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Cercasi candidati Comites per la eventuale lista “Scegli per scioglierli”

Bozza di programma elettorale per il COMITES 2026. Circoscrizione Berlino, Brandenburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia

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I COMITES nascono nel 1985 come unico organismo elettivo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero, in un’epoca in cui gli italiani residenti fuori dai confini non avevano alcuna rappresentanza diretta in Parlamento. Con la riforma costituzionale del 2001 e le prime elezioni della Circoscrizione Estero nel 2006, questo scenario è cambiato radicalmente: i primi parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero risalgono alle elezioni politiche del 2006. Da quel momento gli italiani all’estero eleggono direttamente propri deputati e senatori.

Essendoci già una rappresentanza parlamentare diretta ed eletta, il livello consultivo locale dei Comites (che hanno funzioni per lo più consultive verso i consolati, senza poteri decisionali propri) rischia di apparire un doppione poco incisivo, aggravato da un problema di legittimità dato che l’affluenza alle elezioni dei COMITES è storicamente molto bassa.

Ciò premesso, finché i COMITES continueranno a esistere – e ci auguriamo sia ancora per poco tempo – rimangono comunque organismi finanziati annualmente con fondi pubblici. Per questo riteniamo che ogni risorsa pubblica debba essere utilizzata con rigore, ogni decisione spiegata con chiarezza e ogni collaborazione resa pubblica e verificabile.

Trasparenza

Ci impegniamo a pubblicare bilanci chiari, dettagliati e facilmente consultabili, con l’indicazione esplicita dei nomi delle associazioni coinvolte e beneficiarie, dei collaboratori e consulenti, delle finalità delle collaborazioni e dei criteri di assegnazione degli incarichi. La normativa e la prassi dei COMITES prevedono già obblighi di documentazione contabile, rendiconto e trasparenza amministrativa, ma riteniamo necessario fare un ulteriore passo avanti sul piano della leggibilità e della pubblicità delle informazioni.

Ogni cittadino deve poter comprendere senza ambiguità come vengono utilizzati i fondi pubblici, da chi e per quali obiettivi. Proprio per questo non ci limiteremo al COMITES di Berlino, bensì ci adopereremo affinché i Comites sparsi per il mondo rendano pubblici e trasparenti i propri bilanci.

Risparmi

Proponiamo una revisione concreta e immediata delle spese, con particolare attenzione all’azzeramento o alla drastica riduzione dei costi per vitto e alloggio dei presidenti, al contenimento delle spese per riunioni e trasferte e all’eliminazione dei costi non essenziali o non giustificati. La disciplina dei COMITES considera adeguati i finanziamenti anche in relazione alla possibilità di svolgere attività da remoto tramite tecnologie telematiche.

Ci riproponiamo inoltre di dimezzare le richieste di fondi pubblici rispetto a quelle indicate, ad esempio, dal COMITES di Berlino, nel bilancio preventivo 2026, pari a 79.405 euro, cifra che riteniamo eccessiva rispetto alle esigenze effettive di funzionamento. Questa scelta nasce dalla convinzione che molti dei servizi che il COMITES offre o dovrebbe offrire siano oggi già ampiamente coperti dall’istituzione della Circoscrizione Estero, da una rete consolare sempre più efficiente, dall’Istituto Italiano di Cultura, dai patronati italiani, da una rete diffusa di associazioni senza scopo di lucro, italofone e non italofone, per non parlare di tutte le piattaforme online e di intelligenza artificiale che già oggi la maggior parte degli expat consulta. Raramente si incontra un expat che si sia rivolto ai COMITES o sappia cosa siano o che servizi espletino o dovrebbero espletare. Ciò considerato, i costi attuali sono semplicemente ingiustificabili per i contribuenti italiani, con circa 14 milioni di euro già destinati alle sole elezioni (pensate quante liste di attesa nella sanità potrebbero essere elaborate con questa spropositata cifra).

