Neukölln dichiara guerra agli affitti brevi: stop a 15 appartamenti

Il quartiere berlinese di Neukölln interviene contro la diffusione degli affitti a breve termine. Un portavoce dell’amministrazione distrettuale ha annunciato il divieto di utilizzo per 15 appartamenti situati nell’area protetta di Flughafenstraße/Donaustraße, dove interi alloggi o singole stanze vengono affittati solo per periodi limitati.

Misure contro gli abusi

Per cinque di questi appartamenti è stata addirittura emessa un’ordinanza di demolizione: i proprietari avevano modificato la struttura interna senza alcuna autorizzazione. Il proprietario ha presentato ricorso, aprendo la strada a un possibile contenzioso legale.

Tutela del tessuto sociale

Nelle circa 80 aree di protezione del milieu presenti a Berlino, tra cui questa, vigono norme pensate per preservare la composizione sociale dei quartieri ed evitare processi di espulsione degli abitanti. Gli affitti a tempo limitato e le modifiche edilizie abusive riducono l’offerta di abitazioni stabili e contribuiscono all’aumento dei prezzi, ormai fuori portata per molti nuclei a reddito medio.

Il contesto berlinese

Il fenomeno dell’affito a breve termine (Wohnen auf Zeit) – affitti arredati per alcuni mesi o fino a un anno – è in forte crescita. Questa formula consente ai proprietari di aggirare il blocco degli affitti e ottenere rendimenti più elevati. Neukölln non è un caso isolato: dopo il recente stop imposto dal quartiere di Friedrichshain-Kreuzberg per sette appartamenti, anche il Senato di Berlino punta a vietare gli affitti a breve termine in tutte le zone di tutela del contesto urbano e sociale (Milieuschutzgebiet)1.

  1. Si tratta di zone in cui il Comune può limitare interventi edilizi o trasformazioni che rischiano di far aumentare troppo i prezzi delle abitazioni e spingere via gli abitanti storici. L’obiettivo è mantenere la composizione sociale, evitare processi di gentrificazione troppo rapidi e garantire che il quartiere resti accessibile. ↩︎

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Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana

Europacity: nuovo grattacielo in costruzione – 150 appartamenti in affitto

A Europacity, a nord della stazione centrale di Berlino, avanza la costruzione del prossimo edificio. Stavolta sorgeranno anche alloggi da affittare già nel 2026.

I lavori per il progetto “Nordhafen Living & Office” di JTRE procedono spediti su 33.000 mq. Dopo la posa della prima pietra nell’ottobre 2024, la struttura grezza è completata con due mesi di anticipo. JTRE ha rilanciato il cantiere, fermo per due anni causa pandemia.

Mix residenziale e commerciale

Su metà della superficie nasceranno 150 appartamenti in affitto, 35% uffici e 15% negozi e ristoranti, su progetto dello studio GMP Architekten. L’area, un tempo anonima, si vivacizza con ristoranti, gallerie, supermercati e asili.

Affitti dal 2026

La commercializzazione parte nel 2026 con Engel & Völkers, a “prezzi di mercato” – circa 20 €/mq –, con standard moderni e più unità accessibili. Il quartiere attira professionisti abbienti grazie a DKB, Total Energies e KPMG. Consegna prevista primavera 2027.

Da migranti a expat: Berlino Ovest degli anni ’70 e la città degli italiani di oggi

Era il 1973. Quando eravamo ancora migranti di Paola Agabiti (Abra Books Editrice, 2025) parla indirettamente a molti italiani che oggi scelgono Berlino come nuova casa, pur in un contesto completamente diverso. Il libro racconta gli anni in cui gli italiani erano ancora “migranti” e Berlino Ovest un’isola circondata dal Muro, ma le domande di fondo sono sorprendentemente attuali per chi vive oggi da expat nella capitale tedesca.

