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“A Berlino con David Bowie” di Francesco Bommartini in libreria dal 18 aprile

A Berlino con David Bowie di Francesco Bommartini, edito da Giulio Perrone Editore, è un viaggio personale e culturale nella capitale tedesca sulle tracce di uno dei suoi ospiti più illustri: David Bowie. Il libro si inserisce nella collana “Passaggi di dogana” e si propone come una guida narrativa, un diario di viaggio e un saggio musicale, intrecciando la storia della città con quella dell’artista inglese, in particolare durante il suo periodo berlinese tra il 1976 e il 1978.

Struttura e contenuti

Il volume si articola in una serie di capitoli che alternano la narrazione autobiografica dell’autore, le sue esperienze dirette a Berlino, e l’analisi del rapporto tra Bowie e la città. L’indice riflette questa impostazione, con sezioni dedicate sia ai luoghi simbolo di Berlino sia agli snodi fondamentali della carriera di Bowie, come la “Trilogia Berlinese” e l’influenza della scena punk e artistica locale.

Alla scoperta di Berlino

Il libro si apre con un racconto personale: la prima visita dell’autore a Berlino nel 2009, seguita da un progressivo innamoramento per la città durante i viaggi successivi. Bommartini descrive con vivacità le sue impressioni, il freddo tagliente, la maestosità della Porta di Brandeburgo e la visita all’East Side Gallery, sottolineando come la città sia ancora segnata da divisioni, nonostante la caduta del Muro.

L’autore si sofferma sulle trasformazioni urbane e sociali di Berlino, dalla gentrificazione che ha cambiato quartieri come Friedrichshain e Mitte, alla chiusura di luoghi storici come il Tacheles e il Café Sibylle. Emergono nostalgia e malinconia per una città in costante mutamento, ma anche la consapevolezza che il “sogno berlinese” di creatività e cambiamento non è ancora finito.

Berlino e Bowie: un incontro salvifico

Il cuore del libro è il racconto del periodo berlinese di David Bowie. Bommartini ricostruisce con precisione il contesto storico: Berlino Ovest negli anni Settanta, città divisa e simbolo della Guerra Fredda, ma anche rifugio per artisti e outsider. Bowie arriva a Berlino in un momento di profonda crisi personale e creativa, segnato dall’abuso di droghe e da una vita dissoluta a Los Angeles.

L’autore non si limita a una cronaca biografica, ma indaga le ragioni profonde che spinsero Bowie a scegliere Berlino: il desiderio di anonimato, la ricerca di nuovi stimoli artistici, la volontà di rinascita. La città, con il suo “vuoto” e le sue “vibrazioni underground”, diventa per Bowie un luogo di guarigione e di straordinaria creatività.

La Trilogia Berlinese e l’influenza della città

Uno dei capitoli più interessanti è dedicato ai tre album che compongono la cosiddetta “Trilogia Berlinese”: Low, “Heroes” e Lodger. Bommartini analizza come l’ambiente berlinese, la collaborazione con Brian Eno e la scena musicale locale abbiano influenzato il suono e i temi di questi dischi, considerati tra i più innovativi della carriera di Bowie.

L’autore sottolinea il ruolo di luoghi come l’appartamento di Hauptstraße 155, il quartiere di Schöneberg, e club come l’SO36, epicentro della scena punk. La narrazione si arricchisce di aneddoti, citazioni e riferimenti culturali, offrendo al lettore una mappa emotiva e musicale della Berlino di quegli anni.

Arte, letteratura e suggestioni

Bommartini amplia lo sguardo oltre la musica, esplorando il rapporto di Bowie con l’arte contemporanea, la letteratura e la cultura tedesca. Vengono citati artisti come Basquiat e Duchamp, e si riflette sull’influenza dell’espressionismo e della storia berlinese sull’immaginario bowiano. Il libro si sofferma anche su figure come Iggy Pop, compagno di avventure di Bowie a Berlino, e su altri riferimenti culturali, dalla letteratura di Aleister Crowley ai film di Nick Roeg.

Berlino oggi: eredità e trasformazioni

Nelle ultime sezioni, l’autore si interroga sull’eredità di Bowie nella Berlino contemporanea. La città è cambiata, ma resta un polo di attrazione per musicisti, artisti e creativi. Bommartini racconta la scena musicale attuale, i club, i musei e i luoghi che ancora oggi portano tracce del passaggio di Bowie, offrendo consigli e suggestioni per chi voglia esplorare la città sulle orme del Duca Bianco.