Ovviamente, con i risparmi che proponiamo, non vi promettiamo più attività rispetto a quelle attuali. Potrebbe pure succedere, ma se così non fosse, ne abbiamo spiegato sopra il motivo.

Inoltre ci riproponiamo di ridurre annualmente le richieste di fondi ministeriali per dimostrare che anche un’eventuale riduzione delle attività del Comites passerà del tutto inosservata da parte della comunità italiana della nostra circoscrizione. Quello che non passerà inosservato sarà, invece, il risparmio per le casse dello Stato soprattutto se la lista SCEGLI PER SCIOGLIERLI riuscirà a richiamare l’attenzione delle istituzioni – ma soprattutto dei parlamentari – sulla nostra denuncia di sprechi di fondi pubblici per enti inutili come appunto i Comites.

Incontri da remoto

Promuoveremo un uso sistematico degli strumenti digitali per svolgere riunioni e incontri in modalità remota, riducendo drasticamente i costi, per esempio, degli incontri Intercomites. La disciplina e i regolamenti interni dei COMITES già contemplano l’uso di strumenti digitali e, in alcuni casi, prevedono espressamente che le riunioni possano svolgersi online o presso locali messi a disposizione dal Consolato o dal Comitato stesso. L’Intercomites riunisce i presidenti dei COMITES di uno stesso Paese almeno una volta l’anno per coordinare l’azione comune. Proprio per questo riteniamo che la modalità remota debba diventare la regola ordinaria per gli incontri di coordinamento, lasciando quelli in presenza solo ai casi davvero necessari.

Conflitti di interesse

Per garantire la massima imparzialità, nella nostra lista non saranno presenti presidenti né cariche statutarie di associazioni registrate come e.V. quando tali associazioni possano poi essere destinatarie di progetti, collaborazioni o richieste di sostegno deliberate dal COMITES. La normativa sui COMITES prevede già specifiche cause di ineleggibilità e incompatibilità per alcune categorie, compresi i legali rappresentanti di enti e associazioni che presentino richiesta di finanziamento pubblico nei casi previsti dalla disciplina di riferimento.

Noi scegliamo di andare oltre questo minimo normativo, estendendo in modo volontario e preventivo tale limite anche alle associazioni e.V., per evitare conflitti di interesse anche solo potenziali. È una scelta di rigore, trasparenza e credibilità, che punta a separare in modo netto chi delibera da chi può beneficiare delle decisioni.

Responsabilità

Ogni attività del COMITES deve essere accompagnata da obiettivi chiari, risultati verificabili e rendicontazione pubblica periodica. La disciplina di settore prevede già una relazione annuale sulle attività svolte da allegare al rendiconto consuntivo e una relazione programmatica da allegare al bilancio preventivo.

Vogliamo superare la logica delle iniziative simboliche per privilegiare interventi concreti e misurabili. Il COMITES – fintanto che esisterà, e ci auguriamo ancora per poco tempo – deve essere una casa comune credibile, sobria, efficiente e aperta.

Il nostro obiettivo è orientare il COMITES verso un uso più sobrio e responsabile delle risorse pubbliche, privilegiando trasparenza, essenzialità e utilità concreta per la comunità, nella speranza di una sua futura abolizione. Ma allo stato attuale possiamo solo ottimizzarne i costi così da rendere questo organismo un po’ meno inviso di quanto non lo sia oggi.

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La Fernsehturm (la torre della televisione)

La Fernsehturm, o Torre della televisione, è uno dei simboli più riconoscibili di Berlino. Situata nel cuore della città, con i suoi 368 metri di altezza la torre domina il panorama cittadino. La sua altezza la rende la quarta torre di trasmissione televisiva più alta d’Europa e la dodicesima al mondo.

