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L’ultima fuga: la tragica storia di Winfried Freudenberg e del suo pallone aerostatico verso la libertà

L’ultima vittima del Muro di Berlino: la tragica fuga in pallone aerostatico di Winfried Freudenberg

Nel marzo del 1989, pochi mesi prima della caduta del Muro di Berlino, un uomo compie un ultimo, disperato tentativo di fuga verso la libertà. Winfried Freudenberg, ingegnere della Germania Est, costruisce con la moglie Sabine un pallone aerostatico artigianale per sorvolare il confine che divide Berlino. La loro storia, raccontata da Matti Geyer in occasione dell’anniversario del Muro, è tanto incredibile quanto tragica.

I Freudenberg si trasferiscono a Berlino Est proprio per avvicinarsi alla frontiera. Winfried trova lavoro presso l’Energiekombinat, ottenendo accesso a materiali normalmente sotto stretta sorveglianza. In segreto, la coppia acquista fogli di polietilene in piccole quantità, costruendo con pazienza un pallone aerostatico capace di trasportarli entrambi.

La notte del 7 marzo 1989, con il vento favorevole, si recano a una stazione di regolazione del gas a Pankow. Mentre Winfried riempie il pallone aerostatico, vengono scoperti da un passante che avvisa la polizia. Il tempo stringe: decidono che solo Winfried tenterà la fuga, poiché il pallone non ha sufficiente spinta per due persone.

Il decollo è drammatico. Il pallone aerostatico tocca una linea elettrica, provocando scintille e un blackout. La polizia non interviene, temendo un’esplosione. Winfried sale rapidamente, raggiungendo oltre 2000 metri di altitudine. Per ore lotta contro il gelo, finché alle 7:30 del mattino precipita a Berlino-Zehlendorf, nel settore occidentale.

Muore sul colpo, a pochi metri dalla libertà. Il suo pallone aerostatico, ormai vuoto, viene ritrovato poco distante. Winfried Freudenberg è considerato l’ultimo morto del Muro di Berlino, simbolo estremo di una generazione che non ha mai smesso di cercare la libertà.

Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana

Inaugurazione della mostra itinerante al Museum Pankow: «Motivo dell’internamento: vagabondaggio – rieducazione in reparti venereologici e istituti speciali della DDR»

Il Museum Pankow invita giovedì 6 novembre 2025 alle ore 18:00 all’inaugurazione della mostra itinerante «Motivo di internamento: vagabondaggio – Disciplina nelle stazioni venereologiche e negli istituti speciali della DDR», presso l’aula dell’edificio in Prenzlauer Allee 227/228, Berlino.

La mostra documenta un capitolo drammatico della storia della DDR: le repressioni statali contro ragazze e donne il cui stile di vita non corrispondeva ai valori morali e lavorativi del socialismo. L’esposizione pone al centro il processo di “rieducazione” nelle cosiddette Stazioni Venereologiche Chiuse, strutture in cui venivano esercitate forme sistematiche di violenza psicologica e fisica per disciplinare i comportamenti considerati “devianti”.

Durante l’inaugurazione interverrà Bernd Roder del Museum Pankow per il saluto introduttivo. Seguiranno i discorsi di Dr. Cordelia Koch, sindaca del distretto e presidente della Commissione delle targhe commemorative, Evelyn Zupke, commissaria federale per le vittime della dittatura SED, e Amélie zu Eulenburg, rappresentante della Fondazione Federale per l’Elaborazione della Dittatura SED. L’accompagnamento musicale sarà a cura della Scuola di Musica Belá Bartók.

Uno dei momenti più significativi della serata sarà la visita guidata alla mostra insieme a Martina Blankenfeld, testimone diretta e promotrice del segno commemorativo, e Hannes Schneider del Memoriale del Riformatorio Giovanile Chiuso di Torgau.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Memoriale del Riformatorio Giovanile Chiuso di Torgau e con l’associazione Riebeckstraße 63 e.V. L’aula del museo è accessibile senza barriere tramite ascensore.

