
Incontro per expat italofoni fissato dal gruppo per venerdì 29 maggio. Contattateci se interessati.


Stage è un termine generico e informale, entrato dall’inglese/francese, che indica qualsiasi periodo di esperienza lavorativa temporanea. Non ha una definizione legale precisa in Italia e si usa per tutto: lo studente che passa l’estate in un ufficio, il neolaureato che “vede come funziona” un settore. Corrisponde bene al tedesco Praktikum.
Praticantato invece è un termine tecnico-giuridico, che indica un percorso formativo obbligatorio e regolamentato per accedere a una professione ordinistica. In Italia esiste per giornalisti, avvocati, commercialisti, notai. Ha una durata minima stabilita per legge, prevede una retribuzione (almeno in alcuni ordini), e si conclude con un esame abilitante. Senza averlo completato, non puoi esercitare la professione. E il ragionamento si affina ulteriormente se pensiamo che la parola “praticantato” in italiano è tecnicamente corretta solo quando si parla di giornalismo, perché è l’unico settore in cui esiste come istituto giuridico formale regolato da una legge (la 69/1963). Per avvocati, commercialisti e notai si parla invece di “pratica professionale” — simile nel concetto ma diversa nel nome e nella regolamentazione. In Italia il praticantato è una figura giuridicamente definita solo nell’Ordine dei Giornalisti (Legge 69/1963). Fuori dal giornalismo, in Italia non esiste un “praticantato” come istituto formale: si parla invece di tirocinio, stage, apprendistato, pratica professionale (avvocati, commercialisti, notai, ecc.).
Fuori dal giornalismo, quindi, tradurre Volontär con “praticante” o “praticantato” sarebbe impreciso anche in italiano — e “tirocinante qualificato” resta la resa più onesta.
Il punto interessante è che in Germania il Volontariat ha questa funzione di “praticantato obbligatorio” solo nel giornalismo e nei media — in altri settori come musei o comunicazione è più simile a un percorso formativo strutturato che a un vero accesso ordinistico.
Sulla problematica traduttiva di Volontär vs. volontario vi rimando ad un apposito articolo intitolato appunto “Falsi amici: Volontär vs. volontario”.
Chi si avvicina al mercato del lavoro tedesco si trova spesso davanti a termini apparentemente familiari che nascondono significati completamente diversi. Uno dei più insidiosi è Volontär: scritto quasi come l’italiano “volontario”, ma con una connotazione professionale che non ha nulla a che vedere con il volontariato sociale. Ecco cosa significa davvero — e come non confonderlo con il più generico Praktikant.
✅ In italiano: stagista o tirocinante
✅ In italiano: tirocinante qualificato.
Volontariat: tirocinio professionalizzante o tirocinio formativo
In molte redazioni tedesche il Volontariat è l’unico accesso riconosciuto alla professione giornalistica — l’equivalente del nostro praticantato. Sminuirlo a “stage” significa non capire (e non far capire ai lettori) il peso reale di questa figura nel mercato del lavoro tedesco.
Qualcuno si starà forse chiedendo perché insista a distinguere tra stage e praticantato, dato che in Italia i due termini vengono spesso usati in modo del tutto arbitrario. Ma ne parlo più nel dettaglio in un articolo specifico dedicato proprio a questa distinzione.
Il Goethe-Institut Hamburg ha recentemente pubblicato un annuncio per un Volontär nel settore cultura e tempo libero. Si tratta di una posizione per laureati, con contratto, retribuzione e un percorso formativo strutturato — non di un’opportunità di volontariato. Chi cerca lavoro in Germania farebbe bene a tenere questa distinzione sempre a mente.
Opportunità di lavoro · Amburgo
Una bella opportunità per chi è appassionato di cultura, lingue e comunicazione internazionale. Il Goethe-Institut di Amburgo è alla ricerca di un tirocinante qualificato da inserire nel team che gestisce le attività culturali e ricreative per i corsisti adulti provenienti da tutto il mondo.
Il candidato selezionato si occuperà della progettazione e realizzazione del programma culturale e del tempo libero, dell’accompagnamento dei gruppi in gita, della consulenza ai partecipanti che vogliono scoprire Amburgo e dintorni, e del coordinamento dei tirocinanti. Un’occasione per lavorare in un ambiente davvero internazionale, con studenti da oltre 50 paesi.
È richiesta un’ottima padronanza del tedesco e dell’inglese. La conoscenza di una terza lingua straniera è considerata un valore aggiunto significativo — e in un istituto con studenti da mezzo mondo, è facile capire perché.
Il profilo ideale include una laurea in scienze della comunicazione, culturali o linguistiche, una prima esperienza nell’organizzazione di eventi, e dimestichezza con strumenti grafici come Canva. Si offre orario flessibile, 30 giorni di ferie, formazione individuale e accesso a una piattaforma digitale di apprendimento.
Per candidarsi o ricevere maggiori informazioni, contattare la referente Fr. Gottwald via email a alesa.gottwald@goethe.de oppure tramite il profilo del Goethe-Institut su Linkedin.
