“Gemeinschaft der Eigenen”: una tra le prime associazioni omosessuali al mondo

La Gemeinschaft der Eigenen (Comunità dei propri/degli unici) fu un’importante associazione del primo movimento omosessuale tedesco, fondata all’inizio del XX secolo. Svolse un ruolo significativo nella promozione dei diritti e della visibilità degli uomini omosessuali in un’epoca in cui l’omosessualità era ancora ampiamente tabuizzata e criminalizzata.

Il nome Gemeinschaft der Eigenen ha la sua origine nella filosofia di Max Stirner e nel suo libro “L’unico e la sua proprietà” (Der Einzige und sein Eigentum). Adolf Brand, il fondatore dell’organizzazione, si riferì a quest’opera quando, nel 1896, all’età di 21 anni, diede vita alla sua rivista “L’unico” (Der Eigene). La rivista era dedicata alla “propria gente”, che doveva essere orgogliosa della propria “unicità”. Questa idea di indipendenza e orgoglio della propria identità fu successivamente trasferita all’organizzazione fondata nel 1903. Il nome “Comunità dei propri” riflette quindi l’obiettivo di creare un’identità e una cultura indipendenti per gli uomini omosessuali, che si distinguesse dalle altre correnti e teorie mediche dell’epoca. La denominazione enfatizza l’individualità e l’unicità dei membri, che si consideravano “propri” e sostenevano la loro specifica visione dell’omosessualità maschile.

La prima rivista omosessuale

Fondazione e obiettivi

La GdE fu fondataIl 1° maggio 1903 da Adolf Brand, insieme ad altri dodici uomini. Tra i membri fondatori c’erano noti attivisti come Benedict Friedlaender e Wilhelm Jansen. Anche Otto Kiefer, che operava sotto lo pseudonimo di “Dr. Reiffegg” e all’epoca lavorava come insegnante alla Odenwaldschule, faceva parte del gruppo fondatore. Il nome Comunità degli unici indica l’obiettivo di creare un’identità e una cultura indipendenti per gli uomini omosessuali. L’organizzazione si considerava un’alternativa ad altre associazioni dell’epoca e voleva percorrere una propria strada nel movimento omosessuale.

Pubblicazioni e attività

Una delle principali attività della GdE era la pubblicazione di varie riviste. Queste riviste servivano come piattaforma per discussioni, contributi letterari e opere artistiche che affrontavano temi dell’omosessualità maschile e dell’amicizia. Brand affermò che la fondazione della GdE serviva anche per aggirare problemi di censura, creando un circolo di lettura interno e protetto.

Ideologia e filosofia

La GdE sosteneva una visione specifica dell’omosessualità maschile, che si distingueva da altre correnti dell’epoca. Si ispirava fortemente agli ideali classici greci e propagandava una forma di “amore maschile” che andava oltre gli aspetti puramente sessuali. La GdE enfatizzava il legame spirituale ed emotivo tra uomini e vedeva nell’amore tra persone dello stesso sesso una forma di relazione superiore e nobile. Questa visione contrastava con gli approcci medici e patologizzanti che consideravano l’omosessualità come una malattia o un’anomalia.

Attività e stile di vita

Oltre alle attività editoriali, la GdE organizzava anche attività pratiche per i suoi membri. Queste includevano eventi di campeggio e trekking, talvolta praticati anche in nudità. Tali attività riflettevano il legame con la natura e il culto del corpo che giocavano un ruolo importante nell’ideologia della GdE.

Contesto storico

La fondazione e le attività della Gemeinschaft der Eigenen devono essere viste nel contesto del movimento omosessuale in via di sviluppo in Germania all’inizio del XX secolo. In questo periodo, c’erano diversi approcci e organizzazioni che lottavano per i diritti e il riconoscimento delle persone omosessuali. La GdE era in una certa competizione con altre associazioni, in particolare con il Comitato Scientifico-Umanitario (WhK) di Magnus Hirschfeld. Mentre il WhK perseguiva un approccio scientifico ed emancipatorio, mirando all’abolizione del § 175 (che criminalizzava gli atti omosessuali), la GdE seguiva un approccio più culturale e identitario.

Sfide e critiche

La Comunità si trovò ad affrontare diverse sfide. Da un lato, doveva operare in un ambiente sociale ostile, in cui l’omosessualità era stigmatizzata e criminalizzata. Dall’altro, c’erano anche controversie all’interno del movimento omosessuale sulla giusta strategia e ideologia. L’orientamento elitario e in parte maschilista della GdE fu considerato problematico da alcuni critici. Anche l’enfasi sugli ideali classici greci e la parziale romanticizzazione delle relazioni pedagogiche tra uomini e giovani furono oggetto di critiche.

Conseguenze e inquadramento storico

La Comunità esistette almeno fino al 1932. La sua fine coincise quindi con l’ascesa del nazionalsocialismo, che distrusse l’intero movimento omosessuale in Germania. Nonostante la sua esistenza relativamente breve, la GdE ebbe un’influenza significativa sullo sviluppo del movimento omosessuale e sulla formazione di un’identità omosessuale in Germania. Le sue pubblicazioni e idee contribuirono a sviluppare e diffondere visioni alternative dell’omosessualità maschile.

La GdE fu una parte importante del primo movimento omosessuale in Germania. Offrì agli uomini omosessuali una piattaforma per lo scambio, l’espressione di sé e la comunità in un’epoca in cui tali spazi erano rari. Sebbene alcune delle sue idee e pratiche siano da considerare criticamente dalla prospettiva odierna, la GdE diede un contributo significativo alla visibilità e all’auto-organizzazione delle persone omosessuali all’inizio del XX secolo. La storia della Comunità ci ricorda che la lotta per i diritti e il riconoscimento delle minoranze sessuali ha una lunga e complessa storia. E Mostra anche quanto fossero e siano diversi e talvolta contraddittori gli approcci e le ideologie all’interno del movimento omosessuale.

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Berlino Trans

Il transgenderismo a Berlino ha una lunga e significativa storia, radicata nella ricca tradizione della città come centro di diversità e accettazione queer. La capitale tedesca è stata all’avanguardia nel riconoscimento e nel supporto della comunità transgender fin dai primi anni del XX secolo.

Storia e pionieri

Berlino è stata la culla del primo movimento di emancipazione omosessuale e transgender del mondo. Nel 1919, il dottor Magnus Hirschfeld, medico e ricercatore ebreo, fondò a Berlino il primo istituto di scienze sessuali al mondo. Questo istituto divenne un centro pionieristico per la ricerca sulla sessualità e l’identità di genere, attirando scienziati da tutto il mondo. Uno dei contributi più significativi dell’istituto di Hirschfeld fu l’esecuzione di uno dei primi interventi di riassegnazione del sesso documentati. Dora Richter, una delle persone transessuali affidate alle cure di Hirschfeld, fu la prima a sottoporsi con successo a questo intervento negli anni ’20.

Berlino come rifugio queer

Negli anni ’20, Berlino era già conosciuta come città più queer-friendly al mondo. La città vantava una vivace scena notturna con numerosi club, bar e locali per la comunità queer, offrendo uno spazio sicuro per l’espressione e l’esplorazione dell’identità di genere.

Sfide e progressi

Nonostante i progressi iniziali, la comunità transgender di Berlino ha dovuto affrontare periodi di persecuzione, in particolare durante il regime nazista. Tuttavia, dopo la Seconda guerra mondiale, la città ha gradualmente ripreso il suo ruolo di centro per la comunità queer.

Berlino contemporanea

Oggi, Berlino rimane una delle città più accoglienti e inclusive per le persone transgender in Europa. La città offre numerosi spazi e eventi dedicati alla comunità queer:

Quartieri queer-friendly: Schöneberg, Kreuzberg e Neukölln sono noti per la loro vivace scena queer.

Club e locali: Lo SchwuZ a Neukölln è il più grande club queer di Berlino, offrendo diverse piste da ballo.

Eventi culturali: La città ospita regolarmente eventi come il Christopher Street Day, che attira centinaia di migliaia di visitatori.

Risorse educative: Lo Schwules Museum offre mostre su temi di attualità e artisti queer contemporanei.

Tour storici: Berlino offre tour dedicati alla storia queer e trans della città, permettendo ai visitatori di esplorare luoghi significativi come il memoriale del primo movimento di emancipazione omosessuale.

    Berlino continua a essere un faro per i diritti e l’accettazione delle persone transgender, onorando la sua storia progressista mentre lavora per un futuro ancora più inclusivo.

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    Il Queer City Pass di Berlino

    Il QueerCityPass di Berlino è un innovativo biglietto turistico pensato specificamente per i visitatori queer della capitale tedesca. Lanciato recentemente, questo pass offre una combinazione unica di vantaggi per esplorare la vivace scena queer berlinese.