Stile e approccio narrativo

Il tono del libro è personale ma mai autoreferenziale. Bommartini alterna la narrazione in prima persona a momenti di analisi storica e musicale, mantenendo un equilibrio tra il racconto soggettivo e l’approfondimento critico. Lo stile è scorrevole, ricco di dettagli e di riferimenti, ma sempre accessibile anche a chi non sia un esperto di Bowie o della storia berlinese.

L’autore dimostra una conoscenza approfondita sia della città sia della figura di Bowie, ma evita il tono accademico o celebrativo. Al contrario, il libro si distingue per la capacità di restituire la complessità di Berlino e del suo rapporto con l’artista, senza cadere nella retorica o nel mito fine a sé stesso.

Impatto e valore

A Berlino con David Bowie si distingue nel panorama editoriale italiano per la sua capacità di raccontare una città e un artista attraverso la lente della propria esperienza, senza mai perdere di vista la dimensione collettiva e storica. Il libro è un omaggio a Berlino come luogo di trasformazione e rinascita, e a Bowie come simbolo di creatività e sperimentazione.

La narrazione di Bommartini restituisce al lettore non solo la storia di un periodo fondamentale per la musica e la cultura pop, ma anche il fascino di una città che continua a reinventarsi.

Francesco Bommartini, con A Berlino con David Bowie, offre un viaggio appassionato e documentato nella capitale tedesca, sulle tracce di uno dei suoi ospiti più celebri. Il libro è al tempo stesso una guida, un diario e un saggio, capace di coinvolgere il lettore e di restituire la complessità di un incontro – quello tra Bowie e Berlino – che ha segnato la storia della musica e della cultura contemporanea.

Consigliato a chi ama la musica, la storia urbana, e a chi vuole scoprire Berlino attraverso lo sguardo di chi l’ha vissuta intensamente, sulle orme di un artista che ha saputo trasformare la crisi in arte e la città in leggenda.

Il Reichstag di Berlino: un simbolo della storia e della democrazia tedesca

Il Reichstag di Berlino è uno dei monumenti più famosi della Germania e un simbolo della storia complessa del Paese. Combina architettura storica e moderna ed è oggi la sede del Bundestag tedesco. Con la sua impressionante cupola di vetro, progettata da Sir Norman Foster, l’edificio rappresenta trasparenza, apertura e i valori democratici della Repubblica Federale Tedesca.

Storia del Reichstag

Costruzione e inaugurazione (1884–1894)

La costruzione del Reichstag iniziò nel 1884 sotto la guida dell’architetto Paul Wallot e fu completata nel 1894. L’edificio, progettato in stile neorinascimentale, doveva rappresentare l’Impero tedesco. La caratteristica vecchia cupola e le quattro torri angolari definivano l’aspetto dell’edificio, considerato un capolavoro tecnico. La vecchia cupola, come del resto anche quella nuova progettata da Foster, non aveva solo una funzione estetica ma permetteva anche alla luce naturale di illuminare l’aula plenaria.

La rivoluzione del 1918

Il Reichstag ebbe un ruolo centrale negli eventi rivoluzionari del 1918. Il 9 novembre, il socialdemocratico Philipp Scheidemann proclamò la Repubblica da una finestra dell’edificio, segnando la fine dell’Impero tedesco. Durante questo periodo, nell’aula plenaria si riunirono anche i consigli dei lavoratori e dei soldati di Berlino.

L’incendio del Reichstag (1933)

Un evento cruciale fu l’incendio del Reichstag nella notte tra il 27 e il 28 febbraio 1933. Il giovane olandese Marinus van der Lubbe fu accusato di aver appiccato il fuoco, ma ancora oggi ci sono dubbi sulla sua colpevolezza. Il regime nazista sfruttò l’episodio per sospendere i diritti civili e instaurare una dittatura.

Distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Reichstag subì gravi danni. Dopo la fine del conflitto, le rovine rimasero come monito per ricordare gli orrori della guerra.

Ricostruzione e modernità

La riunificazione (1989–1990)

Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, il Reichstag divenne un simbolo dell’unità tedesca. Con la riunificazione nel 1990, si decise di trasferire il Bundestag a Berlino e di restaurare completamente l’edificio.

Ristrutturazione di Norman Foster (1995–1999)

L’architetto britannico Sir Norman Foster guidò la ristrutturazione del Reichstag. Durante i lavori, venne aggiunta l’iconica cupola di vetro, simbolo di trasparenza e apertura. La ristrutturazione si concentrò anche sulla sostenibilità: furono installati pannelli solari, sistemi di ventilazione naturale e tecnologie per il recupero delle acque piovane.

Nel 1999 l’edificio fu ufficialmente riaperto e da allora è la sede del Bundestag tedesco.

