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Successi cinematografici

Per il quarto anno consecutivo, l’azienda cinematografica berlinese Yorck Kinogruppe ha chiesto al suo pubblico di indicare i film più significativi dell’anno. Con un ampio margine rispetto alle posizioni successive, il pubblico ha premiato Estranei (All of Us Strangers) di Andrew Haigh. Il film esplora i temi della solitudine, dell’amore e dell’elaborazione del lutto. Il protagonista Adam, uno sceneggiatore solitario a Londra, inizia una relazione con il vicino Harry mentre rivive incontri immaginari con i genitori morti 30 anni prima. Il film mescola realtà e fantasia, offrendo una riflessione profonda sul rimpianto, l’accettazione di sé e il confronto con i traumi del passato.

Il secondo film più apprezzato dal pubblico berlinese è invece La zona d’interesse (The Zone of Interest), scritto e diretto da Jonathan Glazer, film già vincitore di due premi Oscar che racconta la vita quotidiana della famiglia di Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, nella loro idilliaca casa adiacente al campo di concentramento. Il film esplora il contrasto tra la normalità della vita familiare e l’orrore dell’Olocausto che si consuma a pochi metri di distanza, evidenziando la banalità del male attraverso la rappresentazione della routine domestica degli Höss mentre si sentono in sottofondo i suoni sinistri del campo.

Festival del cinema ucraino 2024. Un’immersione nella cultura e nella resistenza ucraina

Dal 23 al 27 ottobre 2024, Berlino ospiterà il Festival del cinema ucraino, un evento che promette di offrire una panoramica intensa e toccante della cinematografia ucraina contemporanea. Questo festival si terrà presso vari cinema di Berlino, tra cui il Colosseum, il Kino, l’ACUD Kino e lo Sputnik, ed è dedicato al tema “The Art of Being Free” (L’arte di essere liberi).

Programma

Il festival presenterà una selezione di lungometraggi, documentari e cortometraggi che esploreranno temi cruciali come la decolonizzazione, l’invasione russa e le storie personali delle persone colpite dalla guerra. Tra i film in evidenza ci sono “Fragments of Ice” di Maria Stoianova e “The Editorial Office” di Roman Bondarchuk.

Eventi e panel

Oltre alle proiezioni, il festival includerà una serie di panel e conferenze, che si terranno presso lo Zeiss-Großplanetarium. Questi eventi esploreranno come il cinema può fungere da forma di resistenza artistica e affrontare la disinformazione.

Omaggio a Sergei Parajanov

Il festival renderà omaggio al leggendario regista Sergei Parajanov, che avrebbe compiuto 100 anni nel 2024. Parajanov è celebre per i suoi film poetici e il suo contributo alla cultura cinematografica della Georgia, dell’Armenia e dell’Ucraina.

Il concorso dei cortometraggi

Per la prima volta, il festival ospiterà un concorso di cortometraggi incentrato sul tema della perdita e della deportazione durante la guerra. La giuria sarà composta da rinomati esperti del settore, inclusi Mariette Rissenbeck, Roman Bondarchuk e Isabelle Stever.

“The Room Next Door” di Pedro Almodóvar finalmente anche in Germania

Da giovedì 24 ottobre, anche nelle sale cinematografiche tedesche sarà finalmente possibile vedere il film The Room Next Door (La stanza accanto) di Pedro Almodóvar, vincitore del prestigioso Leone d’Oro all’81° Festival del Cinema di Venezia 2024.

Trama
Il film, tratto dal romanzo Attraverso la vita di Sigrid Nunez, segue la storia di Ingrid (interpretata da Julianne Moore) e Martha (interpretata da Tilda Swinton). Dopo anni di distacco, le due amiche si riuniscono e riscoprono il loro legame mentre affrontano i ricordi del passato e le sfide del presente. Martha, che lotta contro un cancro terminale, chiede ad Ingrid di essere accanto a lei quando prenderà una pillola per porre fine alla sua vita.

Il film è sicuramente un appello per il diritto all’eutanasia, ma anche un ammonimento riguardo al cambiamento climatico, senza per questo risultare minimamente arido, come spesso accade invece a film più o meno prettamente tematici.

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Firma l’appello per l’eutanasia legale:

https://www.eutanasialegale.it

Berlinale 2024: due film italiani in lizza per l’Orso d’oro

La 74ª edizione della Berlinale, il festival internazionale del cinema di Berlino in programma dal 15 al 25 febbraio, vedrà la partecipazione di due film italiani in concorso: Another End del regista siciliano Piero Messina e Gloria! di Margherita Vicario. Si tratta di due opere originali e innovative, che esplorano temi come l’amore, la morte, la tecnologia e la musica.

Another End racconta la storia di Sal (Gael García Bernal), un uomo che si affida a una nuova tecnologia per riportare in vita, per breve tempo, la coscienza dell’amore della sua vita, Zoe (Renate Reinsve). Il film uscirà nelle sale italiane il 21 marzo.

