Elezioni Comites 2026: alcune criticità e ciò che serve sapere per candidarsi

Il 21 luglio scorso l’Ambasciata d’Italia a Berlino ha annunciato ufficialmente che nel corso del 2026 si terranno le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites). Alla comunicazione non è ancora seguita la data precisa del voto, né il calendario per l’iscrizione negli elenchi elettorali o le modalità di presentazione delle candidature: l’unico dato certo, per ora, è che si vota entro la fine dell’anno.

Al momento mi soffermo solo sulla presentazione delle liste e non su come poter partecipare al voto, poiché non consiglio di richiedere i plichi elettorali se non si forma almeno una lista alternativa a quella che presenterà sicuramente la dirigenza uscente. Sarebbero, altrimenti, delle elezioni farlocche.

Italiani a Berlino non ha finalità di lucro e può quindi permettersi il lusso di essere completamente indipendente, senza intrattenere rapporti commerciali né con soggetti privati né con istituzioni (tramite partnership o collaborazioni analoghe), e tantomeno con i Comites, nei cui confronti questo magazine mantiene un atteggiamento fortemente critico. Grazie a questa indipendenza possiamo e vogliamo continuare ad esprimere tutto il malcontento nutrito da molti expat (in Germania e in tutto il resto del mondo) nei confronti di questo ente ritenuto da molti inefficiente, obsoleto, opaco e inutile, che, se verrà rieletto per mancanza di una lista alternativa, risulterà ancora più inviso alla comunità degli expat e non solo.

Questo sito si vanta di non avere alcuna “macchia” giornalistica di tipo istituzionale non avendo mai tessuto lodi di alcun genere nei confronti di enti pubblici di rappresentanza e quindi neanche nei confronti del Comites. Avrei potuto farlo, per esempio, nei confronti della Dott.ssa Abbruzzetti (Consolato), che ha davvero portato una ventata d’aria fresca nelle istituzioni di rappresentanza a Berlino, o magari, per rimanere in tema Comites, della Dott.ssa Dellagiacoma, i cui interventi alle assemblee rappresentano un punto di rottura nei confronti della “chiusura asfittica” che ha sempre contraddistinto questi enti. Ma non l’ho mai fatto, perchè in cerchie così ristrette (siamo una piccola comunità di italiani che fa a gomitate per un po’ di visibilità istituzionale al fine di ottenere comode scorciatoie) sarebbe quasi inevitabile il sorgere di eventuali situazioni dalle derive conflittualistiche — di interessi, ovviamente. Che poi, così “eventuali” non sono se si va a vedere la “commistione” istituzionale di certi siti italofoni di informazione all’estero e del canale privilegiato di cui godono istituzionalmente. Quindi il “prezzo da pagare” è stato sicuramente alto, ma lo pago con orgoglio poiché ciò ha permesso a questo magazine di essere davvero indipendente.

Qui non troverete mai articoli o interviste di inizio mandato (quindi ad occhi bendati) a cariche elettive in istituzioni pubbliche o ancora peggio in enti di rappresentanza di expat a Berlino. Nessuna piageria volta ad ottenere favoritismi o visibilità. Questo spazio vuole invece rimanere una spia sull’operato delle istituzioni di rappresentanza che per molti anni, dall’alto dei loro incarichi, si sono sentite “intoccabil”. I tempi nei quali un’impiegata del Consolato mi ordinava con indicibile prepotenza di coprirmi il piercing al collo, pena il rifiuto di continuare a parlarmi, sono fortunatamente finiti. La stessa impiegata che durante gli esami per un’assunzione presso l’Ambasciata entrava nella stanza dove i candidati attendevano il loro turno, per chiederci le domande che venivano poste. Ho poi scoperto che la figlia era una delle candidate e adesso è felicemente “sistemata” presso una sede di rappresentanza. Ma ormai c’è internet, ci sono forum e spazi come questi che non verranno mai “comprati” da collaborazioni istituzionali e che denunceranno sempre le “prepotenze” istituzionali, i conflitti di interesse di certe associazioni o società commerciali che cercano visibilità sui siti istituzionali, la poca trasparenza, le inefficienze, le “commistioni” e i rapporti poco chiari tra istituzioni e attività commerciali e quant’altro.

