Schloss Biesdorf, situato nel quartiere Marzahn di Berlino, è una villa tardo-classica costruita nel 1868. Questo edificio, riconoscibile per la sua torre ottagonale, rappresenta un esempio significativo dello stile architettonico ispirato alle ville italiane del XIX secolo.
Storia e Architettura
La villa fu commissionata dal barone Hans Hermann von Rüxleben e progettata dall’architetto Heino Schmieden. Con il suo elegante intonaco e il tetto a terrazza, Schloss Biesdorf si distingue per una loggia decorata con colonne, una torre ottagonale con belvedere e un equilibrio armonioso tra proporzioni classiche e dettagli decorativi.
Nel 1887, l’industriale Wilhelm von Siemens acquistò la proprietà, apportando modifiche significative al palazzo e ampliando il parco circostante.
Il Parco di Schloss Biesdorf
Il parco, progettato in stile inglese da Albert Brodersen, è uno dei punti salienti della tenuta. Caratterizzato da prati ondulati, alberi secolari e percorsi curvilinei, il giardino offre un’atmosfera pittoresca. Tra le attrazioni principali si trovano un laghetto con fontana, un padiglione da tè e un giardino di lettura ricavato da un campo da tennis.
Nel 2010, il parco ha ricevuto il prestigioso Green Flag Award per la sua qualità e accessibilità.
Schloss Biesdorf oggi
Dopo estesi lavori di restauro, Schloss Biesdorf è stato riportato al suo splendore originale. Attualmente ospita una galleria comunale che propone mostre d’arte contemporanea, eventi culturali e attività ricreative. Attualmente il castello ospita la mostra G L Ä S E R N – forms of uncontrolled control.
La Casa Lemke, nota anche come Mies-van-der-Rohe-Haus, è un eccezionale esempio di modernismo classico e l’ultima residenza progettata da Ludwig Mies van der Rohe in Germania prima della sua emigrazione negli Stati Uniti nel 1938. Si trova a Berlino-Alt-Hohenschönhausen, sulle rive dell’Obersee, e fu costruita nel 1932/33 per i coniugi Martha e Karl Lemke.
Architettura e Design
La Casa Lemke incarna i principi della Nuova Oggettività e l’estetica caratteristica di Mies van der Rohe. Con una superficie di 160 metri quadrati, mostra un linguaggio formale chiaro e ridotto:
Scelta dei materiali: Muri in mattoni rosso-bruni contrastano con ampie superfici vetrate che inondano di luce gli interni e creano un collegamento con la natura circostante.
Tetto piano: Il semplice tetto piano sottolinea l’orientamento orizzontale dell’edificio.
Design aperto: Le ampie vetrate fanno sì che gli spazi interni ed esterni si fondano visivamente.
Mies van der Rohe non progettò solo l’architettura, ma anche parte degli arredi interni. Alcuni mobili furono disegnati in collaborazione con la sua partner Lilly Reich.
Importanza storica
La Casa Lemke fu costruita in un periodo politicamente ed economicamente difficile. Nonostante un budget limitato di 16.000 Reichsmark (circa 61.000 euro oggi), Mies van der Rohe riuscì a creare un capolavoro senza tempo. Fu il suo ultimo progetto in Germania prima dell’emigrazione, dopo la chiusura del Bauhaus sotto la pressione dei nazisti.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la casa fu requisita dall’esercito sovietico e successivamente utilizzata dal Ministero per la Sicurezza di Stato (Stasi). Solo nel 1977 fu posta sotto tutela come monumento storico.
Utilizzo attuale
Oggi la Casa Lemke funge da museo e centro culturale. I visitatori possono sperimentare l’architettura minimalista e godere di mostre d’arte temporanee. L’edificio è in armonia con l’ambiente circostante: il giardino adiacente, progettato da Herta Hammerbacher, unisce prato, piante perenni e alberi da frutto in un insieme armonioso.
La Casa Lemke è un luogo di cultura, relax e contemplazione – un monumento vivente all’architettura visionaria di Ludwig Mies van der Rohe. Attira appassionati di architettura da tutto il mondo e offre uno sguardo sugli ideali del modernismo: chiarezza, semplicità e funzionalità.
Il documentario su Mies van der Rohes
Un recente documentario intitolato “Mies van der Rohe – Le linee della vita“ (2023), diretto da Sabine Gisiger, offre una prospettiva unica sulla vita del celebre architetto Ludwig Mies van der Rohe, raccontata attraverso le esperienze delle donne che lo circondavano. Il film si concentra su sua moglie Ada, le sue figlie Georgia, Manna e Traudel, e la sua compagna professionale e sentimentale Lilly Reich.
