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Strap yourselves in, music lovers, because Glied’s debut EP, “Gone Viral,” is a sonic blast of pure brilliance

Glied, a rising star in the electronic music scene, is the new side-project of the renowned Berlin-based DJane Exildiscount, recognized for her sharp taste in underground electronic music.

From the opening hypnotic warmth of “Svp3rm4nspr34d3r”  to the closer’s fade-out of the second track “Careful with That .Exe Eugene“, Glied takes you on a wild ride that blends genres and defies expectations.

Svp3rm4nspr34d3r” is a masterclass in building tension and release. The track starts with a strangely comforting drone that quickly gets laced with aggressive, distorted elements. It’s a sonic paradox that somehow works, creating a captivating soundscape that keeps you hooked. From the opening distorted hum to the final breakdown, the song is a masterclass in warped electronic soundscapes and infectious rhythms. This song is a testament to Glied’s ability to blend artistic exploration with undeniable musicality. “Svp3rm4nspr34d3r” is a must-listen for anyone who appreciates innovative electronic music that pushes boundaries without sacrificing accessibility.

The second track “Careful with That .Exe Eugene” is a glitching gem that burrows into your brain and won’t let go.

Where ’Svp3rm4nspr34d3r’ is a goofy mishmash of superman, super spreader, and manspreader, ‘Careful with that .exe Eugene’ was just my computer age take on a Pink Floyd b-side’s name.

Exildiscount
Exildiscount

“Gone Viral” is more than just an EP; it’s a statement. It’s a testament to Glied’s unique sound and their commitment to artistic exploration. This is music that pushes boundaries and demands attention.

Do yourself a favor and support this incredible new project! Head over to @bandcamp, @beatport, @spotify and all the stores and services via @unboxing_shadows and grab your copy of “Gone Viral” today. You won’t regret experiencing Glied’s infectious music firsthand.

Remember, by supporting independent artists like Glied, you’re helping to shape the future of music. Don’t miss out on this opportunity to be a part of something special!

L’amore proibito – Vittime queer della dittatura nazista

Da oggi, 16 gennaio, la mediateca della ZDF presenterà un documentario sulla vita della comunità LGBTI durante l’epoca nazionalsocialista. Il documentario si intitola Verbotene Liebe – Queere Opfer der NS-Diktatur (tradotto: L’amore proibito – Vittime queer della dittatura nazista) sarà trasmesso anche su ZDFinfo il 27 gennaio, in occasione della Giornata internazionale della memoria delle vittime dell’Olocausto.

Il documentario di 45 minuti di Sebastian Scherrer mostra come i nazisti inasprirono le pene e terrorizzarono le persone omosessuali. Esso non solo fa luce sui destini dei tre protagonisti queer Elli Smula, Liddy Bacroff e Rudolf Brazda, ma include anche le voci di storici e volti noti.

A proposito degli eventi del documentario, il protagonista del leggendario film Die Mitte der Welt, Jannik Schümann, dice: “Sono tutti destini che devono essere ascoltati”. “Dopo tutto, le storie delle vittime omosessuali della persecuzione non sono ancora state rese pubbliche”.

Jannik Schümann è affiancato dalle attiviste Julia Monro e Kerstin Thost. Tuttavia, non si limitano a commentare gli eventi, ma vanno alla ricerca di indizi negli archivi e parlano con diversi storici.

Il documentario non costringe i protagonisti al ruolo di vittime. Tutti e tre assumono la “paternità” di uno dei protagonisti per far luce sul loro destino. Tra questi Elli Smula, perseguitata in quanto lesbica, Liddy Bacroff, perseguitata dalle autorità in quanto “travestita”, e Rudolf Brazda, imprigionato nel campo di concentramento di Buchenwald a causa della sua omosessualità.

All’epoca, furono oltre 50.000 le persone omosessuali perseguitate, molte delle quali furono soppresse, imprigionate o uccise. Ma per quanto crudele sia stato il periodo nazista per le persone LGBTI, il documentario dimostra che alcuni sono riusciti a vivere la propria identità e ad affermarsi durante l’epoca nazista nonostante le circostanze più avverse.

E sebbene i protagonisti siano stati di fatto “vittime” del regime nazista, il documentario non li presenta nel ruolo di vittima”, ma come persone sicure di sé che hanno rifiutato di essere cambiate dal regime nazista.

Oltre alle vicende di Smula, Bacroff e Brazda, vengono messi in evidenza anche altri destini dell’epoca nazista, come quello del leader delle SA Ernst Röhm. L’ufficiale omosessuale fu assassinato nel 1934 per ordine di Adolf Hitler.

Anche Magnus Hirschfeld, ricercatore sessuale che si batté per la depenalizzazione dell’omosessualità, viene commemorato. Per i suoi sforzi fu punito dal regime nazista, con l’assalto al suo istituto.

Il documentario di ZDFinfo riesce a trovare il giusto equilibrio tra il racconto di storie personali e l’informazione fattuale sull’epoca nazista. Oltre ai protagonisti, vengono mostrati anche documenti storici da cui emergono prove scioccanti.

All’epoca, gli atti sessuali tra uomini erano etichettati come “fornicazione” e l’omosessualità come “epidemia pubblica”. Gli uomini omosessuali nel campo di concentramento erano pubblicamente stigmatizzati dal cosiddetto “triangolo rosa”. L’esperta ceca dell’Olocausto Anna Hájková sintetizza bene questo aspetto: “Le persone omosessuali incarnavano tutto ciò che i nazisti odiavano”.

Infine, si fa riferimento alla situazione delle persone queer di oggi, in quanto l’odio è di nuovo in aumento. Il documentario si conclude quindi con una frase ad effetto: l’amore non deve mai più diventare un crimine.