I falsi amici: “asozial” vs. “asociale”

In linguistica, i “falsi amici” sono parole che sembrano simili in due lingue ma hanno significati diversi, creando confusione per chi traduce o impara una nuova lingua. Un esempio classico tra tedesco e italiano è “asozial” rispetto a “asociale”: pur condividendo la radice “a-” (privativa) e “sozial/sociale”, i loro usi divergono nettamente.​

Significato di “asociale” in italiano

“Asociale” descrive una persona che evita il contatto sociale per scelta personale, spesso per introversione o timidezza, senza danneggiare gli altri.
Non implica condanna morale: un asociale può preferire la solitudine alla compagnia, ma rispetta le norme sociali.
È un tratto psicologico neutro o descrittivo, simile all’inglese “asocial”.

Significato di “asozial” in tedesco

“Asozial” indica invece un comportamento attivamente dannoso per la società, come antisociale o criminale: si associa a chi viola norme, è parassitario o “gemeinschaftsunfähig” (incapace di comunità).
Storicamente, il termine ha connotazioni gravi: durante il nazismo etichettava poveri, alcolisti o “indesiderabili” per sterilizzazioni e persecuzioni; oggi resta un insulto forte per “sfigati” o emarginati.​
Dizionari italiani lo traducono genericamente come “asociale”, ma questo ignora la carica negativa.

Perché è un falso amico pericoloso

Usare “asozial” come “asociale” può offendere gravemente: chiamare qualcuno “asozial” in tedesco è come dire “delinquente sociale”, non solo “eremita”.


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