Tutti gli articoli di Italiani a Berlino

Questo infoblog berlinese si propone di essere un punto di riferimento per italiani e italofoni a Berlino e in Germania. Qui troverete aggiornamenti su lavoro, casa, burocrazia, fisco, curiosità linguistiche, cultura, eventi e tempo libero. Grazie alla nostra rete di professionisti (traduttori giurati, interpreti, agenzie di relocation, imprese di servizi, associazioni culturali e sanitarie) possiamo anche aiutarti a trovare i contatti giusti.

Sciopero: 2 febbraio 2026 niente bus, metro e tram BVG a Berlino

Brutte notizie per chi si muove con i mezzi pubblici: lunedì 2 febbraio il sindacato Verdi ha indetto uno sciopero nazionale del trasporto urbano. A Berlino il blocco riguarderà l’intera rete della BVG: U‑Bahn, tram e autobus resteranno fermi per tutta la giornata.

Lo sciopero rientra nella trattativa per il rinnovo del contratto dei circa 100.000 lavoratori del trasporto pubblico municipale in Germania. Il sindacato chiede migliori condizioni di lavoro, turni più sostenibili e compensi più adeguati per notti e weekend.

Cosa funziona e cosa no

Durante lo sciopero, S‑Bahn e Deutsche Bahn non saranno coinvolte e circoleranno regolarmente, perché appartengono a un diverso contratto collettivo. Nel Brandeburgo la situazione sarà simile a Berlino: molte aziende comunali di trasporto aderiranno allo sciopero.

Traffico e disagi in vista

Le autorità cittadine prevedono un aumento del traffico nelle ore di punta, nonostante il periodo di vacanze invernali.

Consigli per muoversi a Berlino

  • Smart working se possibile.
  • S‑Bahn e treni DB per gli spostamenti essenziali.
  • Bici o monopattini per chi non teme il freddo.
  • Car sharing come alternativa per tragitti più lunghi.
  • A piedi per le distanze brevi.

App utili: BVG App (aggiornamenti), Bahn App (S‑Bahn), Google Maps (percorsi alternativi).

_________________________________

Potrebbe interessarti anche:

Sesso e consenso: riflessioni dal mondo queer

L’Italia si accinge ad approvare una legge sul consenso sessuale, sancendo un principio in fondo molto semplice: senza un sì esplicito, non c’è consenso. Una norma che nasce sull’onda del dibattito globale #MeToo, ma che porta con sé un interrogativo più profondo: come si traduce il consenso in contesti dove la comunicazione è tacita, fisica, intuitiva – come nel mondo del cruising gay?

Un recente articolo di Jeff Mannes, pubblicato sulla rivista berlinese Siegessäule affronta esattamente questo nodo. Racconta di una serata in un cruising bar di Berlino, tra corpi, sguardi e gesti – il linguaggio proprio del cruising. Finché qualcosa interrompe improvvisamente l’equilibrio del tacito accordo: un atto inatteso, mai discusso a parole, che trasforma l’eccitazione in disagio. Non un’aggressione, ma una zona grigia del desiderio, dove il consenso diventa terreno scivoloso e instabile.


“La cultura del cruising è un modello diverso. Vive di codici, di allusioni, di rischi. Della possibilità che qualcosa accada senza che venga detto apertamente. Questo è il suo punto di forza, ma anche la sua debolezza.”
Jeff Mannes

Mannes lo dice chiaramente: “Konsens ist kein Zustand, Konsens ist ein Prozess.” Ovvero, il consenso non è uno stato — nel senso di condizione —, un evento concluso che si firma e si archivia, ma qualcosa che si costruisce e si rinnova nel tempo . Questa distinzione tra Zustand e Prozess, tra stato e processo, è cruciale.
Pensare il consenso solo come Zustand — un sì dato una volta per tutte — corrisponde a una visione statica, giuridica, e in fondo rassicurante: si spunta una casella, si dichiara un assenso, si è protetti. Ma nella realtà del desiderio, come nella vita, il consenso è invece un Prozess: fluttuante, reattivo, intrecciato ai segnali del corpo e alle emozioni che cambiano. Il consenso può nascere, esitare, dissolversi, rinascere.

