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Biennale di Venezia 2025: L’anteprima a Berlino tra arte, musica e innovazione culturale

La Biennale di Venezia 2025 si prepara a presentare le sue attività a Berlino il prossimo giovedì 13 febbraio alle ore 12:00. L’evento si terrà presso l’Ambasciata d’Italia in Hiroshimastr. 1, 10785 Berlino.

Il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, illustrerà le mostre, i festival e i progetti speciali previsti a Venezia per il 2025. Sarà accompagnato da Caterina Barbieri, direttrice artistica della 19ª edizione del Festival Internazionale di Musica Contemporanea, che offrirà un’anteprima della Biennale Musica 2025, in programma dall’11 al 25 ottobre.

Questa presentazione fa parte di un tour promozionale che include anche una tappa a Londra il 17 febbraio. L’iniziativa mira a diffondere internazionalmente le attività culturali della Biennale di Venezia, confermando il suo ruolo di prestigiosa piattaforma artistica globale.

La scelta di Berlino come sede di presentazione non è casuale, considerando l’importanza della città nel panorama artistico contemporaneo. La capitale tedesca, infatti, ospiterà la sua 13ª Biennale d’Arte Contemporanea dal 14 giugno al 14 settembre 2025, curata da Zasha Colah.

Questo evento rappresenta un’opportunità unica per il pubblico berlinese per conoscere in anteprima i contenuti della Biennale di Venezia 2025, creando un ponte culturale tra due delle più importanti manifestazioni artistiche europee.

Transmediale 2025: algoritmi, prossimità e intimità

Il rinomato festival di arte e cultura digitale di Berlino Transmediale, si prepara per la sua 38ª edizione dal 31 gennaio al 2 febbraio 2025. Sotto il motto “(near) near but – far“, l’evento di quest’anno esplorerà come gli algoritmi creino nuove forme di prossimità e intimità tra le persone, analizzando al contempo le qualità di vicinanza che si perdono attraverso le interazioni guidate dalle macchine.

Il festival si svolgerà principalmente presso la Haus der Kulturen der Welt (HKW) e il Silent Green Kulturquartier. Il programma includerà una vasta gamma di attività, tra cui conferenze, conversazioni, proiezioni, performance e interventi. Come prologo al weekend del festival, si terranno due giorni di workshop e sessioni di lavoro presso il silent green Kulturquartier, accessibili solo su registrazione.

La Transmediale 2025 riunirà artisti internazionali, pensatori e professionisti per sviluppare nuove prospettive sull’era tecnologica, utilizzando diversi generi e approcci curatoriali. L’evento si conferma come una piattaforma critica per la riflessione sulla trasformazione culturale da una prospettiva post-digitale, continuando una tradizione che dura da oltre 30 anni.

L’apertura ufficiale del festival è prevista per la sera del 30 gennaio 2025 presso il silent green, mentre la tradizionale Marshall McLuhan Lecture si terrà presso l’Ambasciata del Canada a Berlino prima dell’inaugurazione. La Lecture di quest’anno, intitolata A Queer History of Blackouts, di McKinney, ripercorre la storia dei blackout online fino all’attivismo per l’HIV/AIDS a metà degli anni ’90, mostrando come e perché i blackout si basino su sentimenti di frustrazione verso sistemi e infrastrutture dannosi e malfunzionanti.

Il Fischerkietz di Köpenick: l’antico borgo dei pescatori di Berlino

Il Fischerkietz di Berlino-Köpenick è un gioiello storico che proietta i visitatori in un’altra epoca. Questo piccolo e affascinante quartiere, originariamente un insediamento di pescatori slavi, fu menzionato per la prima volta in un documento nel 1355 e mantenne la sua autonomia amministrativa fino alla fine del XIX secolo.

Storia e sviluppo

Il Kietz nacque probabilmente nel XIII secolo come insediamento di servizio per il castello del margravio sull’isola del castello. Gli abitanti, principalmente pescatori, avevano il compito di rifornire il castello di pesce. Nel corso dei secoli, il borgo crebbe lentamente, passando da 24 case nel 1375 a 37 abitazioni nel 1840.

Architettura e paesaggio urbano

Oggi il Fischerkietz si presenta come un insieme di edifici del XVIII e XIX secolo, protetto come monumento storico. La via “Kietz” forma il cuore del quartiere, fiancheggiata da case colorate accuratamente restaurate. Particolarmente degni di nota sono:

  • la casa al numero 27 di Kietz, con gran parte della struttura originale del 1727
  • la casa al numero 21 di Kietz, risalente all’ultimo quarto del XVIII secolo
  • alcuni edifici a più piani del periodo della fondazione nrlla Gartenstraße

Atmosfera e attrazioni

Il Fischerkietz affascina per la sua atmosfera idilliaca e la pittoresca posizione direttamente sul Dahme, uno dei tre fiumi di Berlino. I visitatori possono passeggiare per gli stretti vicoli lastricati, rilassarsi sulle panchine lungo la riva e godersi la vista sull’acqua o fermarsi in accoglienti caffè, come il “Seeterrassen” sulla Müggelheimer Straße.

