Archivi categoria: Cultura | Kultur

Romanzi e saggi premiati in lingua tedesca nel 2025

Il romanzo dell’anno in lingua tedesca

Dorothee Elmiger – Die Holländerinnen (Carl Hanser Verlag, agosto 2025)

L’autrice svizzera ha vinto il Deutscher Buchpreis 2025 con questo romanzo, che la giuria ha definito “un affascinante viaggio al centro delle tenebre”. Una scrittrice senza nome accompagna una compagnia teatrale in un viaggio nel dschungel sudamericano, sulle tracce di due turiste olandesi scomparse, e più il gruppo si perde nel fitto della vegetazione, più il testo risucchia il lettore in un vortice di paura e rivelazione. Non risulta ancora tradotto in italiano, ma è uno dei candidati più probabili per farlo presto.

Saggistica premiata (e rivoluzionaria)

Ulli Lust – Die Frau als Mensch (Reprodukt, 2025)

La fumettista di lingua tedesca Ulli Lust ha vinto il Premio del libro tedesco di saggistica 2025 con questo saggio a fumetti in cui ricostruisce il ruolo della donna nella storia dell’umanità. Attorno alle figurine arcaiche femminili si dispiega un mondo dimenticato, con contributi di archeologia, antropologia e storia dell’arte. È una lettura adatta anche al pubblico italiano interessato a femminismo, preistoria e graphic non-fiction. Un secondo volume, intitolato Schamaninnen, è uscito nel febbraio 2026.

Il romanzone storico già disponibile in italiano

Frank Schätzing – Il tempo degli eroi (Nord, 2025)

Schätzing, già noto per Il quinto giorno e Il diavolo nella cattedrale, porta il lettore nel 1263 in un’epoca di sconvolgimenti politici, epiche battaglie e amori che superano ogni ostacolo. È considerato uno dei grandi maestri della letteratura tedesca contemporanea, capace di spaziare dall’avventura marina al thriller politico, dalla fantascienza al romanzo d’attualità. 940 pagine, traduzione di Riccardo Bettini, già in libreria in Italia.

Shortlist del Deutscher Buchpreis 2025 – altri titoli da tenere d’occhio

Tra i finalisti del premio c’erano anche Thomas Melle con Haus zur Sonne (Kiepenheuer & Witsch) e Christine Wunnicke con Wachs (Berenberg Verlag), entrambi usciti nell’estate 2025. Nessuno dei due è ancora disponibile in italiano, ma meritano attenzione per chi legge in tedesco o vuole anticipare le prossime traduzioni.

17 maggio: giornata internazionale dei musei. Ingresso gratuito al Museo della Tecnica

Il 17 maggio, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei, il Museo della Tecnica (Deutsches Technikmuseum) di Berlino apre le sue porte al pubblico con un’iniziativa speciale all’insegna della cultura e della scoperta: l’ingresso sarà completamente gratuito per tutti i visitatori.

Si tratta di un’opportunità imperdibile per grandi e piccoli, che potranno esplorare liberamente le numerose mostre permanenti e temporanee del museo. Il Deutsches Technikmuseum è uno dei poli più importanti della capitale tedesca dedicati alla scienza e alla tecnologia, con esposizioni che spaziano dall’aviazione alla navigazione, fino all’industria e alla storia dell’innovazione.

Durante la giornata, i visitatori avranno anche la possibilità di partecipare a visite guidate organizzate, ideali per approfondire i contenuti delle esposizioni con il supporto di esperti. Non mancheranno inoltre workshop, attività interattive e iniziative pensate per coinvolgere il pubblico in modo dinamico e divertente.

L’evento rappresenta una perfetta occasione per trascorrere una giornata diversa, all’insegna dell’apprendimento e dell’intrattenimento, sia per chi vive a Berlino sia per chi è in visita in città.

Per non perdere nessuna delle attività in programma, è consigliabile consultare il calendario ufficiale del museo. Da segnalare inoltre che, per questa giornata speciale, non è necessario prenotare un biglietto online: l’accesso sarà libero e diretto.

