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Apertura di alcuni negozi per la vigilia di Natale

Per la vigilia di Natale alcuni negozi di Berlino potranno rimanere aperti fino al pomeriggio, anche se quest’anno il 24 dicembre cadrà di domenica. A Berlino, l’autorizzazione si applica ai mercati alimentari, supermercati, ai fornai, alle edicole e ai negozi di fiori dalle 7.00 alle 14.00 del 24 dicembre.

Normalmente, i negozi di fiori, le panetterie e le edicole sono già autorizzati ad aprire di domenica, mentre i supermercati la domenica del 24 dicembre avranno un’autorizzazione extra, anche se con orari limitati. Tuttavia, è probabile che solo pochissimi dei mercati altrimenti chiusi esercitino il diritto di apertura alla vigilia di Natale.

I supermercati che si trovano nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti non sono generalmente soggetti alle norme che regolano le aperture durante le domeniche e i giorni festivi. Alcuni di essi resteranno infatti aperti oltre le 14.00 del 24 dicembre.

I sacerdoti cattolici possono benedire le coppie omosessuali

Anche le coppie omosessuali possono ora ricevere la benedizione dalla Chiesa cattolica. L’autorità religiosa vaticana ha pubblicato lunedì una dichiarazione politica secondo la quale i sacerdoti cattolici possono benedire coppie non sposate e omosessuali.

Nel testo intitolato “Fiducia supplicans” si sottolinea che non bisogna confondere la questione con il matrimonio tra omosessuali e che un ecclesiastico non può dare la benedizione durante una funzione religiosa.

La dichiarazione è stata pubblicata in diverse lingue proprio oggi in Vaticano. Porta la firma del cardinale Victor Fernandez, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, ed è stata espressamente autorizzata da Papa Francesco.

Nel testo del Dicastero, Fernandez sottolinea che la Chiesa ha ampliato e arricchito la sua comprensione di cosa sia una benedizione alla luce degli ideali pastorali di Papa Francesco. Adesso, per il Vaticano sono possibili le “benedizioni di coppie in situazioni irregolari e di coppie dello stesso sesso, la cui forma non deve trovare alcuna fissazione rituale da parte delle autorità ecclesiali, allo scopo di non produrre una confusione con la benedizione propria del sacramento del matrimonio”.

Il testo fornisce alcuni esempi specifici di benedizioni al di fuori del servizio divino, come “la benedizione di celebrazioni per anziani, malati, partecipanti alla catechesi o a un incontro di preghiera, pellegrini, viaggiatori, gruppi e associazioni di volontariato”.

A febbraio del 2021, la Chiesa vaticana aveva ribadito la sua contrarietà alle benedizioni di coppie omosessuali. Secondo l’attuale dottrina cattolica, non sarebbe peccato provare sentimenti omosessuali. Tuttavia, i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso – sempre secondo la dottrina – non possono essere approvati in nessun caso e la sessualità sarebbe riservata solo al matrimonio, che può essere contratto solo da un uomo e una donna.

La Porta di Brandeburgo: simbolo di Berlino e della Germania

La Porta di Brandeburgo, situata nel cuore di Berlino, è uno dei simboli più emblematici della Germania e rappresenta una testimonianza tangibile della storia travagliata e della rinascita della città. Essa si trova sul lato occidentale del Pariser Platz, nel quartiere di Mitte, e si affaccia sulla Straße des 17. Juni ad ovest e sulla Unter den Linden ad est. La porta è alta 26 metri e larga 65 metri. È composta da cinque archi, sormontati da una quadriga, un carro trainato da quattro cavalli. 

Essa fu costruita tra il 1788 e il 1791 per volere del re prussiano Federico Guglielmo II. È stata progettata dall’architetto Carl Gotthard Langhans, che si è ispirato ai propilei dell’Acropoli di Atene. La porta serviva originariamente come uno degli ingressi alla città.

Durante l’era napoleonica, la Porta di Brandeburgo subì trasformazioni significative. Nel 1806, le truppe di Napoleone occuparono Berlino e la statua originale sulla cima della porta, che raffigurava una quadriga romana, fu portata a Parigi come bottino di guerra. Tuttavia, dopo la sconfitta di Napoleone nel 1814, la statua fu restituita e la Porta di Brandeburgo divenne un simbolo di speranza e libertà durante il periodo di restaurazione.

La Quadriga è uno degli elementi più distintivi della porta. Rappresenta una quadriga trainata da quattro cavalli, guidata dalla dea della vittoria. La statua sormonta la struttura e simboleggia il trionfo della pace sulla guerra. La quadriga è stata restaurata e sostituita nel corso degli anni, ma il suo significato simbolico è rimasto invariato.

