In Germania mancano circa 1,4 milioni di abitazioni

In Germania mancano circa 1,4 milioni di abitazioni, soprattutto case a canone accessibile e alloggi di edilizia sociale. Questo deficit frena i progetti dei giovani, spinge fuori dal mercato gli anziani e rallenta l’economia.

Secondo lo studio dell’istituto Pestel, per colmare il gap entro il 2030 sarebbe necessario costruire ogni anno oltre 400.000 nuove abitazioni, ma il calo attuale dei permessi di costruzione rende questo obiettivo irrealistico. “Soziales Wohnen” parla apertamente del rischio di un vero e proprio dramma sociale: circa la metà dei 43 milioni di inquilini in Germania avrebbe diritto a un alloggio sociale, ma l’offerta è nettamente insufficiente.

Nuova imposta di successione in Germania: la proposta SPD per più equità tra grandi e piccoli patrimoni

La SPD tedesca ha presentato un nuovo concetto di riforma dell’imposta di successione, con l’obiettivo dichiarato di renderla più semplice e più equa, soprattutto per chi eredita poco o nulla. Secondo il partito, l’attuale sistema favorisce in modo eccessivo i grandi patrimoni grazie a eccezioni e regimi speciali, mentre le eredità più modeste risultano proporzionalmente più gravate.​

Cosa prevede la proposta SPD

La riforma punta prima di tutto a introdurre una grande franchigia unica. Ogni persona dovrebbe poter ricevere fino a un milione di euro esentasse, una sola volta nell’arco della propria vita, invece dei 400.000 euro ogni dieci anni previsti dalla legge attualmente in vigore. Inoltre, la casa dei genitori resterebbe esente da imposta se i figli la abitano personalmente.​

Per le imprese, la SPD propone un trattamento particolare ma più trasparente. Chi eredita un’azienda avrebbe un’esenzione fino a cinque milioni di euro; oltre questa soglia scatterebbero le imposte di successione, che però potrebbero essere pagate a rate nell’arco di vent’anni, così da non mettere subito in crisi la liquidità dell’impresa di famiglia.​

Perché il sistema attuale è contestato

Il punto centrale delle critiche riguarda le grandi differenze di trattamento tra tipi di patrimonio. Chi eredita, per esempio, una sola casa plurifamiliare deve pagare l’intera imposta secondo le aliquote normali; chi invece eredita centinaia di appartamenti può spesso dichiarare il tutto come patrimonio d’impresa e sfruttare regimi di favore, fino quasi ad azzerare il carico fiscale. Allo stesso tempo molti imprenditori temono che imposte elevate su immobili e aziende mettano a rischio la sopravvivenza delle loro attività.​

Sul piano sociale, la SPD sottolinea che la mancanza di un sistema più equo di tassazione delle eredità rafforza le disuguaglianze. Chi non eredita nulla – e non ha quindi “genitori ricchi” alle spalle – difficilmente riuscirà, con i costi edilizi attuali, a comprare una casa in una vita di lavoro. Spesso queste persone hanno anche minori possibilità di accesso a istruzione di qualità e nessun cuscinetto finanziario per la pensione.​

Il contesto costituzionale e le sentenze precedenti

La questione dell’imposta di successione in Germania non è nuova e ha già occupato più volte la Corte costituzionale federale. Nel 2006 i giudici hanno dichiarato incostituzionale la disciplina allora vigente, perché non rispettava il principio di uguaglianza, in particolare per via delle ampie esenzioni per il trasferimento di imprese. Il legislatore è intervenuto nel 2008, mantenendo però la possibilità di grandi “sconti” fiscali per i patrimoni aziendali.​

Nel 2014 la Corte ha colpito anche questa seconda versione, giudicando le facilitazioni eccessive e sproporzionate. L’attuale legge, varata nel 2016, consente ancora ai grandi eredi di scegliere tra una “verifica del fabbisogno di esenzione”, che permette di dimostrare di non poter pagare l’imposta con altri mezzi, e un sistema di sconti progressivi per patrimoni d’impresa molto elevati. Proprio contro questa struttura ha fatto ricorso un erede in Baviera, che per una somma relativamente modesta paga proporzionalmente più dell’erede di una grande società: da qui un nuovo giudizio della Corte, il terzo, atteso nei prossimi anni.​

L’iniziativa della SPD e gli obiettivi fiscali

Nel suo “Impulspapier”, il gruppo parlamentare socialdemocratico precisa che ereditare “non è di per sé una cosa sbagliata” e che le famiglie devono poter trasmettere il proprio patrimonio senza temere di perdere la casa di abitazione o l’azienda di famiglia. Allo stesso tempo, però, la SPD critica duramente l’attuale ostico e complesso sistema che si caratterizza per le sue numerose eccezioni e i conseguenti privilegi, che a suo avviso tutela soprattutto i grandi patrimoni e ostacola la giustizia fiscale.