Visita guidata gratuita in memoria della “Settimana di sangue di Köpenick” del 1933

La Gedenkstätte Köpenicker Blutwoche di Berlino apre nuovamente le sue porte al pubblico con una visita guidata prevista per mercoledì 29 aprile alle ore 18:00. Si tratta di un’occasione importante per approfondire uno degli episodi più violenti e meno conosciuti dell’ascesa al potere del nazionalsocialismo.

La “Settimana di sangue di Köpenick” (Köpenicker Blutwoche), avvenuta tra il 21 e il 26 giugno 1933, fu una brutale ondata di arresti e violenze condotta da membri delle SS contro oppositori politici, ebrei e cittadini considerati “indesiderati”. Centinaia di persone furono sequestrate e torturate, e almeno 23 di loro persero la vita. Ciò che rende questi eventi particolarmente inquietanti è il fatto che le violenze avvennero apertamente, sotto gli occhi della popolazione, come strumento di intimidazione e consolidamento del potere nazista.

Oggi, la Gedenkstätte si trova nell’ex carcere del tribunale di Köpenick, in Puchanstraße 12 (12555 Berlino), un luogo autentico della memoria che invita alla riflessione storica e civile. La visita guidata offre un contesto approfondito sugli eventi e sul loro significato nella storia tedesca ed europea.

📍 Gedenkstätte Köpenicker Blutwoche
Puchanstraße 12, 12555 Berlin

La struttura è aperta al pubblico:

  • martedì e giovedì dalle 10:00 alle 18:00
  • sabato e domenica dalle 14:00 alle 18:00

L’ingresso è gratuito e non è necessaria alcuna prenotazione.

Da migranti a expat: Berlino Ovest degli anni ’70 e la città degli italiani di oggi

Era il 1973. Quando eravamo ancora migranti di Paola Agabiti (Abra Books Editrice, 2025) parla indirettamente a molti italiani che oggi scelgono Berlino come nuova casa, pur in un contesto completamente diverso. Il libro racconta gli anni in cui gli italiani erano ancora “migranti” e Berlino Ovest un’isola circondata dal Muro, ma le domande di fondo sono sorprendentemente attuali per chi vive oggi da expat nella capitale tedesca.

Dal 1973 alla Berlino di oggi

L’autrice parte dal 1973, “l’anno del colera a Napoli e del colpo di Stato in Cile”, per intrecciare vicende private e Storia con la S maiuscola: l’amore nato a Terracina con Alex, il trasferimento a Berlino Ovest, la militanza politica, il lavoro con le famiglie italiane emigrate. In queste pagine si ritrova un’altra Berlino, fatta di frontiere, controlli, liste di generi alimentari che “mancano a Est”, ma anche di locali aperti 24 ore su 24, concerti, cinema e una vitalità che molti italiani riconosceranno nella Berlino di oggi.​

Emigrazione italiana: ieri “migranti”, oggi expat

Uno degli aspetti più interessanti per chi legge da Berlino è lo sguardo di Agabiti sull’emigrazione italiana: mentre prepara la tesi sull’emigrazione raccogliendo “trenta storie di vita”, lavora in una cooperativa che si occupa dell’integrazione scolastica dei figli degli immigrati italiani attraverso il bilinguismo. Molte dinamiche ricordano da vicino i temi che ancora oggi discutiamo nei gruppi Facebook e nei Familienzentrum di quartiere: la scuola tedesca, la lingua, il rischio di perdere l’italiano, la fatica di sentirsi sempre “fra due mondi”.​

Berlino come “isola” e laboratorio di convivenza

Colpisce la descrizione di Berlino Ovest come “isola felice” ma anche come spazio artificiale, segnato dalla presenza costante del Muro.

“Sembrava un’isola felice: sovvenzioni per chi investiva o lavorava a Berlino Ovest; i ragazzi tedeschi che studiavano a Berlino Ovest non dovevano fare il servizio militare, obbligatorio nel resto della Germania Federale; sconti sui treni per chi voleva raggiungere Berlino Ovest.”

