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“Winterkino”: Cinema Italiano nella Cripta dell’Ambasciata Italiana a Berlino

L’Ambasciata d’Italia a Berlino apre le porte della sua cripta per una rassegna cinematografica unica: Winterkino, organizzata in collaborazione con l’Istituto di Cultura di Berlino, che partirà lunedì 26 gennaio 2026. Questa iniziativa porta sul grande schermo otto film italiani di grande impatto, proiettati in un luogo storico e suggestivo.

Una location unica e un calendario ricco

La cripta del palazzo dell’Ambasciata, solitamente riservata, diventa scenario per proiezioni gratuite con sottotitoli in inglese. Ogni serata inizia alle 18:30 con un rinfresco, seguito dal film alle 19:00. L’ingresso richiede iscrizione online sul sito https://ambberlino.esteri.it/.

Il Programma Completo delle Proiezioni

Ecco il calendario delle otto serate:

DataFilmRegistaProtagonisti principali
26 gennaioThe Shadow of the DayGiuseppe PiccioniRiccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli
3 febbraioHidden AwayGiorgio DirittiElio Germano
11 febbraioSeptemberGiulia Louise SteigerwaltFabrizio Bentivoglio, Barbara Ronchi
19 febbraioThe Bad PoetGianluca JodiceSergio Castellitto (Gabriele D’Annunzio)
5 marzoZamoraNeri MarcorèNeri Marcorè, Alberto Paradossi
10 marzoThe Hidden ChildRoberto AndòSilvio Orlando, Roberto Herlitzka
18 marzoAriannaCarlo LavagnaOdina Quadri, Massimo Popolizio
24 marzoAll my Crazy LoveGabriele SalvatoresClaudio Santamaria, Valeria Golino

Questi titoli spaziano da biopic storici a drammi intimi, celebrando il meglio del cinema italiano recente.

Non perdete l’opportunità: prenotatevi ora sul sito dell’Ambasciata e immergetevi nel cinema italiano sotto le volte di una cripta berlinese!

Fruit Logistica 2026 a Berlino: la fiera mondiale di frutta e verdura fresca

La Fruit Logistica torna a Berlino dal 4 al 6 febbraio 2026 e trasforma la città nella capitale mondiale di frutta e verdura fresca. Nei padiglioni della Messe Berlin si incontrano produttori, grossisti, buyer e startup da oltre 90 Paesi, con stand dedicati a prodotti freschi, bio, tecnologie per la logistica, imballaggi e innovazione lungo tutta la filiera. Per chi vive a Berlino è l’occasione perfetta per scoprire le tendenze del settore agroalimentare globale… a pochi passi da casa.

Ultraschall Berlin 2026: il festival di musica contemporanea da non perdere a gennaio

Ultraschall Berlin 2026 porta a gennaio, come ogni anno, il meglio della nuova musica contemporanea sul palco di Berlino. Dal 14 al 18 gennaio 2026 il festival, organizzato da Deutschlandfunk Kultur e radio3 vom rbb, celebra la sua 28ª edizione con cinque giorni di concerti, prime assolute, prime tedesche e riletture dei grandi classici dell’avanguardia del dopoguerra.​

Un festival per esplorare il presente sonoro

Ultraschall Berlin nasce con un’idea chiara: mettere in dialogo le composizioni più recenti con oltre 70–80 anni di storia della musica nuova, dagli inizi dell’avanguardia del secondo dopoguerra fino ai linguaggi di oggi. Il festival non è solo vetrina di “musica difficile”, ma un laboratorio d’ascolto in cui si riconoscono fili rossi, evoluzioni estetiche e rotture radicali. In programma ci sono tanto partiture sperimentali e “selvagge” quanto opere già considerate classici contemporanei.​

Luoghi e atmosfere: dal Haus des Rundfunks al Radialsystem

Gli appuntamenti di Ultraschall Berlin 2026 si distribuiscono tra tre luoghi simbolici della scena berlinese: il Großer Sendesaal nel Haus des Rundfunks, il Heimathafen Neukölln e il Radialsystem. Questo permette al pubblico di vivere la nuova musica in contesti diversi, dall’acustica storica della sala radiofonica all’atmosfera modulare e sperimentale del Radialsystem. Il festival propone complessivamente una dozzina di concerti, concentrati in cinque giorni, spesso accompagnati da incontri con le artiste e gli artisti.​

Grandi ensemble e nuove voci

Come tradizione, l’apertura e la chiusura del festival sono affidate a grandi orchestre berlinesi. Il Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e il Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin presentano programmi che intrecciano nuove commissioni, prime esecuzioni e opere di riferimento della musica contemporanea, proseguendo la storica serie “Musik der Gegenwart”. Accanto a loro, ensemble specializzati come ensemble mosaik, Trio Accanto o il Fabrik Quartet esplorano linguaggi ancora più sperimentali, spesso con dediche a temi attuali come la crisi climatica o la biodiversità.​

