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SchwArzmarkt. Un mercatino della subcultura berlinese con un focus rivolto alla scena gothic, punk e metal

Questo sabato, lo SchwArzmarkt si svolgerà per la prima volta allo Slaughterhouse di Berlino, offrendovi un’esperienza unica nel suo genere.

Cosa vi aspetta?

  • Commercianti e creativi: Troverete una vasta gamma di prodotti, dai vinili e CD ai libri e opere d’arte, passando per abbigliamento, accessori, rarità, oggesttistica, deco, strumenti musicali e molto altro ancora. Sia nuovi che usati.
  • Atmosfera unica: Immersi nell’ambiente underground di Berlino, potrete scoprire le ultime ma anche le vecchie tendenze e curiosità del mondo subculturale di questa città.
  • Musica: Dopo lo shopping potrete scatenarvi al MonsterTanz Party. Stili di musica: Post-Punk, Dark Wave, Punk, 80s, Dark Rock, EBM, Goth, Industrial and Electro

    Data: 12 ottobre 2024
    Luogo: Slaughterhouse Berlin, Lehrter Str. 35, 10557 Berlin
    Orari: Il mercato sarà aperto dalle 18:00 alle 22:00/23:00. La festa inizierà subito dopo.
    Ingresso: L’ingresso al mercato è gratuito. Per la festa, il biglietto costa 6€.
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    Pagina dello Slaughterhouse

The Tide  “Whirl On The River”_ RECORD RELEASE CONCERT

The Tide è il nuovo progetto cantautorale solista dell’acclamato chitarrista compositore Jacopo Bertacco. Il suo nuovo album “Whirl On The River” è un disco caleidoscopico di folk psichedelico, ballate d’amore oniriche, atmosfere epiche e progressive con accenni di musica africana e orientale. Il contenuto musicale dell’album e l’approccio cantautorale di Jacopo evocano l’era del folk psichedelico tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70, con echi di Syd Barrett, Crosby, Stills and Nash, Nick Drake e molte altre grandi influenze. 

L’album sarà pubblicato su tutte le piattaforme di streaming il 30 maggio e sarà disponibile per il pre-ordine in vinile 180g e in digitale. 

Giovedì 6 giugno la band si esibirà dal vivo per celebrare l’uscita dell’album in una serata intima al Prachtwerk. 

QUANDO: 6 GIUGNO 2024, 8:00 pm
DOVE: Prachtwerk, Berlin Neukölln  (prachtwerkberlin.com )
APERTURA PORTE: 19:30 
INIZIO SPETTACOLO: 20:00

The Tide é composto da:
Jacopo Bertacco_ chitarre, voce 
Yair Karelic_ mellotron, chitarre, voce
Andrea Romani_flauto, ney, voce 
Steve Palmieri_basso

BIGLIETTI:
Biglietti in prevendita: 12 € 
Biglietti alla porta: 16 € 
LINK biglietti: https://t.rausgegangen.de/tickets/the-tide-whirl-on-the-river–record-release-show   

LINK info band:
Video-Audio:  https://linktr.ee/thetidemusic
Website: thetidemusic.com   
Instagram: @the_tide_music

Berlinale 2024: due film italiani in lizza per l’Orso d’oro

La 74ª edizione della Berlinale, il festival internazionale del cinema di Berlino in programma dal 15 al 25 febbraio, vedrà la partecipazione di due film italiani in concorso: Another End del regista siciliano Piero Messina e Gloria! di Margherita Vicario. Si tratta di due opere originali e innovative, che esplorano temi come l’amore, la morte, la tecnologia e la musica.

Another End racconta la storia di Sal (Gael García Bernal), un uomo che si affida a una nuova tecnologia per riportare in vita, per breve tempo, la coscienza dell’amore della sua vita, Zoe (Renate Reinsve). Il film uscirà nelle sale italiane il 21 marzo.

Gloria! è l’esordio alla regia della musicista e cantautrice Margherita Vicario, nota anche come membro del gruppo pop Zen Circus. Il film è ambientato in un istituto femminile di Venezia alla fine del XVIII secolo, in cui una giovane donna di nome Teresa (Galatea Bellugi) cerca di sfuggire al controllo di una società che vuole imporre un’unica forma di espressione artistica. Il film uscirà nelle sale italiane il 28 marzo.

