La Germania rallenta nella corsa al clima

La Germania ha raggiunto formalmente il suo obiettivo climatico per il 2025, ma il risultato è tutt’altro che motivo di celebrazione. Secondo i nuovi dati dell’Agenzia federale per l’ambiente (UBA), le emissioni di gas serra sono diminuite solo dello 0,1% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 648,9 milioni di tonnellate. Il calo è dovuto soprattutto al rallentamento economico, non a una svolta ecologica: l’industria ha emesso quasi il 4% in meno, ma perché ha prodotto di meno, non perché abbia innovato i propri processi.

Anche altri settori non offrono segnali positivi. Nel comparto energetico la riduzione delle emissioni si è fermata, in parte per un anno povero di vento; mentre nel settore edilizio e nei trasporti le emissioni sono addirittura aumentate.

Le prospettive per il futuro restano preoccupanti. Per il 2030 la Germania dovrebbe ridurre le proprie emissioni del 65% rispetto ai livelli del 1990, ma le proiezioni indicano un taglio effettivo solo del 62,6%, con un deficit di circa 30 milioni di tonnellate di CO₂. E guardando oltre, gli obiettivi per il 2040 e il 2045 – l’anno in cui il Paese dovrebbe raggiungere la neutralità climatica – sembrano sempre più lontani.

Le organizzazioni ambientaliste, come Fridays for Future, criticano duramente il governo, accusandolo di aver raggiunto il traguardo del 2025 “per caso” e di non avere una strategia credibile per il futuro. Entro fine marzo, Schneider dovrà presentare un nuovo programma di protezione del clima che indichi come colmare le lacune attuali. Resta da vedere se dalle parole seguiranno finalmente i fatti.

Merz chiede un divieto d’ingresso UE per i combattenti russi

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, insieme ad altri sette capi di Stato e di governo europei, ha chiesto all’Unione Europea di valutare un possibile divieto d’ingresso per i soldati russi che hanno partecipato alla guerra contro l’Ucraina. In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo António Costa, i leader avvertono che l’ingresso di questi individui nel territorio Schengen rappresenterebbe un serio rischio per la sicurezza interna.

La preoccupazione nasce dal fatto che tra i combattenti russi figurano oltre 180.000 criminali condannati, liberati dalle carceri russe per essere mandati al fronte. Secondo i firmatari della proposta, tali persone potrebbero commettere reati, unirsi a reti criminali o gruppi estremisti, o sostenere attività ostili della Federazione Russa in Europa.

Già alcune settimane fa, l’Estonia aveva lanciato una prima iniziativa in questa direzione. Un documento citato dall’agenzia di stampa tedesca DPA stima che, dal 2022, circa 1,5 milioni di cittadini russi abbiano preso parte alle operazioni militari in Ucraina e che circa 640.000 siano tuttora impegnati al fronte.

Berlino e la legge sulle manifestazioni: quando la valutazione si ritorce contro

A Berlino, una ricerca universitaria appena pubblicata ha scatenato un piccolo terremoto politico. Si tratta della valutazione del Versammlungsfreiheitsgesetz (VersFG), la legge che regola il diritto di manifestare nella capitale. Lo studio è stato commissionato nel 2024 dalla stessa amministrazione degli Interni e realizzato dalla Hochschule für Wirtschaft und Recht (HWR). Costo: 200.000 euro. Ma il risultato non è affatto piaciuto ai committenti.

Gli esperti della HWR sostengono infatti che la normativa berlinese, già una delle più liberali in Germania, dovrebbe essere resa ancora più permissiva. Tra le proposte più discusse: un dialogo “alla pari” tra polizia e manifestanti e l’abolizione della figura del Versammlungsleiter, cioè il responsabile ufficiale della manifestazione. Secondo i ricercatori, questa figura scoraggia chi ha poche risorse economiche, perché rischia multe in caso di violazioni — una forma di discriminazione sociale, dicono.

Dall’altra parte, l’amministrazione della senatrice SPD Iris Spranger è furiosa. Il suo segretario di Stato, Christian Hochgrebe, ha bollato la valutazione come “metodologicamente debole” e “poco realistica”. Secondo lui, lo studio generalizza troppo e non tiene conto di come la polizia gestisce davvero le tantissime manifestazioni che si tengono ogni anno a Berlino.