Secondo il partito, lo Stato incassa oggi solo circa nove miliardi di euro all’anno di imposta di successione, a fronte di eredità complessive stimate tra 300 e 400 miliardi di euro. L’obiettivo è aumentare in modo significativo questo gettito, soprattutto sulle eredità molto elevate, mantenendo tuttavia franchigie generose per case di abitazione e piccole eredità.​

Prospettive politiche e nodi aperti

Politicamente, la SPD si muove da sola: una riforma dell’imposta di successione non è prevista nell’attuale contratto di coalizione con l’Unione (CDU e CSU). Tuttavia, i socialdemocratici potrebbero usare questo dossier come merce di scambio nei negoziati sulle future riforme di pensioni, sanità e mercato del lavoro, mentre la CSU potrebbe insistere su un anticipo del taglio già deciso dell’imposta sulle società.​

Resta però una questione fondamentale ancora senza risposta: la SPD non ha indicato chiaramente come verrebbero tassate le quote eccedenti le nuove franchigie, né per i privati né per le imprese. Senza aliquote e scaglioni precisi, è difficile valutare quanto la riforma peserebbe davvero sulla classe media e sul tessuto economico. Per questo il dibattito su equità, competitività e giustizia generazionale è destinato a continuare.

Ultraschall Berlin 2026: il festival di musica contemporanea da non perdere a gennaio

Ultraschall Berlin 2026 porta a gennaio, come ogni anno, il meglio della nuova musica contemporanea sul palco di Berlino. Dal 14 al 18 gennaio 2026 il festival, organizzato da Deutschlandfunk Kultur e radio3 vom rbb, celebra la sua 28ª edizione con cinque giorni di concerti, prime assolute, prime tedesche e riletture dei grandi classici dell’avanguardia del dopoguerra.​

Un festival per esplorare il presente sonoro

Ultraschall Berlin nasce con un’idea chiara: mettere in dialogo le composizioni più recenti con oltre 70–80 anni di storia della musica nuova, dagli inizi dell’avanguardia del secondo dopoguerra fino ai linguaggi di oggi. Il festival non è solo vetrina di “musica difficile”, ma un laboratorio d’ascolto in cui si riconoscono fili rossi, evoluzioni estetiche e rotture radicali. In programma ci sono tanto partiture sperimentali e “selvagge” quanto opere già considerate classici contemporanei.​

Luoghi e atmosfere: dal Haus des Rundfunks al Radialsystem

Gli appuntamenti di Ultraschall Berlin 2026 si distribuiscono tra tre luoghi simbolici della scena berlinese: il Großer Sendesaal nel Haus des Rundfunks, il Heimathafen Neukölln e il Radialsystem. Questo permette al pubblico di vivere la nuova musica in contesti diversi, dall’acustica storica della sala radiofonica all’atmosfera modulare e sperimentale del Radialsystem. Il festival propone complessivamente una dozzina di concerti, concentrati in cinque giorni, spesso accompagnati da incontri con le artiste e gli artisti.​

Grandi ensemble e nuove voci

Come tradizione, l’apertura e la chiusura del festival sono affidate a grandi orchestre berlinesi. Il Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e il Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin presentano programmi che intrecciano nuove commissioni, prime esecuzioni e opere di riferimento della musica contemporanea, proseguendo la storica serie “Musik der Gegenwart”. Accanto a loro, ensemble specializzati come ensemble mosaik, Trio Accanto o il Fabrik Quartet esplorano linguaggi ancora più sperimentali, spesso con dediche a temi attuali come la crisi climatica o la biodiversità.​

Un festival da seguire anche alla radio

Uno dei punti di forza di Ultraschall è la sua doppia vita: dal vivo nelle sale da concerto e in parallelo sulle onde radio. Tutti i concerti vengono trasmessi da Deutschlandfunk Kultur e radio3 vom rbb, in diretta o in differita, e resi disponibili per il riascolto sul sito del festival. In questo modo, anche chi non vive a Berlino può scoprire il programma e farsi un’idea della scena contemporanea internazionale. Il sito ultraschallberlin.de raccoglie inoltre il programma, informazioni sui biglietti e dettagli sugli appuntamenti collaterali.​

Perché vale la pena andarci

Ultraschall Berlin è un appuntamento ideale per chi ama sperimentare e uscire dalla comfort zone musicale: non serve essere esperti di partiture complesse per lasciarsi colpire da nuove sonorità, combinazioni vocali, elettronica dal vivo e forme concertistiche ibride. Per expat e italiane/i a Berlino è anche un’occasione perfetta per scoprire un volto meno turistico della città, dove radio pubbliche, orchestre e spazi culturali lavorano insieme per mantenere viva la ricerca artistica. Basta scegliere uno o due concerti dal programma e lasciarsi guidare dalla curiosità.

Patate gratis per tutti. Berlino ne salva 4000 tonnellate.

