Come avviare un’attività in Germania. Una guida pratica

Preparazione e Pianificazione

Sviluppo dell’idea e analisi di mercato

Prima di avviare un’attività, è essenziale definire chiaramente il concetto aziendale. Analizza il mercato, identifica il target e valuta la concorrenza. Strumenti come il business plan aiutano a strutturare l’idea, includendo previsioni finanziarie, strategie di marketing e obiettivi operativi.

Utilizzo dei servizi di consulenza

Servizi gratuiti disponibili:

  • IHK Berlino: Supporto per forme giuridiche, tasse e programmi di finanziamento.
  • Camera dell’Artigianato di Berlino: Assistenza specifica per attività artigianali, inclusi finanziamenti.
  • Uffici distrettuali di Berlino: Supporto per spazi commerciali e burocrazia.
  • Avvocati e commercialisti: Consulenza per forme complesse come GmbH o AG.

Confronto tra forme giuridiche

Forma giuridicaResponsabilitàCapitale minimoObbligo di registrazione
Imprenditore individualeIllimitata0 €No (tranne se richiesto dal registro commerciale)
GmbHLimitata25.000 € (o 1 € per UG)Sì (registro commerciale)
AGLimitata50.000 €
GbRIllimitata0 €No
Piccola impresaIllimitata0 €No

Liberi professionisti (es. medici, architetti) non necessitano di registrazione e seguono regole speciali.

Registrazione dell’attività: passo per passo

  1. Registrazione online o di persona
    • Costi: 15–26 € (online più economico).
    • Documenti: Carta d’identità/passaporto, eventuali autorizzazioni (es. ristorazione).
    • Luogo: Ufficio competente del distretto di residenza.
  2. Comunicazioni automatiche
    Dopo la registrazione, l’ufficio comunica a:
    • Ufficio delle imposte (assegnazione della partita IVA).
    • Camera di Commercio (iscrizione obbligatoria).
    • Istituto assicurativo (assicurazione contro gli infortuni).

Fondare una società di capitali (GmbH/UG/AG)

Checklist per la GmbH

  • Contratto sociale: Definizione del nome, capitale e gestione.
  • Atto notarile: Redazione del contratto (costo: 500–1.500 €).
  • Iscrizione al registro commerciale: Eseguita dal notaio (costo: 150–300 €).
  • Apertura conto bancario: Deposito del capitale sociale
  • Registrazione dell’attività: Necessaria anche per società di capitali.

Nota: La Unternehmergesellschaft (UG) permette di partire con 1 € di capitale, ma richiede riserve obbligatorie.

Obblighi fiscali

  1. Partita IVA
    • Assegnata automaticamente dopo la registrazione.
    • Numero provvisorio richiedibile all’ufficio delle imposte.
  2. Imposta sulle attività commerciali e imposta sulle società
    • Imposta sulle attività: Si applica alle imprese commerciali (moltiplicatore a Berlino: 410 %).
    • Imposta sulle società: 15 % per le società di capitali.
  3. Obblighi contabili
    • Piccole imprese: Contabilità semplificata (EÜR).
    • GmbH/AG: Contabilità a partita doppia e bilancio.

Finanziamento e programmi di sostegno

  • Prestiti KfW: Tassi agevolati fino a 500.000 €.
  • Programmi IBB: Incentivi specifici per startup berlinesi.
  • Borse EXIST: Fino a 145.000 € per progetti innovativi.

Assicurazioni e contributi sociali

  • Responsabilità civile professionale: Obbligatoria per liberi professionisti e artigiani.
  • Assicurazione sanitaria: Obbligatoria per autonomi (privata o pubblica).
  • Previdenza sociale: Obbligatoria oltre determinate soglie di reddito.

Locali commerciali e infrastruttura

  • Centri per startup: Affitti vantaggiosi a Berlino-Mitte o Kreuzberg.
  • Spazi coworking: Soluzioni flessibili (es. Factory Berlin).
  • Registrazione online: Permette attività da casa senza locali fisici.

