Archivi categoria: Politica e società | Politik und Gesellschaft

Perché la SPD si oppone alle nuove restrizioni sulla cannabis medica

La SPD frena il progetto della ministra della Salute Nina Warken (CDU) che mira a restringere l’accesso alla cannabis medica in Germania. Al centro dello scontro politico ci sono timori di abuso da una parte e diritti fondamentali, libertà professionale e norme europee dall’altra.​

Cosa prevede il piano di Warken

Warken (CDU) vuole rendere più difficile la prescrizione e la distribuzione di cannabis medica.

  • Prescrizione solo dopo contatto diretto in presenza tra paziente e medico, escludendo consulti puramente online.
  • Stop alla spedizione: la cannabis medica dovrebbe essere dispensata soltanto da farmacie fisiche, non più tramite consegna a domicilio o piattaforme di e-pharmacy.

La ministra giustifica la stretta con il forte aumento delle importazioni di cannabis medica nel 2024 (+170% nella seconda metà rispetto alla prima), a fronte di un incremento contenuto delle prescrizioni a carico delle casse malattia (+9%). Per lei, questo squilibrio indica un uso improprio tramite piattaforme online a fini di sballo, non terapeutici.​

Perché la SPD dice no alle restrizioni sulla cannabis

Carmen Wegge (SPD), critica il progetto su più piani.

  • Un obbligo di visita in presenza sarebbe un intervento eccessivo nella libertà professionale dei medici e nella libertà di scelta dei pazienti, che oggi possono avvalersi anche della telemedicina.
  • Il divieto di vendita per corrispondenza penalizzerebbe in modo sproporzionato i fornitori esteri e potrebbe violare libertà di servizi e libero scambio all’interno dell’UE.

La SPD chiede quindi una soluzione conforme alla Costituzione e al diritto europeo, che garantisca allo stesso tempo sicurezza dell’approvvigionamento, parità di trattamento e accesso digitale alle terapie a base di cannabis per i pazienti che ne hanno effettivo bisogno.

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Germania, rinviata la presentazione degli incentivi per le auto elettriche

Il governo tedesco punta a rilanciare la domanda di auto elettriche con un nuovo programma di incentivi all’acquisto, ma la presentazione ufficiale subisce uno stop improvviso. Il ministro dell’Ambiente Carsten Schneider (SPD) avrebbe dovuto illustrare le condizioni di accesso alla nuova “Kaufprämie” in conferenza stampa venerdì mattina, ma l’appuntamento è stato rinviato a lunedì per “ultime intese di dettaglio” all’interno del governo.

Secondo le indiscrezioni, il bonus dovrebbe valere retroattivamente per i veicoli elettrici immatricolati a partire dall’inizio dell’anno, con contributi compresi tra 1500 e 6000 euro in base a reddito, situazione familiare e altri criteri. Schneider aveva già dichiarato alla “Bild” che i fondi disponibili sarebbero sufficienti per circa 800.000 auto nei prossimi tre-quattro anni e ha descritto il programma come un impulso mirato all’industria nazionale, che – a suo avviso – dispone di un’offerta competitiva di modelli elettrici. L’annullamento a sorpresa della conferenza, dopo la pubblicazione delle prime cifre, rappresenta tuttavia un momento imbarazzante per il ministro e per la coalizione nero-rossa.

Nuova imposta di successione in Germania: la proposta SPD per più equità tra grandi e piccoli patrimoni

La SPD tedesca ha presentato un nuovo concetto di riforma dell’imposta di successione, con l’obiettivo dichiarato di renderla più semplice e più equa, soprattutto per chi eredita poco o nulla. Secondo il partito, l’attuale sistema favorisce in modo eccessivo i grandi patrimoni grazie a eccezioni e regimi speciali, mentre le eredità più modeste risultano proporzionalmente più gravate.​

Cosa prevede la proposta SPD

La riforma punta prima di tutto a introdurre una grande franchigia unica. Ogni persona dovrebbe poter ricevere fino a un milione di euro esentasse, una sola volta nell’arco della propria vita, invece dei 400.000 euro ogni dieci anni previsti dalla legge attualmente in vigore. Inoltre, la casa dei genitori resterebbe esente da imposta se i figli la abitano personalmente.​

Per le imprese, la SPD propone un trattamento particolare ma più trasparente. Chi eredita un’azienda avrebbe un’esenzione fino a cinque milioni di euro; oltre questa soglia scatterebbero le imposte di successione, che però potrebbero essere pagate a rate nell’arco di vent’anni, così da non mettere subito in crisi la liquidità dell’impresa di famiglia.​

