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La mostra “Lufthansa. Berlin-Tempelhof 1926–1945” al THF TOWER

Dal 28 maggio 2026, il THF TOWER dell’ex aeroporto di Tempelhof ospita una mostra tanto affascinante quanto complessa: “Lufthansa. Berlin-Tempelhof 1926–1945. Tra aviazione civile e militare”. Un’esposizione che non si limita a raccontare la storia della compagnia aerea tedesca, ma invita a riflettere criticamente sulle sue origini e sul contesto storico in cui si è sviluppata.

Tempelhof è stato il cuore operativo della Lufthansa fin dalla sua fondazione nel 1926. Da qui la compagnia si è trasformata rapidamente in uno dei protagonisti dell’aviazione europea e internazionale. Tuttavia, la mostra mette in luce come questa crescita sia stata strettamente intrecciata con le dinamiche politiche, economiche e militari della Repubblica di Weimar e, soprattutto, del periodo nazionalsocialista.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’esposizione è proprio questo approccio critico: vengono analizzati il ruolo della Lufthansa nella ricostruzione di una forza aerea tedesca, il coinvolgimento nell’industria bellica e l’impiego del lavoro forzato durante la Seconda guerra mondiale. Non manca, inoltre, uno sguardo al dopoguerra e alla rifondazione dell’azienda negli anni ’50, con particolare attenzione alle continuità del personale proveniente dall’epoca nazista.

Dal punto di vista espositivo, la mostra è ricca e ben strutturata: circa 200 materiali tra fotografie, manifesti, cartoline e documenti originali raccontano l’evoluzione della compagnia. Tra i contenuti più interessanti spiccano anche filmati d’epoca, come il film propagandistico del 1935 “Briefe fliegen über den Ozean”, e un’animazione realizzata appositamente per visualizzare lo sviluppo della rete di rotte Lufthansa tra il 1926 e il 1945.

Molto coinvolgenti sono anche i ritratti biografici di persone che hanno segnato la storia dell’azienda, offrendo uno sguardo umano tra innovazione, compromessi e responsabilità. A completare il percorso, approfondimenti sui modelli di aerei dell’epoca e sul loro utilizzo sia civile che militare.

Un elemento particolare dell’esperienza è la visita al sesto piano del THF TOWER: da qui si gode una vista panoramica sull’ex aeroporto e sul Tempelhofer Feld, arricchita da installazioni visive che collegano il paesaggio attuale alla sua storia.

Per chi vive a Berlino o è appassionato di storia, aviazione e memoria storica, si tratta di una mostra che merita sicuramente una visita: non solo per ciò che racconta, ma per le domande che lascia aperte.

Informazioni pratiche:
La mostra si tiene presso il THF TOWER ed è visitabile da mercoledì a domenica, dalle 11:00 alle 18:00.

Biglietti:
Intero: 5 euro
Ridotto: 3 euro (bambini, studenti, tirocinanti, persone in cerca di lavoro, ecc.)

Per più informazioni, consultate il sito.

“Ein Land im Container”: cosa resta dei simboli della DDR dopo la caduta del Muro

Che cosa succede ai simboli di uno Stato quando questo non esiste più? È questa la domanda sorprendente al centro della nuova mostra speciale al DDR Museum a Berlino. “Ein Land im Container” racconta la storia di bandiere, emblemi, statue e altri reperti della DDR, che dopo il 1990 sono scomparsi dallo spazio pubblico, gettati via, venduti o raccolti come cimeli.

L’esposizione intreccia storia degli oggetti e cultura della memoria, mostrando come questi resti siano diventati testimoni silenziosi di un passato che continua a influenzare il presente. Un’occasione ideale per chi vuole esplorare Berlino non solo attraverso le sue strade, ma anche attraverso le sue tracce storiche.

La mostra è aperta dal venerdì alla domenica, dalle 9 alle 21, al DDR Museum in Karl‑Liebknecht‑Straße 1, nel quartiere di Mitte.

L’ultima fuga: la tragica storia di Winfried Freudenberg e del suo pallone aerostatico verso la libertà

L’ultima vittima del Muro di Berlino: la tragica fuga in pallone aerostatico di Winfried Freudenberg

Nel marzo del 1989, pochi mesi prima della caduta del Muro di Berlino, un uomo compie un ultimo, disperato tentativo di fuga verso la libertà. Winfried Freudenberg, ingegnere della Germania Est, costruisce con la moglie Sabine un pallone aerostatico artigianale per sorvolare il confine che divide Berlino. La loro storia, raccontata da Matti Geyer in occasione dell’anniversario del Muro, è tanto incredibile quanto tragica.

