Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme all’Istituto Italiano per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e all’Institut für Europäische Politik tedesco (PEI), organizza la quinta edizione dello Spinelli Forum, un progetto di dialogo giovanile dedicato al futuro dell’Unione Europea e alle relazioni bilaterali tra Italia e Germania.
Il programma, rivolto a giovani italiani e tedeschi tra i 25 e i 35 anni con almeno una laurea triennale e buona conoscenza dell’inglese, prevede un calendario articolato in un incontro inaugurale online il 19 settembre 2025, due workshop virtuali il 6 e il 21 ottobre, e una conferenza finale in presenza a Berlino il 27-28 ottobre 2025. I partecipanti, attivi in politica, economia, accademia, società civile, media e cultura, lavoreranno in quattro gruppi tematici con l’obiettivo di elaborare raccomandazioni su: crescita economica e coesione sociale; difesa e sicurezza europea; politiche climatiche ed energetiche; regolazione e governance dell’intelligenza artificiale.
Il progetto offre una rete duratura di giovani leader europei e copre le spese di viaggio e alloggio dei partecipanti, richiedendo la partecipazione a tutte le attività. Le candidature, da presentare entro il 25 luglio 2025, devono includere modulo, CV, video di presentazione e un testo con proposte relative al gruppo tematico scelto.
L’ISPI, istituto italiano con un forte orientamento pratico e interdisciplinare, supporta la formazione di nuovi diplomatici e professionisti del mondo internazionale, collaborando con enti pubblici e privati per stimolare il dibattito sui temi globali.
Il festival d’arte “48 Stunden Neukölln” trasforma nuovamente il quartiere berlinese di Neukölln in un enorme laboratorio artistico vivente dal 27 al 29 giugno 2025. Sotto il motto di quest’anno “WTF (What the Fact)? Tra verità e percezione”, più di 900 artisti presentano le loro opere in oltre 250 luoghi – da atelier e gallerie a caffè, chioschi, chiese, parchi e persino location insolite come birrifici o cimiteri.
Un festival tra verità, finzione e percezione Il tema della 27ª edizione affronta questioni di grande attualità: in un’epoca in cui disinformazione, sovraccarico digitale e scrolling infinito dominano la quotidianità, il festival offre un contrappunto artistico. Le opere interrogano come nascano le narrazioni digitali, quali immagini plasmino la nostra comprensione del mondo e come ciò influenzi la nostra auto-percezione. Le posizioni artistiche spaziano da installazioni, fotografia, film, letteratura, poesia, musica fino a opere sensoriali e performative – tutte collegate al tema guida di quest’anno.
Arte ovunque: cosa rende speciale “48 Stunden Neukölln” Il festival vive della sua apertura e varietà. È il più grande festival d’arte indipendente di Berlino, fondato nel 1999 per rendere visibile la scena artistica locale e rafforzare Neukölln come hotspot creativo. Oggi attira fino a 80.000 visitatori ogni anno ed è parte integrante del panorama culturale berlinese.
Ciò che rende unico “48 Stunden Neukölln” è la sua struttura decentrata: l’arte non si trova solo nei luoghi classici come le gallerie, ma anche in spazi quotidiani – bar, chioschi, negozi sfitti, parchi o persino cimiteri. Questa varietà riflette la scena colorata e diversificata di Neukölln e invita alla scoperta.
Highlights e programma 2025
Inaugurazione: venerdì 27 giugno dalle 19 davanti alla Galerie im Körnerpark (Schierker Str. 8). Il grande Opening Party inizia alle 21:30 presso il CANK (ex edificio C&A).
Oltre 250 luoghi d’arte: dagli Neukölln Arcaden al Körnerpark, dalle chiese ai caffè – il programma è vario quanto il quartiere stesso.
Nuovi formati: il format espositivo “Perspectives” offre a giovani curatori la possibilità di presentare il proprio punto di vista sul tema del festival, creando così nuove e interessanti prospettive su “WTF (What the Fact)”.
Visite guidate gratuite: circa 18 tour tematici in cinque lingue, tra cui percorsi su diversità genitale, terapia con IA, body positivity e sostenibilità urbana. Tutte le visite sono gratuite e durano 1–1,5 ore.
Percorsi fai-da-te: chi preferisce esplorare autonomamente può creare itinerari personalizzati e scaricare la mappa del festival.
Mostre digitali: alcune opere sono fruibili anche online, permettendo agli interessati di visitare il festival anche digitalmente.
Partecipare e vivere il festival Il festival non è aperto solo ad artisti professionisti, ma anche a dilettanti, associazioni, vicini e a chiunque desideri contribuire creativamente. La partecipazione è gratuita, il festival si finanzia esclusivamente tramite fondi pubblici e vive dell’impegno della scena locale.
