Archivi tag: Arte

Un “Walk of Fame” temporaneo a Schöneweide celebra la storia dell’industria berlinese

Quando si pensa a un “Walk of Fame”, viene subito in mente il celebre marciapiede di Los Angeles con le sue stelle di bronzo. Anche Berlino ha i suoi percorsi dedicati alle celebrità: vicino al Potsdamer Platz c’è il “Boulevard der Stars”, mentre adesso il quartiere Treptow‑Köpenick si arricchisce di una sua “Walk of Fame” ovvero il “Walk of Fame Schöneweide”.

Apertura il 12 settembre lungo la Wilhelminenhofstraße

Secondo quanto annunciato dall’Industriesalon Schöneweide, sabato 12 settembre alle 14 sarà inaugurato il “Walk of Fame Schöneweide”, un’installazione gratuita e accessibile in qualsiasi momento lungo la Wilhelminenhofstraße. L’installazione rimarrà visibile fino al 4 ottobre.

24 “tubi ottici” rossi puntano sugli edifici storici

L’elemento centrale sono 24 “Sehrohre” (tubi ottici) di colore rosso acceso, posizionati sul lato nord della strada e orientati verso gli edifici industriali sul lato opposto. Concepiti e realizzati dall’artista Rainer Düvell, questi tubi funzionano come cornici che inquadrano foto storiche, ricordando un’epoca in cui in quegli stessi capannoni non solo si produceva, ma si inventava e si promuoveva il progresso tecnico. L’obiettivo è invitare i passanti a osservare con più attenzione: “Qui ci sono edifici in cui è stato fatto il futuro”, recita il messaggio del progetto.

QR‑code, tour e mostra “Pioniere der Transformation”

Oltre all’esperienza visiva, ogni postazione offre un codice QR che fornisce informazioni aggiuntive sul contesto storico della fotografia inquadrata. Per chi desidera approfondire, l’Industriesalon propone anche un percorso di scoperta analogo all’interno della mostra accompagnatoria “Pioniere der Transformation”, visitabile nella sede in Reinbeckstraße 10, aperta da giovedì a domenica dalle 14 alle 18.

Caccia al dettaglio e premi: un gioco per esplorare il quartiere

L’installazione è anche un’occasione per giocare: in alcuni dei tubi sono nascosti piccoli messaggi che invitano a cercare e fotografare determinati dettagli sugli edifici industriali storici. Risolvendo cinque di queste “missioni” e presentando le foto al banco dell’Industriesalon, si può pescare un biglietto della fortuna.

Apertura del Festival della cultura industriale di Berlino

Il “Walk of Fame Schöneweide” segna inoltre il via al Festival della cultura industriale di Berlino, che dal 12 settembre al 4 ottobre propone numerosi eventi dedicati al patrimonio industriale della città, organizzato dal Berliner Zentrum für Industriekultur. Tra i partner del progetto figurano Stromnetz Berlin GmbH, l’Elektro‑Innung Berlin, la Hochschule für Technik und Wirtschaft Berlin e BAE Batterien GmbH.

Lutto nel mondo dell’arte: ci ha lasciati Yayoi Kusama

Yayoi Kusama è morta il 14 agosto 2026 a Tokyo, all’età di 97 anni; la notizia è stata resa pubblica solo oggi, il 27 agosto, dal museo e dalla fondazione che portano il suo nome. La sua scomparsa chiude la vita di una delle artiste più influenti del Novecento e del contemporaneo, nota per i pois, le zucche scultoree e le celebri Infinity Mirror Rooms, stanze di specchi che moltiplicano all’infinito luci e oggetti.

Una scoperta “indiretta”, attraverso Rachel Goswell degli Slowdive

Come capita a volte, il mio primo approccio consapevole a Kusama non è avvenuto davanti a un’opera, ma attraverso una voce: quella di Rachel Goswell, cantante degli Slowdive. In un’intervista, Goswell ha citato Kusama tra i suoi artisti preferiti, descrivendola come una figura capace di trasformare ossessioni personali in un linguaggio visivo universale. È stato quel nome, lanciato lì, quasi per caso, a spingermi a cercare di più: biografie, immagini, video delle installazioni. E a capire che dietro i pois c’era una storia di allucinazioni, disciplina ferrea e una ricerca ostinata sull’infinito e sull’io.

