Berlino nel caos invernale: il Senato berlinese criticato per la gestione del gelo

Berlino è sprofondata nel caos a causa del ghiaccio e della neve degli ultimi giorni, mentre sul Senato a maggioranza CDU e SPD piovono critiche da ogni parte. L’accusa principale: una gestione tardiva e inefficace del servizio invernale, che avrebbe contribuito a numerosi incidenti e feriti sulle strade e sui marciapiedi della capitale.

La senatrice ai Trasporti Ute Bonde (CDU) ha annunciato soltanto venerdì una nuova disposizione che consente eccezionalmente l’uso di sostanze antigelo come il sale da disgelo anche sui marciapiedi, contraddicendo le sue precedenti posizioni. Una mossa che l’opposizione definisce “un mezzo giuridicamente dubbio” e decisamente tardiva.

Il capogruppo dei VerdiWerner Graf, ha ricordato che da settimane era evidente come le attuali regole sullo sgombero della neve non funzionassero: “Avevamo proposto che la Berliner Stadtreinigung (BSR) si occupasse anche dei marciapiedi, ma la proposta è stata respinta”.

Anche il candidato SPD Steffen Krach ha accusato Bonde e il sindaco Kai Wegner (CDU) di immobilismo: “Da due settimane i berlinesi scivolano e fratturandosi le ossa. Il Senato avrebbe dovuto agire molto prima. È quasi uno scandalo”.

Da destra, la AfD ha commentato con sarcasmo: “Bello che ora il sale sia permesso”, ha detto la capogruppo Kristin Brinker, “ma ormai nessun negozio lo tiene in magazzino. Quando arriveranno le scorte necessarie, il ghiaccio sarà probabilmente già sciolto”.

Nel frattempo, molti berlinesi continuano a muoversi con cautela tra marciapiedi ghiacciati e servizi pubblici rallentati — mentre il dibattito politico scalda una città ancora paralizzata dal freddo.

Milano, la nuova casa dei milionari: il richiamo del lusso e dei vantaggi fiscali

New York è ormai superata? Sempre più milionari scelgono Milano come nuova residenza, lasciandosi alle spalle capitali storiche come Londra o New York. Il fenomeno, emerso con forza nel 2025, è confermato dal rapporto della società londinese Henley & Partners: nel capoluogo lombardo c’è un milionario ogni dodici abitanti – una densità più alta che a Manhattan o nella City.

Tra i nuovi arrivati figurano nomi noti come Boris Becker, l’imprenditore egiziano Nassef Sawiris e il banchiere Richard Gnodde di Goldman Sachs. In tutto, circa 3.600 milionari hanno trasferito la loro residenza in Italia nel 2025, portando con sé oltre 20 miliardi di euro in capitali liquidi.

La “Regola CR7” e i vantaggi fiscali

Uno dei motivi principali del boom è il regime fiscale agevolato introdotto nel 2017 e soprannominato “regola CR7”, in riferimento a Cristiano Ronaldo. Chi sposta la propria residenza in Italia può pagare una tassa forfettaria di 200.000 euro all’anno su tutti i redditi prodotti all’estero, per un periodo massimo di quindici anni. A ciò si aggiungono una bassa tassazione sulle eredità e una vita di alto livello a costi inferiori rispetto ad altre metropoli globali.

Lusso, cultura e nuove disuguaglianze

Milano offre il mix perfetto di business, moda e cultura. Nei quartieri di BreraCityLife o nel Quadrilatero della Moda, si moltiplicano gli attici e i palazzi storici trasformati in residenze di prestigio. La presenza della Scala, dei grandi musei e di eventi come la Settimana della Moda o il Salone del Mobile rafforza il suo status di capitale del lusso europeo.

Tuttavia, questo successo ha un prezzo: gli affitti sono alle stelle e molti milanesi sono costretti a trasferirsi nell’hinterland. La città dei super-ricchi rischia così di diventare sempre più elitaria, con un divario crescente tra quartieri di lusso e periferie popolari.

Fino al 6 febbraio S-Bahn interrotta nel sud-est di Berlino

Nel sud-est di Berlino la S-Bahn è interrotta fra Baumschulenweg e Grünau/Altglienicke/Spindlersfeld fino al 6 febbraio; al posto dei treni circolano bus sostitutivi (SEV).

Le linee più importanti

  • S3: Erkner – Spandau ogni 10 minuti, da usare al posto della S9 attraverso il centro.
  • S9: solo Flughafen BER – Altglienicke; per il resto del percorso subentra la S3.
  • Navetta S-Bahn Baumschulenweg – Treptower Park con cambio a Plänterwald.

Bus sostitutivi (SEV)

  • S9X: bus espresso Flughafen BER – Adlershof – Schöneweide – Baumschulenweg (fino a mezzanotte, niente servizio notte).
  • S9A: Grünbergallee – Altglienicke – Adlershof – Johannisthal (Wagner-Régeny-Allee) – Schöneweide – Baumschulenweg.
  • S46 (bus): Grünau – Adlershof – Johannisthal – Schöneweide – Baumschulenweg.
  • S47 (bus): Spindlersfeld – Oberspree – Schöneweide – Baumschulenweg.

Consigli rapidi per i pendolari

  • Prevedi almeno 15–20 minuti in più per ogni viaggio.
  • Controlla mappe e orari sulle app (DB/BVG) prima di uscire.
  • Se possibile, valuta percorsi alternativi con U-Bahn e tram per evitare i tratti più colpiti.

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Sciopero: 2 febbraio 2026 niente bus, metro e tram BVG a Berlino

Brutte notizie per chi si muove con i mezzi pubblici: lunedì 2 febbraio il sindacato Verdi ha indetto uno sciopero nazionale del trasporto urbano. A Berlino il blocco riguarderà l’intera rete della BVG: U‑Bahn, tram e autobus resteranno fermi per tutta la giornata.

Lo sciopero rientra nella trattativa per il rinnovo del contratto dei circa 100.000 lavoratori del trasporto pubblico municipale in Germania. Il sindacato chiede migliori condizioni di lavoro, turni più sostenibili e compensi più adeguati per notti e weekend.

Cosa funziona e cosa no

Durante lo sciopero, S‑Bahn e Deutsche Bahn non saranno coinvolte e circoleranno regolarmente, perché appartengono a un diverso contratto collettivo. Nel Brandeburgo la situazione sarà simile a Berlino: molte aziende comunali di trasporto aderiranno allo sciopero.

Traffico e disagi in vista

Le autorità cittadine prevedono un aumento del traffico nelle ore di punta, nonostante il periodo di vacanze invernali.

Consigli per muoversi a Berlino

  • Smart working se possibile.
  • S‑Bahn e treni DB per gli spostamenti essenziali.
  • Bici o monopattini per chi non teme il freddo.
  • Car sharing come alternativa per tragitti più lunghi.
  • A piedi per le distanze brevi.

App utili: BVG App (aggiornamenti), Bahn App (S‑Bahn), Google Maps (percorsi alternativi).

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Sesso e consenso: riflessioni dal mondo queer

L’Italia si accinge ad approvare una legge sul consenso sessuale, sancendo un principio in fondo molto semplice: senza un sì esplicito, non c’è consenso. Una norma che nasce sull’onda del dibattito globale #MeToo, ma che porta con sé un interrogativo più profondo: come si traduce il consenso in contesti dove la comunicazione è tacita, fisica, intuitiva – come nel mondo del cruising gay?

Un recente articolo di Jeff Mannes, pubblicato sulla rivista berlinese Siegessäule affronta esattamente questo nodo. Racconta di una serata in un cruising bar di Berlino, tra corpi, sguardi e gesti – il linguaggio proprio del cruising. Finché qualcosa interrompe improvvisamente l’equilibrio del tacito accordo: un atto inatteso, mai discusso a parole, che trasforma l’eccitazione in disagio. Non un’aggressione, ma una zona grigia del desiderio, dove il consenso diventa terreno scivoloso e instabile.


