Tedeschi troppo spesso in malattia? Dati reali, confronto OCSE e polemica sull’inabilità al lavoro

In Germania si discute se i lavoratori si ammalino “troppo”, dopo che il cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha criticato i circa 14–15 giorni di assenza media l’anno per malattia per persona. I dati mostrano però un quadro più complesso: le giornate di malattia sono aumentate anche perché oggi vengono registrate in modo più completo.

Quanti giorni di malattia hanno i lavoratori

Secondo la cassa malattia DAK, nel 2024 i lavoratori sono stati in media 19,5 giorni all’anno in malattia, con cause come infezioni respiratorie, disturbi psichici e problemi muscolo-scheletrici come il mal di schiena. Il Destatis calcola circa 14,8 giorni, ma considera solo le assenze dal terzo giorno in poi; entrambe le rilevazioni indicano comunque un livello relativamente stabile negli ultimi anni.

Confronto internazionale e ruolo della telefonica

I dati OCSE stimano per la Germania 24,9 giorni di malattia pagata nel 2022, il valore più alto tra i Paesi analizzati, ma i confronti sono difficili perché ogni Stato registra e remunera la malattia in modo diverso. In Germania lo stipendio è pieno fin dal primo giorno per sei settimane, mentre in Paesi come la Svezia il primo giorno non è pagato, il che influenza le statistiche e il comportamento dei lavoratori.

Possibilità di mettersi in malattia telefonicamente: dibattito politico

Oggi ci si può far mettere in malattia anche telefonicamente per disturbi lievi, ma solo se si è già pazienti dello studio medico e di norma per un massimo di cinque giorni (o sette con video consulto). Dopo le critiche di Merz, la ministra della Salute Nina Warken (CDU) vuole rivedere le regole per evitare abusi e limitare le attestazioni rilasciate da piattaforme online, mentre i Verdi difendono la telefonische Krankschreibung come strumento utile per alleggerire gli studi medici e ridurre i contagi in sala d’attesa

Rientro dei cervelli: tasse al 50% anche con smart working per aziende estere

Il rientro in Italia può essere fiscalmente molto conveniente anche per chi continua a lavorare da remoto per un’azienda estera. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime agevolato per gli “impatriati” si applica anche in caso di smart working per datori di lavoro stranieri, purché l’attività sia svolta in prevalenza dal territorio italiano.​

Cos’è il regime “rientro dei cervelli”

  • Si tratta di un’agevolazione fiscale che consente di tassare solo una parte del reddito prodotto in Italia da chi rientra dall’estero, con uno sconto del 50% sulle imposte per un certo numero di anni (nella prassi più recente, in genere per 5 anni, con possibili estensioni in casi specifici).​
  • È rivolto a lavoratori altamente qualificati (laureati, profili specializzati, ricercatori, manager ecc.) che sono stati residenti all’estero per un determinato minimo e trasferiscono la residenza fiscale in Italia.

Smart working per azienda estera: quando spetta lo sconto

Il chiarimento dell’Agenzia è arrivato in risposta al caso di un’ingegnere italiana rientrata in Italia ma assunta da una società estera (tedesca/inglese) con lavoro svolto in smart working.

  • Anche se il datore di lavoro ha sede in Germania, Regno Unito o altro Paese, il reddito da lavoro può rientrare nel regime degli impatriati se il lavoro è svolto prevalentemente in Italia.
  • “Prevalentemente” significa, in pratica, che la maggior parte dell’attività lavorativa (giorni/tempo) si svolge fisicamente dal territorio italiano; eventuali trasferte all’estero non escludono il beneficio se rimangono minoritarie.

Requisiti principali da rispettare

Per accedere al regime agevolato, in linea generale servono alcuni requisiti chiave:

  • Trasferimento della residenza fiscale in Italia, con iscrizione all’Anagrafe e presenza in Italia per più di 183 giorni l’anno.
  • Precedente residenza all’estero per almeno il periodo minimo richiesto dalla norma (varia a seconda delle versioni del regime, ma tipicamente almeno 2 anni consecutivi).
  • Svolgimento di un’attività di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa in Italia, anche se il datore di lavoro è estero, purché l’attività si svolga in via prevalente sul territorio italiano.

Vantaggio concreto: tasse dimezzate per 5 anni

Se i requisiti sono rispettati, il lavoratore “impatriato” può beneficiare di una tassazione agevolata:

  • Solo il 50% del reddito da lavoro concorre alla base imponibile IRPEF (e, quindi, l’imposta effettiva da versare è notevolmente più bassa).
  • La durata tipica è di 5 anni, con possibili estensioni in presenza di condizioni aggiuntive (es. figli minori, acquisto di immobile in Italia, alta qualificazione).

Per chi ha un profilo altamente specializzato e una relazione lavorativa già in corso con un’azienda estera, il messaggio è chiaro: tornare in Italia mantenendo il lavoro in smart working non fa perdere il regime agevolato, a patto che il centro della vita e dell’attività lavorativa sia effettivamente nel nostro Paese. Prima del rientro, è comunque prudente farsi seguire da un consulente fiscale o valutare un interpello all’Agenzia per avere conferma formale sul proprio caso specifico.

Attacco omofobo contro locale fetish a Schöneberg

Un attacco mirato contro uno locale fetish gay ha scosso il quartiere di Schöneberg a Berlino. Un uomo incappucciato ha lanciato un grosso sampietrino contro un locale gay molto frequentato, rompendo una porta a vetri ma, per fortuna, senza ferire nessuno grazie a una tenda che si trovava dietro il vetro.

L’episodio è avvenuto sabato sera al Böse Buben e.V. sul Sachsendamm, mentre all’interno c’erano molti clienti. Secondo i gestori, le telecamere di sorveglianza mostrano un aggressore mascherato che scaglia il pesante blocco di pietra contro l’uscita di sicurezza del bar, in quello che appare chiaramente come un attacco mirato.

La politica di distretto ha reagito con indignazione: il sindaco di Tempelhof-Schöneberg, Jörn Oltmann (Verdi), ha definito l’aggressione «inaccettabile» e ha ribadito che il quartiere difende diversità, dialogo e convivenza democratica. Il distretto ha assicurato piena collaborazione con la polizia, che ha avviato le indagini per risalire all’autore del gesto e chiarirne il movente.

Affitti in Germania: meno offerta e canoni alle stelle nelle grandi città

La ricerca di un appartamento in Germania è diventata ancora più difficile: mentre i canoni aumentano, l’offerta tradizionale si restringe sempre di più. I nuovi contratti sono spesso brevi, prevedono l’arredatamento incluso e con condizioni più rigide, soprattutto nelle grandi città.

Affitti in forte aumento

Secondo il GREIX-Mietpreisindex dell’IfW di Kiel, nel quarto trimestre 2025 gli affitti di offerta sono aumentati del 4,5% rispetto all’anno precedente, circa il doppio dell’inflazione. Rispetto al trimestre precedente, nelle 37 città e regioni analizzate l’aumento medio è stato dell’1%. In città come Colonia (+3,4%) e Monaco (+1,9%) la crescita è stata particolarmente marcata, con Monaco in testa per canone medio: 23,35 euro al metro quadrato, contro una media di 14,41 euro.

Meno annunci, più contratti brevi

Nel 2025 oltre il 17% degli annunci riguardava affitti di appartamenti arredati o a tempo determinato, una quota che nelle otto maggiori città sfiora un quarto e a Monaco arriva a circa un terzo. Allo stesso tempo, il numero totale di annunci è calato: nel quarto trimestre 2025 ce n’erano il 7% in meno rispetto all’anno prima e circa il 20% in meno rispetto al 2015, segno che molti inquilini tengono stretto il vecchio contratto e molte case vengono assegnate senza passare dai portali.

Reddito di cittadinanza e malattia: regole, obblighi e sanzioni da conoscere

I cittadini che ricevono il reddito di cittadinanza hanno doveri ben precisi anche quando sono malati. A differenza dei normali lavoratori, non possono affidarsi solo al sistema digitale e rischiano sanzioni economiche se non rispettano le scadenze previste dalla legge.

Regole base in caso di malattia

Per chi percepisce il Bürgergeld valgono obblighi di comunicazione e prova della malattia stabiliti dal § 56 SGB II.

  • La malattia va segnalata subito al Jobcenter (telefonicamente o in modo digitale per la prima comunicazione).
  • Entro il quarto giorno di calendario deve arrivare al Jobcenter il certificato medico in forma cartacea, anche se per i lavoratori “normali” esiste ormai la trasmissione elettronica.

Durante il periodo coperto dalla Krankmeldung, i beneficiari sono esonerati da appuntamenti e obblighi di partecipazione a misure, secondo le informazioni della Bundesagentur für Arbeit e di associazioni di autoaiuto per disoccupati.
Questo vale anche per malattie più lunghe di sei settimane: il Bürgergeld continua a essere pagato, perché a differenza dei lavoratori dipendenti non c’è diritto al Krankengeld.

Quando interviene il Jobcenter

Il Jobcenter può mettere in dubbio la capacità lavorativa dichiarata.

  • In base al § 275 SGB V può incaricare il Medizinischer Dienst (MDK) di verificare l’effettiva incapacità al lavoro.
  • Dubbi tipici sorgono in caso di molte assenze brevi e ricorrenti, certificati di malattia emessi sempre nello stesso studio medico noto per rilasciare molte attestazioni, o schemi che sembrano “strategici”.

Se il MDK conclude che non c’è (più) incapacità al lavoro, il Jobcenter può revocare l’esonero da obblighi e convocare di nuovo la persona a colloqui, misure o altre attività previste.

Sanzioni per ritardi o omissioni

La mancata osservanza delle regole sulla Krankmeldung può avere conseguenze dirette sul portafoglio.

  • La Bundesagentur für Arbeit indica che la prima violazione degli obblighi (ad esempio invio tardivo o mancante del certificato medico) comporta una riduzione del 10% del Bürgergeld per un mese.
  • In caso di violazioni successive, il taglio aumenta al 20% per due mesi e al 30% per tre mesi.

Diverse decisioni e linee guida mostrano che può essere considerata violazione anche il semplice arrivo in ritardo della Krankmeldung, non solo la totale assenza del certificato.
Per i beneficiari è quindi fondamentale: comunicare la malattia subito, far arrivare il Foglio rosa (Arbeitsunfähigkeitsbescheinigung) in originale nei tempi previsti e conservare sempre copie e ricevute di invio.

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Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana

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