Gloria! è l’esordio alla regia della musicista e cantautrice Margherita Vicario, nota anche come membro del gruppo pop Zen Circus. Il film è ambientato in un istituto femminile di Venezia alla fine del XVIII secolo, in cui una giovane donna di nome Teresa (Galatea Bellugi) cerca di sfuggire al controllo di una società che vuole imporre un’unica forma di espressione artistica. Il film uscirà nelle sale italiane il 28 marzo.

I due film italiani si contenderanno l’Orso d’oro con altre 18 pellicole provenienti da vari paesi, tra cui Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Giappone e Iran. La giuria internazionale sarà presieduta dall’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o, che assegnerà i premi il 24 febbraio.

Oltre ai due film in concorso, la Berlinale 2024 presenterà anche altre produzioni italiane nelle sezioni parallele. Tra queste, spiccano le due serie televisive Dostoevskij, ideata e diretta dai fratelli D’Innocenzo, e Supersex, con Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi, che saranno proiettate nella sezione Berlinale Special.

Nella sezione Panorama, invece, sarà presentato il documentario Turn in the Wound di Abel Ferrara, una coproduzione tra Regno Unito, Germania, Italia e Stati Uniti, che racconta la vita a Kiev dall’inizio della guerra in Ucraina.

Nella sezione Generation Plus, dedicata a film per bambini e ragazzi, verrà presentato Quell’estate con Irènedi Carlo Sironi. Il film racconta la storia di due ragazze, Clara e Irène, che si incontrano durante una gita scolastica e diventano inseparabili.

Infine, nella sezione Forum, dedicata a film sperimentali e indipendenti, sarà presentato Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio. Si tratta di un documentario dedicato al padre della regista, Giuseppe Quatriglio, un importante giornalista siciliano.

La Berlinale 2024 si preannuncia quindi come un’edizione ricca di proposte italiane, che testimoniano la vitalità e la creatività del cinema nazionale. Per maggiori informazioni sul programma e sui biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale del festival.

“The Animal Kingdom”. Sempre più disagio nei confronti dei diversi, “le creature”

Un adattamento poetico dei processi di transizione e dell’essere diversi in una società che reagisce con paura o odio alle deviazioni dalla norma.

In un futuro prossimo, una pandemia terrorizza l’umanità. Le persone colpite non sviluppano malattie polmonari, ma mutazioni inspiegabili come branchie, zanne o ali.

Anche la mamma del sedicenne Émile è affetta da questa malattia e deve essere portata di forza in un centro specialistico per essere curata. Ma durante il viaggio, lei e altri pazienti riescono a scappare dal furgone e a rifugiarsi nel bosco.

Emarginazione e odio verso se stessi

I militari impongono il coprifuoco per proteggere la popolazione e l’atmosfera nei villaggi vicini diventa sempre più ostile: compaiono graffiti che incitano all’odio contro le cosiddetti “creature” e il proprietario del bar locale distribuisce magliette ai suoi clienti per esprimere la sua disapprovazione. Un compagno di classe di Émile afferma di aver visto l’odio negli occhi di una “creatura”. Diventa chiaro come la stigmatizzazione si prenda corpo nei corpi delle persone colpite e come queste interiorizzino il disgusto per il proprio corpo.

Come fanno queste creature a liberarsi da questa spirale? Naturalmente: trovando solidarietà nella comunità e imparando insieme a sfruttare le proprie capacità.

La riflessione

“The Animal Kingdom” (titolo originale: Le règne animal) del regista Thomas Cailley, presentato a Cannes 2023 e poi nella sezione Crazies del Torino Film Festival, è una storia avvincente di transizione e diversità in una società che spesso risponde con paura e odio a ciò che è considerato “diverso”.

La pellicola, attraverso la storia di Émile e delle “creature”, invita gli spettatori a riflettere sulla stigmatizzazione e sulla ricerca di solidarietà come antidoto a una società che talvolta reagisce con intolleranza verso ciò che non comprende appieno. Il film di Cailley è emerso come un contributo significativo al mondo del cinema fantasy, dimostrando che la diversità può essere celebrata come una forza anziché temuta come una debolezza.

Le parole del regista

È proprio il regista a dichiarare “siamo gli unici esseri viventi che hanno tracciato una linea invisibile tra noi e tutto il resto che pensiamo ci appartenga e possiamo sfruttare o distruggere quanto vogliamo. Nella pellicola questa frontiera viene abbattuta e si finisce per appartenere a un mondo più ampio”. Queste parole sottolineano il nucleo concettuale del film, incentrato sulla rottura delle barriere sociali e sull’abbraccio di una visione più inclusiva del mondo.

Il regista ha anche sottolineato che “il film tratta anche il tema della coesistenza tra ciò che è normale e ciò che non lo sembra. È molto interessante parlarne in un mondo che soffre per la crisi climatica, in cui tutto sta cambiando e in cui il nostro rapporto con la natura è disturbato dal nostro modo di vivere”.