Casi particolari

Imprenditori stranieri

  • Permesso di soggiorno: Richiede business plan e garanzie finanziarie.
  • Autorizzazione commerciale: Obbligatoria per extra-UE.

Attività artigianali

  • Patentino: Obbligatorio per 41 mestieri regolamentati (es. elettricista, idraulico).
  • Iscrizione al registro artigiani: Necessaria per la registrazione.

Dopo l’avvio

  • Iscrizione alla Camera di Commercio: Quota annuale (50–350 €/anno) in base al fatturato.
  • Bilancio annuale: Presentazione tempestiva all’ufficio delle imposte.
  • Obblighi datoriali: Registrazione dipendenti presso assicurazioni e previdenza.

Errori comuni da evitare

  1. Pianificazione finanziaria insufficiente: Problemi di liquidità con previsioni realistiche.
  2. Scelta errata della forma giuridica: Rischi di responsabilità da chiarire con esperti.
  3. Ritardi nelle registrazioni: Sanzioni per ritardi nella registrazione o dichiarazioni fiscali.

Con questa guida sei pronto per avviare la tua attività a Berlino. Approfitta dei servizi di consulenza e lanciati, che tu scelga una piccola impresa, libera professione o una società di capitali.

“A Berlino con David Bowie” di Francesco Bommartini in libreria dal 18 aprile

A Berlino con David Bowie di Francesco Bommartini, edito da Giulio Perrone Editore, è un viaggio personale e culturale nella capitale tedesca sulle tracce di uno dei suoi ospiti più illustri: David Bowie. Il libro si inserisce nella collana “Passaggi di dogana” e si propone come una guida narrativa, un diario di viaggio e un saggio musicale, intrecciando la storia della città con quella dell’artista inglese, in particolare durante il suo periodo berlinese tra il 1976 e il 1978.

Struttura e contenuti

Il volume si articola in una serie di capitoli che alternano la narrazione autobiografica dell’autore, le sue esperienze dirette a Berlino, e l’analisi del rapporto tra Bowie e la città. L’indice riflette questa impostazione, con sezioni dedicate sia ai luoghi simbolo di Berlino sia agli snodi fondamentali della carriera di Bowie, come la “Trilogia Berlinese” e l’influenza della scena punk e artistica locale.

Alla scoperta di Berlino

Il libro si apre con un racconto personale: la prima visita dell’autore a Berlino nel 2009, seguita da un progressivo innamoramento per la città durante i viaggi successivi. Bommartini descrive con vivacità le sue impressioni, il freddo tagliente, la maestosità della Porta di Brandeburgo e la visita all’East Side Gallery, sottolineando come la città sia ancora segnata da divisioni, nonostante la caduta del Muro.

L’autore si sofferma sulle trasformazioni urbane e sociali di Berlino, dalla gentrificazione che ha cambiato quartieri come Friedrichshain e Mitte, alla chiusura di luoghi storici come il Tacheles e il Café Sibylle. Emergono nostalgia e malinconia per una città in costante mutamento, ma anche la consapevolezza che il “sogno berlinese” di creatività e cambiamento non è ancora finito.

Berlino e Bowie: un incontro salvifico

Il cuore del libro è il racconto del periodo berlinese di David Bowie. Bommartini ricostruisce con precisione il contesto storico: Berlino Ovest negli anni Settanta, città divisa e simbolo della Guerra Fredda, ma anche rifugio per artisti e outsider. Bowie arriva a Berlino in un momento di profonda crisi personale e creativa, segnato dall’abuso di droghe e da una vita dissoluta a Los Angeles.

