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Berlino nel caos invernale: il Senato berlinese criticato per la gestione del gelo

Berlino è sprofondata nel caos a causa del ghiaccio e della neve degli ultimi giorni, mentre sul Senato a maggioranza CDU e SPD piovono critiche da ogni parte. L’accusa principale: una gestione tardiva e inefficace del servizio invernale, che avrebbe contribuito a numerosi incidenti e feriti sulle strade e sui marciapiedi della capitale.

La senatrice ai Trasporti Ute Bonde (CDU) ha annunciato soltanto venerdì una nuova disposizione che consente eccezionalmente l’uso di sostanze antigelo come il sale da disgelo anche sui marciapiedi, contraddicendo le sue precedenti posizioni. Una mossa che l’opposizione definisce “un mezzo giuridicamente dubbio” e decisamente tardiva.

Il capogruppo dei VerdiWerner Graf, ha ricordato che da settimane era evidente come le attuali regole sullo sgombero della neve non funzionassero: “Avevamo proposto che la Berliner Stadtreinigung (BSR) si occupasse anche dei marciapiedi, ma la proposta è stata respinta”.

Anche il candidato SPD Steffen Krach ha accusato Bonde e il sindaco Kai Wegner (CDU) di immobilismo: “Da due settimane i berlinesi scivolano e fratturandosi le ossa. Il Senato avrebbe dovuto agire molto prima. È quasi uno scandalo”.

Da destra, la AfD ha commentato con sarcasmo: “Bello che ora il sale sia permesso”, ha detto la capogruppo Kristin Brinker, “ma ormai nessun negozio lo tiene in magazzino. Quando arriveranno le scorte necessarie, il ghiaccio sarà probabilmente già sciolto”.

Nel frattempo, molti berlinesi continuano a muoversi con cautela tra marciapiedi ghiacciati e servizi pubblici rallentati — mentre il dibattito politico scalda una città ancora paralizzata dal freddo.

Perché la SPD si oppone alle nuove restrizioni sulla cannabis medica

La SPD frena il progetto della ministra della Salute Nina Warken (CDU) che mira a restringere l’accesso alla cannabis medica in Germania. Al centro dello scontro politico ci sono timori di abuso da una parte e diritti fondamentali, libertà professionale e norme europee dall’altra.​

Cosa prevede il piano di Warken

Warken (CDU) vuole rendere più difficile la prescrizione e la distribuzione di cannabis medica.

  • Prescrizione solo dopo contatto diretto in presenza tra paziente e medico, escludendo consulti puramente online.
  • Stop alla spedizione: la cannabis medica dovrebbe essere dispensata soltanto da farmacie fisiche, non più tramite consegna a domicilio o piattaforme di e-pharmacy.

La ministra giustifica la stretta con il forte aumento delle importazioni di cannabis medica nel 2024 (+170% nella seconda metà rispetto alla prima), a fronte di un incremento contenuto delle prescrizioni a carico delle casse malattia (+9%). Per lei, questo squilibrio indica un uso improprio tramite piattaforme online a fini di sballo, non terapeutici.​

Perché la SPD dice no alle restrizioni sulla cannabis

Carmen Wegge (SPD), critica il progetto su più piani.

  • Un obbligo di visita in presenza sarebbe un intervento eccessivo nella libertà professionale dei medici e nella libertà di scelta dei pazienti, che oggi possono avvalersi anche della telemedicina.
  • Il divieto di vendita per corrispondenza penalizzerebbe in modo sproporzionato i fornitori esteri e potrebbe violare libertà di servizi e libero scambio all’interno dell’UE.

La SPD chiede quindi una soluzione conforme alla Costituzione e al diritto europeo, che garantisca allo stesso tempo sicurezza dell’approvvigionamento, parità di trattamento e accesso digitale alle terapie a base di cannabis per i pazienti che ne hanno effettivo bisogno.

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Germania, rinviata la presentazione degli incentivi per le auto elettriche

Il governo tedesco punta a rilanciare la domanda di auto elettriche con un nuovo programma di incentivi all’acquisto, ma la presentazione ufficiale subisce uno stop improvviso. Il ministro dell’Ambiente Carsten Schneider (SPD) avrebbe dovuto illustrare le condizioni di accesso alla nuova “Kaufprämie” in conferenza stampa venerdì mattina, ma l’appuntamento è stato rinviato a lunedì per “ultime intese di dettaglio” all’interno del governo.

Secondo le indiscrezioni, il bonus dovrebbe valere retroattivamente per i veicoli elettrici immatricolati a partire dall’inizio dell’anno, con contributi compresi tra 1500 e 6000 euro in base a reddito, situazione familiare e altri criteri. Schneider aveva già dichiarato alla “Bild” che i fondi disponibili sarebbero sufficienti per circa 800.000 auto nei prossimi tre-quattro anni e ha descritto il programma come un impulso mirato all’industria nazionale, che – a suo avviso – dispone di un’offerta competitiva di modelli elettrici. L’annullamento a sorpresa della conferenza, dopo la pubblicazione delle prime cifre, rappresenta tuttavia un momento imbarazzante per il ministro e per la coalizione nero-rossa.

Nuova imposta di successione in Germania: la proposta SPD per più equità tra grandi e piccoli patrimoni

La SPD tedesca ha presentato un nuovo concetto di riforma dell’imposta di successione, con l’obiettivo dichiarato di renderla più semplice e più equa, soprattutto per chi eredita poco o nulla. Secondo il partito, l’attuale sistema favorisce in modo eccessivo i grandi patrimoni grazie a eccezioni e regimi speciali, mentre le eredità più modeste risultano proporzionalmente più gravate.​

Cosa prevede la proposta SPD

La riforma punta prima di tutto a introdurre una grande franchigia unica. Ogni persona dovrebbe poter ricevere fino a un milione di euro esentasse, una sola volta nell’arco della propria vita, invece dei 400.000 euro ogni dieci anni previsti dalla legge attualmente in vigore. Inoltre, la casa dei genitori resterebbe esente da imposta se i figli la abitano personalmente.​

Per le imprese, la SPD propone un trattamento particolare ma più trasparente. Chi eredita un’azienda avrebbe un’esenzione fino a cinque milioni di euro; oltre questa soglia scatterebbero le imposte di successione, che però potrebbero essere pagate a rate nell’arco di vent’anni, così da non mettere subito in crisi la liquidità dell’impresa di famiglia.​

Perché il sistema attuale è contestato

Il punto centrale delle critiche riguarda le grandi differenze di trattamento tra tipi di patrimonio. Chi eredita, per esempio, una sola casa plurifamiliare deve pagare l’intera imposta secondo le aliquote normali; chi invece eredita centinaia di appartamenti può spesso dichiarare il tutto come patrimonio d’impresa e sfruttare regimi di favore, fino quasi ad azzerare il carico fiscale. Allo stesso tempo molti imprenditori temono che imposte elevate su immobili e aziende mettano a rischio la sopravvivenza delle loro attività.​

Sul piano sociale, la SPD sottolinea che la mancanza di un sistema più equo di tassazione delle eredità rafforza le disuguaglianze. Chi non eredita nulla – e non ha quindi “genitori ricchi” alle spalle – difficilmente riuscirà, con i costi edilizi attuali, a comprare una casa in una vita di lavoro. Spesso queste persone hanno anche minori possibilità di accesso a istruzione di qualità e nessun cuscinetto finanziario per la pensione.​

Il contesto costituzionale e le sentenze precedenti

La questione dell’imposta di successione in Germania non è nuova e ha già occupato più volte la Corte costituzionale federale. Nel 2006 i giudici hanno dichiarato incostituzionale la disciplina allora vigente, perché non rispettava il principio di uguaglianza, in particolare per via delle ampie esenzioni per il trasferimento di imprese. Il legislatore è intervenuto nel 2008, mantenendo però la possibilità di grandi “sconti” fiscali per i patrimoni aziendali.​

Nel 2014 la Corte ha colpito anche questa seconda versione, giudicando le facilitazioni eccessive e sproporzionate. L’attuale legge, varata nel 2016, consente ancora ai grandi eredi di scegliere tra una “verifica del fabbisogno di esenzione”, che permette di dimostrare di non poter pagare l’imposta con altri mezzi, e un sistema di sconti progressivi per patrimoni d’impresa molto elevati. Proprio contro questa struttura ha fatto ricorso un erede in Baviera, che per una somma relativamente modesta paga proporzionalmente più dell’erede di una grande società: da qui un nuovo giudizio della Corte, il terzo, atteso nei prossimi anni.​

L’iniziativa della SPD e gli obiettivi fiscali

Nel suo “Impulspapier”, il gruppo parlamentare socialdemocratico precisa che ereditare “non è di per sé una cosa sbagliata” e che le famiglie devono poter trasmettere il proprio patrimonio senza temere di perdere la casa di abitazione o l’azienda di famiglia. Allo stesso tempo, però, la SPD critica duramente l’attuale ostico e complesso sistema che si caratterizza per le sue numerose eccezioni e i conseguenti privilegi, che a suo avviso tutela soprattutto i grandi patrimoni e ostacola la giustizia fiscale.

Secondo il partito, lo Stato incassa oggi solo circa nove miliardi di euro all’anno di imposta di successione, a fronte di eredità complessive stimate tra 300 e 400 miliardi di euro. L’obiettivo è aumentare in modo significativo questo gettito, soprattutto sulle eredità molto elevate, mantenendo tuttavia franchigie generose per case di abitazione e piccole eredità.​

Prospettive politiche e nodi aperti

Politicamente, la SPD si muove da sola: una riforma dell’imposta di successione non è prevista nell’attuale contratto di coalizione con l’Unione (CDU e CSU). Tuttavia, i socialdemocratici potrebbero usare questo dossier come merce di scambio nei negoziati sulle future riforme di pensioni, sanità e mercato del lavoro, mentre la CSU potrebbe insistere su un anticipo del taglio già deciso dell’imposta sulle società.​

Resta però una questione fondamentale ancora senza risposta: la SPD non ha indicato chiaramente come verrebbero tassate le quote eccedenti le nuove franchigie, né per i privati né per le imprese. Senza aliquote e scaglioni precisi, è difficile valutare quanto la riforma peserebbe davvero sulla classe media e sul tessuto economico. Per questo il dibattito su equità, competitività e giustizia generazionale è destinato a continuare.

Economia, immigrazione, reddito di cittadinanza e fisco: gli accordi di coalizione tra democristiani e socialdemocratici

Le trattative esplorative tra Unione (CDU/CSU) e Socialdemocratici (SPD) in Germania hanno raggiunto un punto di svolta importante. Dopo settimane di negoziati, le due parti hanno trovato un accordo su diverse questioni cruciali che riguardano l’economia, l’immigrazione, il reddito di cittadinanza e le politiche fiscali. Questi accordi rappresentano un passo significativo verso la formazione di un governo di coalizione (Grande coalizione).

Economia

L’obiettivo principale è quello di rafforzare la competitività economica della Germania. Per raggiungere questo scopo, Union e SPD hanno pianificato un massiccio pacchetto finanziario per infrastrutture e difesa, che dovrebbe contribuire a stimolare la crescita economica. Inoltre, si prevede una riduzione dei costi energetici di 5 centesimi per kilowattora, insieme ad altri incentivi per le imprese, che saranno discussi durante le negoziazioni di coalizione.

Immigrazione

La politica migratoria è stata uno dei punti più controversi. Union e SPD hanno raggiunto un accordo per aumentare le espulsioni alle frontiere, in coordinamento con i partner europei. I controlli alla frontiera saranno notevolmente rafforzati e il ricongiungimento familiare per i rifugiati sarà limitato. Queste misure mirano a ridurre la migrazione irregolare e a promuovere programmi di accoglienza volontaria.

Reddito di cittadinanza

Il Bürgergeld, introdotto dalla SPD, sarà riformato per incentivare più efficacemente i disoccupati a cercare lavoro anche attraverso l’inasprimento di sanzioni previste per coloro che si rifiutano di accettare delle proposte di lavoro. L’obiettivo è quello di creare un nuovo sistema di sicurezza sociale che favorisca l’occupazione e che generi risparmi significativi per il bilancio statale.

Politiche fiscali

Nell’ambito delle politiche fiscali vi sono ancora forti divergenze. Mentre l’Unione si batte per ampie riduzioni fiscali soprattutto per le imprese, la SPD vuole tassare più pesantemente i super ricchi, cosa che l’Unione rifiuta categoricamente.