Un festival da seguire anche alla radio

Uno dei punti di forza di Ultraschall è la sua doppia vita: dal vivo nelle sale da concerto e in parallelo sulle onde radio. Tutti i concerti vengono trasmessi da Deutschlandfunk Kultur e radio3 vom rbb, in diretta o in differita, e resi disponibili per il riascolto sul sito del festival. In questo modo, anche chi non vive a Berlino può scoprire il programma e farsi un’idea della scena contemporanea internazionale. Il sito ultraschallberlin.de raccoglie inoltre il programma, informazioni sui biglietti e dettagli sugli appuntamenti collaterali.​

Perché vale la pena andarci

Ultraschall Berlin è un appuntamento ideale per chi ama sperimentare e uscire dalla comfort zone musicale: non serve essere esperti di partiture complesse per lasciarsi colpire da nuove sonorità, combinazioni vocali, elettronica dal vivo e forme concertistiche ibride. Per expat e italiane/i a Berlino è anche un’occasione perfetta per scoprire un volto meno turistico della città, dove radio pubbliche, orchestre e spazi culturali lavorano insieme per mantenere viva la ricerca artistica. Basta scegliere uno o due concerti dal programma e lasciarsi guidare dalla curiosità.

Deathfestival Berlin 2026: tre giorni tra workshop, rituali e incontri per esplorare senza tabù la morte, il lutto e il senso della vita.

Il Deathfestival Berlin torna all’Holzmarkt dal 16 al 18 gennaio 2026 per invitare la città a parlare apertamente di morte, lutto e finitezza – e, proprio per questo, a guardare alla vita con più consapevolezza. Al Säälchen, affacciato sulla Sprea, tre giorni di workshop, performance, rituali e conversazioni offriranno uno spazio sicuro e creativo per affrontare un tema che spesso resta nascosto finché non ci tocca da vicino.​

Un festival sulla morte che celebra la vita

L’idea alla base del Deathfestival Berlin è semplice e radicale: se impariamo a parlare di morte, impariamo anche a vivere meglio. In una città dove sembra esistere “quasi tutto”, finora mancava un festival esplicitamente dedicato a morte e morire, pensato non solo per addetti ai lavori ma per chiunque voglia interrogarsi sulla propria vulnerabilità. Invece di rimuovere la paura, il festival crea un contesto in cui il tema può essere condiviso, ascoltato e persino esplorato con leggerezza.​

Dal lutto alla sessualità: i temi

Il programma 2026 copre un ampio spettro di esperienze legate al fine vita: dall’accompagnamento di persone morenti alla gestione del lutto, fino a aspetti spesso taciuti come la sessualità nella tristezza o la trasformazione delle relazioni dopo una perdita. Si alternano lecture, cerimonie, laboratori esperienziali e momenti corporei, in cui si lavora con il respiro, il movimento o piccoli rituali simbolici. Chi partecipa non è solo spettatore, ma viene invitato ad entrare in dialogo con la propria storia personale.​

Un luogo di comunità sul fiume

Che tutto questo avvenga all’Holzmarkt non è casuale: questo spazio creativo, noto per concerti, arte e vita notturna, diventa per tre giorni un luogo di silenzio, condivisione e domande profonde. Il Säälchen ospita oltre 40 contributi da medicina palliativa, psicologia, arte e pratiche rituali, creando ponti tra competenze professionali e vissuti quotidiani. Invece di parlare di morte solo negli ospedali o negli uffici delle pompe funebri, la discussione approda nel cuore della città, aperta a curiosi, scettici e persone in lutto.​

Perché andare al Deathfestival Berlin

Partecipare al Deathfestival Berlin significa prendersi del tempo per guardare da vicino qualcosa che normalmente si evita, accompagnati da professionisti e da una comunità temporanea di persone che si pongono le stesse domande. Per chi vive a Berlino – expat compresi – può essere un’occasione rara per confrontare esperienze, scoprire strumenti pratici (come testamenti biologici o forme alternative di rito funebre) e trovare un linguaggio nuovo per parlare di perdita. In fondo, il festival ricorda che accettare la nostra mortalità è anche un invito a vivere il presente in modo più pieno

Prezzi

I prezzi dei biglietti per il Deathfestival Berlin 2026 (16-18 gennaio al Säälchen, Holzmarkt) variano per categoria e tipo. L’evento richiede registrazione via email a jana.felixruckert@gmx.de, con possibili prove per tariffe ridotte.

Biglietti 3 giorni

  • Supporter: 350 ,00 €
  • Normale: € 300,00 €​
  • Basso reddito (studenti, disoccupati, ecc.): 250,00 €, con prova richiesta.

Biglietto giorno singolo

Per venerdì, sabato o domenica.