I due film italiani si contenderanno l’Orso d’oro con altre 18 pellicole provenienti da vari paesi, tra cui Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Giappone e Iran. La giuria internazionale sarà presieduta dall’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o, che assegnerà i premi il 24 febbraio.

Oltre ai due film in concorso, la Berlinale 2024 presenterà anche altre produzioni italiane nelle sezioni parallele. Tra queste, spiccano le due serie televisive Dostoevskij, ideata e diretta dai fratelli D’Innocenzo, e Supersex, con Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi, che saranno proiettate nella sezione Berlinale Special.

Nella sezione Panorama, invece, sarà presentato il documentario Turn in the Wound di Abel Ferrara, una coproduzione tra Regno Unito, Germania, Italia e Stati Uniti, che racconta la vita a Kiev dall’inizio della guerra in Ucraina.

Nella sezione Generation Plus, dedicata a film per bambini e ragazzi, verrà presentato Quell’estate con Irènedi Carlo Sironi. Il film racconta la storia di due ragazze, Clara e Irène, che si incontrano durante una gita scolastica e diventano inseparabili.

Infine, nella sezione Forum, dedicata a film sperimentali e indipendenti, sarà presentato Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio. Si tratta di un documentario dedicato al padre della regista, Giuseppe Quatriglio, un importante giornalista siciliano.

La Berlinale 2024 si preannuncia quindi come un’edizione ricca di proposte italiane, che testimoniano la vitalità e la creatività del cinema nazionale. Per maggiori informazioni sul programma e sui biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale del festival.

L’amore proibito – Vittime queer della dittatura nazista

Da oggi, 16 gennaio, la mediateca della ZDF presenterà un documentario sulla vita della comunità LGBTI durante l’epoca nazionalsocialista. Il documentario si intitola Verbotene Liebe – Queere Opfer der NS-Diktatur (tradotto: L’amore proibito – Vittime queer della dittatura nazista) sarà trasmesso anche su ZDFinfo il 27 gennaio, in occasione della Giornata internazionale della memoria delle vittime dell’Olocausto.

Il documentario di 45 minuti di Sebastian Scherrer mostra come i nazisti inasprirono le pene e terrorizzarono le persone omosessuali. Esso non solo fa luce sui destini dei tre protagonisti queer Elli Smula, Liddy Bacroff e Rudolf Brazda, ma include anche le voci di storici e volti noti.

A proposito degli eventi del documentario, il protagonista del leggendario film Die Mitte der Welt, Jannik Schümann, dice: “Sono tutti destini che devono essere ascoltati”. “Dopo tutto, le storie delle vittime omosessuali della persecuzione non sono ancora state rese pubbliche”.

Jannik Schümann è affiancato dalle attiviste Julia Monro e Kerstin Thost. Tuttavia, non si limitano a commentare gli eventi, ma vanno alla ricerca di indizi negli archivi e parlano con diversi storici.

Il documentario non costringe i protagonisti al ruolo di vittime. Tutti e tre assumono la “paternità” di uno dei protagonisti per far luce sul loro destino. Tra questi Elli Smula, perseguitata in quanto lesbica, Liddy Bacroff, perseguitata dalle autorità in quanto “travestita”, e Rudolf Brazda, imprigionato nel campo di concentramento di Buchenwald a causa della sua omosessualità.

All’epoca, furono oltre 50.000 le persone omosessuali perseguitate, molte delle quali furono soppresse, imprigionate o uccise. Ma per quanto crudele sia stato il periodo nazista per le persone LGBTI, il documentario dimostra che alcuni sono riusciti a vivere la propria identità e ad affermarsi durante l’epoca nazista nonostante le circostanze più avverse.

E sebbene i protagonisti siano stati di fatto “vittime” del regime nazista, il documentario non li presenta nel ruolo di vittima”, ma come persone sicure di sé che hanno rifiutato di essere cambiate dal regime nazista.

Oltre alle vicende di Smula, Bacroff e Brazda, vengono messi in evidenza anche altri destini dell’epoca nazista, come quello del leader delle SA Ernst Röhm. L’ufficiale omosessuale fu assassinato nel 1934 per ordine di Adolf Hitler.

