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Stanze del consumo e riduzione del danno: l’Europa accelera, l’Italia resta senza un modello”

Stanze del consumo: cosa sono e come funzionano

Le stanze del consumo (Drug Consumption Rooms, DCR) sono spazi socio‑sanitari dove le persone che usano droghe possono consumarle in un ambiente controllato, con personale qualificato e strumenti sterili. L’obiettivo non è incentivare l’uso, ma ridurre i rischi: overdose, infezioni, marginalità, abbandono terapeutico.

Secondo i rapporti europei più recenti, queste strutture rappresentano una risposta concreta ai problemi legati al consumo di droga, offrendo un punto di contatto stabile con servizi sanitari e sociali.

🇫🇷 La situazione in Francia

In Francia, dove esistono solo due strutture sperimentali, a Parigi e Strasburgo, il Parlamento si prepara a prorogarne l’attività fino al 2027. I dati raccolti negli ultimi anni mostrano una riduzione delle overdose, un miglior accesso ai servizi sanitari e un calo dei costi legati ai ricoveri d’urgenza. Per le autorità francesi, questi risultati sono sufficienti per proseguire un modello che punta sulla riduzione del danno e sulla presa in carico sociale.

🇮🇹 La situazione in Italia

In Italia il dibattito sulle stanze del consumo è ricorrente, ma l’implementazione è ancora limitata e spesso ostacolata da resistenze politiche e culturali. Le sperimentazioni locali sono poche e frammentate, nonostante le evidenze internazionali mostrino benefici significativi in termini di salute pubblica e sicurezza urbana.

Le principali criticità italiane riguardano:

  • assenza di un quadro normativo chiaro;
  • forte polarizzazione politica;
  • difficoltà nel coordinamento tra enti locali, servizi sanitari e forze dell’ordine.

🇩🇪 Il modello tedesco

La Germania è uno dei Paesi europei con la maggiore esperienza nel settore. Già nel 2011 erano attive 25 stanze del consumo in 16 città, distribuite in sei Länder, tra cui Berlino, Amburgo e l’Assia.

Il modello tedesco si caratterizza per:

  • integrazione strutturale nei servizi di riduzione del danno;
  • collaborazione stabile tra operatori sanitari, amministrazioni locali e polizia;
  • monitoraggio costante dei risultati;
  • ampio consenso tra professionisti e comunità locali.

I rapporti tedeschi sottolineano come le DCR abbiano contribuito a ridurre overdose, migliorare l’accesso ai servizi sanitari e diminuire il consumo in strada, con effetti positivi anche sulla percezione di sicurezza urbana.

🔍 Italia vs Germania: un confronto sintetico

AspettoItaliaGermania
Quadro normativoAssente o ambiguoChiaramente definito a livello federale
Numero di DCRMinimo, sperimentale25 già nel 2011, oggi ulteriormente consolidate
Accettazione socialePolarizzataGeneralmente alta nelle città coinvolte
Integrazione nei serviziDiscontinuaStrutturale e coordinata
Risultati documentatiLimitatiAmpie evidenze di efficacia

Conclusione

Le stanze del consumo rappresentano uno strumento di sanità pubblica e riduzione del danno ormai consolidato in molti Paesi europei. La Germania offre un modello maturo, basato su evidenze, coordinamento istituzionale e pragmatismo. L’Italia, invece, resta in una fase di dibattito e sperimentazione, frenata da resistenze culturali e normative.

Per avvicinarsi agli standard europei, sarà necessario un approccio più pragmatico, fondato su dati, ricerca e collaborazione tra istituzioni e territorio.

Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana

Germania leader della cannabis medica, Italia fanalino di coda

Per anni Paesi come il Canada e Israele sono stati i simboli della cannabis terapeutica. Oggi, però, la mappa va aggiornata: il nuovo mercato leader è la Germania. I numeri parlano chiaro. Nei primi tre mesi del 2025 sono entrate nel Paese 37,2 tonnellate di infiorescenze, con una crescita del 457% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un’accelerazione impressionante che porta le proiezioni a quota 150 tonnellate entro fine anno, dopo le 32 tonnellate del 2023 e le oltre 90 raggiunte nel 2024.

Perché la locomotiva tedesca corre così veloce?

La risposta sta soprattutto in tre fattori:

  • Prescrizione accessibile: dal 2017 ogni medico può prescrivere cannabis terapeutica, senza passaggi burocratici onerosi come in Italia.
  • Farmacie e assicurazioni: circa 2.500 farmacie (una su sette) hanno il prodotto in magazzino e oltre il 70% dei pazienti ottiene il rimborso assicurativo.
  • Fine della fase sperimentale: l’approccio prudente, avviato nel 2019, ha prodotto risultati positivi al punto da convincere il governo a rimuovere gli ostacoli sull’uso medico.

C’è però un dettaglio da non sottovalutare: la produzione interna tedesca è ancora minima (meno di 3 tonnellate nel 2024). Quasi tutta la cannabis viene importata da Paesi come Canada, Portogallo, Colombia e Danimarca, con un prezzo medio di circa 8 € al grammo.

Ombre sul sistema “perfetto”

Nonostante i numeri trionfali, Berlino sta iniziando a discutere di possibili restrizioni: l’accesso “troppo facile” alla prescrizione e l’uso della telemedicina potrebbero presto subire nuove regole.

E l’Italia?

Il confronto è impietoso. Nel 2024 in Italia sono state distribuite appena 2 tonnellate di infiorescenze, a fronte di importazioni annue che si fermano intorno a 1.500 kg. Le varietà disponibili restano sei, sempre le stesse, mentre in Germania si contano ormai centinaia di opzioni. A questo si aggiunge una rete di sole 800 farmacie coinvolte (su 20.000) e un sistema di approvvigionamento vincolato quasi esclusivamente a Olanda e Spagna.

La lezione tedesca

La Germania non è diventata il più grande mercato al mondo per caso: a fare la differenza sono state le regole chiare, l’organizzazione nonché il coraggio politico. Tre ingredienti che, in Italia, continuano a mancare. E così, mentre Berlino viaggia verso le 150 tonnellate, Roma resta ferma al palo, costretta a guardare.

Sempre più casi di intossicazione da ‘gas esilarante’ (Lachgas) – Il governo tedesco ne vieta la vendita ai minorenni

I casi di intossicazione da “gas esilarante” (ossido di diazoto, N2O) stanno aumentando in tutta la Germania, con una crescita significativa registrata nel 2024. Secondo la Charité di Berlino, le richieste di assistenza legate all’uso di gas esilarante sono quasi raddoppiate rispetto all’anno precedente, con 66 casi segnalati a Berlino e Brandeburgo, rispetto ai 35 del 2023. Anche in altre regioni, come il Baden-Württemberg e la zona Nord (Bassa Sassonia, Brema, Amburgo, Schleswig-Holstein), si è osservato un aumento considerevole delle segnalazioni.

I medici avvertono che il consumo di gas esilarante può causare effetti acuti quali vertigini, svenimenti e allucinazioni, ma anche gravi danni neurologici permanenti, come lesioni e paralisi muscolari. Il gas è comunemente inalato tramite palloncini1, specialmente tra adolescenti e giovani adulti attratti dal suo effetto euforizzante. Nonostante questa popolarità, l’ossido di diazoto non è una sostanza innocua: interferisce con la trasmissione nervosa e può provocare danni al sistema nervoso.

Dal punto di vista scientifico, il gas esilarante è un composto chimico incolore con un leggero odore dolciastro, utilizzato da decenni in medicina e odontoiatria come anestetico e analgesico. A dosi basse, produce uno stato di euforia e rilassamento, ma un uso ricreativo incontrollato può provocare gravi effetti collaterali, includendo anche ipossia e danni neurologici permanenti.

Il gas viene comunemente venduto in cartucce da circa 8 grammi, destinate originariamente all’uso alimentare, in particolare come propellente nelle bombolette di panna da montare spray. L’ossido di diazoto è utilizzato nella panna da montata per creare le bollicine di gas che rendono il prodotto soffice e cremoso. Il gas, pressurizzato nelle cartucce, viene liberato all’apertura, formando microbolle che emulsionano i grassi presenti nella panna. Questo utilizzo è regolamentato come additivo alimentare (E-942), sicuro se usato correttamente a contatto con l’alimento. Tuttavia, l’inalazione del gas contenuto nelle cartucce o direttamente dalle bombolette di panna montata rappresenta un serio rischio, poiché il gas viene rilasciato a temperature molto basse (tra -40°C e -55°C), potendo causare ustioni da freddo a labbra, gola e polmoni, oltre ai già menzionati rischi neurologici legati alla carenza di vitamina B12 e alla tossicità.

A fronte dell’allarme crescente per la salute pubblica, il governo tedesco ha approvato nel 2025 una modifica legislativa che vieta la vendita, il possesso e l’acquisto di gas esilarante in contenitori da più di 8 grammi a bambini e adolescenti. Inoltre, è vietata la vendita tramite distributori automatici e commercio online a minorenni. Queste misure mirano a ridurre la disponibilità della sostanza ai giovani e prevenire i danni neurologici a lungo termine.

Resta consentito l’uso di ossido di diazoto per scopi industriali, scientifici e medici, mentre il nuovo quadro normativo punta a limitare esclusivamente l’uso ricreativo che pone a rischio la salute, in particolare quella delle fasce più giovani.

Questa legge dovrebbe rappresentare un passo fondamentale per contrastare l’abuso di gas esilarante come sostanza da festa, proteggendo la salute pubblica e salvaguardando le future generazioni dai rischi associati al suo consumo improprio.

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  1. L’utilizzo dei palloncini è molto diffuso perché il gas viene prima inserito all’interno del palloncino da una cartuccia tramite un apposito dispositivo. Questo serve principalmente per evitare che il gas esca troppo freddo e direttamente dalle bombolette, poiché inalare il gas direttamente dalla cartuccia può causare ustioni da freddo a labbra e gola. Utilizzando un palloncino, il gas si riscalda leggermente prima dell’inalazione, rendendo l’esperienza più sicura e più gestibile. Inoltre, il palloncino permette di controllare più facilmente la quantità di gas inalata, benché il suo e abuso rimanga comunque pericoloso. ↩︎

A Berlino cresce il mercato della cocaina mentre il commercio illegale di cannabis cala grazie alla parziale legalizzazione

I trafficanti di droga a Berlino vendono sempre più cocaina, mentre il commercio illegale di cannabis è in forte calo. Nel 2024, la polizia ha registrato quasi 2.500 reati legati alla cocaina, con un aumento di oltre il 20%, soprattutto per quanto riguarda il traffico di grandi quantità, cresciuto di quasi l’80%. Al contrario, le infrazioni legate alla cannabis sono diminuite di oltre la metà, scendendo a circa 3.200 casi. La causa è la parziale legalizzazione della cannabis, in vigore da aprile 2024, che consente il possesso e la coltivazione privata, indebolendo così il mercato nero. Tuttavia, la cocaina rimane una sfida sempre più incombente sia per la polizia che per il sistema sanitario.

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