Dal 1973 alla Berlino di oggi

L’autrice parte dal 1973, “l’anno del colera a Napoli e del colpo di Stato in Cile”, per intrecciare vicende private e Storia con la S maiuscola: l’amore nato a Terracina con Alex, il trasferimento a Berlino Ovest, la militanza politica, il lavoro con le famiglie italiane emigrate. In queste pagine si ritrova un’altra Berlino, fatta di frontiere, controlli, liste di generi alimentari che “mancano a Est”, ma anche di locali aperti 24 ore su 24, concerti, cinema e una vitalità che molti italiani riconosceranno nella Berlino di oggi.​

Emigrazione italiana: ieri “migranti”, oggi expat

Uno degli aspetti più interessanti per chi legge da Berlino è lo sguardo di Agabiti sull’emigrazione italiana: mentre prepara la tesi sull’emigrazione raccogliendo “trenta storie di vita”, lavora in una cooperativa che si occupa dell’integrazione scolastica dei figli degli immigrati italiani attraverso il bilinguismo. Molte dinamiche ricordano da vicino i temi che ancora oggi discutiamo nei gruppi Facebook e nei Familienzentrum di quartiere: la scuola tedesca, la lingua, il rischio di perdere l’italiano, la fatica di sentirsi sempre “fra due mondi”.​

Berlino come “isola” e laboratorio di convivenza

Colpisce la descrizione di Berlino Ovest come “isola felice” ma anche come spazio artificiale, segnato dalla presenza costante del Muro.

“Sembrava un’isola felice: sovvenzioni per chi investiva o lavorava a Berlino Ovest; i ragazzi tedeschi che studiavano a Berlino Ovest non dovevano fare il servizio militare, obbligatorio nel resto della Germania Federale; sconti sui treni per chi voleva raggiungere Berlino Ovest.”

Per chi vive oggi a Berlino unita, abituato a muoversi liberamente fra Neukölln, Mitte e Prenzlauer Berg, è interessante rileggere la città come laboratorio di convivenza, tensioni politiche e identità multiple: un tema che continua a caratterizzare la metropoli anche nell’epoca degli expat digitali e dello smart working.​

Perché leggerlo a Berlino nel 2026

Per la comunità italiana a Berlino il libro di Agabiti è prezioso per almeno tre motivi:

  • restituisce memoria a una generazione di italiani spesso dimenticata, quella dei migranti degli anni Settanta, che hanno aperto la strada ai “nuovi italiani” arrivati con Erasmus, start up e contratti tech;​
  • ricorda che, dietro ogni trasferimento, ieri come oggi, ci sono non solo opportunità, ma anche paure, precarietà, scelte politiche e affettive;
  • invita a ripensare il nostro modo di abitare Berlino: non solo come playground di opportunità, ma come città con una storia complessa, dove le biografie italiane sono intrecciate alla memoria del Muro, della Guerra fredda, dei movimenti sociali.​

A chi arriva oggi a Berlino, questo libro restituisce sicuramente un’immagine della città meno patinata rispetto a quella odierna, ma allo stesso tempo, come oggi, sempre piena di apertura e sperimentazione, e ci aiuta anche a capire che essere “fuori posto” – fra lingue, culture, paesi – è una condizione che accomuna diverse generazioni di italiani che hanno qui costruito la propria vita.

Raccolta differenziata in Germania: i 6 errori più comuni

La separazione dei rifiuti in Germania può essere complicata per gli expat: ecco 6 errori comuni e come evitarli per non rovinare il riciclo.

Separare i rifiuti è essenziale, ma errori come buttare carta sporca nel riciclo carta o plastica non da imballaggio nel sacco giallo mandano tutto in tilt.

