Se affitti una casa in Italia ma risiedi all’estero, sei tenuto a pagare le tasse in Italia sui redditi derivanti dalla locazione. Ecco come procedere:
Passi da seguire
Registrazione del contratto di locazione: Il contratto di locazione deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula. Questo comporta il pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, salvo che tu scelga il regime della cedolare secca.
Scelta del regime fiscale:
Puoi optare per la tassazione ordinaria (IRPEF) o per la cedolare secca. La cedolare secca è un regime agevolato che prevede un’aliquota fissa (21% o 10% in alcuni casi) e ti esonera dal pagamento delle imposte indirette sul contratto.
Dichiarazione dei redditi: Devi presentare la dichiarazione dei redditi in Italia (Modello 730 o Modello Redditi PF) per dichiarare i redditi derivanti dalla locazione. Se scegli la tassazione ordinaria, il reddito imponibile sarà pari al 95% del canone d’affitto (deduzione forfettaria del 5%). Con la cedolare secca, invece, il canone viene tassato integralmente senza deduzioni.
Pagamento delle imposte: Le imposte vengono calcolate e versate in base al regime fiscale scelto. Per l’IRPEF, l’importo dipende dagli scaglioni di reddito; per la cedolare secca, si applica l’aliquota fissa.
Considerazioni aggiuntive
Se sei iscritto all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), i redditi prodotti in Italia sono tassati esclusivamente in Italia secondo il principio della territorialità, salvo disposizioni specifiche previste da convenzioni contro le doppie imposizioni tra l’Italia e il Paese di residenza.
È importante rispettare gli adempimenti fiscali per evitare sanzioni e garantire la regolarità della locazione. In sintesi, devi presentare la dichiarazione dei redditi in Italia limitatamente ai redditi derivanti dall’affitto e scegliere il regime fiscale più conveniente per te.
Se affitti una casa in Italia ma risiedi all’estero, sei tenuto a pagare le tasse in Italia sui redditi derivanti dalla locazione. Ecco come procedere:
Anche nel 2025, i prezzi degli affitti a Berlino mostrano una forte variabilità tra i diversi distretti, influenzati da fattori come posizione, infrastrutture e domanda abitativa. Ecco una sintetica panoramica basata sui dati più recenti:
Alcuni dei distretti più costosi
Mitte: 21,16 €/m² – Mitte è il distretto più caro di Berlino, grazie alla sua posizione centrale.
Prenzlauer Berg: 18,25 €/m² – Molto popolare tra famiglie e giovani professionisti, il che spinge i prezzi verso l’alto.
Charlottenburg-Wilmersdorf: 18,08 €/m² – Una combinazione di standard abitativi elevati e ottimi collegamenti centrali rende questo distretto tra i più costosi.
Friedrichshain-Kreuzberg: 17,60 €/m² – Un punto di riferimento per giovani e creativi.
Fascia di prezzo media
Pankow: 16,69 €/m² – Un’area residenziale emergente con crescente popolarità.
Steglitz-Zehlendorf: 16,35 €/m² – Zone come Dahlem e Zehlendorf sono note per le loro aree residenziali esclusive.
Treptow-Köpenick: 15,01 €/m² – Quartieri immersi nella natura come Köpenick o Grünau offrono alternative interessanti.
Alcuni dei distretti più economici
Spandau: 10,31 €/m² – Nonostante la crescente domanda, Spandau rimane uno dei distretti più accessibili.
Reinickendorf: 10,63 €/m² – Un’area tranquilla con prezzi moderati.
Marzahn-Hellersdorf: 10,81 €/m² – Il distretto offre molte costruzioni prefabbricate ed è ancora economicamente vantaggioso.
Negli ultimi anni i prezzi degli affitti hanno continuato a crescere. I distretti più colpiti dagli aumenti sono Neukölln (+23,5%) e Friedrichshain-Kreuzberg (+23,2%), a causa della forte domanda.
I prezzi degli affitti a Berlino mostrano una netta differenza tra i distretti centrali e quelli periferici. Mentre Mitte continua a registrare i prezzi più alti, distretti come Spandau o Reinickendorf offrono ancora opzioni relativamente economiche. Tuttavia, il continuo aumento dei prezzi suggerisce che anche queste zone potrebbero diventare più costose nel lungo termine.
Per molti milioni di persone in Germania, i costi abitativi mensili rappresentano una parte consistente dei costi complessivi. Nel 2022, le famiglie in affitto hanno dovuto spendere in media il 27,8% del loro reddito disponibile per le spese abitative. L’onere è ancora più elevato se gli inquilini hanno preso in affitto un appartamento o una stanza nel 2019 o successivamente. In questo caso i costi abitativi rappresentano addirittura il 29,5% del reddito.
I costi più elevati sono stati sostenuti da single e famiglie monoparentali. Essi hanno infatti speso circa un terzo del loro reddito disponibile proprio per l’affitto. A livello nazionale, nel 2022 ben 3,1 milioni di nuclei familiari in affitto hanno dovuto sostenere spese di locazione pari o superiori al 40%. Si tratta del 16% di tutti i nuclei familiari tedeschi.
Il mercato immobiliare in Germania è in crisi da anni. Una significativa carenza di appartamenti in affitto a prezzi accessibili attanaglia soprattutto soprattutto le grandi città. Ciò è particolarmente preoccupante alla luce del fatto che solo una minoranza dei tedeschi intervistati nell’ambito di Statista Consumer Insights vive in un immobile di proprietà.
Anche la generazione over 60, considerata ad alto potere d’acquisto, vive principalmente in case o appartamenti in affitto. Circa il 41% degli intervistati di questa fascia d’età dichiara di vivere attualmente in un immobile di proprietà, mentre il 59% vive in affitto. Le cifre relative alla Generazione X e ai Millennials sono abbastanza simili, mentre per quanto riguarda la Generazione Z sono 7 su 10 che dichiarano di stare in affitto. Prescindendo invece dalle varie generazioni, in genere, è solo il 38% degli intervistati che vive in un immobile di proprietà. A Berlino questa percentuale scende addirittura fino al 15%.
Oltre a fattori macroeconomici come l’aumento dei prezzi dell’energia e quindi dei canoni di locazione, la mancanza di appartamenti in affitto a prezzi accessibili è dovuta anche al fatto che il governo tedesco mancherà l’obiettivo del 2022 ovvero quello di completare la costruzione di 400.000 nuovi appartamenti all’anno. Già nel primo anno l’obbiettivo è stato mancato di quasi 100.000 unità. Anche negli anni precedenti, il numero di nuove abitazioni costruite è stato al massimo di poco più di 300.000.
100.000 delle 400.000 nuove abitazioni all’anno annunciate dal Ministro federale dell’Economia Robert Habeck e dal Ministro federale dell’Edilizia Klara Geywitz in occasione della 13a Giornata dell’edilizia abitativa del settore edile saranno destinati all’edilizia sociale.
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