L’autore non si limita a una cronaca biografica, ma indaga le ragioni profonde che spinsero Bowie a scegliere Berlino: il desiderio di anonimato, la ricerca di nuovi stimoli artistici, la volontà di rinascita. La città, con il suo “vuoto” e le sue “vibrazioni underground”, diventa per Bowie un luogo di guarigione e di straordinaria creatività.

La Trilogia Berlinese e l’influenza della città

Uno dei capitoli più interessanti è dedicato ai tre album che compongono la cosiddetta “Trilogia Berlinese”: Low, “Heroes” e Lodger. Bommartini analizza come l’ambiente berlinese, la collaborazione con Brian Eno e la scena musicale locale abbiano influenzato il suono e i temi di questi dischi, considerati tra i più innovativi della carriera di Bowie.

L’autore sottolinea il ruolo di luoghi come l’appartamento di Hauptstraße 155, il quartiere di Schöneberg, e club come l’SO36, epicentro della scena punk. La narrazione si arricchisce di aneddoti, citazioni e riferimenti culturali, offrendo al lettore una mappa emotiva e musicale della Berlino di quegli anni.

Arte, letteratura e suggestioni

Bommartini amplia lo sguardo oltre la musica, esplorando il rapporto di Bowie con l’arte contemporanea, la letteratura e la cultura tedesca. Vengono citati artisti come Basquiat e Duchamp, e si riflette sull’influenza dell’espressionismo e della storia berlinese sull’immaginario bowiano. Il libro si sofferma anche su figure come Iggy Pop, compagno di avventure di Bowie a Berlino, e su altri riferimenti culturali, dalla letteratura di Aleister Crowley ai film di Nick Roeg.

Berlino oggi: eredità e trasformazioni

Nelle ultime sezioni, l’autore si interroga sull’eredità di Bowie nella Berlino contemporanea. La città è cambiata, ma resta un polo di attrazione per musicisti, artisti e creativi. Bommartini racconta la scena musicale attuale, i club, i musei e i luoghi che ancora oggi portano tracce del passaggio di Bowie, offrendo consigli e suggestioni per chi voglia esplorare la città sulle orme del Duca Bianco.

Stile e approccio narrativo

Il tono del libro è personale ma mai autoreferenziale. Bommartini alterna la narrazione in prima persona a momenti di analisi storica e musicale, mantenendo un equilibrio tra il racconto soggettivo e l’approfondimento critico. Lo stile è scorrevole, ricco di dettagli e di riferimenti, ma sempre accessibile anche a chi non sia un esperto di Bowie o della storia berlinese.

L’autore dimostra una conoscenza approfondita sia della città sia della figura di Bowie, ma evita il tono accademico o celebrativo. Al contrario, il libro si distingue per la capacità di restituire la complessità di Berlino e del suo rapporto con l’artista, senza cadere nella retorica o nel mito fine a sé stesso.

Impatto e valore

A Berlino con David Bowie si distingue nel panorama editoriale italiano per la sua capacità di raccontare una città e un artista attraverso la lente della propria esperienza, senza mai perdere di vista la dimensione collettiva e storica. Il libro è un omaggio a Berlino come luogo di trasformazione e rinascita, e a Bowie come simbolo di creatività e sperimentazione.

La narrazione di Bommartini restituisce al lettore non solo la storia di un periodo fondamentale per la musica e la cultura pop, ma anche il fascino di una città che continua a reinventarsi.

Francesco Bommartini, con A Berlino con David Bowie, offre un viaggio appassionato e documentato nella capitale tedesca, sulle tracce di uno dei suoi ospiti più celebri. Il libro è al tempo stesso una guida, un diario e un saggio, capace di coinvolgere il lettore e di restituire la complessità di un incontro – quello tra Bowie e Berlino – che ha segnato la storia della musica e della cultura contemporanea.

Consigliato a chi ama la musica, la storia urbana, e a chi vuole scoprire Berlino attraverso lo sguardo di chi l’ha vissuta intensamente, sulle orme di un artista che ha saputo trasformare la crisi in arte e la città in leggenda.

