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A Berlino quasi un lavoratore su sei lavora per meno di 15 euro l’ora

A Berlino, quasi un lavoratore su sei guadagna meno di 15 euro l’ora. Il salario minimo è attualmente di 13,90 euro, ma chi percepisce meno di questa soglia rischia seriamente la povertà in età pensionabile.

Un minimo più basso delle promesse

Prima della decisione della Commissione sul salario minimo, nel 2025, le aspettative erano più ambiziose. Nel contratto di coalizione, CDU/CSU e SPD avevano indicato 15 euro l’ora nel 2026 come obiettivo “raggiungibile”. Alla fine, però, su proposta della coalizione la ministra del lavoro Bärbel Bas (SPD) ha fissato il nuovo minimo a 13,90 euro l’ora, in vigore dall’inizio del 2026, dopo i precedenti 12,82 euro. Dal 2027 è previsto una nuova soglia fissata a 14,60 euro.

Un problema strutturale in città

In una città come Berlino, con molte occupazioni a basso salario, questo livello è ancora molto lontano dalle esigenze reali. Il deputato berlinese al Bundestag Pascal Meiser (Die Linke) ha chiesto al governo federale un’analisi precisa degli effetti dell’aumento del salario minimo. I dati, resi noti in esclusiva dalla Berliner Morgenpost, mostrano che a Berlino 190.000 lavoratori hanno beneficiato del passaggio a 13,90 euro.

Su un totale di 1,83 milioni di rapporti di lavoro nella capitale, ben 317.000 persone – il 17,3% – guadagnano meno di 15 euro l’ora: in pratica, un occupato su sei. Solo chi raggiunge questa soglia può sperare in una pensione che sia sopra il livello della prestazione minima di sussistenza. A livello nazionale, la quota di lavoratori con un salario inferiore ai 15 euro si ferma intorno al 10%.

Critiche

“Chi tiene in piedi la città ogni giorno ha diritto a un salario decente”, conclude Meiser, eletto nel 2025 nel collegio di Friedrichshain‑Kreuzberg. “Queste cifre mostrano ancora una volta quanto sia urgente per Berlino un salario minimo di 15 euro l’ora”, commenta Meiser. Secondo il deputato della Linke, se il governo vuole davvero che il lavoro duro “renda”, deve affrontare la lobby delle associazioni datoriali che difende forme di dumping salariale e alzare il salario minimo a un livello dignitoso.

Un minimo arrivato tardi

Il salario minimo legale è stato introdotto in Germania solo nel 2015, dopo lunghi dibattiti con una soglia di 8,50 euro l’ora, molto più tardi rispetto a molti altri Paesi occidentali. Da allora è stato aumentato in otto tappe, fino ai 13,90 euro attuali, lungo un percorso che molti giudicano ancora del tutto insufficiente.

Referendum abrogativi. A giugno italiani alle urne

L’8 e il 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati a votare per cinque referendum abrogativi ex articolo 75 della Costituzione. Questi quesiti riguardano temi cruciali come lavoro, sicurezza sul lavoro, contratti a termine e cittadinanza italiana. Anche i cittadini italiani residenti all’estero, inclusi quelli a Berlino, potranno esercitare il loro diritto di voto attraverso modalità specifiche.

Quesiti referendari

I referendum abrogativi mirano a modificare o eliminare alcune normative esistenti. Ecco i temi principali:

  • Jobs Act e licenziamenti illegittimi: abrogazione delle norme che limitano il reintegro per i dipendenti assunti dopo il 2015
  • Licenziamenti nelle piccole imprese: revisione del tetto massimo di sei mensilità per i risarcimenti
  • Contratti a termine e introduzione dell’obbligo di giustificazione per contratti inferiori ai 12 mesi
  • Responsabilità solidale negli appalti: estensione della responsabilità per infortuni sul lavoro
  • Cittadinanza italiana: riduzione da dieci a cinque anni del periodo di residenza legale richiesto per ottenere la cittadinanza italiana.

Modalità di voto per gli italiani residenti a Berlino

Gli italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) possono scegliere tra due opzioni:

  • Voto per corrispondenza: i plichi elettorali verranno inviati direttamente all’indirizzo registrato presso l’AIRE. È fondamentale verificare che i dati anagrafici siano aggiornati tramite il portale FAST IT o contattando la Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Berlino.
  • Voto in Italia: gli elettori possono optare per votare nel proprio comune italiano di iscrizione elettorale. La comunicazione deve essere inviata alla Cancelleria Consolare entro il 10 aprile 2025.

Informazioni pratiche per gli italiani a Berlino

La Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Berlino si trova in Hiroshimastr. 1, 10785 Berlino. Gli elettori possono inviare la comunicazione relativa al voto tramite:

Per tale comunicazione si può anche utilizzare l’apposito modulo scaricabile dal sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (www.esteri.it) o cliccando qui. Il modulo va debitamente compilato, firmato e accompagnato da un documento d’identità.

È importante ricordare che il plico elettorale deve essere rispedito al consolato entro il decimo giorno dalla data del voto affinché venga conteggiato.

Iniziative informative a Berlino

Per sensibilizzare la comunità italiana residente nella capitale tedesca, sono previste iniziative promosse dal Comitato territoriale referendum e dalla CGIL. Un’assemblea informativa si terrà il 5 aprile 2025 a Berlino, con l’obiettivo di spiegare i quesiti referendari e le modalità di voto.

Per ulteriori informazioni si prega di consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Berlino.