Affitti a partire da 6,50 €/m² a Moabit: nuovi alloggi accessibili nel cuore di Berlino

A Berlino, trovare un alloggio a prezzi accessibili è sempre più difficile. Per questo motivo, il nuovo progetto edilizio in costruzione nel quartiere di Moabit, nel distretto di Mitte, rappresenta un segnale importante.

Qui stanno sorgendo nuovi appartamenti sovvenzionati con affitti a partire da circa 6,50 euro al metro quadrato, un costo nettamente inferiore rispetto alla media attuale della città. Si tratta di abitazioni finanziate con fondi pubblici, destinate soprattutto a persone con redditi medio-bassi.

Per accedere a questi appartamenti è necessario possedere il cosiddetto “WBS” (Wohnberechtigungsschein), un certificato che attesta il diritto a un alloggio sociale in Germania. La richiesta può essere presentata presso gli uffici competenti del proprio distretto.

Il progetto di Moabit dimostra quanto sia urgente ampliare l’offerta di edilizia popolare a Berlino. Politici e cittadini concordano su un punto: servono molti più progetti di questo tipo per contrastare l’aumento degli affitti e garantire una città accessibile a tutti.

Spätis: il tesoro culturale di Berlino da proteggere a ogni costo

Gli Spätis sono negozi notturni indispensabili per i berlinesi, simbolo di convivialità e praticità quotidiana. Nati negli anni ’50, questi piccoli chioschi di bevande, snack e sigarette incarnano l’anima autentica della città, ma oggi rischiano di sparire per gentrificazione e regolamenti rigidi.

La storia e il fascino intramontabile

Gli Spätis hanno rivoluzionato la vita notturna berlinese, offrendo Wegbier per serate estive, energy drink mattutini o vini per le serate da film in casa dopo la chiusura dei supermercati. Diventati cult negli anni ’50, sono circa 1000 in città, con nomi buffi che li rendono iconici nel paesaggio urbano. Sono più di negozi: spazi di chiacchierate informali e legami sociali in una metropoli anonima.

La minaccia della gentrificazione

A Neukölln, sulla Hermannstraße, Hüseyin Inci rischia di chiudere dopo 20 anni: il proprietario vuole un altro tipo di attività. Il contratto scade a fine mese, ma clienti e gestori protestano con una demo spontanea di 100 persone. La densità di Spätis nel quartiere è alta, dicono le autorità, ma perderne uno significa perdere un punto di incontro vitale.

Tutela urgente per il tessuto sociale

Dal 2016 è vietata l’apertura domenicale, e la gentrificazione accelera il declino. Berlino dovrebbe introdurre tutele simili a quelle per il settore abitativo per il commercio locale. Questo salverebbe non solo gli Spätis, ma tutto il piccolo commercio in crisi, preservando l’identità caotica e accogliente della città. Senza di loro, i quartieri perderebbero il loro cuore pulsante.

“Ein Land im Container”: cosa resta dei simboli della DDR dopo la caduta del Muro

Che cosa succede ai simboli di uno Stato quando questo non esiste più? È questa la domanda sorprendente al centro della nuova mostra speciale al DDR Museum a Berlino. “Ein Land im Container” racconta la storia di bandiere, emblemi, statue e altri reperti della DDR, che dopo il 1990 sono scomparsi dallo spazio pubblico, gettati via, venduti o raccolti come cimeli.

L’esposizione intreccia storia degli oggetti e cultura della memoria, mostrando come questi resti siano diventati testimoni silenziosi di un passato che continua a influenzare il presente. Un’occasione ideale per chi vuole esplorare Berlino non solo attraverso le sue strade, ma anche attraverso le sue tracce storiche.

La mostra è aperta dal venerdì alla domenica, dalle 9 alle 21, al DDR Museum in Karl‑Liebknecht‑Straße 1, nel quartiere di Mitte.

Oggi “Okujou Beat” al Peppi Guggenheim: un venerdì sera trip-hop, house, ambient, dancefloor jazz ed elettronica con ingresso gratuito

Se cercate un modo diverso per iniziare il vostro venerdì sera a Berlino, tra atmosfera locale e vibrazioni internazionali, vale la pena scoprire Okujou Beat al Peppi Guggenheim. Nato come progetto di quartiere a Neukölln, questo collettivo porta sul palco un mix sonoro affascinante che spazia tra trip-hop, house, ambient, dancefloor jazz ed elettronica live improvvisata.

Il risultato è un’esperienza musicale che richiama tanto l’energia urbana di una metropoli quanto l’immaginario di un rooftop notturno — “okujou” in giapponese — sospeso tra viaggio e sperimentazione. Un evento che incarna perfettamente lo spirito berlinese: ingresso gratuito, con donazione culturale benvenuta.

Appuntamento venerdì 17 alle 20:00 presso Peppi Guggenheim, in Weichselstraße 7, nel cuore di Neukölln.

Il tramonto del Berghain? Da numero 1 a 21°

Berlino, un tempo sinonimo di “povero ma sexy”, sta perdendo il suo fascino underground. Il leggendario Berghain, tempio techno di Friedrichshain-Kreuzberg, è scivolato al 21° posto nella classifica internazionale dei migliori club del DJ Mag 2026, fuori dalla top 20.

Il declino del Berghain

Nel 2009 il Berghain dominava la vetta del ranking dei raver, ma oggi il 21° posto suona come un fallimento. Mentre club come [UNVRS] e Green Valley svettano in cima, il gigante berlinese arranca, metafora di una città che non attrae più come un tempo. Le code infinite persistono, ma l’aura internazionale svanisce.

Costi alle stelle e nightlife in crisi

Le spese per affitti online a Berlino sono salite del 69% in dieci anni, rendendo la vita cara anche per i locals. I club tra Ostkreuz e RAW-Gelände lottano per la sopravvivenza: locali come About Blank, Else e Cassiopeia temono sfratti per l’espansione dell’A100 e mancati contratti d’affitto. I giovani berlinesi, schiacciati da ingressi a 30 euro e drink cari, preferiscono feste private o sale comunali low-cost.

Il futuro incerto della scena techno

Nel RAW-Gelände, club iconici come Cassiopeia e Crack Bellmer attendono garanzie da proprietari e distretto per contratti trentennale. Turisti in calo di 300.000 l’anno e pernottamenti ridotti di 1,2 milioni confermano: Berlino è meno sexy e più costosa. La prossima classifica DJ Mag nel 2027 rivelerà se il Berghain risale o affonda del tutto.

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