Tutto ciò premesso, cerchiamo quindi di rompere il “cerchio magico” cominciando a spiegare come ci si può candidare al Comites.

Cosa sono i Comites

Istituiti nel 1985, ben prima della creazione della Circoscrizione Estero — la cui introduzione ha poi suscitato critiche per la contemporanea esistenza dei Comites —, questi ultimi possono essere costituiti nelle circoscrizioni consolari con almeno 3.000 iscritti all’AIRE. Sono composti da 12 membri nelle comunità fino a 100.000 connazionali e da 18 in quelle più numerose, quindi nel caso di Berlino 12 membri. I membri restano in carica cinque anni e hanno o meglio avrebbero il compito di rappresentare gli interessi della collettività italiana, di favorirne l’integrazione e di custodire la memoria dell’emigrazione. Per la circoscrizione di Berlino, che comprende anche Brandeburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia, il voto per corrispondenza sarà aperto ai cittadini italiani residenti da almeno sei mesi nel territorio di competenza.

In attesa che l’Ambasciata pubblichi il calendario definitivo, vale la pena ripercorrere le regole generali che disciplinano la formazione delle liste elettorali. Sono le stesse in tutte le circoscrizioni consolari del mondo e conoscerle in anticipo permette a chi vuole candidarsi, o anche solo sottoscrivere una lista, di non farsi trovare impreparato quando i termini verranno finalmente fissati.

Chi può candidarsi

Sono eleggibili i cittadini italiani residenti nella circoscrizione, purché iscritti nell’elenco elettorale aggiornato e candidati in una sola lista e in una sola circoscrizione. Restano esclusi i dipendenti dello Stato italiano in servizio all’estero, chi ricopre cariche istituzionali e i relativi collaboratori salariati, oltre agli amministratori di enti gestori di attività scolastiche o di comitati di assistenza finanziati con fondi pubblici. Non può ricandidarsi, infine, chi ha già fatto parte di un Comites per due mandati consecutivi. Per più dettagli consultare il sito in hyperlink.

Come si presenta una lista

Ogni lista deve contenere un numero di candidati almeno pari ai membri da eleggere, con un tetto massimo di 16 nomi per i Comites a 12 membri (è il caso di Berlino) e di 22 per quelli a 18. La lista va presentata, corredata di contrassegno, da uno dei candidati o da un sottoscrittore che dichiari il proprio domicilio ai fini delle notifiche successive. Alla lista vanno allegati:

  • le accettazioni di candidatura firmate e autenticate, insieme ai certificati di iscrizione elettorale;
  • la designazione di un rappresentante effettivo e di uno supplente presso il comitato elettorale circoscrizionale;
  • le sottoscrizioni degli elettori, con cognome, nome, luogo e data di nascita, firma autenticata e certificazione elettorale.

La legge richiede un numero minimo di sottoscrittori non inferiore a 100 per le collettività fino a 50.000 residenti, e non inferiore a 200 oltre questa soglia. I sottoscrittori devono risultare residenti nella circoscrizione da almeno sei mesi, non possono essere candidati e non possono firmare più di una lista, pena la nullità della sottoscrizione.

L’autentica delle firme è gratuita presso l’ufficio consolare di prima categoria. In alternativa, come già avvenuto in passato, è ammessa l’autentica da parte di notai o funzionari pubblici locali.

La regola generale prevede che ogni firma dei sottoscrittori venga autenticata gratuitamente dall’ufficio consolare di prima categoria, quindi in teoria bisognerebbe recarsi fisicamente alla Cancelleria consolare di Berlino per farsi autenticare la firma, documento d’identità alla mano.

Detto questo, nella pratica il sistema prevede alcune facilitazioni:

Fogli di raccolta separati. Le firme non devono essere raccolte tutte su un unico documento consegnato in blocco. È ammesso l’uso di “atti separati”, cioè fogli distinti che riportano il contrassegno di lista e i nominativi dei candidati: questo permette a più persone di raccogliere firme in parallelo, per poi far autenticare i vari fogli.

Autentica da notaio o funzionario locale. In alternativa al Consolato, la firma può essere autenticata da un notaio tedesco o da un pubblico ufficiale locale con poteri certificativi. In questo caso però la firma del notaio va poi legalizzata con Apostille (Convenzione dell’Aja), e i costi restano a carico di chi presenta la lista.

