La tomba di Nico (Velvet Underground) al cimitero di Grunewald

La tomba di Nico, la leggendaria cantante dei Velvet Underground, è un luogo di pellegrinaggio per molti fan della band. Situata nel cimitero di Grunewald (noto anche come Cimitero dei suicidi e dei senza nome), la tomba è diventata un simbolo della scena rock e della cultura alternativa degli anni ’60. Nico è sepolta insieme a sua madre Margarete Päffgen in una tomba a suo nome, situata nel settore 13 del cimitero. Infatti è proprio la madre ad essersi suicidata, ma Nico si trova in quel cimitero solo perché aveva espresso il desiderio di essere sepolta insieme alla madre.

Tomba di Nico (Velvet Underground), 2016

Nico, il cui vero nome era Christa Päffgen, è nata in Germania nel 1938 e ha iniziato la sua carriera come modella. Ha poi trovato il successo come cantante grazie alla sua collaborazione con i Velvet Underground, con cui ha registrato il loro album d’esordio del 1967, “The Velvet Underground & Nico”. L’album ha avuto un gran successo tra i critici, ma all’epoca non ha riscosso lo stesso successo dal punto di vista commerciale.

Dopo la sua collaborazione con i Velvet Underground, Nico ha intrapreso una carriera solista e ha registrato numerosi album, inclusi “Chelsea Girl” e “The Marble Index”. È morta nel 1988 a Ibiza in seguito ad un incidente in bicicletta.

La tomba di Nico è un semplice tumulo di marmo, con il suo nome e le date di nascita e morte incise sulla pietra. Tuttavia, è diventata un punto di incontro per i fan della cantante e della band. Molte persone viaggiano da tutto il mondo per visitare la tomba e lasciare mazzi di fiori, fotografie e altri tributi.

Ci sono anche molte storie e leggende sui rituali che i fan eseguono sulla tomba di Nico. Alcuni dicono che accendono candele e fumano sigarette, mentre altri lasciano offerte come bottiglie di vino e bucce di banana (dalla celebre copertina dell’album dei Velvet Underground). 

Tomba di Nico (Velvet Underground), 2016

La sua tomba continua ad essere un importante punto di riferimento per i fan dei Velvet Underground e del rock in generale. È un luogo che evoca la memoria di un’artista che ha influenzato molte persone e ha contribuito a creare un nuovo genere di musica che ha influenzato molti altri artisti in seguito.

In ogni caso, Nico è rimasta una figura importante nella storia della musica e della cultura alternativa, grazie alla sua carriera come cantante, attrice e modella, nonché alla sua partecipazione ai Velvet Underground. La sua musica e il suo impatto culturale continuano ad influenzare generazioni di artisti e appassionati di musica in tutto il mondo.

Come raggiungere la tomba di Nico

La tomba di Nico, situata nel Cimitero di Grunewald a Berlino, può essere raggiunta facilmente con i mezzi pubblici.

In primo luogo, si può prendere la metropolitana di Berlino (U-Bahn) fino alla stazione Krumme Lanke, situata sulla linea U3. Da lì, si può prendere l’autobus numero 118 fino alla fermata “Hüttenweg”.

Una volta entrati nel cimitero, si può consultare la mappa dei luoghi di sepoltura per trovare la tomba di Nico. La sua tomba si trova nel settore 13 del cimitero, ed è identificata dal nome “Nico” e dalla data di nascita e morte incise sulla lapide.

Si consiglia di prestare attenzione alle regole del cimitero, come la richiesta di rispettare la privacy delle famiglie dei defunti e di non danneggiare le tombe o le altre strutture presenti nel cimitero.

Tomba di Nico (Velvet Underground), 2016

L’Isola dei Pavoni (Pfaueninsel)

L’Isola dei Pavoni (Pfaueninsel) è un’isola situata nella parte occidentale di Berlino. L’isola si trova nel mezzo del fiume Havel ed è uno dei luoghi più pittoreschi e tranquilli della città. Grazie alla sua posizione e alla sua ricca storia, l’isola è diventata una popolare destinazione turistica per i visitatori della città. Con il suo paesaggio naturale e la sua fauna selvatica, l’Isola dei Pavoni offre un’esperienza unica e rilassante per tutti i visitatori.