“La cultura del cruising è un modello diverso. Vive di codici, di allusioni, di rischi. Della possibilità che qualcosa accada senza che venga detto apertamente. Questo è il suo punto di forza, ma anche la sua debolezza.”
Jeff Mannes

Mannes lo dice chiaramente: “Konsens ist kein Zustand, Konsens ist ein Prozess.” Ovvero, il consenso non è uno stato — nel senso di condizione —, un evento concluso che si firma e si archivia, ma qualcosa che si costruisce e si rinnova nel tempo . Questa distinzione tra Zustand e Prozess, tra stato e processo, è cruciale.
Pensare il consenso solo come Zustand — un sì dato una volta per tutte — corrisponde a una visione statica, giuridica, e in fondo rassicurante: si spunta una casella, si dichiara un assenso, si è protetti. Ma nella realtà del desiderio, come nella vita, il consenso è invece un Prozess: fluttuante, reattivo, intrecciato ai segnali del corpo e alle emozioni che cambiano. Il consenso può nascere, esitare, dissolversi, rinascere.

Linguaggi del desiderio e limiti del “solo sì è sì”

Ecco la sfumatura mancante nel dibattito tra opposte posizioni sul nuovo disegno di legge italiano. È certo una legge necessaria perché protegge chi finora non è stato creduto. Ma introduce anche una sfida: come conciliamo una visione giuridica del consenso con la complessità dell’intimità reale, fatta di emozioni, titubanze, giochi di potere e codici non verbali?
Perché nelle pratiche dove il linguaggio del corpo sostituisce la parola, come nel cruising , il consenso non è dichiarato una volta per tutte, ma continuamente negoziato attraverso lo sguardo, i gesti, le reazioni o, insomma, una comunicazione non verbale. Non perché le parole siano inutili — anzi, la comunicazione resta cruciale — ma perché esistono situazioni in cui il corpo parla prima della bocca. Dove desiderio, rischio e ambiguità coesistono in un fragile equilibrio di fiducia reciproca tenendo ben presente che la libertà erotica non è l’assenza di limiti, ma la loro capacità di mutare senza essere infranti.

Dal corpo alla legge: verso una nuova consapevolezza

Forse è proprio qui che il dibattito sul nuovo progetto di legge italiano può arricchirsi di alcune riflessioni: il consenso non è solo una questione legale e la distinzione tra Zustand e Prozess ci invita a pensare a una alfabetizzazione del consenso capace di includere non solo il diritto, ma anche la psicologia, l’empatia e l’ascolto dei segnali corporei, il rispetto anche dell’indecisione o del ripensamento.

In questo senso, il progetto di legge sul consenso sessuale potrebbe diventare anche un progetto di educazione sentimentale, dove imparare a leggere i segnali propri e altrui è parte integrante della libertà sessuale. Come scrive Mannes, non sempre chi sbaglia lo fa per cattiveria — a volte è la curiosità a superare la percezione del limite. Eppure, il limite esiste e imparare a percepirlo è parte della libertà sessuale.

Una nuova cultura del consenso

Il disegno di legge italiano è il punto di partenza, non di arrivo. Serve a fissare i limiti minimi, ma le relazioni umane richiedono qualcosa di più: sensibilità, attenzione, capacità di “stare nel processo”. Il vero consenso non è una firma, ma un dialogo continuo, appunto un Prozess. E come ogni processo, richiede ascolto, autoconsapevolezza, responsabilità e disponibilità a fermarsi.

Perché, come ricorda Mannes con ironia berlinese, certe notti insegnano più di molte leggi: meglio fermarsi in tempo, prima di ritrovarsi a camminare per venti minuti per le strade di Berlino, facendosi lugubraggini mentali sul vero significato del consenso.

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