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In scadenza la call per partecipare alla quinta edizione dello Spinelli Forum – Dialogo Italo-Tedesco tra Giovani Leader. Bando e modulo di candidatura.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme all’Istituto Italiano per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e all’Institut für Europäische Politik tedesco (PEI), organizza la quinta edizione dello Spinelli Forum, un progetto di dialogo giovanile dedicato al futuro dell’Unione Europea e alle relazioni bilaterali tra Italia e Germania.

Il programma, rivolto a giovani italiani e tedeschi tra i 25 e i 35 anni con almeno una laurea triennale e buona conoscenza dell’inglese, prevede un calendario articolato in un incontro inaugurale online il 19 settembre 2025, due workshop virtuali il 6 e il 21 ottobre, e una conferenza finale in presenza a Berlino il 27-28 ottobre 2025. I partecipanti, attivi in politica, economia, accademia, società civile, media e cultura, lavoreranno in quattro gruppi tematici con l’obiettivo di elaborare raccomandazioni su: crescita economica e coesione sociale; difesa e sicurezza europea; politiche climatiche ed energetiche; regolazione e governance dell’intelligenza artificiale.

Il progetto offre una rete duratura di giovani leader europei e copre le spese di viaggio e alloggio dei partecipanti, richiedendo la partecipazione a tutte le attività. Le candidature, da presentare entro il 25 luglio 2025, devono includere modulo, CV, video di presentazione e un testo con proposte relative al gruppo tematico scelto.

L’ISPI, istituto italiano con un forte orientamento pratico e interdisciplinare, supporta la formazione di nuovi diplomatici e professionisti del mondo internazionale, collaborando con enti pubblici e privati per stimolare il dibattito sui temi globali.

BANDO

MODULO DI CANDIDATURA

A che ci serve l’Europa?

Non c’è, dico, grande problema che possa essere ancora
affrontato seriamente con criteri e con strumenti nazionali”
Altiero Spinelli al Congresso del Partito Radicale nel 1985

A che ci serve l’Europa è un dialogo a due voci ovvero quella della storica esponente dei Radicali Emma Bonino e quella di Pier Virgilio Dastoli, presidente del Movimento Europeo e già assistente parlamentare di Altiero Spinelli alla Camera dei Deputati (1977-1983) e al Parlamento europeo (1977-1986). Il libro è arricchito anche dalla collaborazione del produttore, autore e regista Luca Cambi.

Pubblicato da Marsilio nella collana I nodi, questo testo ripercorre la storia dell’Europa, analizzandone il passato, il presente e ipotizzandone il futuro affrontando una questione fondamentale: l’utilità dell’Europa nel mondo contemporaneo.

Entrambi sostenitori convinti del progetto europeista, Emma Bonino e Pier Virgilio Dastoli intraprendono un viaggio nella memoria personale e collettiva per esplorare il ruolo e l’importanza dell’Unione Europea, offrendo le loro risposte, ricche di aneddoti e di esperienze personali, e tratteggiando un quadro complesso e sfaccettato dell’Europa di oggi.

Il libro offre anche un ritratto appassionato e avvincente di Altiero Spinelli, considerato, insieme agli altri due autori del Manifesto di Ventotene (Ernesto Rossi e Eugeni Colorni) il vero padre fondatore dell’Europa. Spinelli, con lungimiranza, ha intuito e ispirato i principi di pace e libertà insiti nel federalismo europeo su cui l’Europa si fonda ancora oggi.

Mentre l’Europa viene spesso criticata e accusata di essere distante dai problemi reali dei cittadini, gli autori ripercorrono le lotte, i progressi, le sconfitte e le conquiste che hanno caratterizzato il processo di integrazione europea.

Sebbene le visioni di Bonino e Dastoli sull’Europa non risultino affatto alternative bensì complementari, non si tratta comunque di un testo di propaganda, bensì di un sincero e aperto dialogo che mette a nudo le contraddizioni e i problemi dell’Europa, ma che allo stesso tempo ne sottolinea il valore e il potenziale.

Inoltre, la prefazione di Corrado Augias e la postfazione di Romano Prodi arricchiscono ulteriormente il contesto storico e culturale del libro. A che ci serve l’Europa invita a prendere coscienza di quanto ancora resta da fare senza per questo dimenticare l’enorme lavoro svolto finora.

Appassionato intervento pronunciato da Spinelli al Congresso del Partito Radicale italiano del 1985, dove l’autore del “Manifesto di Ventontene” chiedeva a gran voce ai Radicali e a Marco Pannella di impegnarsi anche in Europa per il progetto federalista.
Ultimo intervento di Altiero Spinelli al Parlamento Europeo
“Il grano di follia” di cui parlava Altiero Spinelli
30 anni di battaglie Radicali in Europa

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Sussidi. Previste restrizioni per i cittadini europei

Nel corso di questa settimana il Consiglio dei Ministri potrebbe approvare il progetto di legge della Ministra del Lavoro Andrea Nahles (SPD) annunciato già ad aprile e fortemente appoggiato dalla Cancelliera Angela Merkel. La sua approvazione in gabinetto darà poi seguito alla discussione parlamentare. Il progetto di legge prevede consistenti restrizioni all’elargizione di sussidi per i cittadini europei, chiamati dalla stampa, quasi all’unisono, EU-Ausländer (sigh). Per maturare il diritto ai sussidi sociali e di disoccupazione (Alg II/Hartz IV, assegni di sostegno, ecc.) sarà infatti richiesto ai cittadini UE un minimo di 5 anni di soggiorno in Germania.

La Ministra Nahles risponde così alla sentenza del Bundessozialgericht (Tribunale Federale per il Sociale) che aveva deciso di fissare a sei mesi il periodo di soggiorno minimo richiesto ai cittadini europei per poter beneficiare dei suddetti sussidi. Una gran bella differenza tra i sei mesi richiesti dal Tribunale Federale per il Sociale e i cinque anni previsti dall’attuale progetto di legge. Ma proprio in questo senso si è dato da fare il Ministro degli Interni Thomas de Maizière (CDU), che ha contrattato la posta al rialzo allungando i tempi della contrattazione stessa.

A criticare fortemente i piani della grande coalizione CDU/SPD sono i Verdi, secondo i quali questo progetto di legge rappresenterebbe un fallimento delle politiche sociali europee in quanto il libero movimento delle persone dovrebbe essere assicurato anche dalle politiche sociali.

Secondo alcuni dati della Bundesagentur für Arbeit (Ufficio Federale del Lavoro) a gennaio dell’anno in corso erano quasi 440mila i cittadini di altri stati europei che beneficiavano dei sussidi. Al primo posto ci sono i polacchi (92mila) seguiti dagli italiani (71mila), i bulgari (70mila), i rumeni (57mila) e i greci (46mila). Ma prima di cominciare a puntare il dito contro i gruppi di popolazione di cui sopra, forse è bene ricordare che i numeri dei cittadini europei che percepisce sussidi rispecchia quasi esattamente la classifica per numero di presenza in Germania (polacchi 740.962, italiani 596.127, rumeni 452.718, greci 339.931, bulgari 226.926). Se ne deduce che è solo l’8,39% degli italiani, l’8,05% dei polacchi, il 7,9% dei rumeni e il 7,38% dei greci a percepire sussidi. E in più bisogna considerare che molti di questi sono lavoratori a basso reddito che beneficiano di sussidi solo per integrare i loro modesti guadagni (aufstocken). E se proprio qualcuno tiene a suddividere la popolazione per gruppo di provenienza bisognerebbe non sottovalutare il PIL che generano, giusto per fare un esempio, i ristoratori italiani. Insomma, se si contestualizzano tali dati sorge spontanea una domanda: c’era proprio bisogno di una riforma contro gli EU-Ausländer?