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Il BIQ Building ad Amburgo rappresenta un’innovazione rivoluzionaria nell’architettura sostenibile, trasformando le sue facciate sud-est e sud-ovest in un ecosistema vivente chiamato SolarLeaf. Questo edificio, noto anche come “Casa Alga” o BIQ House, è stato completato alla fine di marzo 2013 e inaugurato poco dopo nella città tedesca di Amburgo.
Facciata bioreattiva
Il cuore dell’innovazione del BIQ Building è la sua facciata bio-reattiva, composta da una serie di bioreattori contenenti micro-alghe. Questi bioreattori sono integrati nella facciata vetrata, creando un rivestimento funzionale ed esteticamente gradevole. Le micro-alghe non solo forniscono ombra agli abitanti dell’edificio, ma svolgono anche diverse funzioni cruciali:
Generazione di energia rinnovabile
Insonorizzazione
Depurazione da inquinanti e allergeni
Produzione di biomassa
Funzionamento e benefici
Le alghe nella facciata SolarLeaf svolgono un ruolo fondamentale nel rendere l’edificio energeticamente efficiente:
Produzione di energia: Le alghe convertono l’energia solare in biomassa attraverso la fotosintesi. Questa biomassa può essere raccolta e utilizzata per le diverse esigenze energetiche dell’edificio.
Regolazione termica: La facciata algale fornisce ombra naturale, riducendo la necessità di raffreddamento artificiale durante i mesi caldi1.
Miglioramento della qualità dell’aria: Le alghe assorbono CO2 e producono ossigeno, contribuendo a purificare l’aria circostante.
Impatto e prospettive future
Il BIQ Building rappresenta un esempio tangibile di come l’architettura possa integrarsi con sistemi biologici viventi per creare soluzioni sostenibili. Questo approccio innovativo non solo migliora l’efficienza energetica dell’edificio, ma contribuisce anche a ridurre l’impatto ambientale complessivo delle costruzioni urbane. La facciata SolarLeaf del BIQ Building dimostra il potenziale delle “facciate verdi verticali” nell’architettura moderna. Queste soluzioni offrono molteplici vantaggi, tra cui il miglioramento della qualità dell’aria, la riduzione del rumore esterno e l’aumento del benessere degli abitanti. In conclusione, il BIQ Building di Amburgo si pone come un pioniere nell’integrazione di ecosistemi viventi nell’architettura, aprendo la strada a future innovazioni nel campo dell’edilizia sostenibile e della progettazione urbana ecologica.
Il Paragraph1 175 del codice penale tedesco, noto come § 175 StGB, è stato uno dei simboli più duraturi della persecuzione legale dell’omosessualità in Germania. Introdotto nel 1871, questo articolo ha criminalizzato i rapporti sessuali tra uomini per oltre un secolo, fino alla sua completa abrogazione nel 1994.
Origini e sviluppo storico
Il § 175 venne adottato nel 1871, all’indomani dell’unificazione tedesca, come parte del nuovo codice penale del Reich. Inizialmente, la norma puniva la “fornicazione contro natura” tra uomini, includendo anche atti di zooerastia. Già dalla fine del XIX secolo, il paragrafo fu oggetto di critiche e tentativi di riforma. Nel 1898 venne presentata al Reichstag una petizione per la sua abolizione, sostenuta da figure di spicco come August Bebel, leader del Partito Socialdemocratico. Nonostante questi sforzi, la legge rimase in vigore.
L’inasprimento durante il regime nazista
Con l’ascesa al potere del partito nazista nel 1933, la persecuzione degli omosessuali si intensificò drasticamente. Nel 1935, il regime modificò il § 175, ampliandone la portata e inasprendo le pene.
“Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l’adozione di più incisive misure contro queste malattie nazionali.” (Decreto costitutivo dell’Ufficio centrale del Reich per la lotta all’omosessualità e all’aborto (Reichszentrale zur Bekämpfung der Homosexualität und der Abtreibung), istituito da Heinrich Himmler nel 1936)
Dopo la caduta del regime nazista, il destino del § 175 diverge nelle due Germanie:
Nella Germania Est (DDR), la legge tornò alla sua versione pre-nazista nel 1950. Nel 1968, venne ulteriormente modificata, limitandone l’applicazione ai rapporti con minori di 18 anni. Infine, fu completamente abrogata nel 198813.
Nella Germania Ovest (BRD), la versione nazista del § 175 rimase in vigore fino al 1969. La Corte Costituzionale federale ne confermò addirittura la legittimità in uno stato democratico3. Solo nel 1969 la legge venne riformata, limitandone l’applicazione ai rapporti con minorenni3.
Abrogazione e riabilitazione
Il § 175 venne definitivamente abrogato nel 1994, dopo la riunificazione delle due Germanie. Tuttavia, le conseguenze di questa legge discriminatoria si sono protratte ben oltre la sua abolizione. Nel 2017, il parlamento tedesco ha approvato una legge per riabilitare e risarcire le persone condannate in base al § 175. Questo atto ha rappresentato un importante passo verso il riconoscimento delle ingiustizie subite dalla comunità queer in Germania. La storia del § 175 rimane un monito sulla persistenza della discriminazione legale e sull’importanza della vigilanza continua per proteggere i diritti delle minoranze sessuali.