Architettura

L’architettura del Reichstag combina elementi di diverse epoche:

  • Facciata storica: progettata da Paul Wallot in stile neorinascimentale con sculture e rilievi decorativi.
  • Cupola moderna in vetro: progettata da Norman Foster, è composta da 3.000 pannelli di vetro e offre una vista panoramica su Berlino.
  • Efficienza energetica: tecnologie sostenibili come pannelli solari e sistemi di ventilazione naturale rendono l’edificio un modello di architettura moderna.

Gli interni includono moderne strutture parlamentari, sale riunioni e l’aula plenaria illuminata dalla luce naturale.

Significato per la democrazia

Il Reichstag non è solo un capolavoro architettonico, ma anche un simbolo dello sviluppo democratico della Germania. Rappresenta:

  • Trasparenza: la cupola di vetro permette ai cittadini di osservare il lavoro del parlamento.
  • Unità: dopo decenni di divisione, l’edificio rappresenta la riunificazione della Germania.
  • Memoria: ricorda i capitoli oscuri della storia tedesca, come il nazismo e la Seconda Guerra Mondiale.

Attrazione turistica

Oggi il Reichstag è una delle attrazioni più visitate di Berlino. I punti salienti per i visitatori includono:

  • La cupola di vetro: un percorso a spirale conduce alla cima della cupola, da cui si gode una vista mozzafiato su Berlino.
  • Visite guidate: i visitatori possono apprendere di più sulla storia e sull’architettura dell’edificio.
  • Terrazza panoramica: offre un’oasi tranquilla con una vista spettacolare sullo skyline di Berlino.

Conclusione

Il Reichstag è un monumento vivente della storia tedesca e un simbolo di democrazia, unità e progresso. Con la sua combinazione unica di splendore storico e innovazione moderna, attira ogni anno milioni di visitatori ed è al centro delle decisioni politiche in Germania.

La Bernauer Straße: un luogo storico

La Bernauer Straße a Berlino è un luogo di grande importanza per comprendere la storia del Muro di Berlino e la divisione della Germania durante la Guerra Fredda. Qui si intrecciano storia, memoria e museologia moderna, rendendola una meta imperdibile per i turisti.

Il Muro di Berlino sulla Bernauer Straße

La Bernauer Straße fu uno dei luoghi più drammatici legati al Muro di Berlino. Quando il Muro venne costruito il 13 agosto 1961, attraversava direttamente questa strada, separando vicini, amici e famiglie. Gli edifici sul lato orientale avevano finestre che si affacciavano direttamente verso l’Occidente, il che spinse molte persone a tentare la fuga attraverso di esse. Questi tentativi portarono a eventi tragici, come la morte di Ida Siekmann, la prima vittima conosciuta del Muro.

Oggi la Bernauer Straße è un monumento vivente. Un tratto lungo 1,4 chilometri dell’ex zona di confine è stato conservato come memoriale. Qui i visitatori possono vedere diversi elementi delle strutture di confine, tra cui torri di guardia e la cosiddetta “striscia della morte”.

Il Centro di documentazione

Il Centro di Documentazione situato al numero 111 della Bernauer Straße è una parte centrale del Memoriale del Muro di Berlino. Ospita una mostra permanente in tedesco e inglese che illustra i retroscena e i contesti politici della costruzione del Muro. Particolarmente impressionante è la piattaforma panoramica, da cui si può osservare un tratto originale delle strutture di confine.

Altri punti salienti del centro includono:

  • Una collezione digitale di documenti originali.
  • Stazioni audio con trasmissioni radio storiche della Germania dell’Est e dell’Ovest.
  • Visite guidate regolari ed eventi tematici per approfondire la conoscenza.

La Mostra all’aperto

Lungo la Bernauer Straße si estende un’ampia mostra all’aperto. Dei pali metallici segnano il percorso del Muro, mentre pannelli informativi raccontano storie di tentativi di fuga e della vita lungo il confine. Particolarmente toccanti sono le indicazioni dei tunnel di fuga e degli edifici residenziali demoliti per fare spazio al Muro.

La Cappella della riconciliazione

Un altro punto saliente è la Cappella della Riconciliazione. Sorge sul luogo di una chiesa distrutta ed è oggi un simbolo di speranza e riconciliazione. La cappella è un luogo di silenzio e memoria dedicato alle vittime della divisione.

Consigli per i visitatori

  • Ingresso: L’accesso a tutte le aree del memoriale è gratuito.
  • Orari di apertura: Le aree esterne sono accessibili 24 ore su 24; il Centro di Documentazione è aperto dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00.
  • Come arrivare: Il memoriale è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici tramite la stazione S-Bahn Nordbahnhof o la fermata della metropolitana Bernauer Straße.