Vita culturale

Il Kietz non è solo un quartiere storico, ma anche un vivace centro culturale:

  • a giugno si svolge l'”Estate del Kietz”, con concerti, sfilate di strada e artigianato
  • il vicino Museo della storia locale di Köpenick, nella Vecchia Piazza del Mercato, offre uno sguardo sulla storia locale

Il Fischerkietz di Köpenick è un luogo affascinante che unisce in modo unico storia, cultura e natura, invitando i visitatori a immergersi nel passato e allo stesso tempo assaporare il vivacissimo presente di uno dei più antichi quartieri di Berlino.

Berlinale 2025: un viaggio nel cinema contemporaneo tra fratture sociali e solidarietà

La Berlinale 2025, giunta alla sua 75ª edizione, si terrà dal 13 al 23 febbraio sotto la nuova direzione artistica di Trica Tuttle, ex direttrice del London Film Festival. Quest’anno, il festival presenta una selezione eclettica di 19 film in concorso, pronti a competere per l’ambito Orso d’Oro e d’Argento.

Film di spicco in concorso

Tra i titoli più attesi troviamo:

  • “Blue Moon” di Richard Linklater, che torna a Berlino dopo il successo di “Boyhood” nel 2014. Il film vanta un cast stellare che include Ethan Hawke, Margaret Qualley e Andrew Scott.
  • “Dreams” del regista messicano Michel Franco, con Jessica Chastain e Rupert Friend.
  • “Kontinental ’25” del rumeno Radu Jude, vincitore dell’Orso d’Oro nel 2021, che promette di offrire il suo consueto mix di grottesco, umorismo e satira tagliente.
  • “Hot Milk” di Rebecca Lenkiewicz, film d’esordio con Emma Mackey e Vicky Krieps.

Sezioni speciali e sezione Panorama

La sezione Berlinale Special presenta opere di registi rinomati, tra cui:

  • “Mickey 17” di Bong Joon-ho, atteso ritorno del regista premio Oscar.
  • “A Complete Unknown” di James Mangold.

La sezione Panorama, con 34 film da 28 paesi, offre una varietà di generi e tematiche, tra cui:

  • “Welcome Home Baby” di Andreas Prochaska, film di apertura della sezione.
  • “Hysteria” di Mehmet Akif Büyükatalay, un thriller politico tedesco.

Cinema tedesco e temi ricorrenti

Il cinema tedesco è ben rappresentato con sei produzioni, di cui cinque dirette da donne. Tra queste, spicca “Zikaden” di Ina Weisse con Nina Hoss.I temi ricorrenti di questa edizione includono fratture sociali, democrazie instabili e sistemi sanitari precari, con un focus particolare su umanità e solidarietà. a Berlinale 2025 si preannuncia come un evento cinematografico di grande rilevanza, offrendo una piattaforma per voci diverse e storie coinvolgenti da tutto il mondo.

Cinema italiano

Purtroppo, quest’anno segna un’assenza significativa per il cinema italiano: nessun film italiano è stato selezionato per il concorso principale. Nonostante l’assenza nella competizione principale, il cinema italiano mantiene comunque una presenza nel festival.

Due coproduzioni italiane sono state infatti selezionate per la sezione Berlinale Shorts, dedicata ai cortometraggi. Anche la sezione Perspectives includerà due coproduzioni con partecipazione italiana.

Berlinale Talents

Il talento italiano continua a brillare con 14 partecipanti selezionati per il programma Berlinale Talents, un’iniziativa che promuove giovani professionisti del cinema.

Presenza italiana nell’industria

Sebbene non ci siano film italiani in concorso, l’industria cinematografica italiana mantiene una forte presenza alll’European Film Market (EFM), il mercato che si svolge parallelamente al festival. Questa presenza sottolinea l’importanza continua dell’Italia nel panorama cinematografico internazionale, nonostante la mancanza di rappresentanza nella competizione principale del festival. La Berlinale 2025 si prospetta come un momento di riflessione per il cinema italiano, che dovrà lavorare per riconquistare il suo posto nella competizione principale nelle prossime edizioni.

“Gemeinschaft der Eigenen”: una tra le prime associazioni omosessuali al mondo

La Gemeinschaft der Eigenen (Comunità dei propri/degli unici) fu un’importante associazione del primo movimento omosessuale tedesco, fondata all’inizio del XX secolo. Svolse un ruolo significativo nella promozione dei diritti e della visibilità degli uomini omosessuali in un’epoca in cui l’omosessualità era ancora ampiamente tabuizzata e criminalizzata.