Perché il sistema attuale è contestato

Il punto centrale delle critiche riguarda le grandi differenze di trattamento tra tipi di patrimonio. Chi eredita, per esempio, una sola casa plurifamiliare deve pagare l’intera imposta secondo le aliquote normali; chi invece eredita centinaia di appartamenti può spesso dichiarare il tutto come patrimonio d’impresa e sfruttare regimi di favore, fino quasi ad azzerare il carico fiscale. Allo stesso tempo molti imprenditori temono che imposte elevate su immobili e aziende mettano a rischio la sopravvivenza delle loro attività.​

Sul piano sociale, la SPD sottolinea che la mancanza di un sistema più equo di tassazione delle eredità rafforza le disuguaglianze. Chi non eredita nulla – e non ha quindi “genitori ricchi” alle spalle – difficilmente riuscirà, con i costi edilizi attuali, a comprare una casa in una vita di lavoro. Spesso queste persone hanno anche minori possibilità di accesso a istruzione di qualità e nessun cuscinetto finanziario per la pensione.​

Il contesto costituzionale e le sentenze precedenti

La questione dell’imposta di successione in Germania non è nuova e ha già occupato più volte la Corte costituzionale federale. Nel 2006 i giudici hanno dichiarato incostituzionale la disciplina allora vigente, perché non rispettava il principio di uguaglianza, in particolare per via delle ampie esenzioni per il trasferimento di imprese. Il legislatore è intervenuto nel 2008, mantenendo però la possibilità di grandi “sconti” fiscali per i patrimoni aziendali.​

Nel 2014 la Corte ha colpito anche questa seconda versione, giudicando le facilitazioni eccessive e sproporzionate. L’attuale legge, varata nel 2016, consente ancora ai grandi eredi di scegliere tra una “verifica del fabbisogno di esenzione”, che permette di dimostrare di non poter pagare l’imposta con altri mezzi, e un sistema di sconti progressivi per patrimoni d’impresa molto elevati. Proprio contro questa struttura ha fatto ricorso un erede in Baviera, che per una somma relativamente modesta paga proporzionalmente più dell’erede di una grande società: da qui un nuovo giudizio della Corte, il terzo, atteso nei prossimi anni.​

L’iniziativa della SPD e gli obiettivi fiscali

Nel suo “Impulspapier”, il gruppo parlamentare socialdemocratico precisa che ereditare “non è di per sé una cosa sbagliata” e che le famiglie devono poter trasmettere il proprio patrimonio senza temere di perdere la casa di abitazione o l’azienda di famiglia. Allo stesso tempo, però, la SPD critica duramente l’attuale ostico e complesso sistema che si caratterizza per le sue numerose eccezioni e i conseguenti privilegi, che a suo avviso tutela soprattutto i grandi patrimoni e ostacola la giustizia fiscale.

Secondo il partito, lo Stato incassa oggi solo circa nove miliardi di euro all’anno di imposta di successione, a fronte di eredità complessive stimate tra 300 e 400 miliardi di euro. L’obiettivo è aumentare in modo significativo questo gettito, soprattutto sulle eredità molto elevate, mantenendo tuttavia franchigie generose per case di abitazione e piccole eredità.​

Prospettive politiche e nodi aperti

Politicamente, la SPD si muove da sola: una riforma dell’imposta di successione non è prevista nell’attuale contratto di coalizione con l’Unione (CDU e CSU). Tuttavia, i socialdemocratici potrebbero usare questo dossier come merce di scambio nei negoziati sulle future riforme di pensioni, sanità e mercato del lavoro, mentre la CSU potrebbe insistere su un anticipo del taglio già deciso dell’imposta sulle società.​

Resta però una questione fondamentale ancora senza risposta: la SPD non ha indicato chiaramente come verrebbero tassate le quote eccedenti le nuove franchigie, né per i privati né per le imprese. Senza aliquote e scaglioni precisi, è difficile valutare quanto la riforma peserebbe davvero sulla classe media e sul tessuto economico. Per questo il dibattito su equità, competitività e giustizia generazionale è destinato a continuare.

Erben in Deutschland: Warum die Erbschaftsteuer so umstritten ist

Die Diskussion über die Erbschaftsteuer in Deutschland gewinnt an Bedeutung. Der alle zwei Jahre veröffentlichte Subventionsbericht der Bundesregierung zeigt, wie stark der Staat bestimmte Gruppen steuerlich entlastet. Besonders auffällig: Die größten Steuervergünstigungen betreffen Menschen, die Unternehmen oder Unternehmensanteile erben oder geschenkt bekommen.

1. 8,8 Milliarden Euro Steuerverzicht – der teuerste Posten im Subventionsbericht

Laut dem Bericht vom September 2025 verzichtet der Staat jährlich auf 8,8 Milliarden Euro, um die Übertragung von Betrieben steuerlich zu begünstigen. Damit ist dieser Bereich der mit Abstand teuerste unter allen Steuervergünstigungen.

Dem gegenüber stehen 13,3 Milliarden Euro Einnahmen aus der Erbschaft- und Schenkungssteuer. Die Zahlen verdeutlichen, wie stark die steuerliche Behandlung von Erbschaften gesellschaftliche Gerechtigkeitsfragen berührt.

2. Tatsächliches Erbvolumen deutlich höher als die Statistik zeigt

Die amtliche Statistik weist für 2024 64,1 Milliarden Euro vererbtes Vermögen und 49 Milliarden Euro verschenktes Vermögen aus. Diese Summen betreffen jedoch nur Vermögen, das tatsächlich besteuert wird. Durch hohe Freibeträge und Ausnahmen liegt das reale Erbvolumen deutlich höher – genaue Zahlen kennt niemand.

Eine Studie des DIW aus dem Jahr 2017 schätzt das jährliche Erb- und Schenkungsvolumen bis 2027 auf bis zu 400 Milliarden Euro. Trotz ihres Alters gilt die Schätzung weiterhin als realistisch.

3. Wer erbt überhaupt? Große regionale Unterschiede

Eine repräsentative Umfrage der Deutschen Bank (2024) zeigt:

  • In Westdeutschland erwartet nur jeder Vierte eine Erbschaft
  • In Ostdeutschland sogar nur jeder Sechste

Mehr als die Hälfte der potenziellen Erblasser schätzt ihren Nachlass auf über 250.000 Euro.

4. Vermögenskonzentration: Die oberen zehn Prozent erhalten fast die Hälfte

Der Armuts- und Reichtumsbericht 2025 zeigt eine deutliche Schieflage:

  • Die reichsten 10 % erhalten fast 50 % aller Erbschaften und Schenkungen
  • Die unteren 50 % erhalten zusammen nur 7 %

Diese Zahlen machen klar: Erben ist einer der stärksten Treiber sozialer Ungleichheit.

5. Reformbedarf: Wie gerecht soll die Erbschaftsteuer sein?

Die zentrale Frage lautet: Wie lässt sich eine gerechte Erbschaftsteuer gestalten, ohne Familienunternehmen zu gefährden?

Zwischen wirtschaftlichen Interessen und gesellschaftlicher Fairness bleibt die Debatte hochaktuell – und wird angesichts wachsender Vermögenskonzentration weiter an Bedeutung gewinnen.

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Diplom-Übersetzer Davide Miraglia
Allgemein beeidigter Dolmetscher und
ermächtigter Übersetzer für die italienische Sprache
Traduttore e interprete giurato per la lingua italiana

Eredità in Germania: perché la tassa di successione è così controversa

Il dibattito sulla tassa di successione in Germania è più attuale che mai. Il rapporto biennale sulle sovvenzioni del governo federale mostra chiaramente quali gruppi beneficiano maggiormente delle agevolazioni fiscali. In cima alla lista: chi eredita o riceve in dono aziende o quote societarie.

1. 8,8 miliardi di euro di agevolazioni fiscali – il costo più alto per lo Stato

Secondo il rapporto del settembre 2025, lo Stato rinuncia ogni anno a 8,8 miliardi di euro per favorire il trasferimento di imprese. Nessun’altra agevolazione fiscale è così costosa.

Allo stesso tempo, l’imposta su successioni e donazioni genera 13,3 miliardi di euro di entrate. Una contraddizione che alimenta il dibattito sulla giustizia fiscale.

2. Il volume reale delle eredità è molto più alto dei dati ufficiali

Le statistiche ufficiali per il 2024 registrano 64,1 miliardi di euro di patrimoni ereditati e 49 miliardi di euro donati. Ma questi dati includono solo i valori effettivamente tassati.

Grazie a franchigie elevate e numerose eccezioni, il patrimonio realmente trasferito è molto più grande. Una stima del DIW del 2017 parla di fino a 400 miliardi di euro l’anno entro il 2027 – una cifra che molti esperti considerano ancora plausibile.

3. Chi eredita davvero? Differenze marcate tra est e ovest

Un sondaggio rappresentativo della Deutsche Bank (2024) rivela:

  • Nell’ovest della Germania solo una persona su quattro si aspetta un’eredità
  • Nell’est solo una su sei

Più della metà dei potenziali testatori valuta il proprio patrimonio in oltre 250.000 euro.

4. Concentrazione della ricchezza: il 10% più ricco riceve quasi la metà

Il Rapporto su povertà e ricchezza del 2025 è chiaro:

  • Il 10% più ricco riceve quasi il 50% di tutte le eredità e donazioni
  • Il 50% più povero riceve appena il 7%

L’eredità è quindi uno dei principali fattori che alimentano la disuguaglianza economica.

5. Una riforma è necessaria: quale deve essere il prezzo della giustizia socilae?

La domanda centrale rimane sempre la stessa: Come rendere più equa la tassa di successione senza mettere a rischio le imprese familiari?

Tra esigenze economiche e giustizia sociale, il tema continuerà a occupare un ruolo centrale nel dibattito politico tedesco.