Il Museo nella Kulturbrauerei: un viaggio nel tempo nella Repubblica Democratica Tedesca (DDR)

Il Museo nella Kulturbrauerei nel quartiere Prenzlauer Berg di Berlino è un importante luogo della memoria dedicato alla storia della vita quotidiana nella DDR (Repubblica Democratica Tedesca). Si trova negli edifici storici dell’ex birrificio Schultheiss, che dopo la riunificazione sono stati trasformati in un vivace centro culturale.

Il Museo nella Kulturbrauerei è un must per tutti coloro che sono interessati alla storia della DDR. Con la sua mostra permanente “Vita quotidiana nella DDR” e le mostre temporanee, il museo offre una visione diversificata della vita nella DDR. L’esposizione permanente “Vita quotidiana nella DDR” è stata inaugurata nel novembre 2013 e si estende su una superficie di 600 metri quadrati ed è accessibile gratuitamente ai visitatori. Essa mostra, attraverso numerosi reperti, com’era la vita quotidiana nella DDR. Si possono vedere, tra l’altro, mobili, vestiti, oggetti per la casa e giocattoli provenienti dalla DDR. L’esposizione mostra anche come le persone vivevano, lavoravano e festeggiavano nella DDR.

Concetto e temi dell’esposizione

L’esposizione mette in luce la tensione tra le pretese ideologiche del regime della SED e la realtà della vita quotidiana delle persone nella DDR. Si articola in diverse aree tematiche:

  • Influenza del regime SED: l’esposizione mostra come la vita quotidiana fosse determinata dalle condizioni politiche e sociali della dittatura. La SED propagandava l’Unione Sovietica come modello e puntava su controllo e sorveglianza. L’adattamento era la norma per molti, mentre la resistenza veniva perseguitata.
  • Vita collettiva: organizzazioni di massa e collettivi di lavoro caratterizzavano sia la vita professionale che quella del tempo libero. Creavano comunità, ma servivano anche al controllo sociale.
  • Economia di scarsità e improvvisazione: l’esposizione affronta la discrepanza tra le promesse del socialismo e la realtà di carenze di approvvigionamento, mancanza di alloggi e problemi ambientali. Mostra come le persone reagissero con creatività e iniziativa personale alle difficoltà.
  • Ritiro nella sfera privata: oggetti come una Trabant con tenda da tetto o una tipica dacia illustrano come molti cittadini della DDR si rifugiassero nella sfera privata per creare spazi di libertà e sfuggire al controllo.

Oggetti esposti e modalità di presentazione

L’esposizione presenta circa 800 oggetti originali, oltre 200 documenti, numerose registrazioni audio e video, nonché testimonianze biografiche. I visitatori possono sedersi in scenari di vita quotidiana ricostruiti – come una trattoria, un soggiorno o un banco da lavoro – e vivere così la quotidianità della DDR da diverse prospettive.

Heavy Metal nella DDR

L’attuale mostra temporanea “Heavy Metal nella DDR” è dedicata a un capitolo speciale della storia della DDR. Mostra come una vivace scena heavy metal sia riuscita a svilupparsi nonostante la repressione statale. La mostra presenta foto, manifesti, strumenti e testimonianze oculari che offrono uno sguardo sul mondo dei fan e delle band metal nella DDR.

Uno sguardo alla mostra

La mostra inizia con un’introduzione alla situazione della scena heavy metal nella DDR. Viene mostrato come il governo della DDR ha cercato di controllare e sopprimere la musica occidentale. Nonostante ciò, molte band sono riuscite a costruirsi una fedele fanbase. L’esposizione mostra anche come i fan vivevano la loro passione per l’heavy metal. Si scambiavano cassette, organizzavano concerti e indossavano i tipici abiti heavy metal. L’esposizione mostra anche come le band abbiano affrontato le repressioni del governo della DDR. Alcune band sono state bandite, altre hanno dovuto adattare i loro testi. Nonostante ciò, molte band sono riuscite a suonare la loro musica e a diffondere il loro messaggio.

