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Referendum Cannabis Legale

Parte la raccolta firma per il quesito referendario sugli stupefacenti depositato presso la Corte di Cassazione lo scorso 7 settembre che mira a intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative. Nello specifico il quesito propone di depenalizzare la condotta di coltivazione di qualsiasi sostanza intervenendo sulla disposizione di cui all’art. 73, comma 1 del D.P.R. del 9 ottobre 1990, n. 309, e di eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla cannabis (con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito di cui all’art. 74, intervenendo sul 73, comma 4, del D.P.R. del 9 ottobre 1990, n. 309).
Sul piano amministrativo, invece, il quesito propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente destinata a tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa.

Adesso l’obiettivo è raggiungere 500mila firme in 20 giorni, anche grazie alla firma digitale. È possibile firmare fin da subito sul sito www.referendumcannabis.it. Dopo solo un paio di ore dal lancio della campagna per la raccolta firme sono state raccolte già 50.000 firme. All’iniziativa coordinata dall’Associazione Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone e Società della Ragione aderiscono anche Radicali italiani +Europa e Possibile. 

Nel comunicato di lancio dell’iniziativa referendaria si legge: «Quello della coltivazione, vendita e consumo di cannabis è una delle questioni sociali più importanti nel nostro Paese. Un tema che attraversa la giustizia, la salute pubblica, la sicurezza, la possibilità di impresa, la ricerca scientifica, le libertà individuali e, soprattutto, la lotta alle mafie. Sono 6 milioni i consumatori di cannabis in Italia, tra questi anche moltissimi pazienti spesso lasciati soli dallo Stato nell’impossibilità di ricevere la terapia, nonostante la regolare prescrizione. Questi italiani hanno oggi due sole scelte: finanziare il mercato criminale nelle piazze di spaccio o coltivare cannabis a casa rischiando fino a 6 anni di carcere. Un dibattito che non può più essere rimandato e deve essere affrontato con ogni strumento democratico».

Secondo l’ultima Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze la spesa complessiva per il consumo di sostanze stupefacenti ammonterebbe a 16,2 miliardi di euro. «Soldi – sostengono Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani – che sono finiti direttamente nelle tasche della criminalità organizzata. Di questi ben 6,3 miliardi di euro (39% del totale) derivano dal mercato nero dei cannabinoidi. Legalizzare vuol dire togliere ossigeno alle mafie che gestiscono il traffico e lo spaccio. E  cambierebbe letteralmente la vita a decine di migliaia di persone, risucchiate nel circuito repressivo».

Il quesito referendario depositato presso la Corte di Cassazione:
“Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309,  avente ad oggetto “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza“, limitatamente alle seguenti parti:  
-Articolo 73, comma 1, limitatamente all’inciso “coltiva”;  
-Articolo 73, comma 4, limitatamente alle parole “la reclusione da due a 6 anni e”;   
-Articolo 75, limitatamente alle parole “a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;”

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Il “Migrationspaket” in breve

Cosa prevede il tanto discusso pacchetto di leggi sull’immigrazione approvato il 7 giugno 2019?

Legge sull’immigrazione di lavoratori qualificati

In sostanza, questa legge mira a rendere la Germania più attraente per gli stranieri non comunitari in possesso di una qualifica professionale ponendo quindi rimedio alla carenza di lavoratori qualificati. In linea di principio, tutti i lavoratori sufficientemente qualificati e con un contratto di lavoro avranno la possibilità di emigrare in Germania. Ai lavoratori qualificati che non hanno un contratto di lavoro verrà offerta la possibilità venire in Germania per sei mesi per cercare lavoro. Finora, questo era possibile solo per i laureati. I prerequisiti sono la sufficiente conoscenza del tedesco e l’autosufficienza economica. Gli operatori del settore IT non dovranno neanche più di dimostrare di essere in possesso di una qualifica professionale.
Inoltre, con questa legge viene meno il cosiddetto “controllo di priorità”, che finora ha dato priorità ai cittadini tedeschi e agli stranieri dell’UE nella copertura di un posto vacante.

Legge sulle espulsioni: la “legge sul rimpatrio ordinato”

Con questa legge il governo intende rendere più facili le espulsioni di rifugiati con obbligo di rimpatrio. Questa legge renderà più facile il trattenimento ai fini dell’allontanamento e la detenzione cautelare. Poiché vi sono troppo pochi posti nei centri di espulsione, i Länder dovranno collocare nei loro istituti penitenziari i richiedenti asilo con obbligo di rimpatrio, ma a condizione che vengano separati dagli altri detenuti. Inoltre sono previste sanzioni per i richiedenti asilo respinti che non collaborano alla propria identificazione.

Modifica della legge sui sussidi per i richiedenti asilo

Questa modifica prevede che i sussidi vengano adeguati alle relative disposizioni della Corte costituzionale federale. I richiedenti asilo che risiedono legalmente in Germania riceveranno quindi meno sovvenzioni: il sussidio previsto per i single verrà decurtato di dieci euro e passa quindi da 354 a 344 euro. Per i richiedenti asilo che alloggiano in abitazioni collettive è previsto un importo inferiore (310 euro). Anche coloro che abbiano già presentato domanda di asilo altrove riceveranno meno di quanto previsto dalla legge sui sussidi per i richiedenti asilo. I costi per l’elettricità e per la manutenzione degli alloggi dovranno essere garantiti in forma di conferimenti in natura.

Per contrastare l’abbandono del percorso di formazione e di studi tra i rifugiati, i sussidi sociali per i richiedenti asilo potranno essere percepiti anche dopo il quindicesimo mese di soggiorno in Germania. Inoltre, per i rifugiati che lavorano su base volontaria, verrà applicata una franchigia fiscale di 200 euro. I richiedenti asilo disposti a lavorare avranno accesso ai corsi di lingua, anche se le loro possibilità di ottenere lo status di rifugiati dovessero risultare scarse.

Legge sulla tolleranza in materia di formazione e occupazione

Questa legge riguarda i cosiddetti rifugiati “tollerati” da almeno 12 mesi che probabilmente non lasceranno più il Paese. Per “tollerati” si intendono quei rifugiati ai quali non è stato concesso l’asilo e che rimangono comunque in Germania, poiché le condizioni critiche nei Paesi di origine rendono impraticabile il respingimento immediato. Solo coloro che sono stati “tollerati” in Germania per almeno un anno e che lavorano a tempo pieno (35 ore) da almeno 18 mesi possono acquisire, proprio in virtù della cosiddetta “tolleranza occupazionale”, lo status di residenti. Dopo 30 mesi si acquisirà il diritto di soggiorno. Altri requisiti sono che la propria situazione economica non dipenda dai sussidi sociali, una sufficiente conoscenza della lingua tedesca e l’assenza di condanne per reati di tipo doloso. Ciò vale anche per i rispettivi coniugi.

Legge sulla rimozione dei limiti temporali relativi alla legge sull’integrazione

La legge riguarda principalmente l’obbligo di residenza dei richiedenti asilo. Nel 2016 è stato introdotto l’obbligo, per i rifugiati riconosciuti come tali, a rimanere per tre anni nello Stato federale in cui è stata aperta la procedura d’asilo. Con la nuova legge, la limitazione di tale obbligo dei tre anni decade rendendo l’obbligo di residenza nello Stato federale permanente. Inoltre, gli Stati federali possono assegnare una residenza o vietare lo spostamento in altri comuni. Sono previste eccezioni per casi particolari o per i casi in cui si sia trovato lavoro altrove.

Modifica della legge sulla cittadinanza

Ai terroristi con doppio passaporto verrà ritirata la cittadinanza tedesca. Verrà negata la naturalizzazione a tutti coloro che vivono in matrimoni multipli e i termini per revocare le naturalizzazioni ottenute vengono estesi da cinque a dieci anni.

Legge sul miglioramento dello scambio di dati

La (seconda) legge sul miglioramento dello scambio di dati stabilisce che in futuro le autorità potranno accedere più facilmente ai dati del registro centrale per gli stranieri, in cui sono memorizzate informazioni su circa 10,6 milioni di persone senza passaporto tedesco. Tra queste autorità vi sono gli uffici di assistenza ai giovani, ma anche i servizi di polizia e di sicurezza. La legge prevede, inoltre, la registrazione delle impronte digitali dei bambini.