Luogo: Museum Pankow – Aula, Prenzlauer Allee 227/228, 10405 Berlino
Data: Giovedì 6 novembre 2025
Orario: 18:00
Durata: circa 3 ore
Ingresso: libero

Immagine di copertina Bild: © Museum Pankow in Kooperation mit der Gedenkstätte Geschlossener Jugendwerkhof Torgau und dem Verein Riebeckstraße 63 e. V.

La forza della resistenza nella DDR

Oggi, in occasione della visita guidata alla mostra all’aperto “Rivoluzione e caduta del muro” nell’ambito della Giornata dei monumenti aperti, ho avuto l’onore di conoscere Tim Eisenlohr, una personalità estremamente interessante e testimone diretto dell’opposizione nella DDR. Tim Eisenlohr ha condotto personalmente la visita guidata e, in qualità di testimone diretto, ha raccontato aneddoti di inestimabile valore. Come ha spiegato lui stesso durante la visita, la Stasi (Ministero per la Sicurezza di Stato della DDR) ha aperto un fascicolo su di lui già all’età di 12 anni, in occasione della sua fuoriuscita dai Jungpioniere, una specie di organizzazione boyscout appartenente alla Freie Deutsche Jugend (FDJ), l’organizzazione giovanile della SED (Partito Socialista Unificato di Germania). I suoi racconti personali hanno reso la visita molto più avvincente e coinvolgente del previsto.

Gli anni formativi e l’impegno giovanile di Tim Eisenlohr

Tim Eisenlohr (1973) è uno dei più giovani e impegnati degli oppositori di regime. Già all’età di 14 anni, nel 1987, è diventato membro della Umweltbibliothek di Berlino Est, un’organizzazione che raccoglieva e diffondeva informazioni di stampo ambiebtalista e pacifista in modo clandestino. Da giovane attivista ha vissuto direttamente le repressioni del regime della DDR, venendo arrestato e interrogato durante la famigerata retata della Stasi nel novembre 1987. Questa esperienza, che rappresentava anche il tentativo del regime di reprimere i movimenti di opposizione, lo ha reso un testimone di un’epoca intensa di resistenza.

Il documentario “Die Kraft der Wenigen”

Il documentario “Die Kraft der Wenigen” (La forza di pochi) racconta proprio questa storia: mette in luce il ruolo degli attivisti ambientalisti nella DDR, il loro contributo alla Rivoluzione pacifica e l’influsso che hanno avuto sulla riunificazione tedesca. Il film collega gli eventi storici ai movimenti di protesta attuali come per esempio Fridays for Future per mostrare come l’impegno giovanile si sia evoluto nel corso dei decenni. Tim Eisenlohr non appare solo come testimone nel film, ma partecipa anche alle discussioni su come la resistenza si sia manifestata allora e come si presenti oggi, con le sue sfide.

Questo film rappresenta un contributo importante alla cultura della memoria, poiché illumina un aspetto spesso trascurato dell’opposizione nella DDR: un piccolo gruppo di giovani che ha combattuto con coraggio e convinzione contro il degrado ambientale e la censura statale. “Die Kraft der Wenigen” invita a scoprire il potere dell’impegno civico e del coraggio civile – allora come oggi.

Video fornito da YouTube. Uso regolato dai Termini di servizio.

Esposizione open-air “Revolution und Mauerfall”

L’esposizione all’aperto “Revolution und Mauerfall” a Berlino offre una visione intensa degli eventi attorno alla rivoluzione pacifica del 1989/90, la caduta del Muro di Berlino, l’inizio dell’unità tedesca e la fine della dittatura della DDR.

Storia e concetto

Al centro dell’esposizione si trova lo sviluppo storico dalle prime proteste fino alla caduta del Muro il 9 novembre 1989 e al processo di unificazione della Germania. Oltre 650 fotografie, documenti storici e film illustrano i cambiamenti sociali e i momenti salienti della rivoluzione. L’esposizione rende omaggio al coraggio dei cittadini della Germania Est che si ribellarono al regime comunista, contribuendo alla svolta storica.

