Berlino, un tempo sinonimo di “povero ma sexy”, sta perdendo il suo fascino underground. Il leggendario Berghain, tempio techno di Friedrichshain-Kreuzberg, è scivolato al 21° posto nella classifica internazionale dei migliori club del DJ Mag 2026, fuori dalla top 20.
Il declino del Berghain
Nel 2009 il Berghain dominava la vetta del ranking dei raver, ma oggi il 21° posto suona come un fallimento. Mentre club come [UNVRS] e Green Valley svettano in cima, il gigante berlinese arranca, metafora di una città che non attrae più come un tempo. Le code infinite persistono, ma l’aura internazionale svanisce.
Costi alle stelle e nightlife in crisi
Le spese per affitti online a Berlino sono salite del 69% in dieci anni, rendendo la vita cara anche per i locals. I club tra Ostkreuz e RAW-Gelände lottano per la sopravvivenza: locali come About Blank, Else e Cassiopeia temono sfratti per l’espansione dell’A100 e mancati contratti d’affitto. I giovani berlinesi, schiacciati da ingressi a 30 euro e drink cari, preferiscono feste private o sale comunali low-cost.
Il futuro incerto della scena techno
Nel RAW-Gelände, club iconici come Cassiopeia e Crack Bellmer attendono garanzie da proprietari e distretto per contratti trentennale. Turisti in calo di 300.000 l’anno e pernottamenti ridotti di 1,2 milioni confermano: Berlino è meno sexy e più costosa. La prossima classifica DJ Mag nel 2027 rivelerà se il Berghain risale o affonda del tutto.
REWE, Oatly, vly e Berief chiedono pari trattamento fiscale tra latte vaccino e bevande vegetali per una scelta alimentare più equa e sostenibile.
REWE, vly, Berief e Oatly hanno lanciato una petizione comune per chiedere al Bundestag tedesco di ridurre l’IVA sui drink vegetali (a base di avena, piselli, soia ecc.) dal 19% al 7%, equiparandoli al latte vaccino come bene alimentare di base. La petizione è online su change.org e può essere firmata fino al 20 agosto 2025. L’iniziativa mira a ottenere il sostegno dei cittadini condividendo e firmando l’appello con l’hashtag #wenigeristfair.
Secondo le aziende, l’attuale tassazione penalizza determinati gruppi di consumatori e contraddice gli obiettivi del governo tedesco in materia di clima, salute e alimentazione. L’allineamento fiscale con altri alimenti essenziali sarebbe quindi giustificato e socialmente equo, garantendo condizioni di concorrenza più eque. Le imprese coinvolte intendono trasferire la riduzione d’imposta direttamente ai consumatori.
Sono cinque i motivi principali a base della petizione:
Parità di trattamento tra prodotti simili I drink vegetali svolgono la stessa funzione del latte vaccino, soprattutto per chi non consuma prodotti animali per ragioni di salute o scelta personale. Tassare più i drink vegetali limita la libertà di scelta e rende più costoso un alimento di base ormai ampiamente accettato.
Sostenibilità ecologica La produzione di bevande vegetali richiede meno terra, acqua e produce meno CO₂ rispetto al latte animale, contribuendo positivamente alla tutela del clima.
Benefici economici Pur riducendo le entrate fiscali di circa 40 milioni di euro, la misura ridurrebbe i costi climatici futuri di oltre 62 milioni di euro grazie alla diminuzione delle emissioni.
Vantaggi nutrizionali e per la salute I drink vegetali arricchiti offrono nutrienti essenziali e sono raccomandati nei piani alimentari in diversi Paesi europei. Secondo la Società Tedesca di Nutrizione, un’alimentazione vegetale equilibrata può essere salutare, con un profilo migliore in termini di grassi saturi e apporto di fibre.
Confronto europeo In gran parte dell’UE – ad esempio in Francia, Cecoslovacchia e Portogallo – si applica la stessa aliquota IVA a latte e bevande vegetali. La Germania rappresenta quindi un’eccezione e la riduzione dell’IVA sarebbe un passo verso una politica alimentare più equa, salutare e sostenibile.
Esito della petizione
La petizione #wenigeristfair, promossa da REWE, Oatly, vly e Berief per ridurre l’IVA sui drink vegetali dal 19% al 7% in Germania, si è conclusa il 20 agosto 2025 come previsto. Ecco com’è andata a finire:
Raccolta firme: ha superato le 330.000 firme su Change.org entro la data di chiusura, diventando una delle petizioni alimentari più sostenute dell’anno in Germania.
Azioni successive: le aziende promotrici hanno consegnato ufficialmente le firme al Bundesministerium der Finanzen (Ministero delle Finanze) e hanno chiesto che la proposta fosse discussa nel Bundestag durante la sessione autunnale 2025.
Esito politico (autunno 2025): al momento, non c’è ancora una decisione legislativa definitiva. Tuttavia, la petizione ha portato il tema nell’agenda del “Ernährungsstrategie der Bundesregierung” (strategia alimentare del governo), e alcuni partiti – in particolare Bündnis 90/Die Grünen e la SPD – si sono detti favorevoli a una revisione selettiva dell’aliquota IVA sui prodotti a base vegetale.
Posizione attuale (ottobre 2025): il Ministero delle Finanze sta valutando una riduzione parziale o un progetto pilota limitato a determinate categorie di prodotti (ad esempio bevande d’avena e di soia), ma non è ancora stato inserito in legge di bilancio 2026.
In sintesi, la petizione non ha ancora cambiato la legge, ma ha ottenuto un impatto politico concreto: ha innescato un dibattito nel Bundestag e potrebbe contribuire a una riforma fiscale alimentare più ampia nei prossimi mesi.
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