlino. Trattandosi di informazioni soggette a variazioni (indirizzi, contatti, disponibilità di posti), consigliamo sempre di verificare direttamente con la singola struttura prima di procedere con l’iscrizione.

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Sozialhilfe e nuovo reddito di cittadinanza (Grundsicherung): la guida del governo tedesco ai sostegni per chi è in difficoltà

Il governo federale tedesco ha pubblicato, il 25 agosto 2026, una guida in forma di domande e risposte dedicata a due pilastri del sistema di welfare tedesco: la nuova Grundsicherung für Arbeitssuchende (il reddito di cittadinanza per le persone in cerca di lavoro) e la Sozialhilfe (l’assistenza sociale). Il documento, disponibile sul portale della Bundesregierung, riepiloga chi ha diritto a queste prestazioni, come si richiedono e quali enti se ne occupano.

Reddito di cittadinanza: dal Bürgergeld alla nuova Grundsicherung

Dal 1° luglio 2026 la nuovo sussidio per le persone in cerca di lavoro ha sostituito il Bürgergeld, che a sua volta aveva preso il posto, nel gennaio 2023, del vecchio Arbeitslosengeld II, meglio noto come Hartz IV. La logica di fondo resta la stessa: garantire un sostegno economico a chi si trova in una condizione di bisogno, aiutandolo allo stesso tempo a uscirne il più rapidamente possibile.

Con la riforma, però, cambia l’accento: chi è in grado di lavorare deve attivarsi concretamente per provvedere al proprio sostentamento, e le sanzioni per chi non rispetta appuntamenti o impegni con il Jobcenter sono state inasprite. Resta comunque garantito un supporto per chi ne ha davvero bisogno. La materia è disciplinata dal Libro II del Codice sociale tedesco (SGB II).

La nuova Grundsicherung si rivolge in particolare a chi è abile al lavoro ma non riesce a trovarne uno nonostante gli sforzi, e anche a chi lavora ma non guadagna abbastanza da coprire i propri bisogni, quando altre prestazioni prioritarie come il sussidio per l’affitto (Wohngeld) o l’integrazione dell’assegno per figli a carico. (Kinderzuschlag) non bastano. Anche i familiari conviventi non abili al lavoro possono ricevere il sussidio.

A occuparsene sono i Jobcenter, strutture miste tra l’Agenzia federale del lavoro (Bundesagentur für Arbeit) e gli enti comunali, che oltre a calcolare ed erogare l’importo mensile, seguono le persone nel percorso di reinserimento professionale e nella formazione.

Sozialhilfe: l’ultima rete di protezione

Se la Grundsicherung guarda a chi può lavorare, la Sozialhilfe è pensata per chi non può farlo, ovvero per chi è in grado di svolgere un’attività per meno di tre ore al giorno. Regolata dal Libro XII del Codice sociale (SGB XII), rappresenta l’ultimo argine contro la povertà e l’esclusione sociale e si articola in diverse aree: aiuto al sostentamento, tutela in età avanzata e in caso di invalidità lavorativa, assistenza sanitaria, assistenza alla cura, sostegno nel superamento di difficoltà sociali particolari e aiuto in altre situazioni di vita.

Due voci meritano un’attenzione particolare. La prima è la Grundsicherung im Alter und bei Erwerbsminderung, riservata a chi ha raggiunto l’età pensionabile o non può lavorare per motivi di salute, non riesce a mantenersi da solo e non riceve prestazioni sufficienti da sistemi assicurativi o previdenziali, sempre che familiari stretti non possano intervenire. È bene non confondere questa prestazione con la Grundrente, un’integrazione pensionistica introdotta nel 2021 per chi ha versato contributi per molti anni pur percependo una pensione modesta: si tratta di due strumenti distinti.

La seconda voce è la Hilfe zum Lebensunterhalt, che condivide i requisiti della prima ma ha carattere temporaneo anziché permanente, ed è pensata per chi attraversa una fase di incapacità lavorativa limitata nel tempo o si trova in una struttura di cura per più di sei mesi.

A decidere sulle richieste di Sozialhilfe è il Sozialamt, cioè l’ente comunale competente (città, circondario o distretto), che valuta caso per caso. A differenza della Grundsicherung im Alter und bei Erwerbsminderung, per la Hilfe zum Lebensunterhalt non è nemmeno necessaria una domanda formale da parte dell’interessato: basta una segnalazione di terzi, come familiari o vicini, perché l’ufficio sia tenuto ad attivarsi.

Come sono calcolati gli importi

In entrambi i casi, il nucleo del sostegno economico è il cosiddetto Regelbedarf, un importo forfettario pensato per coprire le spese di base: alimentazione, vestiario, cura della persona, utenze domestiche e partecipazione alla vita sociale e culturale. A questo si aggiungono le spese per l’alloggio e il riscaldamento e, nei casi previsti, il cosiddetto Mehrbedarf, cioè maggiorazioni per esigenze specifiche come la disabilità, la gravidanza o i nuclei monogenitoriali. Per la Sozialhilfe sono previsti anche gli Einmalige Bedarfe, contributi una tantum per situazioni particolari come il corredo per la nascita di un figlio o l’acquisto di calzature ortopediche.