Il nome Gemeinschaft der Eigenen ha la sua origine nella filosofia di Max Stirner e nel suo libro “L’unico e la sua proprietà” (Der Einzige und sein Eigentum). Adolf Brand, il fondatore dell’organizzazione, si riferì a quest’opera quando, nel 1896, all’età di 21 anni, diede vita alla sua rivista “L’unico” (Der Eigene). La rivista era dedicata alla “propria gente”, che doveva essere orgogliosa della propria “unicità”. Questa idea di indipendenza e orgoglio della propria identità fu successivamente trasferita all’organizzazione fondata nel 1903. Il nome “Comunità dei propri” riflette quindi l’obiettivo di creare un’identità e una cultura indipendenti per gli uomini omosessuali, che si distinguesse dalle altre correnti e teorie mediche dell’epoca. La denominazione enfatizza l’individualità e l’unicità dei membri, che si consideravano “propri” e sostenevano la loro specifica visione dell’omosessualità maschile.

La prima rivista omosessuale

Fondazione e obiettivi

La GdE fu fondataIl 1° maggio 1903 da Adolf Brand, insieme ad altri dodici uomini. Tra i membri fondatori c’erano noti attivisti come Benedict Friedlaender e Wilhelm Jansen. Anche Otto Kiefer, che operava sotto lo pseudonimo di “Dr. Reiffegg” e all’epoca lavorava come insegnante alla Odenwaldschule, faceva parte del gruppo fondatore. Il nome Comunità degli unici indica l’obiettivo di creare un’identità e una cultura indipendenti per gli uomini omosessuali. L’organizzazione si considerava un’alternativa ad altre associazioni dell’epoca e voleva percorrere una propria strada nel movimento omosessuale.

Pubblicazioni e attività

Una delle principali attività della GdE era la pubblicazione di varie riviste. Queste riviste servivano come piattaforma per discussioni, contributi letterari e opere artistiche che affrontavano temi dell’omosessualità maschile e dell’amicizia. Brand affermò che la fondazione della GdE serviva anche per aggirare problemi di censura, creando un circolo di lettura interno e protetto.

Ideologia e filosofia

La GdE sosteneva una visione specifica dell’omosessualità maschile, che si distingueva da altre correnti dell’epoca. Si ispirava fortemente agli ideali classici greci e propagandava una forma di “amore maschile” che andava oltre gli aspetti puramente sessuali. La GdE enfatizzava il legame spirituale ed emotivo tra uomini e vedeva nell’amore tra persone dello stesso sesso una forma di relazione superiore e nobile. Questa visione contrastava con gli approcci medici e patologizzanti che consideravano l’omosessualità come una malattia o un’anomalia.

Attività e stile di vita

Oltre alle attività editoriali, la GdE organizzava anche attività pratiche per i suoi membri. Queste includevano eventi di campeggio e trekking, talvolta praticati anche in nudità. Tali attività riflettevano il legame con la natura e il culto del corpo che giocavano un ruolo importante nell’ideologia della GdE.

Contesto storico

La fondazione e le attività della Gemeinschaft der Eigenen devono essere viste nel contesto del movimento omosessuale in via di sviluppo in Germania all’inizio del XX secolo. In questo periodo, c’erano diversi approcci e organizzazioni che lottavano per i diritti e il riconoscimento delle persone omosessuali. La GdE era in una certa competizione con altre associazioni, in particolare con il Comitato Scientifico-Umanitario (WhK) di Magnus Hirschfeld. Mentre il WhK perseguiva un approccio scientifico ed emancipatorio, mirando all’abolizione del § 175 (che criminalizzava gli atti omosessuali), la GdE seguiva un approccio più culturale e identitario.

Sfide e critiche

La Comunità si trovò ad affrontare diverse sfide. Da un lato, doveva operare in un ambiente sociale ostile, in cui l’omosessualità era stigmatizzata e criminalizzata. Dall’altro, c’erano anche controversie all’interno del movimento omosessuale sulla giusta strategia e ideologia. L’orientamento elitario e in parte maschilista della GdE fu considerato problematico da alcuni critici. Anche l’enfasi sugli ideali classici greci e la parziale romanticizzazione delle relazioni pedagogiche tra uomini e giovani furono oggetto di critiche.

Conseguenze e inquadramento storico

La Comunità esistette almeno fino al 1932. La sua fine coincise quindi con l’ascesa del nazionalsocialismo, che distrusse l’intero movimento omosessuale in Germania. Nonostante la sua esistenza relativamente breve, la GdE ebbe un’influenza significativa sullo sviluppo del movimento omosessuale e sulla formazione di un’identità omosessuale in Germania. Le sue pubblicazioni e idee contribuirono a sviluppare e diffondere visioni alternative dell’omosessualità maschile.

La GdE fu una parte importante del primo movimento omosessuale in Germania. Offrì agli uomini omosessuali una piattaforma per lo scambio, l’espressione di sé e la comunità in un’epoca in cui tali spazi erano rari. Sebbene alcune delle sue idee e pratiche siano da considerare criticamente dalla prospettiva odierna, la GdE diede un contributo significativo alla visibilità e all’auto-organizzazione delle persone omosessuali all’inizio del XX secolo. La storia della Comunità ci ricorda che la lotta per i diritti e il riconoscimento delle minoranze sessuali ha una lunga e complessa storia. E Mostra anche quanto fossero e siano diversi e talvolta contraddittori gli approcci e le ideologie all’interno del movimento omosessuale.

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