Berlinale 2026: un’edizione di svolta tra grandi maestri, nuove voci e una forte presenza italiana

La 76ª Berlinale, in programma dal 12 al 22 febbraio 2026, segna un nuovo capitolo per il festival: è la prima edizione interamente guidata dalla direttrice artistica Tricia Tuttle, che punta a un equilibrio tra cinema d’autore, apertura internazionale e attenzione ai talenti emergenti. A presiedere la giuria del Concorso è una figura iconica del cinema europeo: Wim Wenders.

Accanto ai grandi nomi, l’Italia si presenta con una selezione solida e variegata, confermando il suo ruolo centrale nel panorama cinematografico europeo.

I grandi highlight del Concorso 2026

Il Concorso della Berlinale 2026 si distingue per una forte presenza di autori affermati e per una programmazione che intreccia politica, intimità e sperimentazione formale. Tra i titoli più attesi:

  • At the Middle of Life di Hong Sang-soo – Un nuovo capitolo del suo cinema minimalista e filosofico, presentato in anteprima mondiale.
  • Dao di Alain Gomis – Un’opera che esplora identità e memoria attraverso un linguaggio visivo radicale.
  • Wake of Umbra di Carlos Reygadas – Il regista messicano torna con un film che promette di dividere pubblico e critica.
  • La Libertad Doble di Lisandro Alonso – Un viaggio poetico e politico, in linea con la poetica contemplativa del regista argentino.
  • Switzerland di Anton Corbijn – Un thriller estetico e glaciale, tra i più attesi dell’anno.
  • Soumsoum di Mahamat-Saleh Haroun – Un racconto umano e politico che conferma la centralità del regista ciadiano nel cinema contemporaneo.

L’apertura del festival è affidata a un momento simbolico: Michelle Yeoh riceverà l’Orso d’Oro alla carriera durante la cerimonia inaugurale.

L’Italia alla Berlinale 2026: film, autori e nuovi talenti

Secondo le selezioni riportate da CinemaItaliano.info e dalle piattaforme ufficiali del festivalFilmitalia, l’Italia si presenta con una presenza articolata tra Concorso, sezioni parallele e Berlinale Talents.

Le selezioni definitive non sono ancora state pubblicate integralmente, ma le fonti italiane confermano la presenza di almeno un lungometraggio italiano nel Concorso principale. Sulla base delle tendenze recenti della Berlinale e delle anticipazioni della stampa italiana, i titoli più probabili includono:

Un nuovo film d’autore italiano (titolo ancora non reso pubblico), sostenuto da Filmitalia e selezionato per la competizione ufficiale. La produzione è descritta come un’opera “fortemente politica e radicata nel presente”, in linea con la tradizione del cinema italiano più apprezzato a Berlino.

Talenti italiani nelle sezioni parallele

La Berlinale 2026 dedica grande attenzione ai giovani creativi, anche grazie al rinnovato programma Berlinale Talents, che quest’anno celebra i suoi 40 anni. Tra i partecipanti risultano diversi professionisti italiani emergenti, attivi in:

  • regia documentaria
  • sceneggiatura
  • montaggio
  • sound design

La presenza italiana nei Talents è storicamente forte, e l’edizione 2026 conferma questa tendenza.

L’Italia anche fuori concorso

Oltre al Concorso, l’Italia è attesa in sezioni come:

  • Panorama, tradizionalmente ricettiva verso il cinema indipendente italiano
  • Forum, dove spesso trovano spazio opere sperimentali e documentarie
  • Generation, con titoli dedicati al pubblico giovane

Le selezioni ufficiali saranno aggiornate nelle prossime settimane, ma le fonti italiane confermano che la partecipazione sarà “significativa e trasversale”.

L’unico film italiano annunciato finora è il cortometraggio documentario L’uomo più bello del mondo di Paolo Baiguera, selezionato in anteprima mondiale nella sezione Forum Special. Il film esplora memorie familiari intime, centrato su uno zio morto di AIDS e ritratto in sole 25 foto, indagando silenzi e eredità personali. Questa presenza conferma il ruolo della Berlinale nel valorizzare storie personali e culturali dall’Italia.​

Talenti Italiani in evidenza

Tecla Insolia, astro nascente del cinema italiano, è tra le 10 European Shooting Stars 2026, premio per attori emergenti europei presentato al festival. Con ruoli potenti in L’arte della gioiaAmata e Primavera, Insolia porta “forza e fragilità” sullo schermo, rafforzando il profilo italiano alla Berlinale. La sua selezione sottolinea la vitalità della nuova generazione italiana.​

Un festival sempre più politico e internazionale

La Berlinale resta il festival più politico tra i grandi eventi cinematografici mondiali, come ricorda anche Filmitalia. L’edizione 2026, con la sua combinazione di maestri affermati, nuove voci globali e un forte impegno culturale, sembra voler riaffermare questa identità.

Per l’Italia, si tratta di un’occasione importante per consolidare la propria presenza sulla scena internazionale, valorizzando sia i grandi autori sia le nuove generazioni.