Linguaggi del desiderio e limiti del “solo sì è sì”

Ecco la sfumatura mancante nel dibattito tra opposte posizioni sul nuovo disegno di legge italiano. È certo una legge necessaria perché protegge chi finora non è stato creduto. Ma introduce anche una sfida: come conciliamo una visione giuridica del consenso con la complessità dell’intimità reale, fatta di emozioni, titubanze, giochi di potere e codici non verbali?
Perché nelle pratiche dove il linguaggio del corpo sostituisce la parola, come nel cruising , il consenso non è dichiarato una volta per tutte, ma continuamente negoziato attraverso lo sguardo, i gesti, le reazioni o, insomma, una comunicazione non verbale. Non perché le parole siano inutili — anzi, la comunicazione resta cruciale — ma perché esistono situazioni in cui il corpo parla prima della bocca. Dove desiderio, rischio e ambiguità coesistono in un fragile equilibrio di fiducia reciproca tenendo ben presente che la libertà erotica non è l’assenza di limiti, ma la loro capacità di mutare senza essere infranti.

Dal corpo alla legge: verso una nuova consapevolezza

Forse è proprio qui che il dibattito sul nuovo progetto di legge italiano può arricchirsi di alcune riflessioni: il consenso non è solo una questione legale e la distinzione tra Zustand e Prozess ci invita a pensare a una alfabetizzazione del consenso capace di includere non solo il diritto, ma anche la psicologia, l’empatia e l’ascolto dei segnali corporei, il rispetto anche dell’indecisione o del ripensamento.

In questo senso, il progetto di legge sul consenso sessuale potrebbe diventare anche un progetto di educazione sentimentale, dove imparare a leggere i segnali propri e altrui è parte integrante della libertà sessuale. Come scrive Mannes, non sempre chi sbaglia lo fa per cattiveria — a volte è la curiosità a superare la percezione del limite. Eppure, il limite esiste e imparare a percepirlo è parte della libertà sessuale.

Una nuova cultura del consenso

Il disegno di legge italiano è il punto di partenza, non di arrivo. Serve a fissare i limiti minimi, ma le relazioni umane richiedono qualcosa di più: sensibilità, attenzione, capacità di “stare nel processo”. Il vero consenso non è una firma, ma un dialogo continuo, appunto un Prozess. E come ogni processo, richiede ascolto, autoconsapevolezza, responsabilità e disponibilità a fermarsi.

Perché, come ricorda Mannes con ironia berlinese, certe notti insegnano più di molte leggi: meglio fermarsi in tempo, prima di ritrovarsi a camminare per venti minuti per le strade di Berlino, facendosi lugubraggini mentali sul vero significato del consenso.

“Winterkino”: Cinema Italiano nella Cripta dell’Ambasciata Italiana a Berlino

L’Ambasciata d’Italia a Berlino apre le porte della sua cripta per una rassegna cinematografica unica: Winterkino, organizzata in collaborazione con l’Istituto di Cultura di Berlino, che partirà lunedì 26 gennaio 2026. Questa iniziativa porta sul grande schermo otto film italiani di grande impatto, proiettati in un luogo storico e suggestivo.

Una location unica e un calendario ricco

La cripta del palazzo dell’Ambasciata, solitamente riservata, diventa scenario per proiezioni gratuite con sottotitoli in inglese. Ogni serata inizia alle 18:30 con un rinfresco, seguito dal film alle 19:00. L’ingresso richiede iscrizione online sul sito https://ambberlino.esteri.it/.