Luogo e cornice

La mostra si svolge nell’area dell’ex centrale della Stasi a Berlino-Lichtenberg, oggi noto come Campus per la Democrazia. Su una superficie di 1.300 metri quadrati, i visitatori possono ripercorrere le tappe più importanti della rivoluzione pacifica. Il luogo storico, un tempo sede del Ministero per la Sicurezza di Stato (Stasi), divenne nel 1990 palcoscenico della rivoluzione.

Esperienze e offerte

L’esposizione è bilingue (tedesco/inglese) e accessibile gratuitamente 24 ore su 24. È disponibile un audioguida di 45 minuti (in tedesco, inglese, francese e italiano); per i gruppi sono disponibili visite guidate con testimoni dell’epoca.

Importanza dell’esposizione

La mostra invita alla riflessione personale e collettiva sulla libertà, la società e il valore dell’impegno democratico. Collegando la memoria al presente, la mostra costruisce ponti tra le generazioni e lascia un messaggio potente, ovvero che il coraggio e la solidarietà civica sono in grado di trasformare il corso della storia.

Indirzzo:
Stasi-Zentrale
Ruschestraße 103
10365 Berlin-Lichtenberg

I bambini rubati nella DDR: un capitolo rimosso della storia tedesca che Kilian Kerner porta in passerella

Il 2 luglio 2025 lo stilista berlinese Kilian Kerner presenta la sua nuova collezione “DDR. Die gestohlenen Kinder” (DDR. I bambini rubati) alla Uber Arena di Berlino. Con questa collezione, Kerner porta sul grande palcoscenico della capitale un tema che per troppo tempo è stato un tabù e che è stato rimosso dalla storia tedesca: il destino dei cosiddetti “bambini rubati” nella DDR.

L’ingiustizia dei “bambini rubati”

Nella DDR, numerosi bambini venivano sottratti ai loro genitori quando questi erano considerati politicamente inaffidabili o per altri motivi finivano nel mirino dello Stato. Molti di questi bambini crescevano in istituti statali o presso famiglie affidatarie fedeli al regime, spesso senza alcun contatto con i genitori biologici. Questa ingiustizia ha segnato generazioni e, ancora oggi, rappresenta per molti una ferita dolorosa e un senso di impotenza.

Kilian Kerner racconta di essere, già da anni, molto scosso da questo tema. Ed è per questo che, con la sua collezione, lo stilista vuole lanciare un messaggio non solo nel mondo della moda, ma anche nella società, portando la storia delle vittime all’attenzione pubblica.

La collezione: moda come memoria e monito

La collezione “DDR. I bambini rubati.” unisce innovazione stilistica e riflessione storica. Kerner usa la passerella come palcoscenico per raccontare le storie delle vittime e per focalizzare l’attenzione sui capitoli rimossi del passato della DDR.

I modelli sono caratterizzati da forti simboli che rappresentano perdita, desiderio e speranza. Tessuti, tagli e colori riflettono l’ambivalenza tra il controllo statale e il destino individuale. La presentazione nella Uber Arena è volutamente di grande impatto, per dare al tema la visibilità che merita.

Rilevanza sociale e reazioni

Kilian Kerner è noto per integrare temi sociali nelle sue creazioni. Già in precedenti collezioni aveva lanciato messaggi contro l’odio e la discriminazione o affrontato sfide sociali. Con “DDR. I bambini rubati” si spinge ancora oltre sfruttando la forza della moda per promuovere la cultura della memoria e la riflessione.

Molte vittime e persone interessate vedono nella sfilata un’occasione importante per portare il tema fuori dalla nicchia e stimolare un dibattito pubblico.

Con “DDR. I bambini rubati” Kilian Kerner lancia un forte segnale a favore della memoria e della riflessione. La collezione non è mera moda, piuttosto essa offre un’occasione per approcciarsi e quindi confrontarsi con i lati oscuri della storia tedesca e a dare voce alle vittime.