Lavori alla stazione di Köpenick: chiusura Hämmerlingstraße e stop ai treni tra Ostbahnhof ed Erkner

Nel 2026 prosegue il grande cantiere intorno alla stazione di Köpenick: la Deutsche Bahn sta costruendo un nuovo ponte ferroviario sulla Hämmerlingstraße, con importanti conseguenze per traffico e treni.

  • La Hämmerlingstraße sarà completamente chiusa sotto la linea ferroviaria per tutti i veicoli e pedoni dal 26 gennaio 2026 (circa ore 5) al 6 marzo 2026 (circa ore 11), con deviazioni segnalate.
  • Il traffico ferroviario a lunga percorrenza e regionale tra Ostbahnhof ed Erkner sarà interrotto dal 30 gennaio 2026 (ore 21) al 27 febbraio 2026 (ore 22); la DB pubblicherà in tempo utile tutti i dettagli su bus sostitutivi e nuovi orari su bahn.de/bauarbeiten.

L’obiettivo dei lavori è rendere la stazione di Köpenick e le infrastrutture circostanti più moderne ed efficienti sul lungo periodo. Il Bezirksamt Treptow-Köpenick consiglia a chi si sposta in zona di informarsi per tempo su percorsi alternativi e di prevedere tempi di viaggio più lunghi durante il periodo di cantiere

Umbau Bahnhof Köpenick: Sperrung der Hämmerlingstraße und Unterbrechung des Fern- und Regionalverkehrs

Auch 2026 wird am Bahnhof Köpenick kräftig gebaut: Die Deutsche Bahn setzt den Umbau der Verkehrsanlagen fort und schiebt eine neue Fernbahnbrücke über die Hämmerlingstraße ein.

  • Die Hämmerlingstraße wird dafür unter der Bahnstrecke vom 26. Januar 2026, ca. 5 Uhr, bis 6. März 2026, ca. 11 Uhr, für alle Verkehrsteilnehmenden voll gesperrt, Umleitungen werden ausgeschildert.
  • Gleichzeitig wird der Fern- und Regionalverkehr zwischen Ostbahnhof und Erkner vom 30. Januar 2026, 21 Uhr, bis 27. Februar 2026, 22 Uhr, unterbrochen; Details zu Ersatzverkehren und Fahrplanänderungen veröffentlicht die Bahn vorab unter www.bahn.de/bauarbeiten.

Mit den Maßnahmen soll der Bahnhof Köpenick langfristig leistungsfähiger und zukunftsfähiger werden. Das Bezirksamt Treptow-Köpenick empfiehlt allen Verkehrsteilnehmenden, sich frühzeitig über alternative Routen und Verbindungen zu informieren und für den Zeitraum mehr Zeit einzuplanen

Tedeschi troppo spesso in malattia? Dati reali, confronto OCSE e polemica sull’inabilità al lavoro

In Germania si discute se i lavoratori si ammalino “troppo”, dopo che il cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha criticato i circa 14–15 giorni di assenza media l’anno per malattia per persona. I dati mostrano però un quadro più complesso: le giornate di malattia sono aumentate anche perché oggi vengono registrate in modo più completo.

Quanti giorni di malattia hanno i lavoratori

Secondo la cassa malattia DAK, nel 2024 i lavoratori sono stati in media 19,5 giorni all’anno in malattia, con cause come infezioni respiratorie, disturbi psichici e problemi muscolo-scheletrici come il mal di schiena. Il Destatis calcola circa 14,8 giorni, ma considera solo le assenze dal terzo giorno in poi; entrambe le rilevazioni indicano comunque un livello relativamente stabile negli ultimi anni.

Confronto internazionale e ruolo della telefonica

I dati OCSE stimano per la Germania 24,9 giorni di malattia pagata nel 2022, il valore più alto tra i Paesi analizzati, ma i confronti sono difficili perché ogni Stato registra e remunera la malattia in modo diverso. In Germania lo stipendio è pieno fin dal primo giorno per sei settimane, mentre in Paesi come la Svezia il primo giorno non è pagato, il che influenza le statistiche e il comportamento dei lavoratori.

Possibilità di mettersi in malattia telefonicamente: dibattito politico

Oggi ci si può far mettere in malattia anche telefonicamente per disturbi lievi, ma solo se si è già pazienti dello studio medico e di norma per un massimo di cinque giorni (o sette con video consulto). Dopo le critiche di Merz, la ministra della Salute Nina Warken (CDU) vuole rivedere le regole per evitare abusi e limitare le attestazioni rilasciate da piattaforme online, mentre i Verdi difendono la telefonische Krankschreibung come strumento utile per alleggerire gli studi medici e ridurre i contagi in sala d’attesa

Rientro dei cervelli: tasse al 50% anche con smart working per aziende estere

Il rientro in Italia può essere fiscalmente molto conveniente anche per chi continua a lavorare da remoto per un’azienda estera. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime agevolato per gli “impatriati” si applica anche in caso di smart working per datori di lavoro stranieri, purché l’attività sia svolta in prevalenza dal territorio italiano.​

Cos’è il regime “rientro dei cervelli”

  • Si tratta di un’agevolazione fiscale che consente di tassare solo una parte del reddito prodotto in Italia da chi rientra dall’estero, con uno sconto del 50% sulle imposte per un certo numero di anni (nella prassi più recente, in genere per 5 anni, con possibili estensioni in casi specifici).​
  • È rivolto a lavoratori altamente qualificati (laureati, profili specializzati, ricercatori, manager ecc.) che sono stati residenti all’estero per un determinato minimo e trasferiscono la residenza fiscale in Italia.

Smart working per azienda estera: quando spetta lo sconto

Il chiarimento dell’Agenzia è arrivato in risposta al caso di un’ingegnere italiana rientrata in Italia ma assunta da una società estera (tedesca/inglese) con lavoro svolto in smart working.

  • Anche se il datore di lavoro ha sede in Germania, Regno Unito o altro Paese, il reddito da lavoro può rientrare nel regime degli impatriati se il lavoro è svolto prevalentemente in Italia.
  • “Prevalentemente” significa, in pratica, che la maggior parte dell’attività lavorativa (giorni/tempo) si svolge fisicamente dal territorio italiano; eventuali trasferte all’estero non escludono il beneficio se rimangono minoritarie.

Requisiti principali da rispettare

Per accedere al regime agevolato, in linea generale servono alcuni requisiti chiave:

  • Trasferimento della residenza fiscale in Italia, con iscrizione all’Anagrafe e presenza in Italia per più di 183 giorni l’anno.
  • Precedente residenza all’estero per almeno il periodo minimo richiesto dalla norma (varia a seconda delle versioni del regime, ma tipicamente almeno 2 anni consecutivi).
  • Svolgimento di un’attività di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa in Italia, anche se il datore di lavoro è estero, purché l’attività si svolga in via prevalente sul territorio italiano.

Vantaggio concreto: tasse dimezzate per 5 anni

Se i requisiti sono rispettati, il lavoratore “impatriato” può beneficiare di una tassazione agevolata:

  • Solo il 50% del reddito da lavoro concorre alla base imponibile IRPEF (e, quindi, l’imposta effettiva da versare è notevolmente più bassa).
  • La durata tipica è di 5 anni, con possibili estensioni in presenza di condizioni aggiuntive (es. figli minori, acquisto di immobile in Italia, alta qualificazione).

Per chi ha un profilo altamente specializzato e una relazione lavorativa già in corso con un’azienda estera, il messaggio è chiaro: tornare in Italia mantenendo il lavoro in smart working non fa perdere il regime agevolato, a patto che il centro della vita e dell’attività lavorativa sia effettivamente nel nostro Paese. Prima del rientro, è comunque prudente farsi seguire da un consulente fiscale o valutare un interpello all’Agenzia per avere conferma formale sul proprio caso specifico.

Attacco omofobo contro locale fetish a Schöneberg

Un attacco mirato contro uno locale fetish gay ha scosso il quartiere di Schöneberg a Berlino. Un uomo incappucciato ha lanciato un grosso sampietrino contro un locale gay molto frequentato, rompendo una porta a vetri ma, per fortuna, senza ferire nessuno grazie a una tenda che si trovava dietro il vetro.

L’episodio è avvenuto sabato sera al Böse Buben e.V. sul Sachsendamm, mentre all’interno c’erano molti clienti. Secondo i gestori, le telecamere di sorveglianza mostrano un aggressore mascherato che scaglia il pesante blocco di pietra contro l’uscita di sicurezza del bar, in quello che appare chiaramente come un attacco mirato.

La politica di distretto ha reagito con indignazione: il sindaco di Tempelhof-Schöneberg, Jörn Oltmann (Verdi), ha definito l’aggressione «inaccettabile» e ha ribadito che il quartiere difende diversità, dialogo e convivenza democratica. Il distretto ha assicurato piena collaborazione con la polizia, che ha avviato le indagini per risalire all’autore del gesto e chiarirne il movente.

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