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Le piazze e i palazzi della politica romana: un viaggio nella memoria di Marco Pannella

Una conferenza online porta gli appassionati di storia e politica italiana a passeggio per Roma, tra le piazze e i palazzi che hanno fatto da scenario ad alcune delle battaglie politiche nonviolente (senza trattino!) più significative del Novecento. L’iniziativa è organizzata dal Centro di Studi Italiani (CSI) / Zentrum für Italienstudien (ZI) della TU Dresden in collaborazione con Radio Radicale, e si terrà lunedì 22 giugno 2026 alle ore 16:00 su Zoom.

Un itinerario tra memoria e istituzioni

Il percorso proposto attraversa luoghi che ogni romano conosce, ma che pochi associano immediatamente al loro peso politico. Si parte da Piazza Navona e da Campo de’ Fiori, da sempre teatro di comizi, veglie, mobilitazioni popolari e raccolta firme nel cuore del centro storico. Si passa poi al Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica proseguendo verso Palazzo dei Marescialli, sede del Consiglio Superiore della Magistratura, e verso il Campidoglio, cuore amministrativo della Capitale fin dall’antichità.

Chiudono l’itinerario due luoghi meno scenografici ma altrettanto carichi di storia: Porta Portese, luogo che Marco Pannella scelse più volte come palcoscenico per azioni di disobbedienza civile, soprattutto nella battaglia antiproibizionista sulle droghe leggere e Porta Pia, dove nel 1870 le truppe italiane entrarono a Roma sancendo la fine dello Stato Pontificio, e che nel secondo Novecento è diventata anche luogo simbolico di manifestazioni anticlericali di iniziativa radicale.

Marco Pannella e Radio Radicale

La scelta di questi luoghi non è casuale. Il 2026 segna il decimo anniversario della morte di Marco Pannella, scomparso a Roma il 19 maggio 2016 dopo decenni di battaglie politiche condotte con metodi nonviolenti: digiuni, veglie, maratone oratorie, disobbedienze civili e campagne referendarie che hanno spesso avuto come sfondo proprio piazze e istituzioni della Capitale. In questo anniversario, in Italia si sono moltiplicate le iniziative di commemorazione, dalle intitolazioni di piazze fino ai convegni istituzionali a Roma.

In questo contesto si inserisce la collaborazione con Radio Radicale, l’emittente fondata nel 1976 in ambito radicale e da sempre dedicata alla trasmissione integrale dei lavori parlamentari, degli eventi politici, giudiziari e istituzionali italiani, senza filtri né mediazione giornalistica. Oltre al celebre motto Conoscere per deliberare un altro celebre motto della radio, Dentro, ma fuori dal Palazzo, riassume bene anche lo spirito dell’itinerario proposto dalla conferenza: ricostruire il rapporto, spesso conflittuale, tra la politica di piazza e quella dei palazzi del potere.

Informazioni pratiche

L’evento si svolge online, in collaborazione tra il Centro di Studi Italiani (CSI) / Zentrum für Italienstudien (ZI) della TU Dresden e Radio Radicale.

Data: lunedì 22 giugno 2026
Ore: 16:00
Piattaforma: Zoom (il link di accesso viene inviato dopo la registrazione).

Per partecipare è quindi necessario registrarsi in anticipo attraverso i canali ufficiali del Centro di Studi Italiani della TU Dresden (anmeldung_zi@tu-dresden.de).

Chi è interessato a temi di storia politica italiana, e in particolare alla figura di Marco Pannella nell’anno del decimo anniversario dalla sua morte, troverà in questo appuntamento un’occasione per ripercorrere, da una prospettiva insolita, la geografia del potere romano.

Consulta la locandina dell’evento sul sito della TU Dresden per più informazioni.

La mostra “Lufthansa. Berlin-Tempelhof 1926–1945” al THF TOWER

Dal 28 maggio 2026, il THF TOWER dell’ex aeroporto di Tempelhof ospita una mostra tanto affascinante quanto complessa: “Lufthansa. Berlin-Tempelhof 1926–1945. Tra aviazione civile e militare”. Un’esposizione che non si limita a raccontare la storia della compagnia aerea tedesca, ma invita a riflettere criticamente sulle sue origini e sul contesto storico in cui si è sviluppata.

Tempelhof è stato il cuore operativo della Lufthansa fin dalla sua fondazione nel 1926. Da qui la compagnia si è trasformata rapidamente in uno dei protagonisti dell’aviazione europea e internazionale. Tuttavia, la mostra mette in luce come questa crescita sia stata strettamente intrecciata con le dinamiche politiche, economiche e militari della Repubblica di Weimar e, soprattutto, del periodo nazionalsocialista.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’esposizione è proprio questo approccio critico: vengono analizzati il ruolo della Lufthansa nella ricostruzione di una forza aerea tedesca, il coinvolgimento nell’industria bellica e l’impiego del lavoro forzato durante la Seconda guerra mondiale. Non manca, inoltre, uno sguardo al dopoguerra e alla rifondazione dell’azienda negli anni ’50, con particolare attenzione alle continuità del personale proveniente dall’epoca nazista.

Dal punto di vista espositivo, la mostra è ricca e ben strutturata: circa 200 materiali tra fotografie, manifesti, cartoline e documenti originali raccontano l’evoluzione della compagnia. Tra i contenuti più interessanti spiccano anche filmati d’epoca, come il film propagandistico del 1935 “Briefe fliegen über den Ozean”, e un’animazione realizzata appositamente per visualizzare lo sviluppo della rete di rotte Lufthansa tra il 1926 e il 1945.

Molto coinvolgenti sono anche i ritratti biografici di persone che hanno segnato la storia dell’azienda, offrendo uno sguardo umano tra innovazione, compromessi e responsabilità. A completare il percorso, approfondimenti sui modelli di aerei dell’epoca e sul loro utilizzo sia civile che militare.

Un elemento particolare dell’esperienza è la visita al sesto piano del THF TOWER: da qui si gode una vista panoramica sull’ex aeroporto e sul Tempelhofer Feld, arricchita da installazioni visive che collegano il paesaggio attuale alla sua storia.

Per chi vive a Berlino o è appassionato di storia, aviazione e memoria storica, si tratta di una mostra che merita sicuramente una visita: non solo per ciò che racconta, ma per le domande che lascia aperte.

Informazioni pratiche:
La mostra si tiene presso il THF TOWER ed è visitabile da mercoledì a domenica, dalle 11:00 alle 18:00.

Biglietti:
Intero: 5 euro
Ridotto: 3 euro (bambini, studenti, tirocinanti, persone in cerca di lavoro, ecc.)

Per più informazioni, consultate il sito.

Tre settimane di disagi per le S-Bahn nel sud-est di Berlino

Dal 12 giugno al 6 luglio 2026, chi si muove quotidianamente nel sud-est della capitale tedesca si troverà ad affrontare una delle interruzioni ferroviarie più estese degli ultimi anni. Il servizio S-Bahn è completamente sospeso tra le stazioni di Altglienicke, Grünau, Spindlersfeld, Schöneweide e Baumschulenweg, nonché tra Treptower Park e Warschauer Straße.

Lavori in corso

Il cantiere interessa i lavori al nuovo posto di controllo elettronico (ESTW) di Schöneweide. L’obiettivo è sostituire gli ultimi posti di manovra presidiati fisicamente nell’intera rete S-Bahn di Berlino con una tecnologia moderna ed elettronica. Complessivamente saranno installati oltre 360 segnali e transponder, mentre verranno posati circa 256.000 metri di cavo segnaletico. Per questo progetto, il governo federale e Deutsche Bahn investono complessivamente circa 130 milioni di euro.

Le linee coinvolte

La S47 circola soltanto tra Baumschulenweg e Südkreuz. La S46 fa la spola tra Königs Wusterhausen e Grünau, nonché tra Baumschulenweg e Westend, con alcune corse soppresse nei giorni feriali. Tra Baumschulenweg e Treptower Park circolano treni navetta, con cambio obbligatorio a Plänterwald.