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Paragraph si usa nella maggior parte delle leggi tedesche e austriache. Si usa per le leggi ordinarie e i codici principali come il Codice Civile (BGB) e il Codice Penale (StGB). Artikel si usa invece per la Costituzione e per le leggi fondamentali, per l’EGBGB (Einführungsgesetz zum Bürgerlichen Gesetzbuch), per leggi che modificano altre leggi e per i trattati internazionali. ↩︎
La Berlinale 2025, giunta alla sua 75ª edizione, si terrà dal 13 al 23 febbraio sotto la nuova direzione artistica di Trica Tuttle, ex direttrice del London Film Festival. Quest’anno, il festival presenta una selezione eclettica di 19 film in concorso, pronti a competere per l’ambito Orso d’Oro e d’Argento.
Film di spicco in concorso
Tra i titoli più attesi troviamo:
“Blue Moon” di Richard Linklater, che torna a Berlino dopo il successo di “Boyhood” nel 2014. Il film vanta un cast stellare che include Ethan Hawke, Margaret Qualley e Andrew Scott.
“Dreams” del regista messicano Michel Franco, con Jessica Chastain e Rupert Friend.
“Kontinental ’25” del rumeno Radu Jude, vincitore dell’Orso d’Oro nel 2021, che promette di offrire il suo consueto mix di grottesco, umorismo e satira tagliente.
“Hot Milk” di Rebecca Lenkiewicz, film d’esordio con Emma Mackey e Vicky Krieps.
Sezioni speciali e sezione Panorama
La sezione Berlinale Special presenta opere di registi rinomati, tra cui:
“Mickey 17” di Bong Joon-ho, atteso ritorno del regista premio Oscar.
“A Complete Unknown” di James Mangold.
La sezione Panorama, con 34 film da 28 paesi, offre una varietà di generi e tematiche, tra cui:
“Welcome Home Baby” di Andreas Prochaska, film di apertura della sezione.
“Hysteria” di Mehmet Akif Büyükatalay, un thriller politico tedesco.
Cinema tedesco e temi ricorrenti
Il cinema tedesco è ben rappresentato con sei produzioni, di cui cinque dirette da donne. Tra queste, spicca “Zikaden” di Ina Weisse con Nina Hoss.I temi ricorrenti di questa edizione includono fratture sociali, democrazie instabili e sistemi sanitari precari, con un focus particolare su umanità e solidarietà. a Berlinale 2025 si preannuncia come un evento cinematografico di grande rilevanza, offrendo una piattaforma per voci diverse e storie coinvolgenti da tutto il mondo.
Cinema italiano
Purtroppo, quest’anno segna un’assenza significativa per il cinema italiano: nessun film italiano è stato selezionato per il concorso principale. Nonostante l’assenza nella competizione principale, il cinema italiano mantiene comunque una presenza nel festival.
Due coproduzioni italiane sono state infatti selezionate per la sezione Berlinale Shorts, dedicata ai cortometraggi. Anche la sezione Perspectives includerà due coproduzioni con partecipazione italiana.
Berlinale Talents
Il talento italiano continua a brillare con 14 partecipanti selezionati per il programma Berlinale Talents, un’iniziativa che promuove giovani professionisti del cinema.
Presenza italiana nell’industria
Sebbene non ci siano film italiani in concorso, l’industria cinematografica italiana mantiene una forte presenza alll’European Film Market (EFM), il mercato che si svolge parallelamente al festival. Questa presenza sottolinea l’importanza continua dell’Italia nel panorama cinematografico internazionale, nonostante la mancanza di rappresentanza nella competizione principale del festival. La Berlinale 2025 si prospetta come un momento di riflessione per il cinema italiano, che dovrà lavorare per riconquistare il suo posto nella competizione principale nelle prossime edizioni.
La Gemeinschaft der Eigenen (Comunità dei propri/degli unici) fu un’importante associazione del primo movimento omosessuale tedesco, fondata all’inizio del XX secolo. Svolse un ruolo significativo nella promozione dei diritti e della visibilità degli uomini omosessuali in un’epoca in cui l’omosessualità era ancora ampiamente tabuizzata e criminalizzata.
Il nome Gemeinschaft der Eigenen ha la sua origine nella filosofia di Max Stirner e nel suo libro “L’unico e la sua proprietà” (Der Einzige und sein Eigentum). Adolf Brand, il fondatore dell’organizzazione, si riferì a quest’opera quando, nel 1896, all’età di 21 anni, diede vita alla sua rivista “L’unico” (Der Eigene). La rivista era dedicata alla “propria gente”, che doveva essere orgogliosa della propria “unicità”. Questa idea di indipendenza e orgoglio della propria identità fu successivamente trasferita all’organizzazione fondata nel 1903. Il nome “Comunità dei propri” riflette quindi l’obiettivo di creare un’identità e una cultura indipendenti per gli uomini omosessuali, che si distinguesse dalle altre correnti e teorie mediche dell’epoca. La denominazione enfatizza l’individualità e l’unicità dei membri, che si consideravano “propri” e sostenevano la loro specifica visione dell’omosessualità maschile.
