Il rientro in Italia può essere fiscalmente molto conveniente anche per chi continua a lavorare da remoto per un’azienda estera. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime agevolato per gli “impatriati” si applica anche in caso di smart working per datori di lavoro stranieri, purché l’attività sia svolta in prevalenza dal territorio italiano.
Cos’è il regime “rientro dei cervelli”
- Si tratta di un’agevolazione fiscale che consente di tassare solo una parte del reddito prodotto in Italia da chi rientra dall’estero, con uno sconto del 50% sulle imposte per un certo numero di anni (nella prassi più recente, in genere per 5 anni, con possibili estensioni in casi specifici).
- È rivolto a lavoratori altamente qualificati (laureati, profili specializzati, ricercatori, manager ecc.) che sono stati residenti all’estero per un determinato minimo e trasferiscono la residenza fiscale in Italia.
Smart working per azienda estera: quando spetta lo sconto
Il chiarimento dell’Agenzia è arrivato in risposta al caso di un’ingegnere italiana rientrata in Italia ma assunta da una società estera (tedesca/inglese) con lavoro svolto in smart working.
- Anche se il datore di lavoro ha sede in Germania, Regno Unito o altro Paese, il reddito da lavoro può rientrare nel regime degli impatriati se il lavoro è svolto prevalentemente in Italia.
- “Prevalentemente” significa, in pratica, che la maggior parte dell’attività lavorativa (giorni/tempo) si svolge fisicamente dal territorio italiano; eventuali trasferte all’estero non escludono il beneficio se rimangono minoritarie.
Requisiti principali da rispettare
Per accedere al regime agevolato, in linea generale servono alcuni requisiti chiave:
- Trasferimento della residenza fiscale in Italia, con iscrizione all’Anagrafe e presenza in Italia per più di 183 giorni l’anno.
- Precedente residenza all’estero per almeno il periodo minimo richiesto dalla norma (varia a seconda delle versioni del regime, ma tipicamente almeno 2 anni consecutivi).
- Svolgimento di un’attività di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa in Italia, anche se il datore di lavoro è estero, purché l’attività si svolga in via prevalente sul territorio italiano.
Vantaggio concreto: tasse dimezzate per 5 anni
Se i requisiti sono rispettati, il lavoratore “impatriato” può beneficiare di una tassazione agevolata:
- Solo il 50% del reddito da lavoro concorre alla base imponibile IRPEF (e, quindi, l’imposta effettiva da versare è notevolmente più bassa).
- La durata tipica è di 5 anni, con possibili estensioni in presenza di condizioni aggiuntive (es. figli minori, acquisto di immobile in Italia, alta qualificazione).
Per chi ha un profilo altamente specializzato e una relazione lavorativa già in corso con un’azienda estera, il messaggio è chiaro: tornare in Italia mantenendo il lavoro in smart working non fa perdere il regime agevolato, a patto che il centro della vita e dell’attività lavorativa sia effettivamente nel nostro Paese. Prima del rientro, è comunque prudente farsi seguire da un consulente fiscale o valutare un interpello all’Agenzia per avere conferma formale sul proprio caso specifico.
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Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana