Dal 1° al 2 novembre, l’Holzmarkt di Berlino ospiterà una vibrante celebrazione del Día de los Muertos (Giorno dei Morti), un’antica tradizione messicana che onora i defunti con festeggiamenti colorati e commoventi.
Programma dell’evento
L’evento includerà una varietà di attività e attrazioni, tra cui:
Altar (Ofrenda): Un altare tradizionale sarà allestito sul mercato, decorato con candele, fiori, cibo e offerte per i defunti.
Cultura e musica: Ci saranno letture di poesie, esibizioni musicali dal vivo, inclusa musica cumbia nonché performance artistiche.
Cucina messicana: Gourmet e specialità messicane saranno disponibili, come p.e. il Pan de Muerto (pane dei morti) e le Micheladas (bevande speziate).
Atelier creativo: Workshop per creare Calaveras (piccoli teschi di zucchero) e Papel Picado (carta decorativa).
Trucco per bambini: Trucco per bambini per permettero loro di partecipare alla celebrazione in modo divertente.
Dal 23 al 27 ottobre 2024, Berlino ospiterà il Festival del cinema ucraino, un evento che promette di offrire una panoramica intensa e toccante della cinematografia ucraina contemporanea. Questo festival si terrà presso vari cinema di Berlino, tra cui il Colosseum, il Kino, l’ACUD Kino e lo Sputnik, ed è dedicato al tema “The Art of Being Free” (L’arte di essere liberi).
Programma
Il festival presenterà una selezione di lungometraggi, documentari e cortometraggi che esploreranno temi cruciali come la decolonizzazione, l’invasione russa e le storie personali delle persone colpite dalla guerra. Tra i film in evidenza ci sono “Fragments of Ice” di Maria Stoianova e “The Editorial Office” di Roman Bondarchuk.
Eventi e panel
Oltre alle proiezioni, il festival includerà una serie di panel e conferenze, che si terranno presso lo Zeiss-Großplanetarium. Questi eventi esploreranno come il cinema può fungere da forma di resistenza artistica e affrontare la disinformazione.
Omaggio a Sergei Parajanov
Il festival renderà omaggio al leggendario regista Sergei Parajanov, che avrebbe compiuto 100 anni nel 2024. Parajanov è celebre per i suoi film poetici e il suo contributo alla cultura cinematografica della Georgia, dell’Armenia e dell’Ucraina.
Il concorso dei cortometraggi
Per la prima volta, il festival ospiterà un concorso di cortometraggi incentrato sul tema della perdita e della deportazione durante la guerra. La giuria sarà composta da rinomati esperti del settore, inclusi Mariette Rissenbeck, Roman Bondarchuk e Isabelle Stever.
Il Premio Berlino 2024 offre a due giovani architetti italiani la possibilità di trascorrere sei mesi a Berlino (gennaio-giugno 2025) per un’esperienza formativa e professionale presso uno studio di architettura.
I due architetti che risulteranno vincitori riceveranno un un biglietto aereo A/R, l’alloggio, un assegno mensile per le spese di soggiorno, assistenza per le attività presso lo studio di architettura, la copertura assicurativa per infortuni ed incidenti nonché la possibilità di partecipare alle attività culturali organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e da Aedes Metropolitan Laboratory.
La 74ª edizione della Berlinale, il festival internazionale del cinema di Berlino in programma dal 15 al 25 febbraio, vedrà la partecipazione di due film italiani in concorso: Another End del regista siciliano Piero Messina e Gloria! di Margherita Vicario. Si tratta di due opere originali e innovative, che esplorano temi come l’amore, la morte, la tecnologia e la musica.
Another End racconta la storia di Sal (Gael García Bernal), un uomo che si affida a una nuova tecnologia per riportare in vita, per breve tempo, la coscienza dell’amore della sua vita, Zoe (Renate Reinsve). Il film uscirà nelle sale italiane il 21 marzo.
Gloria! è l’esordio alla regia della musicista e cantautrice Margherita Vicario, nota anche come membro del gruppo pop Zen Circus. Il film è ambientato in un istituto femminile di Venezia alla fine del XVIII secolo, in cui una giovane donna di nome Teresa (Galatea Bellugi) cerca di sfuggire al controllo di una società che vuole imporre un’unica forma di espressione artistica. Il film uscirà nelle sale italiane il 28 marzo.
I due film italiani si contenderanno l’Orso d’oro con altre 18 pellicole provenienti da vari paesi, tra cui Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Giappone e Iran. La giuria internazionale sarà presieduta dall’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o, che assegnerà i premi il 24 febbraio.
Oltre ai due film in concorso, la Berlinale 2024 presenterà anche altre produzioni italiane nelle sezioni parallele. Tra queste, spiccano le due serie televisive Dostoevskij, ideata e diretta dai fratelli D’Innocenzo, e Supersex, con Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi, che saranno proiettate nella sezione Berlinale Special.
Nella sezione Panorama, invece, sarà presentato il documentario Turn in the Wound di Abel Ferrara, una coproduzione tra Regno Unito, Germania, Italia e Stati Uniti, che racconta la vita a Kiev dall’inizio della guerra in Ucraina.
Nella sezione Generation Plus, dedicata a film per bambini e ragazzi, verrà presentatoQuell’estate con Irènedi Carlo Sironi. Il film racconta la storia di due ragazze, Clara e Irène, che si incontrano durante una gita scolastica e diventano inseparabili.
Infine, nella sezione Forum, dedicata a film sperimentali e indipendenti, sarà presentato Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio. Si tratta di un documentario dedicato al padre della regista, Giuseppe Quatriglio, un importante giornalista siciliano.
La Berlinale 2024 si preannuncia quindi come un’edizione ricca di proposte italiane, che testimoniano la vitalità e la creatività del cinema nazionale. Per maggiori informazioni sul programma e sui biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale del festival.
Arno Breker è stato uno scultore tedesco, molto celebre per la sua attività artistica durante il Terzo Reich. Le sue opere furono considerate dalle autorità nazionalsocialiste come la perfetta antitesi della cosiddetta «arte degenerata». Le opere di Arno Breker sono caratterizzate da un forte realismo e da un’idealizzazione della figura umana. Le sue sculture sono spesso raffigurazioni di atleti, guerrieri e eroi.
Prometheus
Una breve biografia
Arno Breker nacque nel 1900 a Elberfeld. Studiò architettura, scultura e anatomia all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf. Nel 1932, si trasferì a Berlino, dove iniziò a lavorare come assistente di Josef Thorak, uno scultore di fama nazionale.
Nel 1937, Breker venne nominato professore alla Hochschule für Bildende Künste di Berlino. Nello stesso anno fu insignito del titolo di «Artista del Reich» da Adolf Hitler. Questo titolo gli conferì un’importante posizione nell’ambito dell’arte ufficiale del Terzo Reich. Gli vennero infatti commissionate due figure monumentali, Partei e Wehrmacht, per il cortile della Nuova Cancelleria del Reich (inaugurata il 9 gennaio 1939). Contemporaneamente lavora a cinque figure e a due rilievi in marmo per la sala rotonda di questo edificio. Queste commissioni segnarono l’inizio della stretta collaborazione personale tra lo scultore e Albert Speer, dal 30 gennaio 1937 ispettore generale dell’edilizia della capitale del Reich, che avrebbe dovuto progettare e realizzare la riprogettazione di Berlino come capitale del Grande Impero Germanico. A Breker fu affidato il compito di decorare i nuovi edifici con le sue sculture. Per questo compito, il governo nazista fece allestire per Breker un grande atelier a Berlino-Dahlem, costruito sul dal 1939 al 1942 su progetto dell’architetto Hans Freese, ma che Breker utilizzò solo per poco tempo a causa dello scoppio della guerra. Dal 2015 l’edificio è sede della Kunsthaus Dahlem, nel cui giardino, nel nel 2020 durante dei lavori, sono state ritrovate due sculture in marmo di Breker.
Dopo la seconda guerra mondiale, Breker fu accusato di aver collaborato con il regime nazista. Lo scultore scampò alla possibile condanna a morte grazie alla testimonianza resa dal celebre editore Peter Suhrkamp, che dichiarò sotto giuramento di essere stato salvato da un campo di concentramento grazie ad una firma atta a concedergli un permesso di un’ora al fine di prestare manodopera per una colata di bronzo. Quella firma era di proprio quella di Arno Breker. Breker venne quindi assolto nel 1949 continuando a lavorare come scultore. Nel 1952, si trasferì in Francia , dove aprì uno studio a Parigi.
Nonostante Dalí lo definisse «profeta di bellezza» e Konrad Adenauer e Ludwig Erhard gli commissionarono varie opere, i lavori di Arno Breker rimasero fuori dai circuiti museali per circa 60 anni. Lo scultore muore a Düsseldorf nel 1991.
Il museo a lui dedicato
Nel 1985, è stato aperto a Nörvenich, e precisamente nell’omonimo castello medievale, un museo dedicato ad Arno Breker. Il museo ospita una collezione di oltre 200 opere dell’artista, tra cui sculture, disegni e dipinti.
Il museo è composto da due parti: una parte principale, che ospita la collezione permanente, e una parte secondaria, che ospita mostre temporanee. La collezione permanente del museo è suddivisa in tre sezioni: la prima sezione è dedicata alle opere realizzate da Breker durante il Terzo Reich. Questa sezione comprende le opere più famose dell’artista, come le sculture Partei e Wehrmacht. La seconda sezione del museo è dedicata alle opere realizzate da Breker dopo la seconda guerra mondiale. Questa sezione comprende opere di maggiore sperimentazione, come i bronzi Adam e Eva. La terza sezione è dedicata agli studi e ai disegni di Breker. Questa sezione offre un’ampia panoramica del processo creativo dell’artista.
L’offerta del museo è stata poi integrata da una collezione di arte europea che comprende opere di Dalí e Fuchs, artisti amici di Breker, e di altri artisti figurativi, motivo per cui il museo si presenta oggi al pubblico come Museum Europäischer Kunst.
Il museo e la polemica
L’apertura del museo ha suscitato un’ampia polemica in Germania. Alcuni critici hanno accusato il museo di glorificare il Terzo Reich, mentre altri hanno sostenuto che il museo è un importante documento storico. Il museo ha adottato una posizione neutrale su questa polemica, scegliendo di non pronunciarsi sull’opera di Breker in relazione al Terzo Reich, ma limitandosi piuttosto a presentare le opere dell’artista nella loro integrità.
Il museo Arno Breker è quindi un museo abbastanza sì controverso, ma è anche un museo molto importante. Il museo offre infatti un’occasione unica per poter conoscere l’opera di uno degli scultori più importanti del XX secolo. Il lavoro dello scultore è stato spesso criticato per il suo carattere propagandistico. Tuttavia, le sue opere continuano ad essere ammirate da molti, anche al di fuori della Germania.
Arno Breker è una figura complessa e controversa, la cui opera è emblematica del periodo storico in cui visse. Le sue opere sono un importante documento storico, che testimoniano la propaganda e la cultura del Terzo Reich.