Il primo spazio al chiuso in pandemia: il Gropius Bau, maggio 2021

Nel maggio 2021, in piena pandemia, il primissimo luogo al chiuso che ho visitato è stato il Gropius Bau di Berlino per «Yayoi Kusama. Eine Retrospektive», la sua unica retrospettiva completa in Germania. Entrare in quella mostra, dopo mesi di restrizioni e schermi, è stato un’esperienza indimenticabile: le sale alternavano dipinti densi di reti e puntini, sculture di zucche monumentali e, soprattutto, le Infinity Mirror Rooms, dove il visitatore si trova sospeso in uno spazio che sembra non avere fine.

Ricordo in particolare la sensazione di smarrimento e di pace insieme: camminare in una stanza di specchi con piccole luci che si riflettono all’infinito ha reso molto concreto ciò che Kusama ripeteva da decenni, cioè che l’arte può essere un modo per “dissolversi” nell’universo e, paradossalmente, ritrovarsi. Uscire dal Gropius Bau, dopo mesi di chiusure, è stato come riappropriarsi non solo di uno spazio culturale, ma di una dimensione emotiva che la pandemia aveva compresso.

Chi era Yayoi Kusama

Nata nel 1929 in Giappone, Kusama si è formata in un contesto conservatore, per poi trasferirsi a New York negli anni Sessanta, dove ha partecipato attivamente alla scena delle performance, dell’happening e della Pop Art. Rientrata in Giappone alla fine degli anni Settanta, ha scelto di vivere per lungo tempo in una clinica psichiatrica di Tokyo, il Seiwa Hospital, continuando però a lavorare senza sosta fino agli ultimi giorni.

Il suo linguaggio è riconoscibile a colpo d’occhio:

  • Pois e pattern ripetuti, derivati dalle sue allucinazioni infantili, trasformate in un sistema visivo coerente
  • Zucche scultoree, diventate un suo vero e proprio “autoritratto” simbolico.
  • Infinity Mirror Rooms, installazioni immersive che giocano con specchi, luci e acqua per creare spazi infiniti.

Nonostante il successo planetario dagli anni Novanta in poi, il suo rapporto con il Giappone è stato complesso: celebrata all’estero prima che in patria, Kusama è diventata negli ultimi decenni un’icona globale, collaborando anche con brand come Louis Vuitton e portando le sue opere nei musei di tutto il mondo.

Un’eredità che resta

Il comunicato del suo museo sottolinea che Kusama “ha continuato a dipingere fino agli ultimi giorni”, mantenendo ferma la convinzione che “l’amore possa salvare il mondo”. La sua morte, avvenuta il 14 agosto e annunciata solo oggi, ha generato tributi in tutto il mondo, dalla stampa internazionale ai social network, dove milioni di persone hanno condiviso foto nelle sue installazioni.

Per me, Kusama resterà legata a due momenti precisi: la scoperta “indiretta” tramite Rachel Goswell degli Slowdive (una tra le mie band preferite), e quella visita al Gropius Bau nel maggio 2021, quando la sua mostra è stata la prima occasione per tornare a vivere uno spazio culturale al chiuso dopo mesi di isolamento. In quel percorso tra pois, specchi e luci, c’era non solo la sua idea di infinito, ma anche un modo per rimettere in moto, dopo la pandemia, il desiderio di uscire, vedere, sentire.

“LOVE LETTERS TO THE CITY”, mostra curata da Michelle Houston presso l’Urban Nation – Museum for Urban Contemporary

Negli ultimi anni, soprattutto grazie alla notorietà di artisti come Banksy, la street art ha conquistato un posto sempre più centrale nella società, passando da forma d’espressione marginale a fenomeno culturale riconosciuto e apprezzato. Anche Berlino, città simbolo della creatività urbana, ha finalmente dedicato a questa forma d’arte uno spazio permanente: il 16 settembre 2017 è stato inaugurato l’Urban Nation – Museum for Urban Contemporary, il primo museo di Berlino dedicato alla urban contemporary art con forte focus sulla street art

L’Urban Nation si presenta come uno spazio espositivo dinamico, che ospita opere di street art, scultura e fotografia. Su due piani, i visitatori possono ammirare oltre cento opere, molte delle quali affrontano tematiche sociali e politiche attuali. Al primo piano è inoltre possibile ripercorrere la storia del museo attraverso una linea del tempo ben strutturata.