I bus sostitutivi

Sono attive quattro linee di trasporto sostitutivo su gomma. Il Bus S46 collega le stazioni di Grünau, Adlershof, Schöneweide e Baumschulenweg. Il Bus S47 serve il tratto Spindlersfeld, Schöneweide e Baumschulenweg. Il Bus S9A collega Grünbergallee, Adlershof, Schöneweide e Baumschulenweg. Infine, il Bus S9X offre una corsa espressa tra l’aeroporto BER, Adlershof, Schöneweide e Baumschulenweg, attiva tutti i giorni dalle 3:30 alle 0:30, senza copertura notturna.

Alternative consigliate

La Deutsche Bahn raccomanda di utilizzare i treni regionali come alternativa. Sono disponibili il Flughafen-Express (FEX), le linee Regional-Express RE2, RE7 e RE20, nonché le Regionalbahn RB24 e RB32. Da tenere presente, tuttavia, che anche la rete regionale è sotto pressione in questo periodo: dal 14 giugno fino al 12 dicembre 2026, la Stadtbahn berlinese tra Charlottenburg e Ostbahnhof è chiusa ai treni regionali e a lunga percorrenza. In pratica, i disagi si sovrappongono, e chi ha più tragitti da fare farà bene a verificare ogni singola connessione sulle app VBB o DB Navigator prima di mettersi in viaggio.

La Germania prova a salvare i club

La Germania compie un passo decisivo verso la tutela dei club musicali: il governo federale ha approvato un disegno di legge che modificherebbe il diritto urbanistico e riconoscerebbe i Musikclubs come luoghi di rilevanza culturale. Il testo, approvato dal Bundeskabinett, interviene sulla Baunutzungsverordnung e sul Baugesetzbuch, separando finalmente i club dalla categoria delle Vergnügungsstätten, che comprende sale giochi, casinò e altri esercizi considerati problematici per il vicinato.

La riforma non è ancora in vigore: per diventare legge dovrà essere approvata dal Bundestag e successivamente dal Bundesrat, prima della promulgazione e pubblicazione nella gazzetta ufficiale. Fino a quel momento, il nuovo status urbanistico non produce effetti giuridici.

Un nuovo status urbanistico

Il disegno di legge introduce una categoria autonoma per i club musicali, riconoscendone la funzione culturale e sociale. Se approvato dal Parlamento, questo nuovo inquadramento consentirà:

  • Maggiore accesso alle aree miste — I club potranno essere autorizzati più facilmente nelle zone a uso misto, dove abitazioni e attività economiche convivono.
  • Possibilità limitate nelle aree residenziali — L’apertura in quartieri residenziali resterà possibile solo in casi specifici, previa valutazione puntuale.
  • Più certezza giuridica — Il riconoscimento culturale rafforzerà la posizione dei club nei procedimenti autorizzativi e nei conflitti con i residenti, pur senza garantire un diritto automatico alla permanenza.

Finché la riforma non sarà approvata dai due rami del Parlamento, queste misure restano potenziali.

Superare la logica delle “attività moleste”

Per anni i club sono stati regolati come attività potenzialmente disturbanti, al pari di esercizi che generano forte impatto sul vicinato. Questa classificazione ha contribuito alla loro marginalizzazione, soprattutto nelle città dove il mercato immobiliare è più aggressivo.

Con la nuova categoria dei Musikclubs, il legislatore riconosce che questi spazi non producono solo rumore o consumo notturno, ma anche valore culturale, lavoro creativo e attrattività urbana. È un cambiamento di prospettiva che recepisce il ruolo della scena musicale tedesca, in particolare elettronica, come elemento identitario e di richiamo internazionale.

Una protezione importante, ma non risolutiva

Se il Parlamento approverà la riforma, i club otterranno una base normativa più solida contro sfratti e riconversioni immobiliari. Tuttavia:

  • non esisterà un diritto alla permanenza,
  • gli sfratti resteranno possibili in presenza di altre esigenze urbanistiche,
  • la riforma non affronta direttamente i problemi economici come inflazione, costi energetici e fragilità post-pandemica.

Il provvedimento rappresenta quindi un miglioramento significativo sul piano urbanistico, ma non risolve da solo la crisi strutturale del settore.

Un patrimonio culturale da preservare

La chiusura di un club non è solo la perdita di un luogo di intrattenimento: significa la scomparsa di un pezzo di memoria collettiva, di una rete sociale e di un laboratorio artistico. La riforma riconosce che la vita notturna è parte integrante dell’ecosistema urbano e che la sua tutela contribuisce alla vitalità delle città.