Anche Magnus Hirschfeld, ricercatore sessuale che si batté per la depenalizzazione dell’omosessualità, viene commemorato. Per i suoi sforzi fu punito dal regime nazista, con l’assalto al suo istituto.

Il documentario di ZDFinfo riesce a trovare il giusto equilibrio tra il racconto di storie personali e l’informazione fattuale sull’epoca nazista. Oltre ai protagonisti, vengono mostrati anche documenti storici da cui emergono prove scioccanti.

All’epoca, gli atti sessuali tra uomini erano etichettati come “fornicazione” e l’omosessualità come “epidemia pubblica”. Gli uomini omosessuali nel campo di concentramento erano pubblicamente stigmatizzati dal cosiddetto “triangolo rosa”. L’esperta ceca dell’Olocausto Anna Hájková sintetizza bene questo aspetto: “Le persone omosessuali incarnavano tutto ciò che i nazisti odiavano”.

Infine, si fa riferimento alla situazione delle persone queer di oggi, in quanto l’odio è di nuovo in aumento. Il documentario si conclude quindi con una frase ad effetto: l’amore non deve mai più diventare un crimine.

“The Animal Kingdom”. Sempre più disagio nei confronti dei diversi, “le creature”

Un adattamento poetico dei processi di transizione e dell’essere diversi in una società che reagisce con paura o odio alle deviazioni dalla norma.

In un futuro prossimo, una pandemia terrorizza l’umanità. Le persone colpite non sviluppano malattie polmonari, ma mutazioni inspiegabili come branchie, zanne o ali.

Anche la mamma del sedicenne Émile è affetta da questa malattia e deve essere portata di forza in un centro specialistico per essere curata. Ma durante il viaggio, lei e altri pazienti riescono a scappare dal furgone e a rifugiarsi nel bosco.

Emarginazione e odio verso se stessi

I militari impongono il coprifuoco per proteggere la popolazione e l’atmosfera nei villaggi vicini diventa sempre più ostile: compaiono graffiti che incitano all’odio contro le cosiddetti “creature” e il proprietario del bar locale distribuisce magliette ai suoi clienti per esprimere la sua disapprovazione. Un compagno di classe di Émile afferma di aver visto l’odio negli occhi di una “creatura”. Diventa chiaro come la stigmatizzazione si prenda corpo nei corpi delle persone colpite e come queste interiorizzino il disgusto per il proprio corpo.

Come fanno queste creature a liberarsi da questa spirale? Naturalmente: trovando solidarietà nella comunità e imparando insieme a sfruttare le proprie capacità.

La riflessione

“The Animal Kingdom” (titolo originale: Le règne animal) del regista Thomas Cailley, presentato a Cannes 2023 e poi nella sezione Crazies del Torino Film Festival, è una storia avvincente di transizione e diversità in una società che spesso risponde con paura e odio a ciò che è considerato “diverso”.

La pellicola, attraverso la storia di Émile e delle “creature”, invita gli spettatori a riflettere sulla stigmatizzazione e sulla ricerca di solidarietà come antidoto a una società che talvolta reagisce con intolleranza verso ciò che non comprende appieno. Il film di Cailley è emerso come un contributo significativo al mondo del cinema fantasy, dimostrando che la diversità può essere celebrata come una forza anziché temuta come una debolezza.

Le parole del regista

È proprio il regista a dichiarare “siamo gli unici esseri viventi che hanno tracciato una linea invisibile tra noi e tutto il resto che pensiamo ci appartenga e possiamo sfruttare o distruggere quanto vogliamo. Nella pellicola questa frontiera viene abbattuta e si finisce per appartenere a un mondo più ampio”. Queste parole sottolineano il nucleo concettuale del film, incentrato sulla rottura delle barriere sociali e sull’abbraccio di una visione più inclusiva del mondo.

Il regista ha anche sottolineato che “il film tratta anche il tema della coesistenza tra ciò che è normale e ciò che non lo sembra. È molto interessante parlarne in un mondo che soffre per la crisi climatica, in cui tutto sta cambiando e in cui il nostro rapporto con la natura è disturbato dal nostro modo di vivere”.