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Premio Berlino 2024 per giovani architetti

Il Premio Berlino 2024 offre a due giovani architetti italiani la possibilità di trascorrere sei mesi a Berlino (gennaio-giugno 2025) per un’esperienza formativa e professionale presso uno studio di architettura.

I due architetti che risulteranno vincitori riceveranno un un biglietto aereo A/R, l’alloggio, un assegno mensile per le spese di soggiorno, assistenza per le attività presso lo studio di architettura, la copertura assicurativa per infortuni ed incidenti nonché la possibilità di partecipare alle attività culturali organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e da Aedes Metropolitan Laboratory.

Per avere più informazioni in merito visitate il sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino

Berlinale 2024: due film italiani in lizza per l’Orso d’oro

La 74ª edizione della Berlinale, il festival internazionale del cinema di Berlino in programma dal 15 al 25 febbraio, vedrà la partecipazione di due film italiani in concorso: Another End del regista siciliano Piero Messina e Gloria! di Margherita Vicario. Si tratta di due opere originali e innovative, che esplorano temi come l’amore, la morte, la tecnologia e la musica.

Another End racconta la storia di Sal (Gael García Bernal), un uomo che si affida a una nuova tecnologia per riportare in vita, per breve tempo, la coscienza dell’amore della sua vita, Zoe (Renate Reinsve). Il film uscirà nelle sale italiane il 21 marzo.

Gloria! è l’esordio alla regia della musicista e cantautrice Margherita Vicario, nota anche come membro del gruppo pop Zen Circus. Il film è ambientato in un istituto femminile di Venezia alla fine del XVIII secolo, in cui una giovane donna di nome Teresa (Galatea Bellugi) cerca di sfuggire al controllo di una società che vuole imporre un’unica forma di espressione artistica. Il film uscirà nelle sale italiane il 28 marzo.

I due film italiani si contenderanno l’Orso d’oro con altre 18 pellicole provenienti da vari paesi, tra cui Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Giappone e Iran. La giuria internazionale sarà presieduta dall’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o, che assegnerà i premi il 24 febbraio.

Oltre ai due film in concorso, la Berlinale 2024 presenterà anche altre produzioni italiane nelle sezioni parallele. Tra queste, spiccano le due serie televisive Dostoevskij, ideata e diretta dai fratelli D’Innocenzo, e Supersex, con Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi, che saranno proiettate nella sezione Berlinale Special.

Nella sezione Panorama, invece, sarà presentato il documentario Turn in the Wound di Abel Ferrara, una coproduzione tra Regno Unito, Germania, Italia e Stati Uniti, che racconta la vita a Kiev dall’inizio della guerra in Ucraina.

Nella sezione Generation Plus, dedicata a film per bambini e ragazzi, verrà presentato Quell’estate con Irènedi Carlo Sironi. Il film racconta la storia di due ragazze, Clara e Irène, che si incontrano durante una gita scolastica e diventano inseparabili.

Infine, nella sezione Forum, dedicata a film sperimentali e indipendenti, sarà presentato Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio. Si tratta di un documentario dedicato al padre della regista, Giuseppe Quatriglio, un importante giornalista siciliano.

La Berlinale 2024 si preannuncia quindi come un’edizione ricca di proposte italiane, che testimoniano la vitalità e la creatività del cinema nazionale. Per maggiori informazioni sul programma e sui biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale del festival.

Arno Breker, lo scultore del Terzo Reich

Arno Breker è stato uno scultore tedesco, molto celebre per la sua attività artistica durante il Terzo Reich. Le sue opere furono considerate dalle autorità nazionalsocialiste come la perfetta antitesi della cosiddetta «arte degenerata». Le opere di Arno Breker sono caratterizzate da un forte realismo e da un’idealizzazione della figura umana. Le sue sculture sono spesso raffigurazioni di atleti, guerrieri e eroi.

Prometheus
Prometheus

Una breve biografia

Arno Breker nacque nel 1900 a Elberfeld. Studiò architettura, scultura e anatomia all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf. Nel 1932, si trasferì a Berlino, dove iniziò a lavorare come assistente di Josef Thorak, uno scultore di fama nazionale. 