Ps: nell’annuncio in tedesco leggerete che il Goethe-Institut sta cercando un Volontär: per evitare fraintendimenti vi rimando ad un apposito articolo sui falsi amici Volontär vs. volontario.
Pip: Berlino non si ferma mai — c'è sempre un modulo da compilare, una lingua da imparare, o una startup da lanciare dal laboratorio universitario.
Mara: Oggi con Italiani a Berlino esploriamo tre territori: le novità sull'indennità parentale tedesca, le opportunità per traduttori e insegnanti di lingue, e il programma EXIST per chi vuole trasformare la ricerca in impresa.
Pip: Partiamo dalle famiglie — e da quello che è già legge rispetto a quello che è ancora solo un'ipotesi.
Mara: Il dibattito sull'Elterngeld è tornato d'attualità con il bilancio 2027, ma c'è una distinzione fondamentale da fare: alcune modifiche sono già in vigore, altre sono solo scenari di riforma.
Pip: Il post è preciso su questo punto: "Le ipotesi più drastiche — come un taglio della percentuale mensile, una riduzione della durata complessiva o nuovi obblighi più rigidi per i padri — non risultano approvate come legge."
Mara: Quindi chi legge titoli allarmistici può stare più tranquillo su quei fronti. Ciò che è già legge riguarda la soglia di reddito, scesa a 175.000 euro per i nati dal primo aprile 2025, e la limitazione del cumulo simultaneo del beneficio da parte di entrambi i genitori.
Pip: Sullo sfondo c'è la crisi demografica: le nascite calano e il sistema cerca un equilibrio tra risparmio e sostegno alle famiglie. Un equilibrio non ancora trovato.
Mara: Passiamo alle opportunità concrete per chi lavora con le lingue.
Mara: Il mercato del lavoro linguistico in Germania è più articolato di quanto sembri: non si tratta solo di traduzione letteraria, ma di ruoli professionali molto diversi tra loro.
Pip: E la lista pubblicata lo dimostra bene — si va dal profilo manageriale a quello di mediatore linguistico in contesti sociali.
Mara: Il post apre con una posizione da Nextcloud GmbH, che cerca un Localization Manager con questo compito specifico: "ensuring content is accurately adapted to the linguistic and cultural needs of audiences across German-, French-, Spanish-, and Italian-speaking markets."
Pip: Quindi non solo tradurre parola per parola, ma adattare contenuti a quattro mercati culturalmente distinti. È un ruolo che richiede competenze editoriali, non solo linguistiche.
Mara: Esatto. Accanto a questo ci sono posizioni più orientate alla mediazione comunitaria — come quella per turco e curdo a Delmenhorst, gestita dalla Oskar Kämmer Schule, o quella per danese a Flensburg con ADS-Grenzfriedensbund.
Pip: Flensburg e il danese: geograficamente ha senso, ma è un mercato di nicchia che in pochi considerano.
Mara: C'è anche una posizione per interprete di coreano in homeoffice, con Asia-Pacific Management Consulting, e un ruolo da insegnante di tedesco come lingua straniera a Berlino, in assunzione stabile a tempo pieno.
Pip: La retribuzione per i mediatori freelance a Trier, con ProfeS, va dai 43 ai 62 euro l'ora — non male per lavoro autonomo.
Mara: È una fascia competitiva per il settore. Il quadro complessivo mostra una domanda distribuita geograficamente e per profilo: dal manager alla figura di supporto sociale, con lingue che vanno dall'italiano al curdo.
Pip: Dal mondo delle lingue a quello delle idee che cercano mercato — parliamo di EXIST.
Mara: EXIST è il programma federale tedesco che accompagna studenti, ricercatori e team accademici nella fase più rischiosa del percorso: quella prima ancora che l'impresa esista.
Pip: Il post lo dice in modo diretto: "EXIST finanzia soprattutto la fase pre-seed, accompagnando i team prima della costituzione dell'impresa: dalla validazione dell'idea alla preparazione del team, fino alla strutturazione del piano di business."
Mara: In pratica, significa che l'università non è solo il luogo dove nasce l'idea, ma la piattaforma che presenta la domanda di finanziamento e fornisce supporto logistico e infrastrutturale al team.
Pip: Le università come incubatori istituzionali — non male come cambio di ruolo.
Mara: I filoni principali includono lo Start-up Grant per singoli e piccoli team, EXIST Women dedicato alle fondatrici anche nella fase esplorativa, e Research Transfer per progetti tecnologici più complessi, articolato in due fasi distinte.
Pip: Un modello che il post indica come rilevante anche fuori dalla Germania, Italia inclusa — perché unisce finanziamento, formazione e rete in un unico sistema.
Mara: Tre temi molto concreti: diritti e tutele per le famiglie, lavoro per chi opera con le lingue, e strumenti per chi vuole costruire qualcosa di nuovo dalla ricerca.
Pip: La prossima volta, chissà — magari qualcuno avrà già compilato la domanda EXIST in quattro lingue.