A Berlino si salvano patate, non si sprecano. Alla Malzfabrik di Schöneberg, un’ex area industriale oggi trasformata in spazio creativo e sostenibile, sta per arrivare una tonnellata di patate da distribuire gratuitamente alla città. L’iniziativa fa parte della grande campagna “4000 Tonnen – Kartoffeln für Berlin”, con cui il quotidiano Berliner Morgenpost, Ecosia e l’azienda agricola Osterland Agrar vogliono evitare che 4000 tonnellate di patate di ottima qualità finiscano inutilmente al macero.

Alla Malzfabrik, dove già nel 2025 erano stati distribuiti oltre 187.000 prodotti alimentari salvati dallo spreco, il team ha deciso di aderire anche a questa nuova campagna. Così, da metà gennaio, i berlinesi potranno presentarsi con borse e carrelli per ritirare gratuitamente le patate, in un luogo che unisce storia industriale, giardini urbani e forte impegno per la sostenibilità.​

Per la città questa campagna è molto più di una semplice curiosità: è, di più, un esempio concreto di come la collaborazione tra media, iniziative green e realtà locali possa trasformare uno spreco annunciato in una risorsa condivisa. Ogni tonnellata di patate recuperata significa meno rifiuti, meno emissioni legate alla distruzione del cibo e, allo stesso tempo, un sostegno diretto a famiglie, associazioni e progetti sociali. Berlino mostra ancora una volta il suo volto solidale e creativo, capace di fare di un “problema di patate” una storia positiva di comunità.

Deathfestival Berlin 2026: tre giorni tra workshop, rituali e incontri per esplorare senza tabù la morte, il lutto e il senso della vita.

Il Deathfestival Berlin torna all’Holzmarkt dal 16 al 18 gennaio 2026 per invitare la città a parlare apertamente di morte, lutto e finitezza – e, proprio per questo, a guardare alla vita con più consapevolezza. Al Säälchen, affacciato sulla Sprea, tre giorni di workshop, performance, rituali e conversazioni offriranno uno spazio sicuro e creativo per affrontare un tema che spesso resta nascosto finché non ci tocca da vicino.​

Un festival sulla morte che celebra la vita

L’idea alla base del Deathfestival Berlin è semplice e radicale: se impariamo a parlare di morte, impariamo anche a vivere meglio. In una città dove sembra esistere “quasi tutto”, finora mancava un festival esplicitamente dedicato a morte e morire, pensato non solo per addetti ai lavori ma per chiunque voglia interrogarsi sulla propria vulnerabilità. Invece di rimuovere la paura, il festival crea un contesto in cui il tema può essere condiviso, ascoltato e persino esplorato con leggerezza.​

Dal lutto alla sessualità: i temi

Il programma 2026 copre un ampio spettro di esperienze legate al fine vita: dall’accompagnamento di persone morenti alla gestione del lutto, fino a aspetti spesso taciuti come la sessualità nella tristezza o la trasformazione delle relazioni dopo una perdita. Si alternano lecture, cerimonie, laboratori esperienziali e momenti corporei, in cui si lavora con il respiro, il movimento o piccoli rituali simbolici. Chi partecipa non è solo spettatore, ma viene invitato ad entrare in dialogo con la propria storia personale.​

Un luogo di comunità sul fiume

Che tutto questo avvenga all’Holzmarkt non è casuale: questo spazio creativo, noto per concerti, arte e vita notturna, diventa per tre giorni un luogo di silenzio, condivisione e domande profonde. Il Säälchen ospita oltre 40 contributi da medicina palliativa, psicologia, arte e pratiche rituali, creando ponti tra competenze professionali e vissuti quotidiani. Invece di parlare di morte solo negli ospedali o negli uffici delle pompe funebri, la discussione approda nel cuore della città, aperta a curiosi, scettici e persone in lutto.​

Perché andare al Deathfestival Berlin

Partecipare al Deathfestival Berlin significa prendersi del tempo per guardare da vicino qualcosa che normalmente si evita, accompagnati da professionisti e da una comunità temporanea di persone che si pongono le stesse domande. Per chi vive a Berlino – expat compresi – può essere un’occasione rara per confrontare esperienze, scoprire strumenti pratici (come testamenti biologici o forme alternative di rito funebre) e trovare un linguaggio nuovo per parlare di perdita. In fondo, il festival ricorda che accettare la nostra mortalità è anche un invito a vivere il presente in modo più pieno

Prezzi

I prezzi dei biglietti per il Deathfestival Berlin 2026 (16-18 gennaio al Säälchen, Holzmarkt) variano per categoria e tipo. L’evento richiede registrazione via email a jana.felixruckert@gmx.de, con possibili prove per tariffe ridotte.

Biglietti 3 giorni

  • Supporter: 350 ,00 €
  • Normale: € 300,00 €​
  • Basso reddito (studenti, disoccupati, ecc.): 250,00 €, con prova richiesta.

Biglietto giorno singolo

Per venerdì, sabato o domenica.

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