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Germania: la crisi economica infinita. Tre anni di recessione tra declino industriale e sfide globali

Un viaggio nell’epicentro del declino economico europeo: cosa sta succedendo alla locomotiva d’Europa?

La Germania, un tempo considerata la locomotiva economica dell’Europa, sta attraversando una profonda crisi che sembra destinata a protrarsi per il terzo anno consecutivo. Dopo aver registrato una contrazione del PIL dello 0,3% nel 2023 e dello 0,2% nel 2024, le previsioni per il 2025 sono altrettanto preoccupanti.

Una recessione senza precedenti

La Confindustria tedesca (Bdi) stima una ulteriore contrazione dello 0,1% del PIL per il 2025, il che segnerebbe il terzo anno consecutivo di recessione. Questa situazione è particolarmente allarmante considerando che la Germania si trova ad affrontare la fase di stagnazione più lunga della sua storia dal Dopoguerra.

Fattori alla base della crisi

La crisi economica tedesca è il risultato di una combinazione di fattori sia congiunturali che strutturali: aumento della concorrenza sui mercati esteri, in particolare dalla Cina, costi energetici elevati, persistente livello alto dei tassi d’interesse, debolezza strutturale presente dal 2018, prospettive economiche incerte.

Settori più colpiti

L’industria manifatturiera, tradizionalmente il pilastro dell’economia tedesca, sta subendo un’interruzione strutturale. Anche il settore edilizio sta registrando una scarsa domanda, mentre la fiducia dei consumatori è in calo.

Prospettive future

Le previsioni per il futuro immediato non sono rosee. La Bundesbank prevede una crescita marginale dello 0,2% per il 2025, mentre il Consiglio degli Esperti Economici ipotizza un aumento dello 0,4%. Tuttavia, l’OCSE ha indicato che la Germania potrebbe crescere più lentamente rispetto a qualsiasi altra nazione industrializzata nei prossimi anni.

Richieste di intervento

Il presidente della Bdi, Peter Leibinger, ha sottolineato l’urgenza di interventi significativi, tra cui:

  • Investimenti pubblici in infrastrutture moderne
  • Riduzione della burocrazia
  • Abbassamento dei prezzi dell’energia
  • Sviluppo di una strategia chiara per rafforzare l’innovazione e la ricerca

La Germania si trova quindi di fronte a una sfida cruciale: rilanciare un’economia che sembra essere entrata in una fase di debolezza cronica, affrontando al contempo i problemi strutturali che continuano a penalizzare il suo ruolo di motore economico dell’Europa.

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809.000 tedeschi sono troppo ricchi per lavorare

La ricchezza è davvero distribuita in modo così disomogeneo? Effettivamente, questa è l’ipotesi non solo di molti cittadini, ma anche di illustri economisti. Un nuovo studio rileva, infatti, che alcuni tedeschi possiedono così tanto da poter vivere benissimo di quel tanto che già hanno.

Secondo una statistica dell’Ufficio federale di statistica (Statistisches Bundesamt), sarebbero 809.000 i tedeschi che non hanno bisogno di lavorare. Queste persone hanno così tanto danaro o patrimonio che possono vivere anche senza lavorare. Ciò corrisponde a circa l’1% della popolazione totale.

Questo significa che nel 2021 il numero di coloro che possiedono una ricchezza privata tale da non dover per forza lavorare è aumentato di quasi 100.000 unità rispetto al 2020. Nel calcolo del patrimonio personale vengono computati non solo i redditi percepiti dall’individuo, ma anche le entrate derivanti da canoni di locazione, interessi, dividendi e altri tipi di rendita.

L’Ufficio federale di statistica rileva anche che la maggior parte di coloro che possono permettersi il lusso di non lavorare ha un’età compresa tra i 45 e i 65 anni.