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Fondi ai Comites nel mondo: quasi 1,9 milioni di euro erogati nel 2025, Berlino tra le sedi più finanziate

I dati relativi alle assegnazioni ed erogazioni dei finanziamenti ministeriali ai Comites per il 2025, riportati nei capitoli di spesa 3103 e 3106, restituiscono un quadro complessivo dell’impegno economico dello Stato italiano verso gli organismi di rappresentanza delle comunità italiane all’estero. Il totale erogato su entrambi i capitoli sfiora quota 1,82 milioni di euro, a fronte di uno stanziamento complessivo di circa 1,56 milioni.

Il quadro generale

Il capitolo 3103, che copre la voce principale del finanziamento (erogazioni base, progetti e spese di funzionamento), ha visto assegnare ai Comites circa 1,5 milioni di euro, con un totale erogato di 1.785.732,00 euro. La differenza tra assegnato ed erogato si spiega con il fatto che le erogazioni comprendono anche fondi per progetti e spese integrative non conteggiati nello stanziamento base per singola sede.

Il capitolo 3106, di entità più contenuta, ha invece assegnato 62.671,00 euro complessivi, di cui erogati 36.745,00 euro, comprensivi di una quota integrativa di 3.034,00 euro.

Sommando i due capitoli, il totale erogato a tutti i Comites nel mondo nel 2025 ammonta a 1.822.477,00 euro.

Il caso di Berlino

Tra le sedi europee, il Comites di Berlino si colloca in una posizione di rilievo. Sul capitolo 3103 la sede berlinese ha ricevuto un’assegnazione di 16.500,00 euro, interamente erogata, a cui si sono aggiunti 5.800,00 euro per progetti, per un totale complessivo di 22.300,00 euro. Un dato che pone Berlino sopra la media delle sedi tedesche per quanto riguarda l’erogazione piena dell’importo assegnato, a differenza per esempio di Stoccarda o Londra, dove l’erogato è risultato inferiore all’assegnato.

Sul capitolo 3106, dedicato a una quota di finanziamento più contenuta e specifica, Berlino ha ricevuto un’assegnazione di 800,00 euro, di cui erogati 580,00 euro come quota base e ulteriori 400,00 euro come integrativo, per un totale di 980,00 euro. Anche in questo caso la sede berlinese ha ottenuto un’erogazione superiore alla semplice quota base assegnata, grazie all’integrativo riconosciuto.

Nel complesso, sommando i due capitoli, il Comites di Berlino ha ricevuto nel 2025 finanziamenti per un totale di 23.280,00 euro.

Il confronto con le altre sedi tedesche

All’interno del panorama tedesco, Berlino si posiziona in una fascia intermedia. Colonia, Dortmund e Stoccarda hanno beneficiato di importi assegnati superiori, così come Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera, mentre Wolfsburg, Saarbrücken e Norimberga hanno ricevuto stanziamenti inferiori. Va inoltre segnalato che alcune sedi tedesche, come Stoccarda, pur avendo un’assegnazione più alta di quella di Berlino, non hanno visto erogata l’intera cifra stanziata sul capitolo 3103.

Una fotografia parziale

Questi numeri offrono un’istantanea utile ma parziale della vita amministrativa dei Comites: non dicono nulla sulla qualità dei progetti finanziati, sui criteri di assegnazione, né sulle eventuali difficoltà di rendicontazione che possono spiegare il divario tra assegnato ed erogato in alcune sedi. Resta però un dato di fatto che l’insieme dei Comites nel mondo ha gestito, nel solo 2025, quasi 1,9 milioni di euro di fondi pubblici destinati alla rappresentanza e ai servizi per le comunità italiane all’estero.

Inoltre va precisato che tra queste spese non sono stati considerati i 14 milioni di euro che lo Stato ha stanziato per le elezioni 2026 dei Comites e del CGIE. Questa ultima somma riguarda quindi congiuntamente il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero (Comites) e, conseguentemente, del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE).

Dati elaborati sulla base dei prospetti ministeriali “ASSEGNAZIONI EROGAZIONI CAP. 3103/2025” e “CAP. 3106/2025”.

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Berlino, Ringbahn interrotta per una settimana tra Hermannstraße e Tempelhof

Dal 3 al 10 agosto la circolazione della Ringbahn di Berlino è sospesa nel tratto meridionale tra le stazioni di Hermannstraße e Tempelhof. Lo ha comunicato la S-Bahn Berlin. L’interruzione riguarda principalmente le linee S41 e S42, che percorrono l’intero anello ferroviario, ma coinvolge anche le linee S46 e S47, che nel periodo dei lavori terminano a Hermannstraße.

Per limitare i disagi ai passeggeri è stato attivato un servizio sostitutivo con autobus accessibili tra le due stazioni interessate. Tra venerdì 7 agosto (ore 22) e lunedì 10 agosto, i passeggeri delle linee S41 e S42 dovranno inoltre effettuare un cambio aggiuntivo sullo stesso marciapiede alla stazione di Südkreuz.

I lavori rientrano nel programma di cantieri estivi della DB InfraGO, la società del gruppo Deutsche Bahn responsabile dell’infrastruttura ferroviaria, che nelle scorse settimane ha annunciato diverse chiusure sulla rete S-Bahn berlinese. Le ragioni specifiche di questa interruzione non sono state rese note nel dettaglio dalla S-Bahn Berlin.

Si consiglia ai viaggiatori di verificare gli orari aggiornati sul sito ufficiale sbahn.berlin prima di ogni spostamento.

Cercasi candidati Comites per la eventuale lista “Scegli per scioglierli”

Bozza di programma elettorale per il COMITES 2026. Circoscrizione Berlino, Brandenburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia

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I COMITES nascono nel 1985 come unico organismo elettivo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero, in un’epoca in cui gli italiani residenti fuori dai confini non avevano alcuna rappresentanza diretta in Parlamento. Con la riforma costituzionale del 2001 e le prime elezioni della Circoscrizione Estero nel 2006, questo scenario è cambiato radicalmente: i primi parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero risalgono alle elezioni politiche del 2006. Da quel momento gli italiani all’estero eleggono direttamente propri deputati e senatori.

Essendoci già una rappresentanza parlamentare diretta ed eletta, il livello consultivo locale dei Comites (che hanno funzioni per lo più consultive verso i consolati, senza poteri decisionali propri) rischia di apparire un doppione poco incisivo, aggravato da un problema di legittimità dato che l’affluenza alle elezioni dei COMITES è storicamente molto bassa.

Ciò premesso, finché i COMITES continueranno a esistere – e ci auguriamo sia ancora per poco tempo – rimangono comunque organismi finanziati annualmente con fondi pubblici. Per questo riteniamo che ogni risorsa pubblica debba essere utilizzata con rigore, ogni decisione spiegata con chiarezza e ogni collaborazione resa pubblica e verificabile.

Trasparenza

Ci impegniamo a pubblicare bilanci chiari, dettagliati e facilmente consultabili, con l’indicazione esplicita dei nomi delle associazioni coinvolte e beneficiarie, dei collaboratori e consulenti, delle finalità delle collaborazioni e dei criteri di assegnazione degli incarichi. La normativa e la prassi dei COMITES prevedono già obblighi di documentazione contabile, rendiconto e trasparenza amministrativa, ma riteniamo necessario fare un ulteriore passo avanti sul piano della leggibilità e della pubblicità delle informazioni.

Ogni cittadino deve poter comprendere senza ambiguità come vengono utilizzati i fondi pubblici, da chi e per quali obiettivi. Proprio per questo non ci limiteremo al COMITES di Berlino, bensì ci adopereremo affinché i Comites sparsi per il mondo rendano pubblici e trasparenti i propri bilanci.

Risparmi

Proponiamo una revisione concreta e immediata delle spese, con particolare attenzione all’azzeramento o alla drastica riduzione dei costi per vitto e alloggio dei presidenti, al contenimento delle spese per riunioni e trasferte e all’eliminazione dei costi non essenziali o non giustificati. La disciplina dei COMITES considera adeguati i finanziamenti anche in relazione alla possibilità di svolgere attività da remoto tramite tecnologie telematiche.

Ci riproponiamo inoltre di dimezzare le richieste di fondi pubblici rispetto a quelle indicate, ad esempio, dal COMITES di Berlino, nel bilancio preventivo 2026, pari a 79.405 euro, cifra che riteniamo eccessiva rispetto alle esigenze effettive di funzionamento. Questa scelta nasce dalla convinzione che molti dei servizi che il COMITES offre o dovrebbe offrire siano oggi già ampiamente coperti dall’istituzione della Circoscrizione Estero, da una rete consolare sempre più efficiente, dall’Istituto Italiano di Cultura, dai patronati italiani, da una rete diffusa di associazioni senza scopo di lucro, italofone e non italofone, per non parlare di tutte le piattaforme online e di intelligenza artificiale che già oggi la maggior parte degli expat consulta. Raramente si incontra un expat che si sia rivolto ai COMITES o sappia cosa siano o che servizi espletino o dovrebbero espletare. Ciò considerato, i costi attuali sono semplicemente ingiustificabili per i contribuenti italiani, con circa 14 milioni di euro già destinati alle sole elezioni (pensate quante liste di attesa nella sanità potrebbero essere elaborate con questa spropositata cifra).

Ovviamente, con i risparmi che proponiamo, non vi promettiamo più attività rispetto a quelle attuali. Potrebbe pure succedere, ma se così non fosse, ne abbiamo spiegato sopra il motivo.

Inoltre ci riproponiamo di ridurre annualmente le richieste di fondi ministeriali per dimostrare che anche un’eventuale riduzione delle attività del Comites passerà del tutto inosservata da parte della comunità italiana della nostra circoscrizione. Quello che non passerà inosservato sarà, invece, il risparmio per le casse dello Stato soprattutto se la lista SCEGLI PER SCIOGLIERLI riuscirà a richiamare l’attenzione delle istituzioni – ma soprattutto dei parlamentari – sulla nostra denuncia di sprechi di fondi pubblici per enti inutili come appunto i Comites.

Incontri da remoto

Promuoveremo un uso sistematico degli strumenti digitali per svolgere riunioni e incontri in modalità remota, riducendo drasticamente i costi, per esempio, degli incontri Intercomites. La disciplina e i regolamenti interni dei COMITES già contemplano l’uso di strumenti digitali e, in alcuni casi, prevedono espressamente che le riunioni possano svolgersi online o presso locali messi a disposizione dal Consolato o dal Comitato stesso. L’Intercomites riunisce i presidenti dei COMITES di uno stesso Paese almeno una volta l’anno per coordinare l’azione comune. Proprio per questo riteniamo che la modalità remota debba diventare la regola ordinaria per gli incontri di coordinamento, lasciando quelli in presenza solo ai casi davvero necessari.

Conflitti di interesse

Per garantire la massima imparzialità, nella nostra lista non saranno presenti presidenti né cariche statutarie di associazioni registrate come e.V. quando tali associazioni possano poi essere destinatarie di progetti, collaborazioni o richieste di sostegno deliberate dal COMITES. La normativa sui COMITES prevede già specifiche cause di ineleggibilità e incompatibilità per alcune categorie, compresi i legali rappresentanti di enti e associazioni che presentino richiesta di finanziamento pubblico nei casi previsti dalla disciplina di riferimento.

Noi scegliamo di andare oltre questo minimo normativo, estendendo in modo volontario e preventivo tale limite anche alle associazioni e.V., per evitare conflitti di interesse anche solo potenziali. È una scelta di rigore, trasparenza e credibilità, che punta a separare in modo netto chi delibera da chi può beneficiare delle decisioni.

Responsabilità

Ogni attività del COMITES deve essere accompagnata da obiettivi chiari, risultati verificabili e rendicontazione pubblica periodica. La disciplina di settore prevede già una relazione annuale sulle attività svolte da allegare al rendiconto consuntivo e una relazione programmatica da allegare al bilancio preventivo.

Vogliamo superare la logica delle iniziative simboliche per privilegiare interventi concreti e misurabili. Il COMITES – fintanto che esisterà, e ci auguriamo ancora per poco tempo – deve essere una casa comune credibile, sobria, efficiente e aperta.

Il nostro obiettivo è orientare il COMITES verso un uso più sobrio e responsabile delle risorse pubbliche, privilegiando trasparenza, essenzialità e utilità concreta per la comunità, nella speranza di una sua futura abolizione. Ma allo stato attuale possiamo solo ottimizzarne i costi così da rendere questo organismo un po’ meno inviso di quanto non lo sia oggi.

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Elezioni Comites 2026: alcune criticità e ciò che serve sapere per candidarsi

Il 21 luglio scorso l’Ambasciata d’Italia a Berlino ha annunciato ufficialmente che nel corso del 2026 si terranno le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites). Alla comunicazione non è ancora seguita la data precisa del voto, né il calendario per l’iscrizione negli elenchi elettorali o le modalità di presentazione delle candidature: l’unico dato certo, per ora, è che si vota entro la fine dell’anno.

Al momento mi soffermo solo sulla presentazione delle liste e non su come poter partecipare al voto, poiché non consiglio di richiedere i plichi elettorali se non si forma almeno una lista alternativa a quella che presenterà sicuramente la dirigenza uscente. Sarebbero, altrimenti, delle elezioni farlocche.

Italiani a Berlino non ha finalità di lucro e può quindi permettersi il lusso di essere completamente indipendente, senza intrattenere rapporti commerciali né con soggetti privati né con istituzioni (tramite partnership o collaborazioni analoghe), e tantomeno con i Comites, nei cui confronti questo magazine mantiene un atteggiamento fortemente critico. Grazie a questa indipendenza possiamo e vogliamo continuare ad esprimere tutto il malcontento nutrito da molti expat (in Germania e in tutto il resto del mondo) nei confronti di questo ente ritenuto da molti inefficiente, obsoleto, opaco e inutile, che, se verrà rieletto per mancanza di una lista alternativa, risulterà ancora più inviso alla comunità degli expat e non solo.

Questo sito si vanta di non avere alcuna “macchia” giornalistica di tipo istituzionale non avendo mai tessuto lodi di alcun genere nei confronti di enti pubblici di rappresentanza e quindi neanche nei confronti del Comites. Avrei potuto farlo, per esempio, nei confronti della Dott.ssa Abbruzzetti (Consolato), che ha davvero portato una ventata d’aria fresca nelle istituzioni di rappresentanza a Berlino, o magari, per rimanere in tema Comites, della Dott.ssa Dellagiacoma, i cui interventi alle assemblee rappresentano un punto di rottura nei confronti della “chiusura asfittica” che ha sempre contraddistinto questi enti. Ma non l’ho mai fatto, perchè in cerchie così ristrette (siamo una piccola comunità di italiani che fa a gomitate per un po’ di visibilità istituzionale al fine di ottenere comode scorciatoie) sarebbe quasi inevitabile il sorgere di eventuali situazioni dalle derive conflittualistiche — di interessi, ovviamente. Che poi, così “eventuali” non sono se si va a vedere la “commistione” istituzionale di certi siti italofoni di informazione all’estero e del canale privilegiato di cui godono istituzionalmente. Quindi il “prezzo da pagare” è stato sicuramente alto, ma lo pago con orgoglio poiché ciò ha permesso a questo magazine di essere davvero indipendente.

Qui non troverete mai articoli o interviste di inizio mandato (quindi ad occhi bendati) a cariche elettive in istituzioni pubbliche o ancora peggio in enti di rappresentanza di expat a Berlino. Nessuna piageria volta ad ottenere favoritismi o visibilità. Questo spazio vuole invece rimanere una spia sull’operato delle istituzioni di rappresentanza che per molti anni, dall’alto dei loro incarichi, si sono sentite “intoccabil”. I tempi nei quali un’impiegata del Consolato mi ordinava con indicibile prepotenza di coprirmi il piercing al collo, pena il rifiuto di continuare a parlarmi (ho anche un testimone – il mio ex compagno nonché giornalista per RTL – qualora la storia dovesse risultare poco credibile) sono fortunatamente finiti. La stessa impiegata che durante gli esami per un’assunzione presso l’Ambasciata entrava nella stanza dove i candidati attendevano il loro turno, per chiederci le domande che venivano poste. Ho poi scoperto che la figlia era una delle candidate e adesso è felicemente “sistemata” presso una sede di rappresentanza. Ma ormai c’è internet, ci sono forum e spazi come questi che non verranno mai “comprati” da collaborazioni istituzionali e che denunceranno sempre le “prepotenze” istituzionali, i conflitti di interesse di certe associazioni o società commerciali che cercano visibilità sui siti istituzionali, la poca trasparenza, le inefficienze, le “commistioni” e i rapporti poco chiari tra istituzioni e attività commerciali e quant’altro.

Tutto ciò premesso, cerchiamo quindi di rompere il “cerchio magico” cominciando a spiegare come ci si può candidare al Comites.

Cosa sono i Comites

Istituiti nel 1985, ben prima della creazione della Circoscrizione Estero — la cui introduzione ha poi suscitato critiche per la contemporanea esistenza dei Comites —, questi ultimi possono essere costituiti nelle circoscrizioni consolari con almeno 3.000 iscritti all’AIRE. Sono composti da 12 membri nelle comunità fino a 100.000 connazionali e da 18 in quelle più numerose, quindi nel caso di Berlino 12 membri. I membri restano in carica cinque anni e hanno o meglio avrebbero il compito di rappresentare gli interessi della collettività italiana, di favorirne l’integrazione e di custodire la memoria dell’emigrazione. Per la circoscrizione di Berlino, che comprende anche Brandeburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia, il voto per corrispondenza sarà aperto ai cittadini italiani residenti da almeno sei mesi nel territorio di competenza.

In attesa che l’Ambasciata pubblichi il calendario definitivo, vale la pena ripercorrere le regole generali che disciplinano la formazione delle liste elettorali. Sono le stesse in tutte le circoscrizioni consolari del mondo e conoscerle in anticipo permette a chi vuole candidarsi, o anche solo sottoscrivere una lista, di non farsi trovare impreparato quando i termini verranno finalmente fissati.

Chi può candidarsi

Sono eleggibili i cittadini italiani residenti nella circoscrizione, purché iscritti nell’elenco elettorale aggiornato e candidati in una sola lista e in una sola circoscrizione. Restano esclusi i dipendenti dello Stato italiano in servizio all’estero, chi ricopre cariche istituzionali e i relativi collaboratori salariati, oltre agli amministratori di enti gestori di attività scolastiche o di comitati di assistenza finanziati con fondi pubblici. Non può ricandidarsi, infine, chi ha già fatto parte di un Comites per due mandati consecutivi. Per più dettagli consultare il sito in hyperlink.

Come si presenta una lista

Ogni lista deve contenere un numero di candidati almeno pari ai membri da eleggere, con un tetto massimo di 16 nomi per i Comites a 12 membri (è il caso di Berlino) e di 22 per quelli a 18. La lista va presentata, corredata di contrassegno, da uno dei candidati o da un sottoscrittore che dichiari il proprio domicilio ai fini delle notifiche successive. Alla lista vanno allegati:

  • le accettazioni di candidatura firmate e autenticate, insieme ai certificati di iscrizione elettorale;
  • la designazione di un rappresentante effettivo e di uno supplente presso il comitato elettorale circoscrizionale;
  • le sottoscrizioni degli elettori, con cognome, nome, luogo e data di nascita, firma autenticata e certificazione elettorale.

La legge richiede un numero minimo di sottoscrittori non inferiore a 100 per le collettività fino a 50.000 residenti, e non inferiore a 200 oltre questa soglia. I sottoscrittori devono risultare residenti nella circoscrizione da almeno sei mesi, non possono essere candidati e non possono firmare più di una lista, pena la nullità della sottoscrizione.

L’autentica delle firme è gratuita presso l’ufficio consolare di prima categoria. In alternativa, come già avvenuto in passato, è ammessa l’autentica da parte di notai o funzionari pubblici locali.

La regola generale prevede che ogni firma dei sottoscrittori venga autenticata gratuitamente dall’ufficio consolare di prima categoria, quindi in teoria bisognerebbe recarsi fisicamente alla Cancelleria consolare di Berlino per farsi autenticare la firma, documento d’identità alla mano.

Detto questo, nella pratica il sistema prevede alcune facilitazioni:

Fogli di raccolta separati. Le firme non devono essere raccolte tutte su un unico documento consegnato in blocco. È ammesso l’uso di “atti separati”, cioè fogli distinti che riportano il contrassegno di lista e i nominativi dei candidati: questo permette a più persone di raccogliere firme in parallelo, per poi far autenticare i vari fogli.

Autentica da notaio o funzionario locale. In alternativa al Consolato, la firma può essere autenticata da un notaio tedesco o da un pubblico ufficiale locale con poteri certificativi. In questo caso però la firma del notaio va poi legalizzata con Apostille (Convenzione dell’Aja), e i costi restano a carico di chi presenta la lista.

L’eccezione del 2021, da tenere d’occhio. Per le elezioni del 2021 il DL 117/2021 introdusse una deroga: le firme erano esenti da autentica se accompagnate da un documento d’identità valido, anche rilasciato dalle autorità del paese di residenza (quindi bastava allegare una copia della carta d’identità tedesca o italiana, senza passare dal notaio o dal Consolato). Attenzione però: era una misura straordinaria, limitata esplicitamente a quella tornata elettorale. Non è affatto scontato che venga riproposta nel 2026, quindi conviene non darla per acquisita finché non arriva un decreto analogo.

Un’unica firma che resta sempre soggetta ad autentica consolare obbligatoria, senza alternative, è quella del presentatore della lista: la legge impone che si rechi di persona in Consolato per consegnare la lista, quindi quella firma viene autenticata direttamente lì dal funzionario.

Cosa fare nel frattempo

Chi risiede nella circoscrizione di Berlino e intende partecipare al rinnovo del Comites, come candidato, sottoscrittore o semplice elettore, farebbe bene a verificare fin d’ora la propria iscrizione all’AIRE e la propria posizione anagrafica presso il Consolato, in modo da comparire correttamente negli elenchi elettorali quando verranno pubblicati. Non appena l’Ambasciata renderà note le date ufficiali, aggiorneremo questo articolo con il calendario preciso e le istruzioni operative per la nostra circoscrizione.

Futuro per il polo economico di Oberschöneweide: approvato il nuovo piano strategico

Il quartiere berlinese di Oberschöneweide, storicamente uno dei più importanti poli industriali della capitale tedesca, guarda al futuro con una nuova strategia di sviluppo. Il 9 giugno 2026, il Bezirksamt di Treptow-Köpenick ha approvato il “Rahmenplan Historischer Industrie- und Gewerbegürtel Oberschöneweide”, un piano volto a garantire la sostenibilità e la competitività a lungo termine dell’area.

Il documento rappresenta una base strategica fondamentale per affrontare le sfide attuali, tra cui l’aumento degli affitti commerciali e il crescente numero di spazi sfitti. Allo stesso tempo, mira a valorizzare il potenziale di un’area che combina una forte identità industriale con nuove opportunità di sviluppo urbano.

Tra gli obiettivi principali del piano vi sono il mantenimento e il rafforzamento della funzione economica del quartiere, il miglioramento della connessione con il tessuto urbano circostante e la riqualificazione delle rive della Sprea. Un altro elemento centrale è il coinvolgimento attivo di imprese, proprietari immobiliari, istituzioni e iniziative locali, in un’ottica di sviluppo condiviso.

Il piano definisce in modo chiaro le prospettive di utilizzo delle diverse aree dell’ex cintura industriale, individuando interventi concreti e possibilità di finanziamento, anche attraverso fondi del Senato di Berlino e risorse distrettuali. L’obiettivo è creare un equilibrio tra conservazione del patrimonio storico-industriale e innovazione economica.

Un aspetto particolarmente rilevante del progetto è il processo partecipativo che ha accompagnato la sua elaborazione. Oltre al coinvolgimento degli attori economici e istituzionali, anche i cittadini hanno potuto contribuire tramite la piattaforma digitale meinBerlin.de, fornendo osservazioni e suggerimenti. Il percorso si è concluso con una conferenza pubblica il 5 maggio 2026 presso la HTW Berlin – Campus Wilhelminenhof, durante la quale lo studio di progettazione LOKATION:S ha presentato il concept finale.

Con l’approvazione del piano, il distretto di Treptow-Köpenick invia un segnale chiaro: Oberschöneweide deve restare un polo economico vitale, capace di evolversi senza perdere la propria identità storica e architettonica. Nei prossimi anni sono previsti ulteriori momenti di confronto con gli attori locali, per accompagnare e adattare l’attuazione delle misure previste.

In un contesto urbano in continua trasformazione come quello berlinese, il futuro di Oberschöneweide rappresenta un esempio concreto di come tradizione industriale e innovazione possano convivere e rafforzarsi reciprocamente.