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Contemporary Berlin 2026: pittura, scultura, fotografia, arte digitale, installazioni e molto altro

Dal 27 giugno al 3 luglio si svolgerà la Contemporary Berlin 2026 presso la Galerie Heinz Galinski di Berlino. L’esposizione propone una selezione internazionale di artisti contemporanei, offrendo un percorso che attraversa pittura, scultura, fotografia, arte digitale, installazioni, ecc.

Il progetto curatoriale è pensato come un dialogo fluido tra linguaggi e visioni, offrendo uno sguardo articolato sulle tendenze dell’arte contemporanea e sulla capacità dell’arte di interpretare la complessità del presente.

Tra gli artisti in esposizione: Alicia Propato, Ajd Rassell Gallo, Angela Thouless, Antonella Panepuccia, Arianna Capponi, Blessing Koffie,
Claudia Capone, Elisa Campana, Elisabetta Bosisio, Elit, Elzbieta Kochan,
Emanuele Biagioni, Filomena Petrucci, Franco Trevisan, G. Joia &
Opticalemotions, Giuseppe Volante, Ylenia Pizzetti, Jenni Souter, Lilia
Tartari, Luise Gandon, Michele Socionovo, Marcello Bizzoni, Marek
Jagusch, Massimo Beretta, Michela Velardita, Pasquale Franzé, Pietro
Rovida, Renzo Gianella, Serafino Botticelli, Silvia Battisti, Sonya Salvetti,
Dimou, Simon Saronni, Siro Polazzetto, Stefan Velund, Xersa.
La sezione dedicata alla video art include: Aida Muratori, Celso Prei, Dragan Marković Markus, Darren England, Letterio Scopelliti, Naharro, Massimiliano Ligrani, Rikxecom, con ulteriori contributi digitali che dialogano con le opere presenti in galleria.

Il vernissage di apertura si terrà sabato 27 giugno alle ore 18:00, con un momento di incontro tra artisti e pubblico e la cerimonia di premiazione ufficiale.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 14:00 alle 19:30 presso la
Galerie Heinz Galinski (Heinz-Galinski-Str. 13, Berlino).

Per più informazioni, vi preghiamo di consultare il sito del Centro
Espositivo di Arte Internazionale QueenArtStudio Gallery

“Inventing Queer Cinema”: un viaggio nella storia e nell’estetica del cinema queer a Berlino

Con l’apertura della mostra Inventing Queer Cinema, la Deutsche Kinemathek inaugura una nuova fase della propria attività culturale e museale. Allestita dal 7 maggio al 13 settembre 2026 negli spazi della Kinemathek – nel nuovo polo espositivo al numero 79 della Mauerstraße, la rassegna rappresenta il primo grande progetto in Germania interamente dedicato alla storia e all’evoluzione del cinema queer.

Un secolo di resistenza e creatività

Ideata in collaborazione con la Queere Kulturstiftung e curata da Björn Koll insieme a Nils Warnecke, Kristina Jaspers e Georg Simbeni, la mostra ripercorre la storia del cinema queer in Germania dagli anni Settanta fino a oggi, aprendo con un prologo sui pionieristici esperimenti audiovisivi già presenti dagli anni Dieci del Novecento. Al centro del percorso espositivo si trovano film, installazioni cinematografiche, materiali d’archivio e documenti che raccontano le esperienze, le sfide e le visioni di chi ha contribuito a dare forma a un linguaggio cinematografico alternativo, con un focus particolare su Berlino come centro della subcultura cinematografica queer– dai registi agli organizzatori di festival, dai distributori ai curatori culturali che hanno reso visibile una comunità e un’estetica spesso marginalizzate.

Più che una semplice cronologia di opere, Inventing Queer Cinema è una riflessione sul potere trasformativo del cinema: un’arte capace di mettere in discussione norme di genere e convenzioni visive, di creare nuovi spazi di libertà e di rappresentazione. La mostra indaga come la produzione queer abbia rispecchiato e al tempo stesso influenzato i cambiamenti sociali, politici e culturali della società tedesca e internazionale.

Berlino, epicentro di una scena viva e internazionale

Non poteva che essere Berlino a ospitare questo viaggio nella memoria e nella contemporaneità del cinema queer. La capitale tedesca, punto d’incontro di artisti internazionali e laboratorio permanente di nuove forme espressive, è stata fin dagli anni Settanta epicentro di un fermento creativo che ha travalicato i confini del cinema indipendente, arrivando a contaminare televisioni, festival e perfino il mainstream cinematografico.

Un ruolo centrale nella mostra assume il prezioso archivio del Filmverleih Salzgeber, reso accessibile per la prima volta al pubblico: un patrimonio di pellicole, fotografie, manifesti e materiali promozionali che testimoniano decenni di cinema militante, sperimentale e visionario.

Un invito a riscoprire il cinema queer

Oltre al percorso espositivo, “Inventing Queer Cinema” sarà accompagnata da una retrospettiva cinematografica nello Studiokino e da un ricco programma di incontri con artisti, curatori e storici del cinema. L’obiettivo, come sottolineano gli organizzatori, non è tracciare un canone definitivo, ma invitare il pubblico a esplorare costantemente la pluralità del cinema queer, nella sua capacità di reinventarsi e di dialogare con il presente.

Perché vale la pena visitarla

Tra le tante mostre sulla queer culture che passano da Berlino, “Inventing Queer Cinema” è particolarmente interessante perché parla di processi, di conflitti estetici, di lavoro di rete e di cura dell’archivio, temi che possono facilmente dialogare con il tuo pubblico italiano, offrendo sia un’occasione di visite che un pretesto per riflessioni più ampie sul linguaggio e sulle immagini.

La mostra è proposta dalla Deutsche Kinemathek e dalla Queere Kulturstiftung, curata da Björn Koll insieme a Nils Warnecke, Kristina Jaspers e Georg Simbeni, con la direzione artistica di Heleen Gerritsen ed il sostegno del Hauptstadtkulturfonds e sarà aperta dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 18 presso la Deutsche Kinemathek – Museum für Film und Fernsehen, nel nuovo polo espositivo all’E-Werk (Mauerstraße 79 ), l’ex centrale elettrica diventata negli anni ’90 una delle discoteche più significative della scena techno berlinese, con leggendari DJ come Sven Väth, Westbam, DJ Hell, Terry Belle, Jonzon, Clé, Carl Cox, Derrick May, Juan Atkins, Kevin Anderson genauso wie die englische Elite um Carl Cox.