Nel corso degli anni, la Porta di Brandeburgo è stata danneggiata diverse volte. Fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale e fu ricostruita tra il 1956 e il 1958. Durante il periodo della Guerra Fredda, la Porta di Brandeburgo era situata nel mezzo del Muro di Berlino e anche per questo divenne non solo un simbolo della divisione della città, ma anche della sua riunificazione.

Oggi, la Porta di Brandeburgo è una delle attrazioni turistiche più popolari di Berlino. È visitata ogni anno da milioni di persone da tutto il mondo.

Giornata mondiale dei vegani: un’occasione per riflettere sul nostro impatto sul pianeta

Domani, 1° novembre, si celebra la Giornata mondiale dei vegani, una giornata dedicata alla promozione di uno stile di vita che esclude completamente l’utilizzo di prodotti di origine animale, per motivi etici, ambientali o di salute.

Il veganismo è una scelta che può avere un impatto positivo su diversi aspetti della nostra vita. Innanzitutto, può contribuire a ridurre lo sfruttamento degli animali, che sono spesso allevati e macellati in condizioni di crudeltà. In secondo luogo, può aiutare a proteggere l’ambiente, riducendo l’inquinamento e la deforestazione. Infine, può migliorare la nostra salute, apportando benefici al nostro sistema cardiovascolare.

Berlino: una città vegan-friendly

Berlino è una città che è sempre stata all’avanguardia in termini di sostenibilità e innovazione, e non fa eccezione per quanto riguarda il veganismo. La capitale tedesca è sede di un crescente numero di ristoranti, negozi e attività vegane, e offre un’ampia gamma di opzioni per chi ha scelto uno stile di vita vegano.

Ecco alcuni esempi di eventi e iniziative che si terranno a Berlino in occasione della Giornata mondiale dei vegani:

  • Mercati e festival vegani: in tutta la città si terranno mercati e festival vegani, dove sarà possibile acquistare prodotti e piatti vegani.
  • Conferenze e dibattiti: si terranno conferenze e dibattiti sui temi del veganismo, dell’etica animale e della sostenibilità.
  • Degustazioni e corsi di cucina vegana: saranno offerti degustazioni e corsi di cucina vegana per imparare a preparare piatti vegani gustosi e creativi.

Germania: un paese in crescita per il veganismo

La Germania è un paese in crescita per il veganismo. Secondo un recente studio, in Germania ci sono circa 1,3 milioni di vegani, e il numero è in costante aumento.

Questa crescita è dovuta a diversi fattori, tra cui l’aumento della consapevolezza sui temi della sostenibilità e dell’etica animale, e la crescente disponibilità di prodotti e servizi vegani.

Il veganismo in Italia

In Italia, il veganismo è in crescita, e sono sempre di più le persone che scelgono di adottare questo stile di vita. Secondo un recente studio, in Italia ci sono circa 3 milioni di vegani, e il numero è in costante aumento.

Ecco alcuni consigli per celebrare la Giornata mondiale dei vegani:

  • Prova a cucinare un piatto vegano nuovo. Ci sono tantissime ricette vegane gustose e facili da preparare.
  • Partecipa a un evento vegano. È un ottimo modo per conoscere altre persone che condividono la tua scelta.
  • Visita un ristorante vegano: Berlino e la Germania offrono una vasta gamma di ristoranti vegani, che servono piatti gustosi e creativi.
  • Parla con i tuoi amici e familiari del veganismo. Potresti ispirarli a fare una scelta più sostenibile.
  • Acquista prodotti vegani: ci sono molti negozi vegani, sia in Germania sia in Italia, che offrono una vasta gamma di prodotti, tra cui alimenti, cosmetici e prodotti per la pulizia.

Celebrare la Giornata mondiale dei vegani è un’occasione per riflettere sul nostro impatto sul pianeta e per scegliere uno stile di vita più etico e sostenibile.

Arno Breker, lo scultore del Terzo Reich

Arno Breker è stato uno scultore tedesco, molto celebre per la sua attività artistica durante il Terzo Reich. Le sue opere furono considerate dalle autorità nazionalsocialiste come la perfetta antitesi della cosiddetta «arte degenerata». Le opere di Arno Breker sono caratterizzate da un forte realismo e da un’idealizzazione della figura umana. Le sue sculture sono spesso raffigurazioni di atleti, guerrieri e eroi.

Prometheus
Prometheus

Una breve biografia

Arno Breker nacque nel 1900 a Elberfeld. Studiò architettura, scultura e anatomia all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf. Nel 1932, si trasferì a Berlino, dove iniziò a lavorare come assistente di Josef Thorak, uno scultore di fama nazionale. 