Breve storia dell’Isola dei Pavoni
Nel XVIII secolo, l’Isola dei Pavoni fu originariamente una riserva di caccia per i membri della famiglia reale prussiana. Nel 1793, il re Federico Guglielmo II commissionò la costruzione di un castello neoclassico sull’isola (Schloss Pfaueninsel). Il castello è ancora oggi una delle principali attrazioni dell’isola.

Nel 1821, il re Federico Guglielmo III decise di trasformare l’isola in una riserva zoologica, popolandola con esotici animali selvatici e uccelli, tra cui numerosi pavoni. Da allora, l’isola ha mantenuto la sua caratteristica di riserva naturale.

Cosa vedere sull’Isola dei Pavoni
La Pfaueninsel offre molte opportunità per il relax e il divertimento. L’isola è piena di sentieri panoramici, boschi e prati dove è possibile fare un picnic o semplicemente rilassarsi in mezzo alla natura. l’isola ospita una grande varietà di fauna selvatica, tra cui pavoni, cigni, uccelli migratori e altre specie protette.

Il castello neoclassico (Schloss Pfaueninsel) è sicuramente una delle principali attrazioni dell’isola. L’edificio fu costruito tra il 1794 e il 1797 dal re prussiano Federico Guglielmo II su progetto dell’architetto prussiano Johann Gottlieb Brendel. Inizialmente, il palazzo doveva essere una semplice residenza estiva per il re e la sua amante, la contessa Wilhelmine von Lichtenau, ma in seguito fu ampliato e decorato con grande cura.

Dopo la morte del re Federico Guglielmo II nel 1797, la contessa Wilhelmine von Lichtenau continuò a vivere nel castello. Nel 1810, tuttavia, il palazzo fu confiscato dal nuovo re prussiano, Federico Guglielmo III, e trasformato in un museo di storia naturale.

Nel corso dei decenni successivi, lo Schloss Pfaueninsel ha cambiato diversi proprietari e usi. Nel 1952, il palazzo è stato acquisito dal governo della Repubblica Democratica Tedesca, che lo ha utilizzato come sede per le collezioni del museo etnografico.

Dopo la riunificazione tedesca del 1990, il castello è stato restaurato e riaperto al pubblico come museo e luogo per eventi speciali. Oggi, l’edificio ospita mostre permanenti e temporanee sulle arti decorative del XVIII e XIX secolo e sulla storia dell’isola.

Lo Schloss Pfaueninsel è un bellissimo esempio di architettura neoclassica e presenta una facciata bianca con un portico a sei colonne ioniche. Le stanze al suo interno sono decorate con affreschi, arazzi e mobili d’epoca.

Il castello è circondato da un parco all’inglese di 67 ettari, che offre una vista panoramica sul fiume Havel. Il giardino del palazzo è caratterizzato da un lago artificiale, cascate, sentieri e padiglioni.

Un’altra attrazione dell’isola è il Kavalierhaus, che letteralmente significa “casa del cavaliere”: è un elegante edificio neoclassico situato nei pressi del castello principale dell’isola e fu costruito tra il 1794 e il 1797 come residenza del cavaliere di corte di Federico Guglielmo II, Carl von Dernath. L’edificio è stato progettato dall’architetto prussiano Johann Heinrich Gentz. Nel corso degli anni, il Kavalierhaus ha ospitato numerosi ospiti illustri, tra cui Johann Wolfgang von Goethe e l’imperatrice russa Caterina II.

Dopo la seconda guerra mondiale, l’edificio subì notevoli danni e fu abbandonato. Nel 1986, il Kavalierhaus fu restaurato e riaperto al pubblico come spazio espositivo per mostre d’arte.

Oggi, il Kavalierhaus ospita mostre temporanee di artisti internazionali e locali e offre ai visitatori un’occasione per scoprire la cultura e l’arte contemporanea.

Il Kavalierhaus si affaccia su un bellissimo giardino all’inglese, dove è possibile passeggiare e ammirare la bellezza del paesaggio.

Come arrivare all’Isola dei Pavoni
La Pfaueninsel è facilmente raggiungibile dal centro di Berlino. Ci sono diverse opzioni per raggiungere l’isola. Ecco alcune delle opzioni più comuni:

  • Tram e autobus: da Berlino, è possibile prendere la linea di tram 96 fino alla fermata Wannsee. Da lì, è possibile prendere l’autobus 218 che porta direttamente all’isola dei Pavoni.
  • Battello: un modo romantico per raggiungere l’isola è navigare lungo il fiume Havel. Ci sono diverse compagnie che offrono gite in barca da Berlino alla Pfaueninsel.
  • Bicicletta: un’altra opzione per raggiungere l’isola è in bicicletta. Ci sono diverse piste ciclabili che portano al lago di Wannsee. Da lì è possibile prendere un traghetto per l’isola.

La Fernsehturm (la torre della televisione)

La Fernsehturm, o Torre della televisione, è uno dei simboli più riconoscibili di Berlino. Situata nel cuore della città, con i suoi 368 metri di altezza la torre domina il panorama cittadino. La sua altezza la rende la quarta torre di trasmissione televisiva più alta d’Europa e la dodicesima al mondo.

La costruzione della Fernsehturm, progettata da Hermann Henselmann, è iniziata nel 1965 ed è stata inaugurata nel 1969 dalla Repubblica Democratica Tedesca (DDR) come simbolo della superiorità tecnologica del paese comunista. Infatti la sua costruzione è stata un’impresa tecnologica di grande portata per l’epoca. È stata costruita per resistere a forti terremoti, venti fino a 200 km/h e persino a un possibile attacco nucleare. Durante la Guerra Fredda, la Fernsehturm era sorvegliata dalle truppe della DDR per prevenire eventuali tentativi di fuga dai cittadini della Germania Est.

La torre è stata progettata per essere una piattaforma di trasmissione televisiva e radiofonica, ma nel corso degli anni è diventata una popolare attrazione turistica. Ogni anno, migliaia di visitatori salgono in cima alla torre per ammirare la vista panoramica sulla città.

L’ascensore panoramico, che porta i visitatori in cima alla torre, è un’esperienza emozionante in sé. La cabina dell’ascensore è completamente trasparente e durante la salita offre una vista mozzafiato sulla città. In cima alla torre, i visitatori possono ammirare il panorama a 360 gradi sulla città, con una vista che si estende fino a oltre 40 chilometri di distanza.

La Fernsehturm ospita anche un ristorante girevole situato a 207 metri di altezza, che offre una vista spettacolare sulla città mentre si mangia. Il ristorante si gira lentamente, permettendo ai visitatori di godersi il panorama da tutti i lati.

Nel 2005, la torre è stata chiusa al pubblico per alcuni mesi a causa di un incendio causato da un cortocircuito nel sistema di riscaldamento. Nel 2013, un artista francese ha proiettato un gigantesco grafico a LED sulla torre, creando un’illusione ottica che faceva sembrare che la Fernsehturm si stesse piegando. Essa è stata anche oggetto di numerose riprese cinematografiche, tra cui il film “Atomic Blonde” del 2017, in cui Charlize Theron corre sulla piattaforma di osservazione inseguita da una serie di spie.

La Fernsehturm è aperta tutto l’anno, ma gli orari di apertura possono variare a seconda della stagione. È possibile acquistare i biglietti per salire in cima alla torre online o direttamente alla biglietteria situata ai piedi della torre. Recentemente è stata sottoposta a lavori di ristrutturazione per migliorare l’esperienza dei visitatori. Ora ci sono nuove aree espositive e un nuovo bar che offrono ancora più opportunità per godersi la vista dalla torre.

Insomma, la Fernsehturm è un’attrazione imperdibile per chiunque visiti Berlino. Con la sua architettura iconica e una vista spettacolare sulla città, la torre offre un’esperienza indimenticabile ai visitatori. Se si vuole godere di una vista mozzafiato sulla città, questo è il posto giusto dove andare.

Fernsehturm, 1998

“Berlino”: la scultura di Birgitte e Martin Matschinsky

La scultura di Birgitte e Martin Matschinsky a Berlino è una delle opere d’arte più iconiche e rappresentative della città. Situata nella piazza Breitscheidplatz, vicino alla famosa Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche (Chiesa commemorativa dell’Imperatore Guglielmo), la scultura è stata creata nel 1979 e da allora è diventata una delle attrazioni turistiche più amate di Berlino.

