La SPD tedesca ha presentato un nuovo concetto di riforma dell’imposta di successione, con l’obiettivo dichiarato di renderla più semplice e più equa, soprattutto per chi eredita poco o nulla. Secondo il partito, l’attuale sistema favorisce in modo eccessivo i grandi patrimoni grazie a eccezioni e regimi speciali, mentre le eredità più modeste risultano proporzionalmente più gravate.
Cosa prevede la proposta SPD
La riforma punta prima di tutto a introdurre una grande franchigia unica. Ogni persona dovrebbe poter ricevere fino a un milione di euro esentasse, una sola volta nell’arco della propria vita, invece dei 400.000 euro ogni dieci anni previsti dalla legge attualmente in vigore. Inoltre, la casa dei genitori resterebbe esente da imposta se i figli la abitano personalmente.
Per le imprese, la SPD propone un trattamento particolare ma più trasparente. Chi eredita un’azienda avrebbe un’esenzione fino a cinque milioni di euro; oltre questa soglia scatterebbero le imposte di successione, che però potrebbero essere pagate a rate nell’arco di vent’anni, così da non mettere subito in crisi la liquidità dell’impresa di famiglia.
Perché il sistema attuale è contestato
Il punto centrale delle critiche riguarda le grandi differenze di trattamento tra tipi di patrimonio. Chi eredita, per esempio, una sola casa plurifamiliare deve pagare l’intera imposta secondo le aliquote normali; chi invece eredita centinaia di appartamenti può spesso dichiarare il tutto come patrimonio d’impresa e sfruttare regimi di favore, fino quasi ad azzerare il carico fiscale. Allo stesso tempo molti imprenditori temono che imposte elevate su immobili e aziende mettano a rischio la sopravvivenza delle loro attività.
Sul piano sociale, la SPD sottolinea che la mancanza di un sistema più equo di tassazione delle eredità rafforza le disuguaglianze. Chi non eredita nulla – e non ha quindi “genitori ricchi” alle spalle – difficilmente riuscirà, con i costi edilizi attuali, a comprare una casa in una vita di lavoro. Spesso queste persone hanno anche minori possibilità di accesso a istruzione di qualità e nessun cuscinetto finanziario per la pensione.
Il contesto costituzionale e le sentenze precedenti
La questione dell’imposta di successione in Germania non è nuova e ha già occupato più volte la Corte costituzionale federale. Nel 2006 i giudici hanno dichiarato incostituzionale la disciplina allora vigente, perché non rispettava il principio di uguaglianza, in particolare per via delle ampie esenzioni per il trasferimento di imprese. Il legislatore è intervenuto nel 2008, mantenendo però la possibilità di grandi “sconti” fiscali per i patrimoni aziendali.
Nel 2014 la Corte ha colpito anche questa seconda versione, giudicando le facilitazioni eccessive e sproporzionate. L’attuale legge, varata nel 2016, consente ancora ai grandi eredi di scegliere tra una “verifica del fabbisogno di esenzione”, che permette di dimostrare di non poter pagare l’imposta con altri mezzi, e un sistema di sconti progressivi per patrimoni d’impresa molto elevati. Proprio contro questa struttura ha fatto ricorso un erede in Baviera, che per una somma relativamente modesta paga proporzionalmente più dell’erede di una grande società: da qui un nuovo giudizio della Corte, il terzo, atteso nei prossimi anni.
L’iniziativa della SPD e gli obiettivi fiscali
Nel suo “Impulspapier”, il gruppo parlamentare socialdemocratico precisa che ereditare “non è di per sé una cosa sbagliata” e che le famiglie devono poter trasmettere il proprio patrimonio senza temere di perdere la casa di abitazione o l’azienda di famiglia. Allo stesso tempo, però, la SPD critica duramente l’attuale ostico e complesso sistema che si caratterizza per le sue numerose eccezioni e i conseguenti privilegi, che a suo avviso tutela soprattutto i grandi patrimoni e ostacola la giustizia fiscale.
Secondo il partito, lo Stato incassa oggi solo circa nove miliardi di euro all’anno di imposta di successione, a fronte di eredità complessive stimate tra 300 e 400 miliardi di euro. L’obiettivo è aumentare in modo significativo questo gettito, soprattutto sulle eredità molto elevate, mantenendo tuttavia franchigie generose per case di abitazione e piccole eredità.
Prospettive politiche e nodi aperti
Politicamente, la SPD si muove da sola: una riforma dell’imposta di successione non è prevista nell’attuale contratto di coalizione con l’Unione (CDU e CSU). Tuttavia, i socialdemocratici potrebbero usare questo dossier come merce di scambio nei negoziati sulle future riforme di pensioni, sanità e mercato del lavoro, mentre la CSU potrebbe insistere su un anticipo del taglio già deciso dell’imposta sulle società.
Resta però una questione fondamentale ancora senza risposta: la SPD non ha indicato chiaramente come verrebbero tassate le quote eccedenti le nuove franchigie, né per i privati né per le imprese. Senza aliquote e scaglioni precisi, è difficile valutare quanto la riforma peserebbe davvero sulla classe media e sul tessuto economico. Per questo il dibattito su equità, competitività e giustizia generazionale è destinato a continuare.
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Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana