Tutti gli articoli di Italiani a Berlino

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Legalizzazione della cannabis in Germania

Già da mesi, la coalizione di governo lotta per trovare una bozza che apra le porte alla legalizzazione della cannabis. Mercoledì scorso, un presunto documento sui punti chiave ha creato scompiglio e confusione. Perché effettivamente questo documento non corrisponde affatto alla discussione in atto tra i principali esperti di politica sulle droghe e dei politici che si occupano di salute nei partiti della coalizione. Il testo afferma che l’acquisto e il possesso di 20 grammi di cannabis dovrebbero essere esenti da sanzioni penali per gli adulti di età superiore ai 18 anni. Inoltre, il limite di THC non dovrebbe superare il 15%, e per i giovani sotto i 21 anni solo il 10%. Per la coltivazione domestica sarebbero consentite due piantine.

Cinque ministeri sono coinvolti nel documento: oltre al Ministero della Salute, anche il Ministero federale dell’Alimentazione, il Ministero dell’Economia, il Ministero degli Esteri e il Ministero federale della Giustizia. Questi ministeri stanno lavorando a pieno ritmo per attuare l’accordo di coalizione. In questo accordo, la SPD, i Verdi e l’FDP avevano concordato di approvare una legge sulla vendita controllata di cannabis agli adulti.

Una portavoce del Ministero federale dell’Alimentazione e dell’Agricoltura ha confermato che al fine di implementare il piano della coalizione per una vendita controllata di cannabis agli adulti in negozi autorizzati, il Governo Federale, sotto la guida generale del Ministero Federale della Salute, sta attualmente lavorando intensamente su un documento di punti chiave che servirà come base per un progetto di legge. Questo documento conterrà i risultati della consultazione e del processo del gruppo di lavoro interdipartimentale.

Per Kirsten Kappert-Gonther, medico e portavoce del gruppo parlamentare dei Verdi per le politiche sulle droghe, il documento fondamentale che sta circolando è stato una sorpresa. Il Ministro federale della Sanità Karl Lauterbach (SPD) aveva annunciato un documento corrispondente coordinato tra i ministeri per la fine di ottobre. Tuttavia, la politica dei Verdi, Kappert-Gonther, conta sul fatto che la bozza dei ministeri sia chiaramente diversa dai singoli punti che sono ora pubblici.

“Un tetto massimo di THC non ha senso”, ha detto Kappert-Gonther. In questo modo i consumatori continuerebbero a rivolgersi al mercato nero. Ciò contrasta con l’obiettivo centrale della tutela dei giovani e della salute. Anche il limite di autocoltivazione di due piantine è troppo restrittivo, ma accolgo con favore il fatto che almeno la coltivazione domestica sia citata”, ha detto Kappert-Gonther. Il calendario attuale prevede una legge entro la fine dell’anno, che sarà poi discussa nell’iter parlamentare.

Critiche aspre arrivano anche dai liberali. Per Kristine Lütke, portavoce della FDP per le politiche sulle dipendenze e sulle droghe, il documento sui punti chiave è “inutilmente restrittivo”. Il limite di THC, un limite di 20 grammi per il consumo personale e una regolamentazione più severa fino all’età di 21 anni, spingerebbe i consumatori verso il mercato nero. Sarebbe un disastro per i giovani, la salute e la tutela dei consumatori.

Hubert Wimber, ex capo della polizia di Münster e fondatore e presidente di LEAP Deutschland e. V. (Law Enforcement Against Prohibition), sostiene una tesi simile. “Il limite massimo di THC è insensato e non farebbe altro che consolidare i due pesi e due misure già esistenti. Nessuno chiede che, ad esempio, si possano vendere solo bevande con un massimo del 30% di alcol”. Ritiene inoltre che il limite massimo di 20 grammi per il possesso sia fondamentalmente sbagliato.

“È una soglia troppo bassa”. La legalizzazione, dice, serve anche a ridurre al minimo lo sforzo messo in atto dalle forze dell’ordine per il controllo del fenomeno. “Questi regolamenti non raggiungono questo obiettivo. Questi punti chiave, se fossero davvero intesi seriamente, sarebbero una vera e propria schifezza”.

Il segretario generale della CSU Martin Huber ha invece twittato: “con la liberazione della cannabis, il Governo Federale sta mettendo in pericolo i giovani che così potranno consumare liberamente senza subire conseguenze legali”.

“Giro mancato – Reportage sui luoghi nascosti della Sicilia”. Una rassegna di 12 fotografi organizzata da Alessio Mattia Ferrara, Lorella Aiosa e Giusi Nicolosi

Una Sicilia nascosta, poco fruibile a chi da turista viene a visitare i luoghi più comuni, centrali e ormai rinomati.