Gli importi dei Regelbedarf vengono rivisti ogni anno in base all’andamento medio dei prezzi e dei salari netti, e sono suddivisi in sei fasce a seconda della composizione del nucleo familiare.

Una riforma più ampia in cantiere

Il documento del governo ricorda infine che è in corso un lavoro più ampio di modernizzazione del sistema di welfare tedesco, con l’obiettivo di renderlo più semplice, digitale ed equo: meno burocrazia, domande più snelle, maggiori incentivi al lavoro e un accesso più agevole alle prestazioni sociali. Le raccomandazioni in tal senso sono state elaborate dalla Kommission zur Sozialstaatsreform, e ora Governo, Länder e Comuni stanno lavorando all’attuazione. L’idea centrale è quella di riunire in un unico sistema le prestazioni di base, il sussidio per l’affitto e l’integrazione per i figli, oggi gestiti separatamente.

Elterngeld: dal 2027 forse solo 12 mesi, non più 14. Cosa cambia per chi aspetta un figlio in Germania

Chi aveva pianificato di stare un anno intero a casa con il neonato, tra madre e padre, farebbe bene a rifare i propri calcoli. Un progetto di legge della Ministra della famiglia Karin Prien punta a ridurre da 14 a 12 i mesi complessivi di Elterngeld, l’indennità che lo Stato tedesco versa ai genitori in congedo parentale. La bozza, di cui ha riferito il portale Politico e che il ministero ha confermato all’agenzia di stampa tedesca dpa, è ancora in fase di consultazione tra i ministeri. Un voto in Consiglio dei ministri è atteso nel corso del mese.

Cosa prevede la bozza

Oggi una coppia può percepire l’Elterngeld fino a 14 mesi complessivi, a condizione che ciascun genitore ne prenda almeno due. Con la riforma, il tetto scenderebbe a 12 mesi, ma per raggiungerlo entrambi i genitori dovrebbero fermarsi dal lavoro per almeno tre mesi ciascuno, non più due. Il meccanismo previsto è questo: tre mesi riservati a ciascun genitore, più altri sei mesi da dividersi liberamente tra i due. In pratica, il tempo minimo richiesto a ciascun genitore sale, mentre il totale disponibile per la famiglia si riduce.

I genitori single non sarebbero toccati da questa parte della riforma. Per loro il tetto resterebbe fissato a 12 mesi di Elterngeld pieno, come oggi.

Un piccolo aumento degli importi

La bozza prevede anche una rivalutazione degli importi minimi e massimi. L’importo mensile minimo salirebbe da 300 a 330 euro, quello massimo da 1.800 a 1.900 euro. Resta invariata la regola di base: l’Elterngeld copre il 65% del reddito netto precedente alla nascita del figlio, entro questi limiti.

Il motivo, prima di tutto, è di bilancio

Dietro alla riforma c’è una logica di risparmio. Ogni ministero federale ha ricevuto l’indicazione di tagliare la spesa, e il Ministero della famiglia deve risparmiare 500 milioni di euro sul proprio bilancio del prossimo anno. L’Elterngeld, che quest’anno pesa circa 7,5 miliardi di euro sul bilancio federale, è una delle voci su cui si concentra il risparmio.

La ministra Prien aveva già anticipato, alcune settimane fa, di non voler toccare il tetto di reddito per l’accesso all’indennità (attualmente fissato a 175.000 euro per le nascite dal 1° aprile 2025), ma di voler alzare gli importi minimi e massimi accorciando, allo stesso tempo, la durata complessiva. L’idea di responsabilizzare maggiormente i padri, portando il loro contributo minimo da due a tre mesi, era già emersa in quella fase.

Il risultato netto, però, è che la famiglia nel suo complesso perde due mesi di indennità pagata, anche se ciascun genitore, preso singolarmente, viene spinto a restare a casa un mese in più.

Cosa resta da vedere

Il testo è ancora una bozza in consultazione tra i ministeri, non una legge approvata. Il Consiglio dei ministri dovrebbe votarlo nel corso di questo mese, ma il percorso parlamentare successivo potrebbe portare a modifiche. Per chi è incinta o sta pianificando una gravidanza in Germania nei prossimi mesi, conviene comunque tenere d’occhio gli sviluppi prima di costruire il proprio piano economico e organizzativo per il primo anno di vita del bambino.

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Articolo aggiornato al 9 luglio 2026, sulla base di una bozza di legge non ancora approvata.
Fonti: dpa, Politico, ministero federale della Famiglia.