Differenziata: 6 errori frequenti

  • Carta sporca nel bidone della carta: Cartoni di pizza unti o nei quali magari ancora ci sono resti di formaggio o salsa di pomodoro, fazzoletti usati, scontrini, carta da forno o post-it: assolutamente NO! Contaminano tutto.
  • Bidone giallo per plastica “sbagliata”: Spazzolini e posate usa e getta (plastica o metallo) non vanno nel sacco/bidone giallo poichè non imballaggi da riciclo multimateriale. Questi potete smaltirli nell’indifferenziata.​ Mentre i CD o DVD o posate usa e getta vanno smaltiti nella isola ecologica (Recyclinghof). Qui in questo hyperlink troverete una mappa per trovare quello più vicino a voi.
  • Bioplastica nell’umido/rifiuti organici (Biotonne): Anche quella compostabile si decompone troppo lentamente per gli impianti. In questo bidone vanno gettati sollo scarti di cucina o di giardino che diventano compost o materia prima per il biogas.
  • Vetro blu nel marrone: È possibile riciclare il vetro quasi completamente, ma deve essere separato rigorosamente in base al suo colore. Se bottiglie fuori standard finiscono nel contenitore sbagliato, si creano colorazioni indesiderate. E se il vetro non dovessere essere né bianco, né marrone, né verde, ma blu o giallo? In quel caso, evita assolutamente di buttarlo nel contenitore marrone: anche il vetro scuro richiede purezza cromatica. Piuttosto, metti il vetro colorato nel contenitore verde poiché questo tollera meglio colori misti.
  • Vetro non da campane: Un altro accorgimento sul vetro: nelle campane non va smaltito ogni tipo di vetro, ma solo vetro da contenitori, come bottiglie di vino vuote o barattoli. Mentre bicchieri da tavola, bicchieri per candele, specchi, lampadine o porcellana non vanno assolutamente smaltiti nelle campane per il vetro. Vetri di finestre o specchi all’ isola ecologica.
  • Pigrizia con coperchi: Rimuovi la carta dai contenitori yogurt prima di smaltirli nel bidone giallo.

Cercasi inquilini per nuovo progetto abitativo

Un nuovo progetto abitativo speciale sta per aprire le sue porte a Köpenick, direttamente sull’acqua. Nel nuovo Schloßberg-Quartier alla Wendenschloßstraße sono ufficialmente aperte le candidature per gli inquilini, con appartamenti pensati per diverse generazioni e per diversi bisogni.

Un quartiere inclusivo sul canale

Lo Schloßberg-Quartier sorgerà su un lotto di 3200 m² in un edificio di sei piani affacciato su un canale che porta direttamente al Müggelspree. L’obiettivo è creare un progetto abitativo inclusivo, dove anziani, famiglie e persone con bisogni assistenziali vivano sotto lo stesso tetto.

Asilo inclusivo e spazi per persone con demenza

Al piano terra, dalla primavera 2026, aprirà un asilo inclusivo a profilo evangelico per 125 bambini da 1 a 6 anni, con un concept valoriale e componenti legate ai media digitali. I genitori possono già iscrivere i figli in lista d’attesa, telefonando ai numeri indicati dalla Stephanus-Stiftung o via e‑mail. Al primo piano si trova invece un gruppo abitativo per persone con bisogno di assistenza e una WG per 12 persone affette da demenza, con terrazze verdi vista acqua e assistenza infermieristica ambulatoriale attiva 24 ore su 24. È prevista anche la figura di un Quartiersmanager, che dal 2026 avrà il compito di mediare conflitti e promuovere la vita di quartiere “dall’asilo fino all’attico”.

Che inquilini si cercano

Nel secondo e terzo piano sono disponibili appartamenti da 1–2 stanze, completamente privi di barriere architettoniche, con superfici tra 26 e 55 m². La Stephanus-Stiftung sottolinea che, oltre alla solvibilità, conta molto l’atteggiamento: si cercano persone aperte, solidali, pronte a contribuire alla vita comunitaria, magari già attive nel volontariato, in associazioni o in professioni sociali. L’idea è semplice: chi entra a vivere qui diventa parte integrante del quartiere, non un inquilino anonimo.

Affitti, servizi e vantaggi per gli anziani

Sono disponibili 28 appartamenti, di cui 15 riservati esclusivamente ad anziani e 13 aperti a tutte le fasce d’età. I canoni di locazione vanno indicativamente da 546 a 1200 euro di affitto al netto delle spese accessorie. Una particolarità è la presenza di contratti di servizio: se si rompe una lampadina, se il rubinetto perde, se il bucato si accumula o il bagno ha bisogno di pulizie, gli inquilini possono usufruire di aiuti organizzati tramite questi servizi. Per gli anziani del quartiere il vantaggio è doppio: in caso di crescente bisogno di cura, possono rimanere nel loro Kiez e appoggiarsi agli adiacenti centri per anziani della Stephanus-Stiftung. Tutti gli appartamenti saranno pronti a partire dal 1° febbraio 2026; chi è interessato può contattare direttamente la Stephanus-Stiftung via telefono o e‑mail.

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