L’eccezione del 2021, da tenere d’occhio. Per le elezioni del 2021 il DL 117/2021 introdusse una deroga: le firme erano esenti da autentica se accompagnate da un documento d’identità valido, anche rilasciato dalle autorità del paese di residenza (quindi bastava allegare una copia della carta d’identità tedesca o italiana, senza passare dal notaio o dal Consolato). Attenzione però: era una misura straordinaria, limitata esplicitamente a quella tornata elettorale. Non è affatto scontato che venga riproposta nel 2026, quindi conviene non darla per acquisita finché non arriva un decreto analogo.

Un’unica firma che resta sempre soggetta ad autentica consolare obbligatoria, senza alternative, è quella del presentatore della lista: la legge impone che si rechi di persona in Consolato per consegnare la lista, quindi quella firma viene autenticata direttamente lì dal funzionario.

Cosa fare nel frattempo

Chi risiede nella circoscrizione di Berlino e intende partecipare al rinnovo del Comites, come candidato, sottoscrittore o semplice elettore, farebbe bene a verificare fin d’ora la propria iscrizione all’AIRE e la propria posizione anagrafica presso il Consolato, in modo da comparire correttamente negli elenchi elettorali quando verranno pubblicati. Non appena l’Ambasciata renderà note le date ufficiali, aggiorneremo questo articolo con il calendario preciso e le istruzioni operative per la nostra circoscrizione.

I migliori siti per affittare casa a Berlino: guida pratica

Trovare un appartamento a Berlino è una delle sfide più note per chi si trasferisce nella capitale tedesca. Con un mercato degli affitti competitivo e una domanda sempre alta, scegliere i portali giusti fa la differenza tra mesi di ricerca infruttuosa e un contratto firmato in tempi ragionevoli. Ecco una panoramica dei migliori siti e piattaforme per affittare casa a Berlino, con i pro e i contro di ciascuno.


I grandi portali immobiliari tedeschi

Immobilienscout24

È il sito più popolare e con il maggior numero di annunci immobiliari a Berlino. Qui trovi appartamenti, stanze in WG (Wohngemeinschaft), monolocali e case gestite sia da privati sia da agenzie.
Pro: volume altissimo di offerte, filtri avanzati, mappe interattive.
Contro: molte informazioni (come email o telefono) sono visibili solo con abbonamento premium; la concorrenza è altissima.

Immowelt

Altro gigante del settore, spesso usato in parallelo a Immobilienscout24. L’interfaccia è simile, ma a volte presenta annunci diversi o in tempistiche differenti.
Pro: buona copertura, possibilità di salvare ricerche e ricevere alert.
Contro: interfaccia meno intuitiva per chi non parla tedesco.

Immonet

Fa parte dello stesso gruppo di Immowelt ma mantiene un database parzialmente diverso. Vale la pena controllarlo, soprattutto per offerte di agenzie locali.
Pro: annunci talvolta meno “saturati” rispetto a Scout24.
Contro: meno traffico, quindi meno aggiornamenti in tempo reale.

Meinestadt.de

Portale generalista che include anche una sezione immobiliare. Utile come complemento, soprattutto per chi cerca in quartieri specifici o nei dintorni.
Pro: semplice, in tedesco chiaro.
Contro: meno specializzato, meno annunci rispetto ai big.

Piattaforme per affitti a medio-lungo termine (expat-friendly)

Spotahome

Piattaforma pensata per studenti, expat e lavoratori in trasferta. Offre appartamenti, monolocali e stanze verificati, con contratti mensili e possibilità di prenotare 100% online.
Pro: immobili verificati, processo digitale, ideale per chi arriva dall’estero.
Contro: costi più alti rispetto al mercato tradizionale; commissioni di servizio.

HousingAnywhere

Simile a Spotahome, con un’offerta crescente di appartamenti e case a Berlino, dagli attici nel centro a soluzioni più periferiche.
Pro: interfaccia internazionale, supporto in più lingue.
Contro: selezione più limitata rispetto ai portali tedeschi classici.