Conclusione

Il Museo nella Kulturbrauerei è un luogo in cui la storia prende forma in tutti i suoi aspetti. Con la sua mostra permanente “Vita quotidiana nella DDR” e la mostra temporanea “Heavy Metal nella DDR”, il museo offre una visione diversificata della vita nella DDR.

Indirizzo: Knaackstraße 97, 10435 Berlino
Orari di apertura: da martedì a venerdì: 9–18
Sabato e domenica: 10–18
Ingresso: Gratuito

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa: un luogo di commemorazione e riflessione

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, noto anche come Memoriale dell’Olocausto, è una delle principali opere commemorative di Berlino, dedicata ai circa sei milioni di vittime ebree dell’Olocausto. Questo luogo simbolico rappresenta la responsabilità della Germania nel ricordare i crimini del passato e nel combattere l’antisemitismo. In questo articolo esploreremo la storia, l’architettura e il significato di questo monumento unico.

La storia della sua creazione: dall’idea alla realizzazione

L’idea di costruire un memoriale centrale per gli ebrei assassinati d’Europa nacque negli anni ’80. La giornalista Lea Rosh fu una delle prime a promuovere questa iniziativa. Dopo la caduta del Muro di Berlino, venne fondato il “Förderkreis zur Errichtung eines Denkmals für die ermordeten Juden Europas” (Comitato per la costruzione di un memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa), che spinse avanti il progetto. Il sito scelto per il memoriale si trova nei pressi dei giardini ministeriali, vicino alla Porta di Brandeburgo, un luogo carico di significato storico per la sua vicinanza alla Cancelleria del Reich e al “confine della morte” del Muro di Berlino.

Dopo anni di dibattiti e due concorsi, il Bundestag tedesco approvò il 25 giugno 1999 il progetto dell’architetto newyorkese Peter Eisenman. Il suo concept, basato su un campo di stele, fu arricchito da un “Luogo dell’informazione”, pensato per dare volti e nomi alle vittime.

Architettura e design: un’opera aperta

Il memoriale si estende su una superficie di 19.000 metri quadrati ed è composto da 2.711 stele in cemento grigio scuro disposte in una griglia ortogonale. Le stele variano in altezza e formano un campo ondulato, progettato per disorientare i visitatori attraverso pavimenti irregolari e pendenze. Eisenman ha voluto creare un “luogo senza luogo”, che trasmettesse un senso di smarrimento e invitasse a una riflessione personale.

Le stele sono realizzate in cemento con pigmenti neri che conferiscono loro una superficie liscia e quasi lucida. I blocchi monolitici simboleggiano, con le loro linee nette e il design minimalista, l’astrazione del ricordo.

Il “Luogo dell’informazione”

Sotto il campo delle stele si trova il “Luogo dell’informazione”, uno spazio espositivo sotterraneo che documenta la storia dell’Olocausto. Attraverso lettere, fotografie e documenti storici, offre uno sguardo personale sulla vita e sulle sofferenze delle vittime. Questo spazio integra il monumento astratto con informazioni concrete, creando un ponte tra memoria individuale e storia collettiva.

Posizione: significato storico

Il memoriale si trova nel cuore di Berlino, a sud della Porta di Brandeburgo, tra Potsdamer Platz e Pariser Platz. La posizione è storicamente significativa: prima della Seconda Guerra Mondiale qui si trovavano i giardini ministeriali; successivamente l’area divenne parte della striscia di confine del Muro di Berlino. Durante i lavori di costruzione furono scoperti resti di un bunker appartenuto a Joseph Goebbels – un ulteriore richiamo al passato oscuro del luogo.