Nel 1937, Breker venne nominato professore alla Hochschule für Bildende Künste di Berlino. Nello stesso anno fu insignito del titolo di «Artista del Reich» da Adolf Hitler. Questo titolo gli conferì un’importante posizione nell’ambito dell’arte ufficiale del Terzo Reich. Gli vennero infatti commissionate due figure monumentali, Partei e Wehrmacht, per il cortile della Nuova Cancelleria del Reich (inaugurata il 9 gennaio 1939). Contemporaneamente lavora a cinque figure e a due rilievi in marmo per la sala rotonda di questo edificio. Queste commissioni segnarono l’inizio della stretta collaborazione personale tra lo scultore e Albert Speer, dal 30 gennaio 1937 ispettore generale dell’edilizia della capitale del Reich, che avrebbe dovuto progettare e realizzare la riprogettazione di Berlino come capitale del Grande Impero Germanico. A Breker fu affidato il compito di decorare i nuovi edifici con le sue sculture. Per questo compito, il governo nazista fece allestire per Breker un grande atelier a Berlino-Dahlem, costruito sul dal 1939 al 1942 su progetto dell’architetto Hans Freese, ma che Breker utilizzò solo per poco tempo a causa dello scoppio della guerra. Dal 2015 l’edificio è sede della Kunsthaus Dahlem, nel cui giardino, nel nel 2020 durante dei lavori, sono state ritrovate due sculture in marmo di Breker. 

Dopo la seconda guerra mondiale, Breker fu accusato di aver collaborato con il regime nazista. Lo scultore scampò alla possibile condanna a morte grazie alla testimonianza resa dal celebre editore Peter Suhrkamp, che dichiarò sotto giuramento di essere stato salvato da un campo di concentramento grazie ad una firma atta a concedergli un permesso di un’ora al fine di prestare manodopera per una colata di bronzo. Quella firma era di proprio quella di Arno Breker. Breker venne quindi assolto nel 1949 continuando a lavorare come scultore. Nel 1952, si trasferì in Francia , dove aprì uno studio a Parigi. 

Nonostante Dalí lo definisse «profeta di bellezza» e Konrad Adenauer e Ludwig Erhard gli commissionarono varie opere, i lavori di Arno Breker rimasero fuori dai circuiti museali per circa 60 anni. Lo scultore muore a Düsseldorf nel 1991.

Il museo a lui dedicato

Nel 1985, è stato aperto a Nörvenich, e precisamente nell’omonimo castello medievale, un museo dedicato ad Arno Breker. Il museo ospita una collezione di oltre 200 opere dell’artista, tra cui sculture, disegni e dipinti. 

Il museo è composto da due parti: una parte principale, che ospita la collezione permanente, e una parte secondaria, che ospita mostre temporanee. La collezione permanente del museo è suddivisa in tre sezioni: la prima sezione è dedicata alle opere realizzate da Breker durante il Terzo Reich. Questa sezione comprende le opere più famose dell’artista, come le sculture Partei e Wehrmacht. La seconda sezione del museo è dedicata alle opere realizzate da Breker dopo la seconda guerra mondiale. Questa sezione comprende opere di maggiore sperimentazione, come i bronzi Adam e Eva. La terza sezione è dedicata agli studi e ai disegni di Breker. Questa sezione offre un’ampia panoramica del processo creativo dell’artista.

L’offerta del museo è stata poi integrata da una collezione di arte europea che comprende opere di Dalí e Fuchs, artisti amici di Breker, e di altri artisti figurativi, motivo per cui il museo si presenta oggi al pubblico come Museum Europäischer Kunst.

Il museo e la polemica

L’apertura del museo ha suscitato un’ampia polemica in Germania. Alcuni critici hanno accusato il museo di glorificare il Terzo Reich, mentre altri hanno sostenuto che il museo è un importante documento storico. Il museo ha adottato una posizione neutrale su questa polemica, scegliendo di non pronunciarsi sull’opera di Breker in relazione al Terzo Reich, ma limitandosi piuttosto a presentare le opere dell’artista nella loro integrità.

Il museo Arno Breker è quindi un museo abbastanza sì controverso, ma è anche un museo molto importante. Il museo offre infatti un’occasione unica per poter conoscere l’opera di uno degli scultori più importanti del XX secolo. Il lavoro dello scultore è stato spesso criticato per il suo carattere propagandistico. Tuttavia, le sue opere continuano ad essere ammirate da molti, anche al di fuori della Germania.

Arno Breker è una figura complessa e controversa, la cui opera è emblematica del periodo storico in cui visse. Le sue opere sono un importante documento storico, che testimoniano la propaganda e la cultura del Terzo Reich.

Ernst Jünger

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Foto: © Davide Miraglia

La Street Art a Berlino

La città di Berlino è stata a lungo un centro globale per la street art, con numerosi artisti che hanno fatto della capitale tedesca la loro tela. La street art è diventata una parte integrante della cultura berlinese, e molte zone della città sono famose per i loro murales e graffiti. In questo articolo, esploreremo la storia della street art a Berlino, i suoi luoghi più iconici e alcuni dei suoi artisti più famosi.