Fotografie intime, rappresentazione di un punto di vista atipico; una Sicilia duplice e molteplice, il suo humus slow e fast allo stesso tempo, una realtà che è al passo con il tempo ma che spesso cede il suo passo; una Sicilia che rimane ferma in una dimensione atemporale ma che comunque si evolve nella sua insularità. Paesaggi trafitti dal colore e dalla luce e dallo sguardo di chi la conosce come terra di nessuno ma anche come terra di ciascuno.

G. Nicolosi

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15 -22 agosto 2022
Markthalle Moabit
Berlino

3 -17 settembre 2022
Cispace

Berlino

Giro mancato – Reportage sui luoghi nascosti della Sicilia

Possibile ripetizione delle elezioni a Berlino

Il 26 settembre 2021, a Berlino, le concomitanti elezioni per il Bundestag e per la Camera dei deputati di Berlino sono state teatro di un susseguirsi di intoppi e disguidi organizzativi, eufemisticamente detto. Tra questi, schede elettorali palesemente sbagliate o addirittura mancanti del tutto, chiusura temporanea dei seggi, lunghe code davanti ai seggi con tempi di attesa di diverse ore, ecc. Inoltre, alcuni seggi elettorali sono rimasti aperti ben oltre l’orario di chiusura previsto, ovvero le 18.00.

A Berlino, secondo l’ex sindaco Diepgen (CDU), le elezioni per il Bundestag e per la Camera dei deputati di Berlino vanno assolutamente ripetute a causa dei gravi disagi verificatisi. Il politico della CDU tiene anche a precisare che non si tratterebbe di una questione meramente giuridica, bensì anche politica, poiché la democrazia sarebbe stata gravemente compromessa. Sempre secondo l’ex sindaco i deputati di Berlino dovrebbero essere finalmente liberati dal dubbio che grava sulla loro legittimità democratica. 

Dopo diversi ricorsi contro l’elezione della Camera dei deputati di Berlino, la Corte costituzionale del Land di Berlino ha avviato una procedura di revisione. Ci si aspetta una qualche decisione verso il mese di ottobre. Mentre sull’eventuale ripetizione delle elezioni del Bundestag in alcune circoscrizioni di Berlino, sarà proprio il Bundestag a dover decidere; in ultima istanza invece la Corte costituzionale federale.

Drachenberg

Come l’antistante Teufelsberg, anche la collinetta di Drachenberg (letteralmente montagna degli aquiloni) è stata ricavata dall’accumulo di macerie e detriti della seconda guerra mondiale. Il Drachenberg e il Teufelsberg non sono collegati l’uno con l’altro, anche se, spesso ci si riferisce indistintamente alle due colline chiamandole impropriamente con il nome di Teufelsberg.

La scarsa vegetazione della collinetta consente di godere di un fantastico panorama su tutta la città, specialmente su Berlino ovest. Questo fa del Drachenberg uno dei punti escursionistici e panoramici più importanti di Berlino. Il Drachenberg, infatti, è molto più adatto a questo scopo rispetto al Teufelsberg (volutamente trapiantata di alberi allo scopo di nascondere la stazione di spionaggio lì progettata), poiché sebbene sia molto verde, non ci sono molti alberi sull’altopiano. Il che rende la collina una piattaforma panoramica di gran lunga migliore rispetto al Teufelsberg.

Mentre prima era prevalentemente conosciuta e frequentata da famiglie con bambini che si divertivano a far spiccare il volo ai loro aquiloni (cosa che adesso è possibile fare anche dall’ex aeroporto di Tempelhof), durante i mesi primaverili dei primi due anni di pandemia il Drachenberg è stato riscoperto da giovani „assetati“ di aria aperta dopo i lunghi mesi invernali di lockdown. Durante quei mesi, infatti, non era raro vedere assembramenti di giovani armati di casse bluetooth, casse di birra e fagotti per picnic.

Dalla cima dell’altopiano è possibile, tra le altre cose, ammirare dall’alto la fittissima chioma della foresta di Grunewald, la stazione di spionaggio anglo-americana costruita durante la Guerra Fredda, lo stadio olimpico (Olypiastadion) e la torre della radio (Funkturm). Il Drachenberg è anche una meta molto amata tra i parapendisti, che osano lanciarsi dall’altopiano sorvolando la fitta vegetazione della foresta di Grunewald.

Nelle ore serali estive, ma anche di fine primavera, l’altopiano si popola di gente che viene ad ammirare i bellissimi tramonti sulla verde metropoli. Durante il Capodanno, nuvole permettendo, il Drachenberg è anche uno dei luoghi migliori per assistere ai fuochi d’artificio.

Le collinette di Berlino

La maggior parte delle collinette di Berlino sono di recente formazione: sono infatti il risultato di macerie e detriti risalenti alla seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, infatti, Berlino era piena di macerie di edifici distrutti. Su 1,5 milioni di appartamenti, quasi la metà era inabitabile. In città c’erano quasi 75 milioni di metri cubi di macerie e solo una parte di queste risultavano essere riutilizzabili per la costruzione di nuovi edifici. I crateri causati dalle bombe iniziarono così ad essere riempiti con queste macerie. C’erano persino treni dedicati al solo trasporto di questi detriti. Ai tempi del blocco da parte dell’Unione Sovietica di tutti gli accessi stradali e ferroviari a Berlino Ovest (24 giugno 1948 – 11 maggio 1949), non tutto era stato ancora “ripulito” e proprio a causa del blocco prima e della definitiva divisione della città dopo, non era più possibile utilizzare il terreno circostante (oramai facente parte della Germania est) per la rimozione e il deposito delle macerie. Quindi, più di 26 milioni di metri cubi di macerie iniziarono ad essere ammassati a Grunewald, creando quelle che sono probabilmente le „montagne“ di macerie più alte e conosciute di Berlino: il Teufelsberg (120 metri) e il Drachenberg (99 metri).

Come arrivare al Drachenberg

Il modo migliore è prendere la S-Bahn e scendere alla stazione di Heerstraße. Poi si percorre il Teufelsseechaussee fino al parcheggio Drachenberg (cercare su google Parkplatz Drachenberg). Dal parcheggio è possibile percorrere due tipi di sentieri che salgono verso la collina: quelli sabbiosi e ripidi e quindi più brevi e quelli asfaltati e più comodi che risultano essere un po’ più lunghi. In alternativa è possibile salirci attraverso una scala di circa 280 gradini costruita nel 2006 che dal parcheggio conduce direttamente verso la cima del Drachenberg.

Auguri Marco!

In occasione del suo compleanno, ricordiamo come anche nel caso della giornalista russa Politkovskaja, Marco Pannella fu un grande visionario

Anna Politkovskaja venne ritrovata morta il 7 ottobre 2006. Fu assassinata nel giorno del compleanno di Putin con un colpo di arma da fuoco alla testa, nell’ascensore del suo palazzo a Mosca. «Porterò la solidarietà dei Radicali Italiani ai compagni radicali russi e ceceni». È con queste parole che Marco Pannella annuncia la sua partecipazione alle esequie della giornalista russa svoltesi a Mosca il 10 ottobre 2006. Pannella ha ricordato anche le figure di Andrea Tamburi e Antonio Russo, uccisi «per gli stessi motivi per cui è stata uccisa Anna». L’onorevole Marco Boato, durante la seduta parlamentare del 30 novembre del 2016, osa tracciare un filo rosso: «Il caso può essere accomunato a quello del giornalista di Radio Radicale Antonio Russo, assassinato anch’egli alcuni anni fa, proprio in relazione alla vicenda cecena».

Pannella conosceva personalmente la giornalista russa e, intervistato a Mosca, la ricorda con queste parole: «una giornalista che ha spalancato i nostri occhi sulla realtà presente più in generale, non soltanto su quella cecena (…) E’ un dato di fatto che aumentano gli assassinati e gli assassini. Aumenta il potere degli assassini, aumenta il martirio di chi è inerme ma non inerte».

Nonostante stesse male, Marco Pannella fu l’unico politico italiano e unico parlamentare europeo presente al funerale. Ecco cosa disse al Parlamento europeo l’11 ottobre 2006, pochi giorni dopo il funerale di Anna Politkovskaja:  

«Signor Presidente, onorevoli colleghi, meno di 24 ore fa ero a Mosca e per un istante stavo per indossare la fascia di deputato europeo mentre ero in mezzo alle migliaia di persone che rendevano l’estremo omaggio ad Anna Politkovskaja. Poi ho pensato che sarebbe stata un’offesa per gli occhi di quella donna, che pure non potevano vedermi, vedere inalberato il nostro emblema. La giornalista Anna Politkovskaja ci ha raccontato quello che non avete voluto sentire né vedere. Alla pagina 6 di Le Monde di oggi, si legge di persone arrestate a Mosca perché dicono: “Georgiani, siamo con voi”! Georgiani, non ceceni. E i simboli indossati dagli arrestati appartengono al Partito radicale transnazionale. Noi, come radicali e liberali, abbiamo portato in questo Parlamento i membri del governo ceceno in esilio, che venivano ad annunciare la loro scelta non violenta. Non se ne è fatto nulla. Signor Presidente, mi conceda di formulare un invito: non chiamiamo più i nostri edifici “Schuman” o “Adenauer”, chiamiamoli “Daladier” e “Ollenhauer”! Togliamo questi nomi che non abbiamo il diritto di usare!»