Significato e ricezione

Dalla sua inaugurazione il 10 maggio 2005, il Memoriale dell’Olocausto è diventato uno dei luoghi più visitati di Berlino ed è un elemento centrale nel discorso sulla memoria in Germania. È un simbolo visibile contro l’oblio che invita i visitatori a confrontarsi attivamente con la storia.

Il monumento ha suscitato anche critiche: alcuni hanno contestato l’astrattezza del campo delle stele o si sono chiesti se un singolo memoriale potesse rappresentare adeguatamente l’enormità dell’Olocausto. Tuttavia, rimane uno spazio fondamentale per la commemorazione, riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale.

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa non è solo un’opera d’arte – è un luogo di memoria, apprendimento e riflessione su uno dei capitoli più bui della storia umana. Con la sua architettura impressionante e la sua profonda simbologia, invita i visitatori a fermarsi e confrontarsi con gli orrori dell’Olocausto. Ci ricorda che la responsabilità non finisce mai, ma continua come monito per le generazioni future.

Affitti a Berlino: un DJ cerca casa non aspettandosi affatto una proposta simile

La ricerca di un appartamento a Berlino è notoriamente un’impresa difficile, caratterizzata da prezzi elevati, offerte limitate e una concorrenza spietata. A volte, però, questa ricerca prende pieghe inaspettate, come dimostrano le esperienze di un DJ che, nel tentativo di trovare una nuova sistemazione, si è imbattuto in proposte decisamente insolite.

Un’offerta particolare: donazione di sperma in cambio di un compenso

Il DJ, mentre cercava un appartamento, ha ricevuto un messaggio sorprendente da una coppia lesbica di Berlino. La coppia gli ha chiesto se fosse disposto a diventare donatore di sperma in cambio di un compenso economico, per aiutarle a realizzare il loro sogno di avere un figlio. “Ci sei sembrato subito molto simpatico e saremmo felici se ci rispondessi”, si leggeva nella loro richiesta. Questa proposta straordinaria dimostra la creatività e i percorsi non convenzionali che alcune persone intraprendono – sia nella ricerca di una casa sia per altri obiettivi personali.

Una convivenza con condizioni insolite – La storia di un follower

Nei commenti a un video del DJ, un follower ha condiviso una sua esperienza personale altrettanto bizzarra. Dopo aver cercato una stanza in affitto su Facebook, è stato contattato da un uomo che gli ha proposto di vivere insieme in una casa condivisa. La condizione? Il follower avrebbe dovuto accettare una relazione con i due coinquilini, poiché entrambi desideravano essere suoi “schiavi”. Questa richiesta surreale sottolinea quanto possa essere assurda, a volte, la ricerca di una casa a Berlino.

La dura battaglia per trovare un alloggio

Queste storie curiose rappresentano solo una piccola parte di un problema più grande: la ricerca di una casa a Berlino è per molti una maratona piena di delusioni. Con prezzi esorbitanti e code lunghissime – come quelle viste davanti a un appartamento con tre stanze a Charlottenburg – il mercato immobiliare rimane inaccessibile per molti. Alcune persone cercano soluzioni alternative, come contattare direttamente le agenzie immobiliari o i proprietari.

La ricerca di una casa a Berlino non è solo una sfida logistica ed economica, ma anche uno spazio dove possono avvenire incontri insoliti e proposte creative. Le storie del DJ e dei suoi follower dimostrano che dietro le difficoltà reali si nascondono spesso momenti sorprendenti e fuori dal comune.

Questo infoblog berlinese si propone di essere un punto di riferimento per italiani e italofoni a Berlino e in Germania. Qui troverete aggiornamenti su lavoro, casa, burocrazia, fisco, curiosità linguistiche, cultura, eventi e tempo libero. Grazie alla nostra rete di professionisti (traduttori giurati, interpreti, agenzie di relocation, imprese di servizi, associazioni culturali e sanitarie) possiamo anche aiutarti a trovare i contatti giusti.