Spacest

Piattaforma europea con oltre 14.000 annunci tra appartamenti e camere a Berlino, molti arredati e con contratti flessibili.
Pro: buona per trasferte di lavoro o periodi di transizione; processo online.
Contro: prezzi spesso superiori alla media; non tutte le zone sono coperte allo stesso modo.

Wunderflats

Piattaforma online specializzata in affitti a medio termine di appartamenti arredati in Germania e in altre città europee. Mette in contatto inquilini, proprietari e aziende, offrendo contratti digitali, verifica degli inquilini e supporto durante tutto il soggiorno. La registrazione e la pubblicazione degli annunci sono gratuite per i proprietari, che pagano una commissione di servizio solo in caso di prenotazione andata a buon fine.


Siti per affitti brevi e vacanze (utili all’arrivo)

Airbnb

Il classico per affitti brevi, ma molti lo usano come “ponte” per i primi giorni/settimane a Berlino mentre cercano un appartamento stabile.
Pro: flessibilità, ampia scelta, recensioni verificate.
Contro: costi elevati per periodi lunghi; non è una soluzione abitativa stabile.

Vrbo

Alternativa ad Airbnb, con un focus su case e appartamenti vacanze. Utile per famiglie o gruppi.
Pro: case intere, spesso meglio attrezzate.
Contro: stessa logica di Airbnb: pensato per brevi periodi.

BerlinReference / CitiesReference

Sito italiano specializzato in affitti di case e appartamenti vacanze a Berlino. Può essere utile per chi cerca un primo appoggio con assistenza in italiano.
Pro: supporto in italiano, conoscenza delle esigenze degli italiani.
Contro: catalogo limitato rispetto ai grandi portali internazionali.


Agenzie e portali locali

Properstar

Portale aggregatore che raccoglie annunci da diverse fonti, incluse agenzie locali.
Pro: buona copertura, interfaccia multilingua.
Contro: a volte gli annunci sono duplicati o non aggiornatissimi.


Consigli pratici per usare al meglio questi siti

  • Prepara i documenti prima di candidarti:
    • copia del documento d’identità
    • SCHÜFA (certificato di solvibilità/affidabilità creditizia)
    • ultime 3 buste paga o dichiarazione dei redditi/Steuerbescheid (per autonomi)
    • eventuale Mietschuldenfreiheitsbescheinigung (attestato di morosità zero dal precedente locatore)
    • garante (Mietbürgschaft), se necessario
  • Scegli il periodo giusto:
    Secondo dati di Immobilienscout24, i mesi tra novembre e febbraio sono meno competitivi per la ricerca. Evita, se possibile, la primavera e l’inizio estate, quando la domanda esplode.
  • Non limitarti a un solo portale:
    Usa almeno 2–3 siti in parallelo (es. Immobilienscout24 + Immowelt + una piattaforma expat come Spotahome) e attiva gli alert per nuove offerte.

Quale sito scegliere in base alla tua situazione?

  • Se sei già a Berlino e cerchi un affitto stabile:
    Immobilienscout24, Immowelt, Immonet + contatto diretto con grandi Hausverwaltung (es. WBM, Howoge, Gesobau).
  • Se arrivi dall’Italia e ti serve una soluzione rapida:
    Spotahome, HousingAnywhere, Spacest, eventualmente un breve periodo su Airbnb o Vrbo.

Recensione | The Cure alla Wuhlheide, 10, 11 e 12 luglio 2026.

Dopo quattro anni di attesa, i The Cure sono tornati a Berlino con tre concerti consecutivi alla Parkbühne Wuhlheide. Esserci stato il 10 e il 12 luglio – saltando l’11 – mi ha permesso di vedere due facce molto simili della stessa band, mentre la data centrale, l’11, a quanto raccontano cronache e fan, è stata quella più “vecchio stile”, con una setlist più cupa e vicina alla trilogia dark.

The Cure Wuhlheide 10.07.2026
The Cure Wuhlheide 10.07.2026

Una location perfetta per i The Cure

La Wuhlheide, con il suo anfiteatro all’aperto e la pineta tutt’intorno, è una location perfetta per The Cure: abbastanza grande da dare senso di evento, ma non dispersiva come uno stadio. La vegetazione, il cielo che si scuriva lentamente e la luce che filtrava tra gli alberi nei primi brani hanno creato un’atmosfera da “rito collettivo” che i The Cure sanno trasformare in narrazione sonora.

