Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, insieme ad altri sette capi di Stato e di governo europei, ha chiesto all’Unione Europea di valutare un possibile divieto d’ingresso per i soldati russi che hanno partecipato alla guerra contro l’Ucraina. In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo António Costa, i leader avvertono che l’ingresso di questi individui nel territorio Schengen rappresenterebbe un serio rischio per la sicurezza interna.
La preoccupazione nasce dal fatto che tra i combattenti russi figurano oltre 180.000 criminali condannati, liberati dalle carceri russe per essere mandati al fronte. Secondo i firmatari della proposta, tali persone potrebbero commettere reati, unirsi a reti criminali o gruppi estremisti, o sostenere attività ostili della Federazione Russa in Europa.
Già alcune settimane fa, l’Estonia aveva lanciato una prima iniziativa in questa direzione. Un documento citato dall’agenzia di stampa tedesca DPA stima che, dal 2022, circa 1,5 milioni di cittadini russi abbiano preso parte alle operazioni militari in Ucraina e che circa 640.000 siano tuttora impegnati al fronte.
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