Uno dei nodi principali riguarda anche l’“ordine pubblico”. Il nuovo governo nero-rosso vuole reintrodurre questo concetto nella legge, così da poter vietare alcune proteste considerate pericolose o estremiste. I ricercatori della HWR non sono d’accordo e avvertono: così si rischia di limitare la libertà delle minoranze e di dare troppo potere alla “società dominante”.

Insomma, la valutazione che doveva chiarire le cose ha finito per complicarle. Mentre polizia e politici chiedono regole più rigide per tenere sotto controllo i “demoturisti” e prevenire abusi, gli accademici spingono per più libertà e meno burocrazia. Una cosa però è certa: a Berlino ne sentiremo ancora parlare, perché anche la legge sulla libertà di manifestare è diventata… un campo di battaglia.

Un insolito cliente al centro commerciale: cinghiale si perde a Köpenick

Momenti di sorpresa – e un pizzico di ilarità – venerdì mattina al centro commerciale Allende-Center, nel quartiere berlinese di Köpenick. Venerdì, intorno alle 9, un cinghiale solitario ha deciso di fare un’imprevista “visita” tra i negozi, scatenando una vera e propria operazione di emergenza per la polizia.

Secondo quanto riportato dal Tagesspiegel, l’animale avrebbe prima tentato di entrare da una porta automatica prima che la stessa si aprisse da sola. Una volta all’interno, il cinghiale si è diretto senza esitazione verso un negozio della catena “Tedi”.

In una foto diffusa dalla polizia su X (ex Twitter), si vede il cinghiale vicino alla cassa, accanto a un frigorifero per bevande. A rendere la scena ancora più ironica, un cartello ben visibile con la scritta “Stop” proprio davanti all’animale – un dettaglio che ha suscitato commenti divertiti online.

Per ragioni di sicurezza, gli agenti hanno fatto evacuare il centro commerciale e lo hanno temporaneamente chiuso al pubblico. In collaborazione con il personale del Tierpark, è scattato il piano di cattura, tutt’altro che semplice: gli spazi stretti e tortuosi del negozio rendevano impossibile un intervento con dardi anestetici. La soluzione è arrivata in modo creativo: con alcune palette di legno, la polizia ha costruito un “tunnel di fuga” che conduceva verso un’uscita laterale del centro. Due agenti, armati di grandi pannelli di legno, sono riusciti a indirizzare il cinghiale lungo il percorso fino al vicino Volkspark.

Dopo quasi tre ore di lavoro, l’animale è finalmente tornato in libertà, senza feriti né danni gravi – salvo quelli, piuttosto evidenti, lasciati tra gli scaffali del negozio. Un’operazione fuori dal comune per la polizia berlinese e un episodio che molti a Köpenick non dimenticheranno facilmente.

Veggienale 2026 al FEZ di Berlino: la fiera della sostenibilità torna il 18 e 19 aprile

La Veggienale torna a Berlino il 18 e 19 aprile 2026 al FEZ Wuhlheide di Köpenick, con due giornate dedicate al vivere sostenibile, alla salute e alla cultura veg e plant‑based.

La fiera propone un ampio mercato con espositori da tutta la Germania e dall’estero, che presentano prodotti e soluzioni legati a alimentazione vegana, cosmesi naturale, moda etica e accessori sostenibili, finanza sostenibile, economia circolare e stile di vita ecosostenibile.

Il programma offre dimostrazioni culinarie dal vivo, conferenze e momenti di confronto su temi ambientali, workshop pratici, insieme ad attività pensate per le famiglie e i più piccoli.

L’evento si svolge sabato 18 aprile dalle 10:00 alle 18:00 e domenica 19 dalle 10:00 alle 17:00.

Il biglietto costa 9 € (7 € ridotto) e l’ingresso è gratuito per gli under 14.

Il FEZ è facilmente raggiungibile con la S‑Bahn S3 e i tram 27, 60 e 67.

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