La prima rivista omosessuale
Fondazione e obiettivi
La GdE fu fondataIl 1° maggio 1903 da Adolf Brand, insieme ad altri dodici uomini. Tra i membri fondatori c’erano noti attivisti come Benedict Friedlaender e Wilhelm Jansen. Anche Otto Kiefer, che operava sotto lo pseudonimo di “Dr. Reiffegg” e all’epoca lavorava come insegnante alla Odenwaldschule, faceva parte del gruppo fondatore. Il nome Comunità degli unici indica l’obiettivo di creare un’identità e una cultura indipendenti per gli uomini omosessuali. L’organizzazione si considerava un’alternativa ad altre associazioni dell’epoca e voleva percorrere una propria strada nel movimento omosessuale.
Pubblicazioni e attività
Una delle principali attività della GdE era la pubblicazione di varie riviste. Queste riviste servivano come piattaforma per discussioni, contributi letterari e opere artistiche che affrontavano temi dell’omosessualità maschile e dell’amicizia. Brand affermò che la fondazione della GdE serviva anche per aggirare problemi di censura, creando un circolo di lettura interno e protetto.
Ideologia e filosofia
La GdE sosteneva una visione specifica dell’omosessualità maschile, che si distingueva da altre correnti dell’epoca. Si ispirava fortemente agli ideali classici greci e propagandava una forma di “amore maschile” che andava oltre gli aspetti puramente sessuali. La GdE enfatizzava il legame spirituale ed emotivo tra uomini e vedeva nell’amore tra persone dello stesso sesso una forma di relazione superiore e nobile. Questa visione contrastava con gli approcci medici e patologizzanti che consideravano l’omosessualità come una malattia o un’anomalia.
Attività e stile di vita
Oltre alle attività editoriali, la GdE organizzava anche attività pratiche per i suoi membri. Queste includevano eventi di campeggio e trekking, talvolta praticati anche in nudità. Tali attività riflettevano il legame con la natura e il culto del corpo che giocavano un ruolo importante nell’ideologia della GdE.
Contesto storico
La fondazione e le attività della Gemeinschaft der Eigenen devono essere viste nel contesto del movimento omosessuale in via di sviluppo in Germania all’inizio del XX secolo. In questo periodo, c’erano diversi approcci e organizzazioni che lottavano per i diritti e il riconoscimento delle persone omosessuali. La GdE era in una certa competizione con altre associazioni, in particolare con il Comitato Scientifico-Umanitario (WhK) di Magnus Hirschfeld. Mentre il WhK perseguiva un approccio scientifico ed emancipatorio, mirando all’abolizione del § 175 (che criminalizzava gli atti omosessuali), la GdE seguiva un approccio più culturale e identitario.
Sfide e critiche
La Comunità si trovò ad affrontare diverse sfide. Da un lato, doveva operare in un ambiente sociale ostile, in cui l’omosessualità era stigmatizzata e criminalizzata. Dall’altro, c’erano anche controversie all’interno del movimento omosessuale sulla giusta strategia e ideologia. L’orientamento elitario e in parte maschilista della GdE fu considerato problematico da alcuni critici. Anche l’enfasi sugli ideali classici greci e la parziale romanticizzazione delle relazioni pedagogiche tra uomini e giovani furono oggetto di critiche.
Conseguenze e inquadramento storico
La Comunità esistette almeno fino al 1932. La sua fine coincise quindi con l’ascesa del nazionalsocialismo, che distrusse l’intero movimento omosessuale in Germania. Nonostante la sua esistenza relativamente breve, la GdE ebbe un’influenza significativa sullo sviluppo del movimento omosessuale e sulla formazione di un’identità omosessuale in Germania. Le sue pubblicazioni e idee contribuirono a sviluppare e diffondere visioni alternative dell’omosessualità maschile.
La GdE fu una parte importante del primo movimento omosessuale in Germania. Offrì agli uomini omosessuali una piattaforma per lo scambio, l’espressione di sé e la comunità in un’epoca in cui tali spazi erano rari. Sebbene alcune delle sue idee e pratiche siano da considerare criticamente dalla prospettiva odierna, la GdE diede un contributo significativo alla visibilità e all’auto-organizzazione delle persone omosessuali all’inizio del XX secolo. La storia della Comunità ci ricorda che la lotta per i diritti e il riconoscimento delle minoranze sessuali ha una lunga e complessa storia. E Mostra anche quanto fossero e siano diversi e talvolta contraddittori gli approcci e le ideologie all’interno del movimento omosessuale.
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