“48 Stunden Neukölln” è più di un festival d’arte – è un invito a scoprire Neukölln e la sua creatività, a confrontarsi con temi sociali attuali e a vivere l’arte in luoghi insoliti. Che sia attraverso una visita guidata, passeggiando per le strade o visitando una delle numerose mostre: per 48 ore Neukölln diventa il palcoscenico dell’arte, del dialogo e della comunità.
Il programma completo, le mappe e tutte le informazioni su visite guidate e mostre sono disponibili sul sito ufficiale del festival.
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Il 2 luglio 2025 lo stilista berlinese Kilian Kerner presenta la sua nuova collezione “DDR. Die gestohlenen Kinder” (DDR. I bambini rubati) alla Uber Arena di Berlino. Con questa collezione, Kerner porta sul grande palcoscenico della capitale un tema che per troppo tempo è stato un tabù e che è stato rimosso dalla storia tedesca: il destino dei cosiddetti “bambini rubati” nella DDR.
L’ingiustizia dei “bambini rubati”
Nella DDR, numerosi bambini venivano sottratti ai loro genitori quando questi erano considerati politicamente inaffidabili o per altri motivi finivano nel mirino dello Stato. Molti di questi bambini crescevano in istituti statali o presso famiglie affidatarie fedeli al regime, spesso senza alcun contatto con i genitori biologici. Questa ingiustizia ha segnato generazioni e, ancora oggi, rappresenta per molti una ferita dolorosa e un senso di impotenza.
Kilian Kerner racconta di essere, già da anni, molto scosso da questo tema. Ed è per questo che, con la sua collezione, lo stilista vuole lanciare un messaggio non solo nel mondo della moda, ma anche nella società, portando la storia delle vittime all’attenzione pubblica.
La collezione: moda come memoria e monito
La collezione “DDR. I bambini rubati.” unisce innovazione stilistica e riflessione storica. Kerner usa la passerella come palcoscenico per raccontare le storie delle vittime e per focalizzare l’attenzione sui capitoli rimossi del passato della DDR.
I modelli sono caratterizzati da forti simboli che rappresentano perdita, desiderio e speranza. Tessuti, tagli e colori riflettono l’ambivalenza tra il controllo statale e il destino individuale. La presentazione nella Uber Arena è volutamente di grande impatto, per dare al tema la visibilità che merita.
Rilevanza sociale e reazioni
Kilian Kerner è noto per integrare temi sociali nelle sue creazioni. Già in precedenti collezioni aveva lanciato messaggi contro l’odio e la discriminazione o affrontato sfide sociali. Con “DDR. I bambini rubati” si spinge ancora oltre sfruttando la forza della moda per promuovere la cultura della memoria e la riflessione.
Molte vittime e persone interessate vedono nella sfilata un’occasione importante per portare il tema fuori dalla nicchia e stimolare un dibattito pubblico.
Con “DDR. I bambini rubati” Kilian Kerner lancia un forte segnale a favore della memoria e della riflessione. La collezione non è mera moda, piuttosto essa offre un’occasione per approcciarsi e quindi confrontarsi con i lati oscuri della storia tedesca e a dare voce alle vittime.
Il 17 giugno 1953, la popolazione della DDR (Repubblica Democratica Tedesca) si sollevò in una rivolta nazionale contro il regime comunista della SED. La protesta fu scatenata dall’aumento delle norme lavorative – di fatto una riduzione dei salari – ma anche da un malcontento più profondo dovuto alla repressione politica, alle difficoltà economiche e alla mancanza di libertà.
Nel giro di pochi giorni, oltre un milione di persone in più di 700 città e paesi parteciparono a scioperi, manifestazioni e proteste. Soprattutto a Berlino Est, Halle (Saale) e Merseburg le proteste raggiunsero il loro apice. Le richieste andavano dall’annullamento dell’aumento delle norme lavorative, a elezioni libere, fino alle dimissioni del governo e alla riunificazione della Germania.
Repressione e conseguenze
La leadership della SED fu sopraffatta dalla forza delle proteste. Le autorità di occupazione sovietiche reagirono imponendo lo stato d’emergenza e utilizzando carri armati e militari contro i manifestanti. La rivolta fu repressa nel sangue: almeno 34 persone morirono immediatamente, molte altre furono ferite o incarcerate. In alcune regioni furono persino emesse condanne a morte.
Il 17 giugno 1953 fu celebrato per decenni nella Repubblica Federale Tedesca come “Giorno dell’Unità Tedesca” e rimase un simbolo della volontà di libertà della popolazione della DDR. Gli eventi mostrarono che il governo della SED poteva mantenere il potere solo con il sostegno sovietico. La rivolta rimase un monito per il futuro e influenzò i movimenti di protesta successivi nell’Europa dell’Est.
Commemorazione
Ancora oggi, il 17 giugno in molte città si commemorano le vittime della rivolta. Targhe commemorative, eventi e discorsi mantengono viva la memoria del coraggio di coloro che lottarono per la libertà e la democrazia.
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