Breve storia della street art a Berlino
La street art a Berlino affonda le sue radici nella cultura punk degli anni ’70 e ’80. In quel periodo, molti giovani artisti iniziarono a esprimere la loro creatività sui muri della città. Negli anni ’90, la città ha assistito a un’esplosione di street art, in gran parte grazie alla caduta del Muro di Berlino. La riunificazione ha portato una nuova vitalità alla città, e la street art ha fatto parte di questo rinnovamento. Molti dei muri del lato orientale della città sono stati dipinti con graffiti e murales, diventando così un simbolo della nuova Berlino.

Luoghi iconici della street art a Berlino
Uno dei luoghi più iconici della street art a Berlino è la East Side Gallery, una sezione di circa 1,3 km del Muro di Berlino che è stata conservata come monumento culturale. Nel 1990, dopo la caduta del Muro, molti artisti da tutto il mondo sono stati invitati a dipingere il lato orientale del muro con murales che rappresentassero la pace, la solidarietà, la libertà e l’unità. Oggi, la East Side Gallery è uno dei principali luoghi turistici di Berlino, con murales famosi come “Il bacio fratello” di Dmitri Vrubel, „il Saltatore del Muro“ di Gabriel Heimler, „Test the best“ di Brigit Kinder, ecc.

Un altro luogo popolare per la street art a Berlino è il quartiere di Kreuzberg. Qui, i muri dei vecchi magazzini e delle fabbriche sono diventati la tela per numerosi artisti, creando uno dei più grandi musei all’aperto di street art al mondo. I murales a Kreuzberg sono spesso politici o socialmente impegnati, e riflettono le numerose proteste e manifestazioni che si svolgono nel quartiere.

Artisti famosi della street art a Berlino
Uno dei più famosi artisti della street art a Berlino è BLU, un artista italiano noto per i suoi murales altamente dettagliati e politicamente impegnati. Il suo murale intitolato “The Pink Man” è una delle opere di street art più famose di Berlino.

Un altro artista di spicco della scena della street art di Berlino è El Bocho, un artista berlinese noto per i suoi murales di figure umane stilizzate. El Bocho ha dipinto molti murales in tutta la città, tra cui il suo famoso “Little Lucy”, una figura che rappresenta una bambina dalla doppia personalità.

Infine, c’è JR, un artista francese che ha lavorato in tutto il mondo, ma ha anche creato alcuni murales iconici a Berlino. JR è noto per le sue fotografie in grande formato, che spesso incorporano immagini di persone comuni, con l’obiettivo di porre l’accento sulle storie e sulle vite delle persone.

Un’altra artista importante della scena della street art a Berlino è Alice Pasquini, una artista italiana che ha dipinto numerosi murales in tutta la città. Le sue opere si concentrano spesso sulle donne e sulle loro esperienze, e utilizza spesso tecniche di stencil e illustrazione.

Insomma, la street art a Berlino ha una lunga e ricca storia, e la città ha continuato a essere una destinazione popolare per gli artisti di strada di tutto il mondo. La città è un museo all’aperto di street art, con numerosi murales e graffiti che rappresentano la diversità culturale e politica di Berlino. Se sei un appassionato di arte urbana, Berlino è sicuramente un luogo da visitare.

Musei di street art
Sì, ci sono diversi musei e gallerie a Berlino che si concentrano sulla street art e sull’arte urbana.

Uno dei più famosi è l’Urban Nation Museum for Urban Contemporary Art, che si trova nel quartiere di Schöneberg. Il museo espone opere di street art di artisti locali e internazionali, ed è dedicato alla promozione e alla conservazione della cultura del writing. Il museo presenta opere di street art e di arte urbana provenienti da tutto il mondo, e offre anche programmi educativi e artistici. L’ingresso è gratuito.

Inoltre, ci sono molte gallerie d’arte a Berlino che espongono opere di street art e di artisti urbani. Tra queste ci sono la BC Gallery, la Strychnin Gallery, e la Circle Culture Gallery.

Infine, molti dei quartieri di Berlino sono diventati vere e proprie gallerie a cielo aperto di street art, e passeggiare per le strade può essere un’esperienza artistica unica.

Plutarco: “I dispiaceri della carne” (scarica gratis)

 

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Direttamente dall’antica Grecia Plutarco ci rammenta cosa c’è di sbagliato nel cibarsi di carne.

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