L’originalità del museo si riflette anche nella sua architettura. All’interno di un edificio storico dell’epoca Gründerzeit, lo studio GRAFT ha realizzato una suggestiva passerella sospesa, una sorta di “highline” che permette di osservare le opere da prospettive diverse e insolite. L’esperienza artistica non si limita però agli spazi interni: anche la facciata esterna del museo viene regolarmente trasformata grazie a nuovi murales realizzati da artisti internazionali.

Attualmente, fino al 30 maggio 2027, sarà possibile visitare la mostra “LOVE LETTERS TO THE CITY”, curata da Michelle Houston. L’esposizione riunisce opere di oltre cinquanta artisti di street art, provenienti da tutto il mondo e attivi a Berlino.

Ho visitato recentemente la mostra e ne sono rimasto particolarmente colpito per la varietà degli stili e la forza dei messaggi espressi. La consiglio!

Indirizzo:
Urban Nation – Museum for Urban Contemporary
Bülowstraße 7
10783 Berlino

Informazioni pratiche:
Orari di apertura: martedì e mercoledì dalle 10:00 alle 18:00; da giovedì a domenica dalle 12:00 alle 20:00
Ingresso: gratuito (donazioni facoltative)

_________________________

Potrebbe interessarti anche:

Contemporary Berlin 2026: pittura, scultura, fotografia, arte digitale, installazioni e molto altro

Dal 27 giugno al 3 luglio si svolgerà la Contemporary Berlin 2026 presso la Galerie Heinz Galinski di Berlino. L’esposizione propone una selezione internazionale di artisti contemporanei, offrendo un percorso che attraversa pittura, scultura, fotografia, arte digitale, installazioni, ecc.

Il progetto curatoriale è pensato come un dialogo fluido tra linguaggi e visioni, offrendo uno sguardo articolato sulle tendenze dell’arte contemporanea e sulla capacità dell’arte di interpretare la complessità del presente.

Tra gli artisti in esposizione: Alicia Propato, Ajd Rassell Gallo, Angela Thouless, Antonella Panepuccia, Arianna Capponi, Blessing Koffie,
Claudia Capone, Elisa Campana, Elisabetta Bosisio, Elit, Elzbieta Kochan,
Emanuele Biagioni, Filomena Petrucci, Franco Trevisan, G. Joia &
Opticalemotions, Giuseppe Volante, Ylenia Pizzetti, Jenni Souter, Lilia
Tartari, Luise Gandon, Michele Socionovo, Marcello Bizzoni, Marek
Jagusch, Massimo Beretta, Michela Velardita, Pasquale Franzé, Pietro
Rovida, Renzo Gianella, Serafino Botticelli, Silvia Battisti, Sonya Salvetti,
Dimou, Simon Saronni, Siro Polazzetto, Stefan Velund, Xersa.
La sezione dedicata alla video art include: Aida Muratori, Celso Prei, Dragan Marković Markus, Darren England, Letterio Scopelliti, Naharro, Massimiliano Ligrani, Rikxecom, con ulteriori contributi digitali che dialogano con le opere presenti in galleria.

Il vernissage di apertura si terrà sabato 27 giugno alle ore 18:00, con un momento di incontro tra artisti e pubblico e la cerimonia di premiazione ufficiale.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 14:00 alle 19:30 presso la
Galerie Heinz Galinski (Heinz-Galinski-Str. 13, Berlino).

Per più informazioni, vi preghiamo di consultare il sito del Centro
Espositivo di Arte Internazionale QueenArtStudio Gallery

Cercasi talenti musicali! Candidature aperte fino al 28 aprile per “Listen to Berlin 2026/27”

La Berlin Music Commission cerca brani musicali che definiscano il suono della capitale tedesca. Tutti i generi sono benvenuti.


Da oggi i giovani talenti della scena musicale di Berlino hanno una nuova occasione per farsi notare sulla scena nazionale e internazionale. La Berlin Music Commission ha infatti lanciato l’Open Call per la LISTEN TO BERLIN: COMPILATION 2026/27, il progetto che ogni anno dà voce alla diversità, alla creatività e al coraggio sonoro della capitale tedesca.