Basato su materiali d’archivio privati e inediti, il documentario esplora il ruolo di queste donne nel contesto del Modernismo, evidenziando le sfide che affrontarono durante il periodo nazista e la Seconda Guerra Mondiale, quando Mies emigrò negli Stati Uniti nel 1938. La narrazione è arricchita da interviste fittizie con Georgia van der Rohe, interpretata dall’attrice Katharina Thalbach, basate su testimonianze autentiche.
Il film non solo celebra l’eredità architettonica di Mies van der Rohe, ma offre anche un importante sguardo femminile sulla modernità, sottolineando il contributo spesso trascurato delle donne nella sua vita personale e professionale.
Opera di David SchnellOpera di David SchnellOpera di David Schnell
Il BIQ Building ad Amburgo rappresenta un’innovazione rivoluzionaria nell’architettura sostenibile, trasformando le sue facciate sud-est e sud-ovest in un ecosistema vivente chiamato SolarLeaf. Questo edificio, noto anche come “Casa Alga” o BIQ House, è stato completato alla fine di marzo 2013 e inaugurato poco dopo nella città tedesca di Amburgo.
Facciata bioreattiva
Il cuore dell’innovazione del BIQ Building è la sua facciata bio-reattiva, composta da una serie di bioreattori contenenti micro-alghe. Questi bioreattori sono integrati nella facciata vetrata, creando un rivestimento funzionale ed esteticamente gradevole. Le micro-alghe non solo forniscono ombra agli abitanti dell’edificio, ma svolgono anche diverse funzioni cruciali:
Generazione di energia rinnovabile
Insonorizzazione
Depurazione da inquinanti e allergeni
Produzione di biomassa
Funzionamento e benefici
Le alghe nella facciata SolarLeaf svolgono un ruolo fondamentale nel rendere l’edificio energeticamente efficiente:
Produzione di energia: Le alghe convertono l’energia solare in biomassa attraverso la fotosintesi. Questa biomassa può essere raccolta e utilizzata per le diverse esigenze energetiche dell’edificio.
Regolazione termica: La facciata algale fornisce ombra naturale, riducendo la necessità di raffreddamento artificiale durante i mesi caldi1.
Miglioramento della qualità dell’aria: Le alghe assorbono CO2 e producono ossigeno, contribuendo a purificare l’aria circostante.
Impatto e prospettive future
Il BIQ Building rappresenta un esempio tangibile di come l’architettura possa integrarsi con sistemi biologici viventi per creare soluzioni sostenibili. Questo approccio innovativo non solo migliora l’efficienza energetica dell’edificio, ma contribuisce anche a ridurre l’impatto ambientale complessivo delle costruzioni urbane. La facciata SolarLeaf del BIQ Building dimostra il potenziale delle “facciate verdi verticali” nell’architettura moderna. Queste soluzioni offrono molteplici vantaggi, tra cui il miglioramento della qualità dell’aria, la riduzione del rumore esterno e l’aumento del benessere degli abitanti. In conclusione, il BIQ Building di Amburgo si pone come un pioniere nell’integrazione di ecosistemi viventi nell’architettura, aprendo la strada a future innovazioni nel campo dell’edilizia sostenibile e della progettazione urbana ecologica.
Il Premio Berlino 2024 offre a due giovani architetti italiani la possibilità di trascorrere sei mesi a Berlino (gennaio-giugno 2025) per un’esperienza formativa e professionale presso uno studio di architettura.
I due architetti che risulteranno vincitori riceveranno un un biglietto aereo A/R, l’alloggio, un assegno mensile per le spese di soggiorno, assistenza per le attività presso lo studio di architettura, la copertura assicurativa per infortuni ed incidenti nonché la possibilità di partecipare alle attività culturali organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e da Aedes Metropolitan Laboratory.
Il complesso di edifici ispirati all’idea di città giardino fu costruito in tre fasi tra il 1919 e il 1928 su progetto dell’architetto svizzero Otto Rudolf Salvisberg (1882-1940).
La parte più importante intorno all’attuale Essenplatz è stata costruita tra il 1919 e il 1921 ed è caratterizzata da strade curve con case a schiera a due piani con una superficie abitabile compresa tra 61 e 113 metri quadrati. I vari tipi di case sono raggruppati sotto un tetto comune a capanna. Stalle, giardinetti anteriori, giardini interni e ampi spazi aperti completano il complesso.
Le facciate sono semplici e rifinite con intonaco rustico. Abbaini, cornici del tetto fortemente profilate, finestre a vetri scomparti, forme ripetute delle porte d’ingresso e estesi telai di porte caratterizzano l’abitato di Elsengrund. L’intera area è sottoposta a vincolo di tutela dal 1977.
Insieme alla Weiße Stadt nel quartiere berlinese di Reinickendorf e alla zona di Onkel Toms Hütte a Zehlendorf, Elsengrund a Köpenick rappresenta un contributo architettonico al modernismo classico di Berlino.