La scultura, intitolata “Berlino”, è composta da due parti: un cerchio di 10 metri di diametro che rappresenta il sole e un anello esterno di 18 metri di diametro che rappresenta la città. Il cerchio del sole è stato realizzato in acciaio inossidabile e riflette la luce del sole, mentre l’anello esterno è composto da lastre di bronzo, che rappresentano i diversi quartieri di Berlino.

La scultura di Birgitte e Martin Matschinsky è stata creata per celebrare il 750º anniversario della fondazione di Berlino. I due artisti, nati in Danimarca e attivi in Germania, hanno voluto rappresentare la città come un centro cosmopolita, aperto e multiculturale.

La scultura ha subito un restauro nel 2003 per ripristinare la sua bellezza originale e farla brillare di nuovo sotto il sole di Berlino. Grazie alla sua posizione centrale e alla sua bellezza, la scultura è diventata uno dei simboli della città e un luogo d’incontro per turisti e locali.

Ma la scultura di Birgitte e Martin Matschinsky rappresenta molto di più di una semplice attrazione turistica. Rappresenta l’apertura e la tolleranza della città di Berlino, che ha subito molte trasformazioni nel corso della sua storia. La scultura ricorda ai berlinesi e ai visitatori della città la sua storia e la sua cultura unica.

In un periodo in cui molte città sono divise e polarizzate, la scultura di Birgitte e Martin Matschinsky a Berlino è un potente simbolo di unità e armonia. Rappresenta la bellezza dell’arte e la forza dell’umanità, e continua ad essere un’ispirazione per tutti coloro che visitano la città.

Con la sua bellezza senza tempo e il suo messaggio di armonia e tolleranza, la scultura continua a ispirare e a illuminare la città di Berlino e tutti coloro che la visitano.

Ereditiera milionaria si batte per un aumento della tassa di successione: “non ho fatto nulla per ritrovarmi con tutto questo patrimonio”

Ereditare una somma di decine di milioni è certamente il sogno di molti. Per pochi, tuttavia, il sogno si realizza. Una persona che ha ereditato molto denaro è per esempio M.E. di Brema. Lei è una delle circa 60 persone facoltose che chiedono una riforma dell’imposta di successione. Allo spiegel.de racconta: “Mi sono resa conto di non aver fatto nulla per ritrovarmi con tutto questo patrimonio”. M.E. si batte per un aumento dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni. Ha un passaporto tedesco e uno austriaco. Di conseguenza, secondo informazioni dello Spiegel, non ha dovuto pagare alcuna tassa sui milioni ereditati. “In Germania c’è un’imposta di successione e donazione infarcita di così tante eccezioni, tali da renderla di fatto ridicola”, afferma M.E. in un’intervista allo Bremen Zwei. Secondo l’ereditiera milionaria, solo circa il 2% di un’eredità annuale di 400 miliardi di euro finirebbe al fisco.

La Confederazione tedesca dei sindacati (DGB) spiega sul proprio sito web come gli eredi milionari riescano ad accumulare così tanti soldi: “Chi eredita più di 20 milioni di euro paga in media solo il 2% di tasse di successione, mentre per un importo tra i 250.000 e i 500.000 euro paga circa il 10% di tasse”. 

Un’ingiustizia, secondo l’associazione Taxmenow e.V., un’associazione che si batte per modificare gli attuali criteri di tassazione. L’obiettivo è riassunto sul loro sito web: “Prosperità, partecipazione e sicurezza sociale per tutti”. “Chi possiede molto può contribuire maggiormente ad affrontare le grandi sfide dei nostri tempi”, scrive Taxmenow. Sfide come il cambiamento climatico, la digitalizzazione, la carenza di alloggi o la creazione di ricchezza effettiva per tutti. Il dibattito pubblico è fondamentale, afferma l’associazione. Per M.E. è importante innanzitutto trovare un equilibrio fiscale e poi vedere come si può rispondere alle grandi questioni dei nostri giorni.

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