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La mostra permanente nella Haus der Wannsee-Konferenz è stata inaugurata nel 1992, e precisamente nel cinquantesimo anniversario della Conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, in occasione della quale alti ufficiali e gerarchi nazisti si riunirono per pianificare la “soluzione finale”, ovvero la deportazione degli ebrei di tutta Europa verso Est e il loro sterminio.
La mostra commemorativa
ricostruisce la genesi e le conseguenze della Conferenza di Wannsee
illustrando e documentando le drammatiche tappe che portarono agli
orrori dell’Olocausto.
Di particolare interesse è la copia del verbale della famigerata conferenza, redatta da Adolf Eichmann.
Visita guidata gratuita: ogni sabato e ogni domenica alle 16:00 e alle 17:00
Orari di apertura: ogni giorno dalle 10:00–18:00
Indirizzo: Am Großen Wannsee 56-58, 14109 Berlino
Come arrivarci: Dal centro città prendere la S-Bahn S1 (direzione “Wannsee”) o S7 (direzione “Potsdam Hbf”) o il RegionalExpress (Deutsche Bahn) fino alla stazione della S-Bahn Berlin-Wannsee. Dalla stazione della S-Bahn Wannsee prendere l’autobus 114 (direzione “Heckeshorn”) fino alla fermata “Haus der Wannsee-Konferenz”.
„(…) nel 1920, in seguito all’inglobamento nel comune di Berlino dei sobborghi, la città raggiunge e presto supera i 4 milioni di abitanti, diventando così indiscutibilmente la terza metropoli mondiale dopo New York e Londra“.
Quella che in Germania Ovest veniva e viene tutt’ora chiamata T-Shirt nella Germania Est veniva chiamata Nicki, termine, quest’ultimo, che in Germania Ovest stava, invece, ad indicare un maglioncino.
“Fra le differenze linguistiche del tedesco dell’est e dell’ovest, per certi versi ascrivibili alle variazioni idiomatiche regionali, ve n’è una che sembra non avere analogie altrove e che di fatto, pur essendo presente anche in alcune regioni austriache e della Germania meridionale, può essere intesa come variante tipica del tedesco orientale e occidentale: la lettura dell’ora. Se alle 10.45 si chiede l’ora a un Ostdeutsche, molto probabilmente ci si sentirà rispondere «Drei Viertel Elf» (tre quarti delle undici); se la si chiede invece a un tedesco occidentale la risposta sarà «dieci e quarantacinque» o «un quarto alle undici». Analogamente, alle 10.15, l’uno risponderebbe «Ein Viertel Elf» (un quarto delle undici) e l’altro «un quarto dopo le dieci». Il primo sistema di leggere l’orologio, quindi, interpreta i quindici minuti nella prospettiva dell’ora seguente non solo nella seconda metà, come avviene pure nella prassi italiana ma anche nella prima; motivo per cui a tale tecnica possiamo attribuire il nome di «anticipatoria»”.
„Spazi di memoria nella Berlino post-socialista“ – Liza Candidi T.C.
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