    Caratteristiche principali

    Vantaggi per i visitatori

    Il QueerCityPass permette ai turisti LBTQIA+ di immergersi completamente nella scena queer di Berlino, offrendo accesso agevolato a:

    • Storici bar gay come il Connection Club
    • Musei come lo Schwules Museum
    • Saune e locali per adulti come il Böse Buben
    • Negozi specializzati come la libreria Prinz Eisenherz

    Inoltre, il pass include sconti per tour guidati della città, tour su battelli sulla Sprea e visite a luoghi iconici come il Madame Tussaud. Il QueerCityPass si propone come uno strumento essenziale per i visitatori queer che desiderano esplorare Berlino, combinando praticità nei trasporti e vantaggi economici con un focus specifico sulla ricca offerta queer della città.

    È possibile acquistare il Queer City Pass sul sito ufficiale dove è possibile anche visualizare tutti i posti dove il pass dà diritto a degli sconti.

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    Gli expat a Berlino: un’analisi della comunità internazionale presente nella capitale

    Berlino è diventata negli ultimi anni un vero e proprio magnete per gli expat. La capitale tedesca attira persone da tutto il mondo e registra una costante crescita della popolazione straniera.

    Evoluzione della comunità expat

    Al 30 giugno 2024, a Berlino vivevano in totale 964.957 stranieri, con un aumento di 18.588 persone rispetto all’anno precedente. Questo dimostra la continua attrattività di Berlino per gli immigrati internazionali. La percentuale della popolazione con background migratorio è di circa il 25%.

    Paesi di origine

    La comunità expat a Berlino è estremamente diversificata:

    Tra le nazionalità più rappresentate ci sono:

    • Turchia: Nonostante un trend in calo, la comunità turca rimane significativa

      Focus sulla comunità italiana

      La comunità italiana a Berlino ha vissuto una notevole crescita negli ultimi anni:

      Le zone residenziali popolari tra gli italiani sono:

      • Berlin-Mitte (oltre 5.000 italiani)
      • Prenzlauer Berg
      • Friedrichshain-Kreuzberg
      • “Kreuzkölln”
      • Schöneberg (in particolare a sud di Wittenbergplatz)

      I nuovi arrivati dall’Italia spesso preferiscono i quartieri alla moda come Boxhagener Platz, Traveplatz, Samariterviertel e Neukölln.

      Come trovare lavoro a Berlino

      Berlino, capitale della Germania, è una città cosmopolita che attira talenti da tutto il mondo. Se stai cercando lavoro in questa vibrante metropoli, ecco alcune strategie efficaci e le migliori piattaforme per la tua ricerca.

      Strategie per la ricerca di lavoro

      • Definisci i tuoi obiettivi: Prima di iniziare, chiarisciti le idee su ciò che cerchi. Considera le tue qualifiche, competenze linguistiche e necessità finanziarie.
      • Sfrutta le risorse online: La maggior parte delle opportunità di lavoro a Berlino si trova online.

      Le migliori piattaforme per trovare lavoro a Berlino e in Germania

      Siti internazionali:

      Siti specializzati per lavori in inglese:

      • Berlin Startup Jobs
      • englishjobs.de
      • JobsInBerlin.eu
      • GermanTechJobs

      Piattaforme locali:

      • Talent Berlin
      • Jobaktiv Berlin (sito dell’Agenzia federale per il lavoro)4

      Siti per settori specifici:

      • T5 JobMesse Berlin (per scienziati naturali, ingegneri e informatici)

      Risorse istituzionali:

      Consigli aggiuntivi

      • Networking: Partecipa a eventi e fiere del lavoro come la Connecticum Career and Recruitment Fair.
      • Approccio diretto: A Berlino, molti negozi e ristoranti espongono cartelli per la ricerca di personale.
      • Supporto istituzionale: Registrati come “in cerca di lavoro” presso l’Agenzia federale per il Lavoro per ricevere assistenza nella tua ricerca.

      Ricorda che come cittadino italiano non hai bisogno di un permesso di soggiorno per lavorare in Germania, il che semplifica notevolmente tutto il processo. Con una strategia ben pianificata e utilizzando le giuste risorse, trovare lavoro a Berlino può essere un’esperienza gratificante. La città offre numerose opportunità in diversi settori, dalla tecnologia alla gastronomia, dal marketing alla finanza. Buona fortuna nella tua ricerca!

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