Perché vale la pena visitarla

La Bernauer Straße non offre solo uno sguardo sulla storia di Berlino, ma anche un viaggio emozionante attraverso le vite delle persone in una città divisa. Con i suoi reperti conservati, le mostre informative e le storie commoventi, è un luogo che ogni visitatore di Berlino dovrebbe vedere almeno una volta.

Müggelturm: una spettacolare Berlino vista dall’alto

La torre Müggelturm è una popolare meta turistica situata nella parte sud-orientale di Berlino, sul Kleiner Müggelberg (Piccolo Promontorio Müggel) a Köpenick. La storia della torre risale agli anni 1880, quando Carl Spindler fece costruire la prima torre di osservazione in legno.

L’attuale Müggelturm, inaugurata nel 1961, è il risultato di un concorso di architettura seguito all’incendio della struttura precedente nel 1958. Con un’altezza di 29,61 metri, la torre, costruita con una struttura in cemento armato, offre nove piani con finestre panoramiche e una piattaforma di osservazione accessibile tramite 126 gradini.

Dalla piattaforma, i visitatori godono di una vista mozzafiato sul paesaggio circostante di boschi e laghi, incluso il vicino Großer Müggelsee (Grande Lago Müggel). Nelle giornate limpide, la vista si estende fino al centro di Berlino.

Nonostante alcune sfide nel periodo post-riunificazione, la Müggelturm rimane una meta popolare per locali e turisti che desiderano godere della vista unica e della natura circostante.

Orari di apertura

  • Tutti i giorni: 10:00 – 18:00

Prezzi

  • Biglietto intero: 6,00 euro
  • Biglietto ridotto: 3,00 euro

È importante notare che gli orari possono variare leggermente tra estate e inverno:

  • Estate: 10:00 – 20:00
  • Inverno: 10:00 – 18:00

Per salire fino alla piattaforma panoramica, che offre una vista mozzafiato su Berlino e sul lago Müggelsee, bisogna percorrere 126 gradini. Non è presente un ascensore a causa della tutela monumentale dell’edificio.

Il ristorante e il bar ai piedi della torre hanno orari di apertura più limitati:

  • Sabato e domenica: 10:00 – 16:00

Si consiglia di verificare gli orari aggiornati prima della visita, poiché potrebbero subire variazioni stagionali o in occasione di festività.

Il Fischerkietz di Köpenick: l’antico borgo dei pescatori di Berlino

Il Fischerkietz di Berlino-Köpenick è un gioiello storico che proietta i visitatori in un’altra epoca. Questo piccolo e affascinante quartiere, originariamente un insediamento di pescatori slavi, fu menzionato per la prima volta in un documento nel 1355 e mantenne la sua autonomia amministrativa fino alla fine del XIX secolo.

Storia e sviluppo

Il Kietz nacque probabilmente nel XIII secolo come insediamento di servizio per il castello del margravio sull’isola del castello. Gli abitanti, principalmente pescatori, avevano il compito di rifornire il castello di pesce. Nel corso dei secoli, il borgo crebbe lentamente, passando da 24 case nel 1375 a 37 abitazioni nel 1840.

Architettura e paesaggio urbano

Oggi il Fischerkietz si presenta come un insieme di edifici del XVIII e XIX secolo, protetto come monumento storico. La via “Kietz” forma il cuore del quartiere, fiancheggiata da case colorate accuratamente restaurate. Particolarmente degni di nota sono:

  • la casa al numero 27 di Kietz, con gran parte della struttura originale del 1727
  • la casa al numero 21 di Kietz, risalente all’ultimo quarto del XVIII secolo
  • alcuni edifici a più piani del periodo della fondazione nrlla Gartenstraße

Atmosfera e attrazioni

Il Fischerkietz affascina per la sua atmosfera idilliaca e la pittoresca posizione direttamente sul Dahme, uno dei tre fiumi di Berlino. I visitatori possono passeggiare per gli stretti vicoli lastricati, rilassarsi sulle panchine lungo la riva e godersi la vista sull’acqua o fermarsi in accoglienti caffè, come il “Seeterrassen” sulla Müggelheimer Straße.

Vita culturale

Il Kietz non è solo un quartiere storico, ma anche un vivace centro culturale:

  • a giugno si svolge l'”Estate del Kietz”, con concerti, sfilate di strada e artigianato
  • il vicino Museo della storia locale di Köpenick, nella Vecchia Piazza del Mercato, offre uno sguardo sulla storia locale

Il Fischerkietz di Köpenick è un luogo affascinante che unisce in modo unico storia, cultura e natura, invitando i visitatori a immergersi nel passato e allo stesso tempo assaporare il vivacissimo presente di uno dei più antichi quartieri di Berlino.