I Freudenberg si trasferiscono a Berlino Est proprio per avvicinarsi alla frontiera. Winfried trova lavoro presso l’Energiekombinat, ottenendo accesso a materiali normalmente sotto stretta sorveglianza. In segreto, la coppia acquista fogli di polietilene in piccole quantità, costruendo con pazienza un pallone aerostatico capace di trasportarli entrambi.

La notte del 7 marzo 1989, con il vento favorevole, si recano a una stazione di regolazione del gas a Pankow. Mentre Winfried riempie il pallone aerostatico, vengono scoperti da un passante che avvisa la polizia. Il tempo stringe: decidono che solo Winfried tenterà la fuga, poiché il pallone non ha sufficiente spinta per due persone.

Il decollo è drammatico. Il pallone aerostatico tocca una linea elettrica, provocando scintille e un blackout. La polizia non interviene, temendo un’esplosione. Winfried sale rapidamente, raggiungendo oltre 2000 metri di altitudine. Per ore lotta contro il gelo, finché alle 7:30 del mattino precipita a Berlino-Zehlendorf, nel settore occidentale.

Muore sul colpo, a pochi metri dalla libertà. Il suo pallone aerostatico, ormai vuoto, viene ritrovato poco distante. Winfried Freudenberg è considerato l’ultimo morto del Muro di Berlino, simbolo estremo di una generazione che non ha mai smesso di cercare la libertà.

Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana

Esposizione open-air “Revolution und Mauerfall”

L’esposizione all’aperto “Revolution und Mauerfall” a Berlino offre una visione intensa degli eventi attorno alla rivoluzione pacifica del 1989/90, la caduta del Muro di Berlino, l’inizio dell’unità tedesca e la fine della dittatura della DDR.

Storia e concetto

Al centro dell’esposizione si trova lo sviluppo storico dalle prime proteste fino alla caduta del Muro il 9 novembre 1989 e al processo di unificazione della Germania. Oltre 650 fotografie, documenti storici e film illustrano i cambiamenti sociali e i momenti salienti della rivoluzione. L’esposizione rende omaggio al coraggio dei cittadini della Germania Est che si ribellarono al regime comunista, contribuendo alla svolta storica.

Luogo e cornice

La mostra si svolge nell’area dell’ex centrale della Stasi a Berlino-Lichtenberg, oggi noto come Campus per la Democrazia. Su una superficie di 1.300 metri quadrati, i visitatori possono ripercorrere le tappe più importanti della rivoluzione pacifica. Il luogo storico, un tempo sede del Ministero per la Sicurezza di Stato (Stasi), divenne nel 1990 palcoscenico della rivoluzione.

Esperienze e offerte

L’esposizione è bilingue (tedesco/inglese) e accessibile gratuitamente 24 ore su 24. È disponibile un audioguida di 45 minuti (in tedesco, inglese, francese e italiano); per i gruppi sono disponibili visite guidate con testimoni dell’epoca.

Importanza dell’esposizione

La mostra invita alla riflessione personale e collettiva sulla libertà, la società e il valore dell’impegno democratico. Collegando la memoria al presente, la mostra costruisce ponti tra le generazioni e lascia un messaggio potente, ovvero che il coraggio e la solidarietà civica sono in grado di trasformare il corso della storia.

Indirzzo:
Stasi-Zentrale
Ruschestraße 103
10365 Berlin-Lichtenberg

“Tra più fuochi”. La mostra sulla storia dei militari internati italiani 1943-1945

La mostra temporanea “Tra più fuochi” illumina il destino degli internati militari italiani tra il 1943 e il 1945. Si svolge presso il Centro di documentazione sul lavoro forzato nazista e rimane aperta dal 30 aprile al 12 ottobre 2025.

Tema e contenuti

Al centro dell’esposizione vi sono le storie personali, gli oggetti originali e i documenti che raccontano come i soldati italiani, dopo l’armistizio con gli alleati, siano stati catturati dalla Wehrmacht e costretti al lavoro forzato. La mostra utilizza oggetti quotidiani come stoviglie e le biografie per mostrare le difficoltà e il senso di sradicamento di questo gruppo di vittime.

Importanza e pubblico

“Tra più fuochi” offre spunti su un capitolo a lungo trascurato della storia della Germania e dell’Italia. L’esposizione si rivolge a un pubblico ampio e vuole stimolare la riflessione sulla cultura della memoria, la giustizia e il passato europeo condiviso.