La presenza di tre date sold out ha trasformato il concerto in un piccolo fenomeno culturale berlinese: pubblico molto variegato, dai trentenni cresciuti a Disintegration ai più giovani attratti dal revival post-punk e dal mito di Robert Smith.

The Cure Wuhlheide (Berlin) 10.07.2026
The Cure Wuhlheide (Berlin) 10.07.2026

10 e 12 luglio: due versioni dello stesso concerto

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da due date diverse, il 10 e il 12 luglio sono stati abbstanza simili tra loro. Stessa struttura di setlist, stessi equilibri tra malinconia e catarsi, stessa architettura emotiva.

Robert Smith appariva concentrato, la sua voce graffiata ma controllata ha guidato il pubblico attraverso un percorso che partiva da atmosfere più cupe per poi aprirsi gradualmente. La chitarra, spesso in primo piano, ha ridisegnato con delicatezza i riff di A Forest, In Between Days e Just Like Heaven.

Il momento più intenso è arrivato con la sezione centrale del concerto, dove il gruppo ha proposto alcuni dei brani più “oscuri” del suo repertorio: qui la Wuhlheide si è trasformata in una cattedrale laica, con il pubblico in silenzio quasi religioso, rapito da quel muro di suono shoegaze ante litteram che i Cure hanno inventato ben prima che il genere avesse un nome.

The Cure Wuhlheide 10.07.2026
The Cure Wuhlheide 10.07.2026

La chiusura è stata più luminosa, con qualche classico “da inno” che ha sciolto la tensione e ha fatto esplodere il pubblico in un applauso lungo e sentito. Uscendo dal parco, si aveva la netta sensazione di aver assistito a una lezione di come si costruisce un’emozione dal vivo: senza trucchi, senza spettacolarizzazione fine a se stessa, solo musica, luce e parole misurate.

La sera del 12 luglio ha confermato questa impressione: stesso gruppo in forma, stesso Robert Smith carismatico, stessa capacità di tenere incollato il pubblico senza bisogno di urla o gesti teatrali.

The Cure Wuhlheide 12.07.2026
The Cure Wuhlheide 12.07.2026

Cosa resta di queste due sere

Ci sono concerti che si ascoltano e concerti che si “abitano”. Questi due alla Wuhlheide appartengono alla seconda categoria: non sono stati solo un’esecuzione di brani, ma un’esperienza collettiva fatta di attesa, memoria e presenza.

Aver visto il 10 e il 12, e non l’11, significa aver assistito alla versione più “equilibrata” del ritorno dei Cure: meno cupa, ma comunque intensa. E sapere che l’11 è stata la sera più dark aggiunge un livello di fascino a questa triade di concerti: come se la band avesse voluto offrire due date per il grande pubblico e una per i puristi.

Due serate indimenticabili.

The Cure Wuhlheide 12.07.2026
The Cure Wuhlheide 12.07.2026

Futuro per il polo economico di Oberschöneweide: approvato il nuovo piano strategico

Il quartiere berlinese di Oberschöneweide, storicamente uno dei più importanti poli industriali della capitale tedesca, guarda al futuro con una nuova strategia di sviluppo. Il 9 giugno 2026, il Bezirksamt di Treptow-Köpenick ha approvato il “Rahmenplan Historischer Industrie- und Gewerbegürtel Oberschöneweide”, un piano volto a garantire la sostenibilità e la competitività a lungo termine dell’area.

Il documento rappresenta una base strategica fondamentale per affrontare le sfide attuali, tra cui l’aumento degli affitti commerciali e il crescente numero di spazi sfitti. Allo stesso tempo, mira a valorizzare il potenziale di un’area che combina una forte identità industriale con nuove opportunità di sviluppo urbano.

Tra gli obiettivi principali del piano vi sono il mantenimento e il rafforzamento della funzione economica del quartiere, il miglioramento della connessione con il tessuto urbano circostante e la riqualificazione delle rive della Sprea. Un altro elemento centrale è il coinvolgimento attivo di imprese, proprietari immobiliari, istituzioni e iniziative locali, in un’ottica di sviluppo condiviso.