Nel 1937, Breker venne nominato professore alla Hochschule für Bildende Künste di Berlino. Nello stesso anno fu insignito del titolo di «Artista del Reich» da Adolf Hitler. Questo titolo gli conferì un’importante posizione nell’ambito dell’arte ufficiale del Terzo Reich. Gli vennero infatti commissionate due figure monumentali, Partei e Wehrmacht, per il cortile della Nuova Cancelleria del Reich (inaugurata il 9 gennaio 1939). Contemporaneamente lavora a cinque figure e a due rilievi in marmo per la sala rotonda di questo edificio. Queste commissioni segnarono l’inizio della stretta collaborazione personale tra lo scultore e Albert Speer, dal 30 gennaio 1937 ispettore generale dell’edilizia della capitale del Reich, che avrebbe dovuto progettare e realizzare la riprogettazione di Berlino come capitale del Grande Impero Germanico. A Breker fu affidato il compito di decorare i nuovi edifici con le sue sculture. Per questo compito, il governo nazista fece allestire per Breker un grande atelier a Berlino-Dahlem, costruito sul dal 1939 al 1942 su progetto dell’architetto Hans Freese, ma che Breker utilizzò solo per poco tempo a causa dello scoppio della guerra. Dal 2015 l’edificio è sede della Kunsthaus Dahlem, nel cui giardino, nel nel 2020 durante dei lavori, sono state ritrovate due sculture in marmo di Breker. 

Dopo la seconda guerra mondiale, Breker fu accusato di aver collaborato con il regime nazista. Lo scultore scampò alla possibile condanna a morte grazie alla testimonianza resa dal celebre editore Peter Suhrkamp, che dichiarò sotto giuramento di essere stato salvato da un campo di concentramento grazie ad una firma atta a concedergli un permesso di un’ora al fine di prestare manodopera per una colata di bronzo. Quella firma era di proprio quella di Arno Breker. Breker venne quindi assolto nel 1949 continuando a lavorare come scultore. Nel 1952, si trasferì in Francia , dove aprì uno studio a Parigi. 

Nonostante Dalí lo definisse «profeta di bellezza» e Konrad Adenauer e Ludwig Erhard gli commissionarono varie opere, i lavori di Arno Breker rimasero fuori dai circuiti museali per circa 60 anni. Lo scultore muore a Düsseldorf nel 1991.

Il museo a lui dedicato

Nel 1985, è stato aperto a Nörvenich, e precisamente nell’omonimo castello medievale, un museo dedicato ad Arno Breker. Il museo ospita una collezione di oltre 200 opere dell’artista, tra cui sculture, disegni e dipinti. 

Il museo è composto da due parti: una parte principale, che ospita la collezione permanente, e una parte secondaria, che ospita mostre temporanee. La collezione permanente del museo è suddivisa in tre sezioni: la prima sezione è dedicata alle opere realizzate da Breker durante il Terzo Reich. Questa sezione comprende le opere più famose dell’artista, come le sculture Partei e Wehrmacht. La seconda sezione del museo è dedicata alle opere realizzate da Breker dopo la seconda guerra mondiale. Questa sezione comprende opere di maggiore sperimentazione, come i bronzi Adam e Eva. La terza sezione è dedicata agli studi e ai disegni di Breker. Questa sezione offre un’ampia panoramica del processo creativo dell’artista.

L’offerta del museo è stata poi integrata da una collezione di arte europea che comprende opere di Dalí e Fuchs, artisti amici di Breker, e di altri artisti figurativi, motivo per cui il museo si presenta oggi al pubblico come Museum Europäischer Kunst.

Il museo e la polemica

L’apertura del museo ha suscitato un’ampia polemica in Germania. Alcuni critici hanno accusato il museo di glorificare il Terzo Reich, mentre altri hanno sostenuto che il museo è un importante documento storico. Il museo ha adottato una posizione neutrale su questa polemica, scegliendo di non pronunciarsi sull’opera di Breker in relazione al Terzo Reich, ma limitandosi piuttosto a presentare le opere dell’artista nella loro integrità.

Il museo Arno Breker è quindi un museo abbastanza sì controverso, ma è anche un museo molto importante. Il museo offre infatti un’occasione unica per poter conoscere l’opera di uno degli scultori più importanti del XX secolo. Il lavoro dello scultore è stato spesso criticato per il suo carattere propagandistico. Tuttavia, le sue opere continuano ad essere ammirate da molti, anche al di fuori della Germania.

Arno Breker è una figura complessa e controversa, la cui opera è emblematica del periodo storico in cui visse. Le sue opere sono un importante documento storico, che testimoniano la propaganda e la cultura del Terzo Reich.

Ernst Jünger

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Foto: © Davide Miraglia