Il Programma Completo delle Proiezioni

Ecco il calendario delle otto serate:

DataFilmRegistaProtagonisti principali
26 gennaioThe Shadow of the DayGiuseppe PiccioniRiccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli
3 febbraioHidden AwayGiorgio DirittiElio Germano
11 febbraioSeptemberGiulia Louise SteigerwaltFabrizio Bentivoglio, Barbara Ronchi
19 febbraioThe Bad PoetGianluca JodiceSergio Castellitto (Gabriele D’Annunzio)
5 marzoZamoraNeri MarcorèNeri Marcorè, Alberto Paradossi
10 marzoThe Hidden ChildRoberto AndòSilvio Orlando, Roberto Herlitzka
18 marzoAriannaCarlo LavagnaOdina Quadri, Massimo Popolizio
24 marzoAll my Crazy LoveGabriele SalvatoresClaudio Santamaria, Valeria Golino

Questi titoli spaziano da biopic storici a drammi intimi, celebrando il meglio del cinema italiano recente.

Non perdete l’opportunità: prenotatevi ora sul sito dell’Ambasciata e immergetevi nel cinema italiano sotto le volte di una cripta berlinese!

Neukölln dichiara guerra agli affitti brevi: stop a 15 appartamenti

Il quartiere berlinese di Neukölln interviene contro la diffusione degli affitti a breve termine. Un portavoce dell’amministrazione distrettuale ha annunciato il divieto di utilizzo per 15 appartamenti situati nell’area protetta di Flughafenstraße/Donaustraße, dove interi alloggi o singole stanze vengono affittati solo per periodi limitati.

Misure contro gli abusi

Per cinque di questi appartamenti è stata addirittura emessa un’ordinanza di demolizione: i proprietari avevano modificato la struttura interna senza alcuna autorizzazione. Il proprietario ha presentato ricorso, aprendo la strada a un possibile contenzioso legale.

Tutela del tessuto sociale

Nelle circa 80 aree di protezione del milieu presenti a Berlino, tra cui questa, vigono norme pensate per preservare la composizione sociale dei quartieri ed evitare processi di espulsione degli abitanti. Gli affitti a tempo limitato e le modifiche edilizie abusive riducono l’offerta di abitazioni stabili e contribuiscono all’aumento dei prezzi, ormai fuori portata per molti nuclei a reddito medio.

Il contesto berlinese

Il fenomeno dell’affito a breve termine (Wohnen auf Zeit) – affitti arredati per alcuni mesi o fino a un anno – è in forte crescita. Questa formula consente ai proprietari di aggirare il blocco degli affitti e ottenere rendimenti più elevati. Neukölln non è un caso isolato: dopo il recente stop imposto dal quartiere di Friedrichshain-Kreuzberg per sette appartamenti, anche il Senato di Berlino punta a vietare gli affitti a breve termine in tutte le zone di tutela del contesto urbano e sociale (Milieuschutzgebiet)1.

  1. Si tratta di zone in cui il Comune può limitare interventi edilizi o trasformazioni che rischiano di far aumentare troppo i prezzi delle abitazioni e spingere via gli abitanti storici. L’obiettivo è mantenere la composizione sociale, evitare processi di gentrificazione troppo rapidi e garantire che il quartiere resti accessibile. ↩︎

__________________________________________________________
Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana

Europacity: nuovo grattacielo in costruzione – 150 appartamenti in affitto

A Europacity, a nord della stazione centrale di Berlino, avanza la costruzione del prossimo edificio. Stavolta sorgeranno anche alloggi da affittare già nel 2026.

I lavori per il progetto “Nordhafen Living & Office” di JTRE procedono spediti su 33.000 mq. Dopo la posa della prima pietra nell’ottobre 2024, la struttura grezza è completata con due mesi di anticipo. JTRE ha rilanciato il cantiere, fermo per due anni causa pandemia.

Mix residenziale e commerciale

Su metà della superficie nasceranno 150 appartamenti in affitto, 35% uffici e 15% negozi e ristoranti, su progetto dello studio GMP Architekten. L’area, un tempo anonima, si vivacizza con ristoranti, gallerie, supermercati e asili.

Affitti dal 2026

La commercializzazione parte nel 2026 con Engel & Völkers, a “prezzi di mercato” – circa 20 €/mq –, con standard moderni e più unità accessibili. Il quartiere attira professionisti abbienti grazie a DKB, Total Energies e KPMG. Consegna prevista primavera 2027.