Il governo ha compiuto un passo importante, ma la trasformazione del disegno di legge in norma vincolante dipenderà ora dal percorso parlamentare.

Affitti a Berlino: in quattro anni si perdono 16 metri quadrati con lo stesso budget

Nessuna grande città tedesca registra aumenti degli affitti così rapidi come Berlino. Un’analisi recente mostra quanto i locatari possano permettersi sempre meno spazio abitativo.

Un budget di 1.000 euro per l’affitto netto sembra una cifra ragionevole. Eppure, con quella somma si ottiene sempre meno: meno metri quadrati, meno qualità abitativa, meno spazio personale. Una recente analisi del portale immobiliare Immowelt mostra che, rispetto al 2022, gli inquilini possono permettersi superfici significativamente ridotte — soprattutto a Berlino.

Viene presa come base di calcolo un canone di locazione netto mensile di 1.000 euro. I dati provengono dagli annunci pubblicati su immowelt.de e si riferiscono ad appartamenti esistenti di 75 metri quadrati, con 3 stanze, al primo piano, costruiti negli anni Novanta. I prezzi al metro quadro sono stati confrontati tra il 1° marzo 2022 e il 1° marzo 2026.

Se nel 2022 a Berlino si riuscivano a ottenere in media 86 metri quadrati per 1.000 euro di affitto netto, oggi ne restano solo 70 — quasi il 19% in meno. I 16 metri quadrati perduti corrispondono a una piccola stanza. Non va molto meglio ad Amburgo, dove la superficie è scesa da 87 a 75 metri quadrati. A Monaco, già la città più cara per gli inquilini, si ottenevano appena 55 metri quadrati nel 2022; oggi sono rimasti 48.

L’effetto non riguarda solo le metropoli

Chi pensava che perdite di questa portata riguardassero solo le grandi città si sbaglia. Nell’economicamente fragile Gelsenkirchen, nella Ruhr, gli inquilini perdono addirittura 29 metri quadrati. Grazie a prezzi ancora relativamente contenuti, per 1.000 euro si ottengono in media 147 metri quadrati — ma nel 2022 erano 176. Cali significativi si registrano anche a Hagen (−27), Recklinghausen (−25), Duisburg e Bremerhaven (−24).

Gli esperti spiegano questo fenomeno con il cosiddetto effetto di saturazione: chi cerca casa si sposta sempre più verso le periferie e le città vicine — come Hagen — perché le metropoli come Colonia, Düsseldorf e Dortmund sono diventate sensibilmente più care.

Una «tempesta perfetta» sul mercato degli affitti

Gli esperti di Immowelt descrivono la situazione come una «tempesta perfetta», identificando quattro cause principali. In primo luogo, i costi dei materiali da costruzione, dell’energia e della manodopera artigianale sono aumentati vertiginosamente: secondo l’Ufficio federale di statistica, il prezzo medio delle costruzioni è salito del 25,9% dall’inizio del 2022, provocando un crollo del mercato delle nuove costruzioni.

In secondo luogo, il rialzo dei tassi sui mutui dal 2022 ha spinto molte persone a rinunciare al sogno della casa di proprietà, riversandosi sul mercato degli affitti. A ciò si aggiunge un effetto di recupero statistico: in città come Oberhausen, Duisburg o Gelsenkirchen, che per anni avevano mantenuto affitti molto bassi, qualsiasi aumento assoluto pesa enormemente in termini percentuali.

«Lo sviluppo degli affitti nelle grandi città è allarmante: quando a Berlino, in quattro anni, per 1.000 euro scompare la superficie di una stanza, e a Monaco con la stessa cifra non restano nemmeno 50 metri quadrati, si toglie ai lavoratori comuni la base materiale dell’esistenza.»

— Theo Mseka, amministratore delegato di Immowelt

Mseka conclude con un avvertimento: senza interventi mirati per ridurre i costi di costruzione, la spirale di superfici sempre più ridotte e affitti sempre più alti continuerà a girare. Il mercato immobiliare tedesco sembra aver perso un equilibrio che diventa sempre più difficile da ritrovare.