Il piano definisce in modo chiaro le prospettive di utilizzo delle diverse aree dell’ex cintura industriale, individuando interventi concreti e possibilità di finanziamento, anche attraverso fondi del Senato di Berlino e risorse distrettuali. L’obiettivo è creare un equilibrio tra conservazione del patrimonio storico-industriale e innovazione economica.

Un aspetto particolarmente rilevante del progetto è il processo partecipativo che ha accompagnato la sua elaborazione. Oltre al coinvolgimento degli attori economici e istituzionali, anche i cittadini hanno potuto contribuire tramite la piattaforma digitale meinBerlin.de, fornendo osservazioni e suggerimenti. Il percorso si è concluso con una conferenza pubblica il 5 maggio 2026 presso la HTW Berlin – Campus Wilhelminenhof, durante la quale lo studio di progettazione LOKATION:S ha presentato il concept finale.

Con l’approvazione del piano, il distretto di Treptow-Köpenick invia un segnale chiaro: Oberschöneweide deve restare un polo economico vitale, capace di evolversi senza perdere la propria identità storica e architettonica. Nei prossimi anni sono previsti ulteriori momenti di confronto con gli attori locali, per accompagnare e adattare l’attuazione delle misure previste.

In un contesto urbano in continua trasformazione come quello berlinese, il futuro di Oberschöneweide rappresenta un esempio concreto di come tradizione industriale e innovazione possano convivere e rafforzarsi reciprocamente.

Attentato al CSD di Berlino: una donna uccisa, decine di feriti. L’attentatore islamista è stato ucciso dalla polizia

Una donna è morta e 29 persone sono rimaste ferite — alcune in condizioni gravi — in seguito a un attacco terroristico avvenuto sabato sera al Christopher Street Day (CSD) di Berlino. Un furgone ha travolto la folla nel Tiergarten, vicino al percorso della parata Pride, prima che l’attentatore aggredisse altri partecipanti con un’arma da taglio. Le autorità tedesche hanno confermato la matrice islamista dell’attacco.

Abdul Ballout, 21 anni, cittadino tedesco con origini libanesi era già noto agli inquirenti per legami con ambienti estremisti, è stato ucciso dalla polizia domenica pomeriggio durante un’operazione a Berlino-Spandau.

La dinamica dell’attacco

Secondo le ricostruzioni della polizia, sabato 25 luglio intorno alle 22 un furgone bianco ha imboccato ad alta velocità l’area dell’Ahornsteig, nel parco del Tiergarten, dove migliaia di persone stavano lasciando la manifestazione o si trattenevano per gli eventi serali.

Il veicolo ha travolto decine di partecipanti, schiantandosi poi contro un albero. L’attentatore è sceso dal mezzo e ha colpito diverse persone con una machete, prima di dileguarsi nella zona boschiva.

Il bilancio, confermato domenica dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU), è di una donna uccisa e 29 feriti. Quattro pazienti sono stati dimessi dall’ospedale, mentre altri quattro restano in terapia intensiva, ma non in pericolo di vita.

Identità dell’attentatore e indagini

Abdul Ballout, nato a Berlino nel 2005, classificato come soggetto potenzialmente pericoloso e monitorato per simpatie verso l’ISIS. Contrariamente alle prime comunicazioni, Ballout non era in fuga: è stato localizzato e ucciso domenica 26 luglio durante un’operazione della polizia a Spandau, dopo aver minacciato gli agenti con un’arma da taglio.

Il furgone utilizzato nell’attacco era un veicolo privato, non a noleggio. Gli investigatori stanno verificando se Ballout abbia avuto complici, poiché alcuni testimoni riferiscono di aver visto più persone fuggire dal mezzo dopo l’impatto.

La Procura federale sta valutando l’assunzione diretta del caso, mentre la Polizia federale ha rafforzato i controlli in aeroporti, stazioni e aree di confine.

Reazioni politiche

Il cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha definito l’attacco “un assalto alla nostra società libera” e ha promesso una risposta “rapida e inflessibile”.

Il presidente Frank-Walter Steinmeier e la presidente del Bundestag Julia Klöckner hanno espresso cordoglio alle vittime; le bandiere del Parlamento sono state issate a mezz’asta.

Il sindacato di polizia ha chiesto un ampliamento dei poteri di sorveglianza per prevenire minacce analoghe.