La costruzione della Fernsehturm, progettata da Hermann Henselmann, è iniziata nel 1965 ed è stata inaugurata nel 1969 dalla Repubblica Democratica Tedesca (DDR) come simbolo della superiorità tecnologica del paese comunista. Infatti la sua costruzione è stata un’impresa tecnologica di grande portata per l’epoca. È stata costruita per resistere a forti terremoti, venti fino a 200 km/h e persino a un possibile attacco nucleare. Durante la Guerra Fredda, la Fernsehturm era sorvegliata dalle truppe della DDR per prevenire eventuali tentativi di fuga dai cittadini della Germania Est.

La torre è stata progettata per essere una piattaforma di trasmissione televisiva e radiofonica, ma nel corso degli anni è diventata una popolare attrazione turistica. Ogni anno, migliaia di visitatori salgono in cima alla torre per ammirare la vista panoramica sulla città.

L’ascensore panoramico, che porta i visitatori in cima alla torre, è un’esperienza emozionante in sé. La cabina dell’ascensore è completamente trasparente e durante la salita offre una vista mozzafiato sulla città. In cima alla torre, i visitatori possono ammirare il panorama a 360 gradi sulla città, con una vista che si estende fino a oltre 40 chilometri di distanza.

La Fernsehturm ospita anche un ristorante girevole situato a 207 metri di altezza, che offre una vista spettacolare sulla città mentre si mangia. Il ristorante si gira lentamente, permettendo ai visitatori di godersi il panorama da tutti i lati.

Nel 2005, la torre è stata chiusa al pubblico per alcuni mesi a causa di un incendio causato da un cortocircuito nel sistema di riscaldamento. Nel 2013, un artista francese ha proiettato un gigantesco grafico a LED sulla torre, creando un’illusione ottica che faceva sembrare che la Fernsehturm si stesse piegando. Essa è stata anche oggetto di numerose riprese cinematografiche, tra cui il film “Atomic Blonde” del 2017, in cui Charlize Theron corre sulla piattaforma di osservazione inseguita da una serie di spie.

La Fernsehturm è aperta tutto l’anno, ma gli orari di apertura possono variare a seconda della stagione. È possibile acquistare i biglietti per salire in cima alla torre online o direttamente alla biglietteria situata ai piedi della torre. Recentemente è stata sottoposta a lavori di ristrutturazione per migliorare l’esperienza dei visitatori. Ora ci sono nuove aree espositive e un nuovo bar che offrono ancora più opportunità per godersi la vista dalla torre.

Insomma, la Fernsehturm è un’attrazione imperdibile per chiunque visiti Berlino. Con la sua architettura iconica e una vista spettacolare sulla città, la torre offre un’esperienza indimenticabile ai visitatori. Se si vuole godere di una vista mozzafiato sulla città, questo è il posto giusto dove andare.

Fernsehturm, 1998

Der Löwenkämpfer zu Pferd | Il combattente di leoni a cavallo

Il combattente di leoni a cavallo (Löwenkämpfer zu Pferd) è una scultura in bronzo che si trova sul lato occidentale della scalinata dell’Altes Museum, nel quartiere Mitte di Berlino. Fu realizzata nella prima metà dell’800 da Albert Wolff su progetto di Christian Daniel Rauch nello stile del realismo ed è uno dei capolavori della scuola di scultura berlinese.
Trattandosi di una foto scattata nel 1998, di fronte è possibile scorgere ancora il Palast der Republik, il Parlamento della Repubblica Democratica Tedesca, demolito tra il 2006 e il 2008.

Klaus Mann su Berlino

„Ich bin Babel, die Sünderin, das Ungeheuer unter den Städten. Sodom und Gomorra waren nicht halb so verderbt, nicht halb so elend wie ich! Nur hereinspaziert, meine Herrschaften, bei mir geht es hoch her, oder vielmehr, es geht alles drunter und drüber. Das Berliner Nachtleben, Junge-Junge, so was hat die Welt noch nicht gesehen! Früher mal hatten wir eine Armee, jetzt haben wir prima Perversitäten! Laster noch und noch! Kolossale Auswahl! Es tut sich was! Das muß man gesehen haben!“

Klaus Mann: „Der Wendepunkt“ (1953)