Dal febbraio 2026 è entrata in vigore una novità che sta creando non poca confusione tra i cittadini europei residenti in Germania: il BAMF ha sospeso tutte le nuove ammissioni “volontarie” ai corsi di integrazione. E sì, questo riguarda anche noi italiani.
Fino al 2025, i cittadini UE — pur non avendo un diritto automatico — potevano comunque essere ammessi ai corsi di integrazione tramite una semplice domanda. Dal 2026 questo non è più possibile.
Cosa è cambiato davvero
Il punto chiave è semplice: il BAMF ha bloccato completamente le ammissioni volontarie ai corsi di integrazione per tutto il 2026.
Questo significa che:
- Non basta più essere residenti in Germania.
- Non è più possibile ottenere una Zulassung “su richiesta”.
- Non c’è una valutazione caso per caso: le ammissioni volontarie sono sospese per tutti.
- Possono accedere solo le persone che hanno un diritto legale al corso (rifugiati riconosciuti, protezione sussidiaria, alcuni permessi di lavoro).
I cittadini UE, quindi, rientrano tra i gruppi esclusi insieme a richiedenti asilo, persone con Duldung e ucraini con protezione §24.
Risultato: meno accesso ai corsi statali, più burocrazia e spesso più costi.
Ma non è tutto perduto
La buona notizia è che esistono diverse alternative — alcune poco conosciute — che permettono comunque di studiare tedesco gratuitamente o quasi.
Ecco le più efficaci.
1. Corsi finanziati dal Jobcenter o dall’Agentur für Arbeit
Se sei disoccupato, in cerca di lavoro o ricevi prestazioni SGB II/SGB III, puoi ottenere un Bildungsgutschein.
Con questo voucher:
- Il corso viene finanziato completamente.
- Puoi accedere anche a corsi intensivi o professionali.
- In alcuni casi vengono coperti trasporti e materiali.
È una delle opzioni più vantaggiose, ma spesso ignorata da chi non conosce il sistema.
2. Programmi locali e Volkshochschule (VHS)
Le VHS restano un punto di riferimento, ma con differenze importanti:
- Alcuni corsi sono sovvenzionati a livello comunale o regionale.
- Esistono riduzioni per redditi bassi.
- Alcuni progetti cittadini offrono corsi gratuiti per gruppi specifici.
Ogni città ha politiche diverse: informarsi localmente è fondamentale. Berlino, in particolare, offre molte opportunità parallele ai corsi BAMF.
3. Corsi tramite università e progetti UE
Molte università e istituzioni partecipano a programmi europei o locali che includono:
- Corsi gratuiti o a basso costo per residenti UE.
- Progetti pilota per l’integrazione linguistica.
- Workshop e corsi serali aperti anche ai non studenti.
Non sempre sono pubblicizzati: serve cercare attivamente.
4. Associazioni, ONG e iniziative di quartiere
Qui si nasconde spesso il vero “segreto”:
- Associazioni locali offrono corsi gratuiti o a donazione.
- Progetti per migranti includono anche cittadini UE.
- Gruppi di tandem linguistico nei quartieri.
A Berlino, molte iniziative nascono dal basso e funzionano sorprendentemente bene.
5. Bonus e rimborsi regionali
In alcuni Länder esistono incentivi specifici:
- Rimborsi parziali per corsi di lingua.
- Weiterbildungsbonus per lavoratori e freelance.
- Programmi di formazione continua finanziati localmente.
Sono meno conosciuti, ma possono ridurre drasticamente i costi.
Una nuova realtà (ma anche nuove opportunità)
È vero: il cambiamento del 2026 rende più difficile l’accesso ai corsi statali per i cittadini UE. Ma allo stesso tempo apre uno scenario diverso, in cui chi sa orientarsi tra Jobcenter, VHS, progetti locali e iniziative comunitarie può trovare soluzioni valide — spesso più flessibili dei corsi BAMF.
In altre parole: non è più automatico, ma è ancora possibile. E in alcuni casi, persino più conveniente.
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