Per chi vive oggi a Berlino unita, abituato a muoversi liberamente fra Neukölln, Mitte e Prenzlauer Berg, è interessante rileggere la città come laboratorio di convivenza, tensioni politiche e identità multiple: un tema che continua a caratterizzare la metropoli anche nell’epoca degli expat digitali e dello smart working.​

Perché leggerlo a Berlino nel 2026

Per la comunità italiana a Berlino il libro di Agabiti è prezioso per almeno tre motivi:

  • restituisce memoria a una generazione di italiani spesso dimenticata, quella dei migranti degli anni Settanta, che hanno aperto la strada ai “nuovi italiani” arrivati con Erasmus, start up e contratti tech;​
  • ricorda che, dietro ogni trasferimento, ieri come oggi, ci sono non solo opportunità, ma anche paure, precarietà, scelte politiche e affettive;
  • invita a ripensare il nostro modo di abitare Berlino: non solo come playground di opportunità, ma come città con una storia complessa, dove le biografie italiane sono intrecciate alla memoria del Muro, della Guerra fredda, dei movimenti sociali.​

A chi arriva oggi a Berlino, questo libro restituisce sicuramente un’immagine della città meno patinata rispetto a quella odierna, ma allo stesso tempo, come oggi, sempre piena di apertura e sperimentazione, e ci aiuta anche a capire che essere “fuori posto” – fra lingue, culture, paesi – è una condizione che accomuna diverse generazioni di italiani che hanno qui costruito la propria vita.

Esce l’Étranger (“Der Fremde”) di François Ozon nelle sale tedesche: una nuova luce sul capolavoro di Camus

Con l’arrivo nelle sale tedesche il 1° gennaio 2026, Der Fremde di François Ozon riporta al centro del dibattito culturale uno dei romanzi più enigmatici e discussi del Novecento: “Lo straniero” di Albert Camus. Pubblicato nel 1942, il libro racconta la storia di Meursault, un uomo che uccide un arabo su una spiaggia algerina “senza un vero motivo”, come spesso viene riassunto. Ma Ozon, fedele e al tempo stesso audace, sceglie di rimettere in scena questa vicenda con un taglio personale, restituendo al protagonista un motivo sorprendente, capace di aprire nuove interpretazioni.

Un classico esistenzialista riletto con rigore visivo

La critica tedesca ha già definito il film una “brillante e rigorosa” trasposizione. Ozon rinuncia al celebre incipit del romanzo – “Oggi è morta la mamma” – e apre invece con un montaggio di immagini d’archivio, quasi a voler collocare la storia in un contesto più ampio, storico e politico. Girato in un bianco e nero severo, il film mette al centro l’apatia, la trasparenza emotiva e la radicale sincerità di Meursault, interpretato da Benjamin Voisin, che incarna perfettamente la sua enigmaticità.

Accanto a lui, Rebecca Marder nel ruolo di Marie, Pierre Lottin come Raymond e Denis Lavant nei panni di Salamano completano un cast che restituisce la dimensione umana, fragile e spesso disturbante del romanzo.

Il gesto di Meursault: un nuovo motivo per un vecchio enigma

Nel romanzo di Camus, l’omicidio sulla spiaggia è un atto quasi assurdo, figlio del caso, del sole accecante, dell’indifferenza del protagonista verso il mondo. Ozon, invece, introduce un motivo narrativo inedito, che non tradisce l’opera originale ma la rilegge attraverso una sensibilità contemporanea. Questa scelta non solo rende il film più accessibile a un pubblico moderno, ma invita a riflettere sul rapporto tra responsabilità individuale, contesto sociale e percezione della colpa.

Un film che dialoga con la cultura musicale: da Camus ai The Cure

L’influenza di Der Fremde non si limita alla letteratura e al cinema. Il romanzo ha ispirato anche la musica: i The Cure si sono rifatti proprio alla vicenda di Meursault per il loro brano Killing an Arab, pubblicato alla fine degli anni ’70. La canzone, spesso fraintesa, è in realtà una trasposizione poetica dell’episodio centrale del romanzo, e testimonia quanto profondamente l’opera di Camus abbia permeato l’immaginario culturale occidentale.

Un ritorno necessario

Con questa nuova versione, François Ozon non si limita a rendere omaggio a un classico: lo interroga, lo smonta e lo ricompone, offrendo allo spettatore un’esperienza che è al tempo stesso fedele e innovativa. In un’epoca in cui l’alienazione, la ricerca di senso e il rapporto con l’altro sono temi più urgenti che mai, Der Fremde torna a parlarci con forza, ricordandoci che i grandi romanzi non smettono mai di generare nuove domande.

Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana