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La Germania rallenta nella corsa al clima

La Germania ha raggiunto formalmente il suo obiettivo climatico per il 2025, ma il risultato è tutt’altro che motivo di celebrazione. Secondo i nuovi dati dell’Agenzia federale per l’ambiente (UBA), le emissioni di gas serra sono diminuite solo dello 0,1% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 648,9 milioni di tonnellate. Il calo è dovuto soprattutto al rallentamento economico, non a una svolta ecologica: l’industria ha emesso quasi il 4% in meno, ma perché ha prodotto di meno, non perché abbia innovato i propri processi.

Anche altri settori non offrono segnali positivi. Nel comparto energetico la riduzione delle emissioni si è fermata, in parte per un anno povero di vento; mentre nel settore edilizio e nei trasporti le emissioni sono addirittura aumentate.

Le prospettive per il futuro restano preoccupanti. Per il 2030 la Germania dovrebbe ridurre le proprie emissioni del 65% rispetto ai livelli del 1990, ma le proiezioni indicano un taglio effettivo solo del 62,6%, con un deficit di circa 30 milioni di tonnellate di CO₂. E guardando oltre, gli obiettivi per il 2040 e il 2045 – l’anno in cui il Paese dovrebbe raggiungere la neutralità climatica – sembrano sempre più lontani.

Le organizzazioni ambientaliste, come Fridays for Future, criticano duramente il governo, accusandolo di aver raggiunto il traguardo del 2025 “per caso” e di non avere una strategia credibile per il futuro. Entro fine marzo, Schneider dovrà presentare un nuovo programma di protezione del clima che indichi come colmare le lacune attuali. Resta da vedere se dalle parole seguiranno finalmente i fatti.

Allarme clima: febbraio anticipa la primavera, esperti temono un’estate caldissima

Il mese di febbraio 2025 si preannuncia eccezionalmente mite e secco in Germania, con temperature che potrebbero raggiungere i 20°C in alcune zone del paese. Questo clima primaverile anticipato sta suscitando preoccupazioni tra gli esperti meteorologici.

Il climatologo Dr. Karsten Brandt prevede un aumento delle temperature fino a 10-15°C nelle prossime due settimane, creando una vera e propria atmosfera primaverile. Secondo le previsioni, febbraio sarà più caldo di 1-2°C rispetto alla media, con precipitazioni ridotte e una leggera siccità.

Questa situazione potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Un inizio di primavera caldo e secco aumenta il rischio di un’estate torrida. Il Dr. Brandt avverte che se gli strati superficiali del suolo si seccassero a febbraio e marzo, l’aria si riscalderebbe più rapidamente, portando a temperature più elevate. Mentre è ancora presto per prevedere con certezza l’andamento meteorologico di marzo, i modelli indicano che nei prossimi 10-14 giorni ci saranno diverse ondate di calore. Resta da vedere se questo porterà a un’estate caratterizzata da settimane di caldo intenso come quelle del 2018/19.