Un tributo al suono di Berlino

La compilation è un vero e proprio ritratto musicale della città: brani che spingono i confini dei generi, che sorprendono l’ascoltatore e che raccontano il clima culturale di Berlino oggi. Il format è volutamente aperto a tutti i generi: da elettro, indie, rap e techno, fino a jazz, funk, soul, afrobeats e rock. Non contano né l’etichetta discografica né il curriculum accademico, ma solo la qualità, l’originalità e il potenziale del brano.

Per partecipare possono candidarsi artisti solisti, band e produttori con residenza a Berlino, indipendentemente dal genere, dal background o dal percorso formativo. L’obiettivo è evidente: dare una piattaforma a tutte le voci che contribuiscono a rendere Berlino una delle capitali musicali più vivaci del mondo.

Come funziona la compilation

I brani selezionati dalla commissione indipendente – composta da esperti del settore discografico, booking, cultura club, giornalismo musicale e programmatori di festival – saranno pubblicati in autunno 2026 nell’ambito di una Record Release Party organizzata al FluxBau, uno dei luoghi simbolo della scena indie e alternativa di Berlino.

La LISTEN TO BERLIN: COMPILATION 2026/27 sarà disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming, in formato CD esclusivo e in una edizione vinile limitata, ideali per collezionisti e amanti del formato analogico.

Oltre il brano: live, festival e networking

Ma la compilation non è solo un disco: è anche un ponte verso il mondo professionale. Gli artisti selezionati avranno infatti la possibilità di esibirsi in contesti live prestigiosi, tra cui MOST WANTED: MUSIC – LIVE, il Reeperbahn FestivalFuture of Festivals, la Fête de la Musique e il ciclo LISTEN TO BERLIN: YOUTH.

I partecipanti potranno inoltre entrare in contatto diretto con il vasto network della Berlin Music Commission, accedendo a supporto professionale, opportunità di lavoro e spazi di confronto con altri musicisti, tecnici e operatori del settore.

Una sezione speciale per i giovani talenti

Grande attenzione viene dedicata al mondo dei giovani. La compilation riserva tre slot esclusivi ad artisti berlinesi tra i 14 e i 21 anni, riflettendo così anche il futuro della scena musicale locale.

A questi tre brani si aggiunge il format LISTEN TO BERLIN: YOUTH, che offre un giornata di orientamento sulla industria musicale, spazi di scambio, esibizioni live e un affiancamento professionale. Obiettivo: dare agli adolescenti e ai giovani adulti le competenze e le conoscenze necessarie per muoversi con consapevolezza nel mondo della musica.

LISTEN TO BERLIN: AWARD

La Berlin Music Commission celebra ogni anno i protagonisti della scena con una grande cerimonia: la LISTEN TO BERLIN: AWARD. Oltre a premiare le figure-chiave del settore, l’evento riconosce i migliori artisti e i giovani talenti selezionati per la compilation. I vincitori possono ricevere premi in denaro o in natura, concerti, opportunità di coaching e spazi di visibilità adeguati al loro talento. Chiunque partecipi alla compilation ha dunque la possibilità concreta di entrare a far parte di questo circuito.

Giuria, criteri e scadenze

La selezione dei brani è affidata a una giuria indipendente, composta da professionisti provenienti da etichette, booking, club, media e progetti di sostegno agli artisti. Tutte le informazioni dettagliate sui criteri di partecipazione, sui generi ammessi e sulle modalità di caricamento delle tracce sono disponibili sulla pagina ufficiale di LISTEN TO BERLIN.

La finestra di candidatura è ormai aperta:

  • Apertura iscrizioni: 18 marzo 2026, ore 12:00
  • Chiusura iscrizioni: 28 aprile 2026, ore 23:59

Chiunque abbia un brano che rappresenti il proprio suono e lo spirito di Berlino ha fino a quella data per candidarsi e diventare parte del sampler ufficiale della città per il biennio 2026/27.


Listen To Berlin 2026/27: un invito a tutti i creativi berlinesi
Se sei un artista, produttore o band con base a Berlino e vuoi mostrare al mondo il tuo sound – indipendentemente dal genere o dal percorso – la compilation Listen To Berlin è la tua occasione per entrare nel racconto ufficiale della scena musicale della capitale. Non perdere la scadenza del 28 aprile 2026 e invia il tuo brano: il tuo prossimo palco, il tuo prossimo album o la tua prossima collaborazione potrebbero iniziare proprio da qui.